asroma, ambientino niente male

Aperto da Tarallo, 27 Nov 2011, 17:10

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Centurio

*
Lazionetter
* 20.566
Registrato
Citazione di: cosmo il 28 Nov 2011, 15:39
Cissè a Napoli non è stato tra i migliori: finora, oltre a  non segnare quanto i tifosi e la società si aspettavano, il francese è apparso un corpo (affollato di troppi tatuaggi) estraneo alla squadra, tanto che la decisione di privarsene a Lecce potrebbe non risultare dolorosa. Nemmeno per i tifosi, ormai delusi e stanchi del comportamento dell'eccentrico attaccante dalle acconciature poco morali. Anche per i compagni che hanno chiesto in coro a Zio Edy di escluderlo dalla rosa per poter ritrovare quella coesione continuamente auspicata dal presidente.
Il tecnico quasi jugoslavo parlerà oggi con l'attaccante ma intanto il Ds Tare ha tenuto a ribadire la propria filosofia: «Mi avete chiesto di costruire una squadra praticamente senza budget; non posso certo dare anche retta all'allenatore che ha esigenze che non vanno d'accordo con la politica societaria.». Queste le parole volate nelle segrete stanze di Formello a dimostrazione che l'episodio avvenuto sul campo fra Cissè e Del Nero (per lui si parla di fratture multiple e di un lentissimo recupero che lo terrà fuori dal campo per le partite decisive, proprio ora che aveva convinto tutti) non sia stato un fuoco di paglia ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di lacrime e sangue.
Il rendimento casalingo della Lazio (solo due vittorie arrivate all'ultimo minuto contro un grandissima squadra come la roma e contro il Parma per un rimpallo fortunoso) è preoccupante ed è la prova lampante di un mercato disastroso, di una comunicazione lacunosa, di una guida tecnica poco ambiziosa e di un ambiente saturo di polemiche. Altro che cazzotti, verrebbe da dire.
Il presidente Lotito, durante la recente visita al nostro giornale, ha platealmente esibito il bonifico di un milione di euro – il suo stipendio annuale – sventolandolo in faccia a chi si azzardava a criticare le scelte societarie. Per un attimo, in redazione, pensavamo che Lotito volesse cacciarci via tutti come fece a Formello con il collega Abbate, ma l'idea di intasare Via Del Tritone con un esercito di giornalisti lo ha frenato.
Non c'è nulla da fare. L'operazione antipatia continua e di cultura sportiva nemmeno l'ombra. La Lazio continua a non saper vincere e a non saper perdere. Altro che schiaffi e parole pesanti negli spogliatoi, come i molti inviati a Formello testimoniano ogni giorno, malgrado i tentativi di Stefano De martino di censurarci.
Nel mondo del pallone si è sempre sostenuto che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, ma qui si esagera. Lotito, Reja, Tare sono disposti a negare anche l'evidenza tuonando contro chi si impiccia. Ma noi ci impicciamo, perché i tifosi vogliono sapere. Specie se dall'altra parte del Tevere è in atto un'operazione rivoluzionaria di stile, garbo ed educazione al giuoco del calcio da far tremare i polsi a Messi e compagnia, figuriamoci a giocatori bolliti come Cissè, il decrepito Matuzalem, lo spocchioso Klose, il fortunato Marchetti, il sempre rotto Konko e l'indefinibile Lulic (terzino? Centrocampista? Boxer anche lui come il tatuato?)
Eppure Reja aveva un compito facile, perché sempre trattato con i guanti bianchi da un ambiente tutt'altro che marcio ma che chiedeva solamente di giocare il derby a viso aperto, imitando il gioco magnifico dell'asturiano. Magari anche di perderlo, invece che vincerlo per un colpo basso al 94 minuto.
Gli screzi registrati nel dopopartita confermano che il club non è e non è mai stato al fianco del matusalemmico mister e questo per i tifosi non può sicuramente costituire una garanzia. Del resto, che razza di allenatore è, un allenatore che non ha il polso per evitare che due giocatori si picchino in campo, sul pullman o in discoteca (dove spesso si incontrano anche di sabato pomeriggio quando la partita è alle 18.00)
Tensioni di questo tipo in campo non possono capitare; diciamocela tutta: è una tragedia. Fortunatamente solo sportiva, perché non vogliamo nemmeno pensare a conseguenze peggiori del gesto di Cissè, che invece di scrivere su twitter sarebbe ora che facesse ballonzolare il pallone dentro la porta avversaria.
Scivoloni del genere non possono capitare. Già il conto con gli errori tecnici è in rosso, figuriamoci l'aspetto comportamentale. Lì si affonda nel patetico. Perché Cissè non avrà sicuramente capito di aver sbagliato e il clima nella squadra nei prossimi mesi sarà all'insegna del rancore e dell'involuzione.
Ma chiudiamo con una domanda e una constatazione: cosa succederà al prossimo giocatore della Lazio (finché si chiamerà ancora così, questa ex gloriosa società) quando non passerà un pallone a Cissè?
La constatazione: Oggi c'è da essere contenti ad essere romanisti, giustamente contenti del veleno e della crisi nera in cui versa la società di Formello.
Una lezione di maleducazione e malafede tinta dei colori biancocelesti.

