Stralci della biografia di Ibrahimovic

Aperto da Magnopèl, 03 Nov 2011, 12:58

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Nesta idolo

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Citazione di: Giacomo il 07 Nov 2011, 22:32
che poi ho scoperto che la rissa tra onyewu e ibraimovic è stata filmata da sky che non ha mandato in onda le immagini (chissà su pressione di chi) mentre quando mancini e couto si azzuffarono il filmato finì in mondo visione

scusate l'O.T.
Ma Sky fa informazione...

Tarallo

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Citazione di: bombo il 08 Nov 2011, 09:31
Era all'Inter, la Champion l'ha vinta il Barça, è andato al Barça e l'Inter è diventata campione d'europa, è andato al Milan e il Barça ha rivinto la Champions...

Salta clamorosamente agli occhi una omissione che non puo' essere casuale, e cioe' il fatto che ha vinto uno scudetto dovunque sia andato per 7 anni di fila, se non sbaglio.
Nel voler usare i fatti per sostenere le nostre ipotesi mi pare che il tuo post batta un record, eh... ;))

est1900

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Citazione di: BiancoAzzurro il 08 Nov 2011, 12:09
Magari giocasse da noi.

Ma che scherzi? Va a tre piotte con la macchina...mica è moralizzato.
Me lo prenoterei per farlo svernare qua, altro che cazzi.
Anche solo per riconoscenza.

giggio

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Citazione di: est1900 il 08 Nov 2011, 12:25
Ma che scherzi? Va a tre piotte con la macchina...mica è moralizzato.
Me lo prenoterei per farlo svernare qua, altro che cazzi.
Anche solo per riconoscenza.
vabbè ma chi ha detto che non lo vorrebbe, è un topic sulle sue alte qualità di minchione che ha voluto rendere pubbliche

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bombo

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Citazione di: Tarallo il 08 Nov 2011, 12:14
Salta clamorosamente agli occhi una omissione che non puo' essere casuale, e cioe' il fatto che ha vinto uno scudetto dovunque sia andato per 7 anni di fila, se non sbaglio.
Nel voler usare i fatti per sostenere le nostre ipotesi mi pare che il tuo post batta un record, eh... ;))

Non credo siano sette, forse sono di più, anzi ne sono abbastanza sicuro. Non voglio dire che come calciatore non sia importante, in alcuni casi determinante (gli scudetti dell'Ajax e, forse, della Juve), anzi rimane un calciatore che sposta gli equilibri, ma le cose che ha scritto sono delle boiate paurose; tra le altre cose dalla sua descrizione dell'ambiente blaugrana, di Guardiola e di se stesso, chi ne esce con le ossa rotte è proprio Ibrahimovic. 

Andre

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Citazione di: Andre il 07 Nov 2011, 21:27
credo sia un caso unico nella storia del calcio: sono 10 anni che la squadra in cui milita è prima nel proprio campionato nazionale

Va bene che non conto nulla, ma ogni tanto perdete due minuti a leggerli, i miei post :-)

Tornando ai giocatori "esuberanti", negli anni '70 una squadra ne annoverava diversi ...

Tarallo

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Citazione di: Andre il 08 Nov 2011, 13:54
Va bene che non conto nulla, ma ogni tanto perdete due minuti a leggerli, i miei post :-)

Puci, essi bbono, ciavemo da fa' noi qua, non potemo legge tutto.



:DD

Svennis

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In patria é secondo solo a Gustav Vasa, Re del regno svedese del '500.
Sul sito di Aftonbladet mi pare ci sia una sezione tutta deticata a lui nel calcio. Inghilterra, Spagna, Germania, Italia, Zlatan, Svezia e poi tutti i campionati minori.

C'é da dire peró che molti lo considerano un decerebrato perché a scuola é stato sempre una capra, lo svedese che parla fa schifo (complice pure il fatto che é di Malmö e lí parlano con una patata in bocca) e perché non é nuovo a zlatanate, tipo quella della macchina a 350 k/h con la polizia alle spalle.

Per rendere l'idea usando un linguaggio matematico oserei dire che se metti a sistema l'equazione di Totti, con quella di Cassano, esce Zlatan Ibrahimovic.





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Nesta idolo

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Non smettono di stupire le anticipazioni della biografia di Zlatan Ibrahimovic. Dopo le rivelazioni sulle liti con Guardiola e Onyewu arrivano quelle sul suo arrivo in Italia, Calciopoli, l'Inter e il Milan. Il passaggio più interessante è quello in cui lo svedese racconta la sua Calciopoli, vissuta ai tempi bianconeri: "Non sono mai stato amico degli arbitri, nessuno della nostra squadra lo era. No, no, eravamo semplicemente i migliori e ci dovevano affondare, ecco la verità".