V. C.

:lol: 

happyeagle

*
Lazionetter
* 8.875
Registrato
Citazione di: COLDILANA61 il 28 Nov 2011, 16:28
Chiedo umilmente , all'estensore , l'autorizzazione a pubblicarlo su FB .

Voglio vedere quanto lo capiscono .

Ed ovviamente  :asrm

stai a scherzà , questo non lo capisce neanche ZICHICHI :D

poeta1964

*
Lazionetter
* 1.862
Registrato
Citazione di: cosmo il 28 Nov 2011, 15:39
Cissè a Napoli non è stato tra i migliori: finora, oltre a  non segnare quanto i tifosi e la società si aspettavano, il francese è apparso un corpo (affollato di troppi tatuaggi) estraneo alla squadra, tanto che la decisione di privarsene a Lecce potrebbe non risultare dolorosa. Nemmeno per i tifosi, ormai delusi e stanchi del comportamento dell'eccentrico attaccante dalle acconciature poco morali. Anche per i compagni che hanno chiesto in coro a Zio Edy di escluderlo dalla rosa per poter ritrovare quella coesione continuamente auspicata dal presidente.
Il tecnico quasi jugoslavo parlerà oggi con l'attaccante ma intanto il Ds Tare ha tenuto a ribadire la propria filosofia: «Mi avete chiesto di costruire una squadra praticamente senza budget; non posso certo dare anche retta all'allenatore che ha esigenze che non vanno d'accordo con la politica societaria.». Queste le parole volate nelle segrete stanze di Formello a dimostrazione che l'episodio avvenuto sul campo fra Cissè e Del Nero (per lui si parla di fratture multiple e di un lentissimo recupero che lo terrà fuori dal campo per le partite decisive, proprio ora che aveva convinto tutti) non sia stato un fuoco di paglia ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di lacrime e sangue.
Il rendimento casalingo della Lazio (solo due vittorie arrivate all'ultimo minuto contro un grandissima squadra come la roma e contro il Parma per un rimpallo fortunoso) è preoccupante ed è la prova lampante di un mercato disastroso, di una comunicazione lacunosa, di una guida tecnica poco ambiziosa e di un ambiente saturo di polemiche. Altro che cazzotti, verrebbe da dire.
Il presidente Lotito, durante la recente visita al nostro giornale, ha platealmente esibito il bonifico di un milione di euro – il suo stipendio annuale – sventolandolo in faccia a chi si azzardava a criticare le scelte societarie. Per un attimo, in redazione, pensavamo che Lotito volesse cacciarci via tutti come fece a Formello con il collega Abbate, ma l'idea di intasare Via Del Tritone con un esercito di giornalisti lo ha frenato.
Non c'è nulla da fare. L'operazione antipatia continua e di cultura sportiva nemmeno l'ombra. La Lazio continua a non saper vincere e a non saper perdere. Altro che schiaffi e parole pesanti negli spogliatoi, come i molti inviati a Formello testimoniano ogni giorno, malgrado i tentativi di Stefano De martino di censurarci.
Nel mondo del pallone si è sempre sostenuto che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, ma qui si esagera. Lotito, Reja, Tare sono disposti a negare anche l'evidenza tuonando contro chi si impiccia. Ma noi ci impicciamo, perché i tifosi vogliono sapere. Specie se dall'altra parte del Tevere è in atto un'operazione rivoluzionaria di stile, garbo ed educazione al giuoco del calcio da far tremare i polsi a Messi e compagnia, figuriamoci a giocatori bolliti come Cissè, il decrepito Matuzalem, lo spocchioso Klose, il fortunato Marchetti, il sempre rotto Konko e l'indefinibile Lulic (terzino? Centrocampista? Boxer anche lui come il tatuato?)
Eppure Reja aveva un compito facile, perché sempre trattato con i guanti bianchi da un ambiente tutt'altro che marcio ma che chiedeva solamente di giocare il derby a viso aperto, imitando il gioco magnifico dell'asturiano. Magari anche di perderlo, invece che vincerlo per un colpo basso al 94 minuto.
Gli screzi registrati nel dopopartita confermano che il club non è e non è mai stato al fianco del matusalemmico mister e questo per i tifosi non può sicuramente costituire una garanzia. Del resto, che razza di allenatore è, un allenatore che non ha il polso per evitare che due giocatori si picchino in campo, sul pullman o in discoteca (dove spesso si incontrano anche di sabato pomeriggio quando la partita è alle 18.00)
Tensioni di questo tipo in campo non possono capitare; diciamocela tutta: è una tragedia. Fortunatamente solo sportiva, perché non vogliamo nemmeno pensare a conseguenze peggiori del gesto di Cissè, che invece di scrivere su twitter sarebbe ora che facesse ballonzolare il pallone dentro la porta avversaria.
Scivoloni del genere non possono capitare. Già il conto con gli errori tecnici è in rosso, figuriamoci l'aspetto comportamentale. Lì si affonda nel patetico. Perché Cissè non avrà sicuramente capito di aver sbagliato e il clima nella squadra nei prossimi mesi sarà all'insegna del rancore e dell'involuzione.
Ma chiudiamo con una domanda e una constatazione: cosa succederà al prossimo giocatore della Lazio (finché si chiamerà ancora così, questa ex gloriosa società) quando non passerà un pallone a Cissè?
La constatazione: Oggi c'è da essere contenti ad essere romanisti, giustamente contenti del veleno e della crisi nera in cui versa la società di Formello.
Una lezione di maleducazione e malafede tinta dei colori biancocelesti.

V. C.
Sei un genio del male  :)

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Citazione di: cosmo il 28 Nov 2011, 15:39
Cissè a Napoli non è stato tra i migliori: finora, oltre a  non segnare quanto i tifosi e la società si aspettavano, il francese è apparso un corpo (affollato di troppi tatuaggi) estraneo alla squadra, tanto che la decisione di privarsene a Lecce potrebbe non risultare dolorosa. Nemmeno per i tifosi, ormai delusi e stanchi del comportamento dell'eccentrico attaccante dalle acconciature poco morali. Anche per i compagni che hanno chiesto in coro a Zio Edy di escluderlo dalla rosa per poter ritrovare quella coesione continuamente auspicata dal presidente.
Il tecnico quasi jugoslavo parlerà oggi con l'attaccante ma intanto il Ds Tare ha tenuto a ribadire la propria filosofia: «Mi avete chiesto di costruire una squadra praticamente senza budget; non posso certo dare anche retta all'allenatore che ha esigenze che non vanno d'accordo con la politica societaria.». Queste le parole volate nelle segrete stanze di Formello a dimostrazione che l'episodio avvenuto sul campo fra Cissè e Del Nero (per lui si parla di fratture multiple e di un lentissimo recupero che lo terrà fuori dal campo per le partite decisive, proprio ora che aveva convinto tutti) non sia stato un fuoco di paglia ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di lacrime e sangue.
Il rendimento casalingo della Lazio (solo due vittorie arrivate all'ultimo minuto contro un grandissima squadra come la roma e contro il Parma per un rimpallo fortunoso) è preoccupante ed è la prova lampante di un mercato disastroso, di una comunicazione lacunosa, di una guida tecnica poco ambiziosa e di un ambiente saturo di polemiche. Altro che cazzotti, verrebbe da dire.
Il presidente Lotito, durante la recente visita al nostro giornale, ha platealmente esibito il bonifico di un milione di euro – il suo stipendio annuale – sventolandolo in faccia a chi si azzardava a criticare le scelte societarie. Per un attimo, in redazione, pensavamo che Lotito volesse cacciarci via tutti come fece a Formello con il collega Abbate, ma l'idea di intasare Via Del Tritone con un esercito di giornalisti lo ha frenato.
Non c'è nulla da fare. L'operazione antipatia continua e di cultura sportiva nemmeno l'ombra. La Lazio continua a non saper vincere e a non saper perdere. Altro che schiaffi e parole pesanti negli spogliatoi, come i molti inviati a Formello testimoniano ogni giorno, malgrado i tentativi di Stefano De martino di censurarci.
Nel mondo del pallone si è sempre sostenuto che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, ma qui si esagera. Lotito, Reja, Tare sono disposti a negare anche l'evidenza tuonando contro chi si impiccia. Ma noi ci impicciamo, perché i tifosi vogliono sapere. Specie se dall'altra parte del Tevere è in atto un'operazione rivoluzionaria di stile, garbo ed educazione al giuoco del calcio da far tremare i polsi a Messi e compagnia, figuriamoci a giocatori bolliti come Cissè, il decrepito Matuzalem, lo spocchioso Klose, il fortunato Marchetti, il sempre rotto Konko e l'indefinibile Lulic (terzino? Centrocampista? Boxer anche lui come il tatuato?)