Ecco qui di seguito alcuni stralci della biografia di Ibra intitolata: "Dico tutto. Mi metto a nudo". Un titolo azzeccatissimo a giudicare da questi passaggi del libro.

L'ARRIVO IN ITALIA - Mino Raiola vs Luciano Moggi
Portarmi a Torino non sarebbe stato semplice. Io e Mino Raiola riuscimmo a incontrare Moggi in segreto una mezz'ora a Montecarlo, durante il Gran Premio di Monaco di Formula Uno, suppongo fosse lì per affari. Dovevamo vederci in una saletta vip dell'aeroporto, ma c'era un traffico pazzesco e non riuscivamo ad avanzare con la macchina. Fummo costretti a scendere e a correre, e Mino non si può definire un grande atleta. È un ciccione. Ansimava ed era fradicio di sudore. Non si era certo fatto bello per l'incontro: indossava degli shorts hawaiani, una maglietta Nike e scarpe da jogging senza calze, e ormai era completamente zuppo. Arrivammo nella famosa saletta vip dell'aeroporto e lì dentro c'era fumo dappertutto. Luciano Moggi, in un completo elegantissimo, era alle prese con un grosso sigaro; si capiva subito che era un individuo di potere. Era abituato che la gente facesse come diceva lui. Fissò Mino: «Ma come ti sei conciato?». «Sei qui per dare consigli di stile o per parlare di affari?» sibilò Mino di rimando, e fu lì che tutto cominciò.

CALCIOPOLI
Come sempre, quando qualcuno domina, altri vogliono tirarlo nel fango, e non mi stupiva affatto che le accuse venissero fuori quando stavamo per vincere di nuovo il campionato. Stavamo per portare a casa il secondo scudetto consecutivo quando scoppiò lo scandalo, e la situazione era grigia, lo capimmo subito. I media trattavano la faccenda come una guerra mondiale. Ma erano balle, almeno per la gran parte. Arbitri che ci favorivano? Ma andiamo! Avevamo lottato duramente, là in campo. Avevamo rischiato le nostre gambe, e senza avere nessun aiuto dagli arbitri, queste sono cazzate! Io dalla mia parte non li ho avuti proprio mai, detto in tutta franchezza. Sono troppo grosso. Se uno mi viene addosso io rimango fermo, ma se finisco io addosso a qualcuno quello fa un volo di quattro metri. [...] Non sono mai stato amico degli arbitri, nessuno della nostra squadra lo era. No, no, eravamo semplicemente i migliori e ci dovevano affondare, ecco la verità.[...] La Juventus organizzò una riunione di crisi nella nostra saletta fitness, in palestra, e non la dimenticherò mai. Moggi all'apparenza sembrava quello di sempre, ben vestito e forte. Ma era un altro Moggi. Proprio allora era venuto a galla un nuovo scandalo che riguardava suo figlio, una qualche storia di infedeltà coniugale, e lui ne parlò, di come fosse offensivo, ed ero d'accordo: erano faccende personali che non avevano nulla a che fare con il calcio, ma non fu quello a colpirmi di più. Fu il fatto che cominciò a piangere, proprio lì, davanti a tutti noi. Fu come un pugno nello stomaco. Non l'avevo mai visto debole prima. Quell'uomo aveva sempre avuto padronanza di sé, aveva irradiato potere e forza. Adesso all'improvviso, ero io a provare compassione per lui. Il mondo si era rovesciato.

L'ARRIVO ALL'INTER – Moratti e i clan
La vera sfida era rompere quei cazzo di gruppetti. Li odiai fin dal primo giorno, e non dipendeva soltanto dal fatto che io venivo da Rosengård, dove ci si mischiava senza problemi: turchi, somali, jugoslavi, arabi. Era anche perché l'avevo visto già molto chiaramente, sia alla Juventus sia all'Ajax: tutte le squadre rendono molto meglio quando fra i giocatori c'è coesione. All'Inter era l'opposto. Là in un angolo stavano seduti i brasiliani; gli argentini stavano in un altro e tutti gli altri in un terzo. Era una cazzata. Così considerai come mio primo grande test da leader porre fine a quella situazione. Andavo in giro e dicevo: «Cos'è questa storia? Perché state lì seduti tra di voi come dei bambini?». Quelle barriere invisibili erano troppo nette. Perciò andai nuovamente da Moratti, e fui più chiaro possibile. L'Inter non vinceva il campionato da secoli. Volevamo andare avanti così? Dovevamo essere dei perdenti solo perché la gente non aveva voglia di parlarsi? «Ovviamente no» disse Moratti. «Ma allora bisogna rompere questi dannati clan. Non possiamo vincere se lo spogliatoio non è unito».