Eppure Reja aveva un compito facile, perché sempre trattato con i guanti bianchi da un ambiente tutt'altro che marcio ma che chiedeva solamente di giocare il derby a viso aperto, imitando il gioco magnifico dell'asturiano. Magari anche di perderlo, invece che vincerlo per un colpo basso al 94 minuto.
Gli screzi registrati nel dopopartita confermano che il club non è e non è mai stato al fianco del matusalemmico mister e questo per i tifosi non può sicuramente costituire una garanzia. Del resto, che razza di allenatore è, un allenatore che non ha il polso per evitare che due giocatori si picchino in campo, sul pullman o in discoteca (dove spesso si incontrano anche di sabato pomeriggio quando la partita è alle 18.00)
Tensioni di questo tipo in campo non possono capitare; diciamocela tutta: è una tragedia. Fortunatamente solo sportiva, perché non vogliamo nemmeno pensare a conseguenze peggiori del gesto di Cissè, che invece di scrivere su twitter sarebbe ora che facesse ballonzolare il pallone dentro la porta avversaria.
Scivoloni del genere non possono capitare. Già il conto con gli errori tecnici è in rosso, figuriamoci l'aspetto comportamentale. Lì si affonda nel patetico. Perché Cissè non avrà sicuramente capito di aver sbagliato e il clima nella squadra nei prossimi mesi sarà all'insegna del rancore e dell'involuzione.
Ma chiudiamo con una domanda e una constatazione: cosa succederà al prossimo giocatore della Lazio (finché si chiamerà ancora così, questa ex gloriosa società) quando non passerà un pallone a Cissè?
La constatazione: Oggi c'è da essere contenti ad essere romanisti, giustamente contenti del veleno e della crisi nera in cui versa la società di Formello.
Una lezione di maleducazione e malafede tinta dei colori biancocelesti.

V. C.

:lol:
Sei un tesoro :luv:

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Osvaldo resta fuori
La squadra 'protesta'Ufficializzata la multa e l'esclusione della punta dopo lo schiaffo a Lamela. I compagni però vogliono che si alleni in gruppo. Ancora in dubbio Totti: per Firenze emergenza attaccodi MATTEO PINCI


Pablo Daniel Osvaldo
Momenti di tensioneROMA - Polveriera, ring, osteria. Solo alcuni delle immagini associate allo spogliatoio della Roma, dopo la rissa di Udine tra Osvaldo e Lamela. Oggi la società, "su input dell'allenatore", ha ufficializzato le sanzioni nei confronti del suo attaccante: "Il calciatore Pablo Daniel Osvaldo - si legge nel comunicato - sarà multato con l'importo massimo consentito dai regolamenti della Lega Calcio". Una sanzione che andrà scontata con il pagamento del 30 per cento dello stipendio mensile, circa 50 mila euro. Ma non solo: "L'allenatore ha disposto per il calciatore l'esclusione dalle convocazioni per la prossima trasferta di Firenze". Ad addolcire, per quanto possibile, una punizione forse anche fuori misura, l'iniziativa della squadra che ha richiesto a Luis Enrique di consentire a Osvaldo di allenarsi con il resto del gruppo. Ma anche il tifo romanista, stavolta, respinge l'ingiunzione del tecnico: "Osvaldo non si tocca".