IL MILAN, LO SCUDETTO E CASSANO
In dicembre il Milan acquistò Antonio Cassano. Cassano ha un po' la fama del bad boy come me, gli piace mettersi in mostra e parlare di sé come di un giocatore fantastico. Il ragazzo ne ha passate parecchie, e spesso ha avuto problemi con compagni e allenatori, fra l'altro con Capello ai tempi della Roma. Ma Antonio ha una meravigliosa qualità nel suo gioco. Mi piace davvero, e con lui siamo diventati una squadra ancora migliore. [...] L'arbitro fischiò la fine dell'incontro, avevamo vinto lo Scudetto. Tutta la panchina si riversò in campo e lo stadio si riempì di fumogeni. La gente urlava e cantava per noi, c'era un'atmosfera bella e folle. Era fantastico. Allegri fu lanciato in aria da tutti, mentre Gattuso correva in giro con una magnum di champagne ad annaffiare tutti. Cassano era intervistato dalla tv e tutti intorno a me erano come impazziti. Ci furono molti «Grazie, Ibra, hai mantenuto la promessa», ma anche cazzate tipo: «Fai qualcosa a Cassano laggiù!». «Tipo cosa?» «Tiragli un calcio, tu sei quello del kung fu, no?» E certamente, lo ero, fin da quando io e papà guardavamo i film di Bruce Lee in tv, quindi perché no? Eravamo tutti su di giri, e Cassano era un bel tipo. Un calcio poteva anche fargli piacere... Passai accanto a lui e al giornalista che lo stava intervistando e lo colpii in testa: non forte, ma nemmeno troppo piano. «Che sta facendo?» disse il giornalista. «Quello è matto» fece Cassano. «L'hai detto tu!» «Ma i giocatori che ci fanno vincere il campionato possono fare quello che vogliono» disse Cassano, e rise. Però si era fatto male, dopo andava in giro con una borsa del ghiaccio sulla testa. Era stato un gesto d'affetto un po' pesante, forse, ma in ogni caso poi cominciò la festa vera.

Zamorano

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Citazione di: Tarallo il 08 Nov 2011, 12:14
Salta clamorosamente agli occhi una omissione che non puo' essere casuale, e cioe' il fatto che ha vinto uno scudetto dovunque sia andato per 7 anni di fila, se non sbaglio.
Nel voler usare i fatti per sostenere le nostre ipotesi mi pare che il tuo post batta un record, eh... ;))
Se posso dire la mia: nelle tre stagioni all'Inter in cui ha giocato la champions, nei momenti topici è sempre sparito, ricordo in particolare l'ottavo di finale contro il Liverpool e quello contro il Manchester l'anno successivo, dove si mangiò 3 occasioni colossali che forse ci avrebbero fatto passare il turno. È andato a Barcellona e è risultato nullo nella semifinale contro l'Inter, anzi direi quasi dannoso visto che per colpa sua la squadra ha praticamente giocato in dieci. E le stesse cose, seppur con qualche attenuante dovuta alla giovane età (ma gente come Messi o Cristiano Ronaldo a 24 anni in Europa ha già fatto sfracelli) si possono dire anche per le performance europee con Ajax e Juventus.
Tutto questo per dire che un campione si riconosce soprattutto nelle partite che contano. E ferme restando le grandissime capacità di Ibrahimovic, mi ha sempre dato l'idea di uno a cui torna molto comodo dare la colpa agli altri quando qualcosa non va, invece di riconoscere i suoi limiti oggettivi in campo europeo.

Prendi Eto'o ad esempio, uno che si esalta nelle partite importanti (ha segnato 2 reti in due finali di Champions, entrambe decisive) e non solo contro Valladolid o Chievo Verona, altra pasta secondo me.

bombo

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Citazione di: Tarallo il 08 Nov 2011, 12:14
Salta clamorosamente agli occhi una omissione che non puo' essere casuale, e cioe' il fatto che ha vinto uno scudetto dovunque sia andato per 7 anni di fila, se non sbaglio.
Nel voler usare i fatti per sostenere le nostre ipotesi mi pare che il tuo post batta un record, eh... ;))

Poi sia chiaro, io uno cosi in squadra lo vorrei sempre.  ;)

Reorx

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Citazione di: COLDILANA61 il 03 Nov 2011, 14:18
Stavo pensando la stessa cosa . Sai che coppia con l'altro coattone de noantri .  8)

MAI!
Non dirlo manco pe scherzo... :stop

:asrm

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