DIVERGENZA SQUADRA-TECNICO - Punti di vista diversi, quindi, quelli di squadra e allenatore sull'accaduto. Perché Luis, a cui l'episodio è stato raccontato da alcuni membri del suo staff (lui era impegnato nelle interviste del dopogara), avrebbe voluto che il giocatore per tutto il periodo da qui alla partita di Firenze restasse fuori dalla vita di squadra, quasi potesse contagiare il resto dei compagni con il virus della violenza. Non per il gruppo, però. Se anche Lamela aveva già ieri accolto le scuse del compagno di squadra, chiedendo di non sospenderlo, la squadra oggi ha chiesto a gran voce (Heinze, Perrotta) di non mettere fuori rosa il "colpevole". Il gruppo, al di là delle normali simpatie tra argentini, :rotfl2: è unito,  :boxe: semmai piccoli malumori si sono respirati negli ultimi mesi nei confronti dell'allenatore, scherzosamente ribattezzato Zichichi  :smile2: non certo per fargli un complimento. Anche oggi, respingendo la volontà di Luis di escludere Osvaldo da tutte le attività di squadra, i giocatori hanno mandato un segnale, collettivo e univoco, di divergenza di vedute   :shock: con lo staff.

I TIFOSI: "NON SI TOCCA", L'AGENTE: "L'ESCLUSIONE GLI FA MALE" - Divergenza esposta a chiare lettere anche dai tifosi. Se all'Olimpico avevano sposato il progetto di una squadra "mai schiava del risultato", oggi a Trigoria il messaggio era differente: "Osvaldo non si tocca", lo striscione esposto sul muro di cinta del centro sportivo. Intanto, anche l'agente del giocatore ha commentato: "Osvaldo non prenderà bene l'esclusione - ha detto prima che fosse ufficializzata la decisione l'agente Decoud - questa situazione gli fa male, ma non è normale che Dani venga massacrato così, mi aspetto che la società lo difenda. Si sta facendo troppo rumore per una semplice discussione con un ragazzino più giovane". Questione di punti di vista.

OSVALDO-STOP, TOTTI ALTRA BOTTA: E' EMERGENZA ATTACCO - Dopo la scelta di escludere Osvaldo dalla trasferta di Firenze, le preoccupazioni di Luis Enrique si spostano però sul campo. Ad oggi, l'allenatore è certo di poter contare soltanto su due attaccanti: Bojan e Lamela. Un bel problema per chi non ha alcuna intenzione di abbandonare il modulo a tre punte. Anche perché, se fino a ieri sembrava quasi scontato il rientro di Totti a pieno regime, oggi la sfortuna è tornata a farsi viva con il capitano. Che, per la terza volta in sette giorni, ha subito una botta sulla caviglia sinistra, quella operata nel 2006: una calamita, quell'articolazione, che per Luis rischia di trasformarsi in calamità. Soprattutto perché, con Borini fermo ancora per almeno sette giorni, neanche Borriello è ancora rientrato in gruppo, nonostante lo staff sanitario punti forte sulla possibilità di recuperarlo in tempo per aggregarlo alla lista dei convocati. Soltanto se riuscirà a svolgere alcuni allenamenti con il gruppo, però, Luis lo prenderà in considerazione. Anche per questo, cadono quasi in secondo piano i problemi difensivi e l'esperimento, per tutelarsi dopo lo stop di Kjaer (lesione al flessore, arrivederci al 2012) di De Rossi in difesa. I pensieri, inutile negarlo, sono concentrati sulla prima linea: l'allenatore studia il tridente piuma con Pjanic, Bojan e Lamela, tre che insieme sfiorano i 60 anni e si coccola il giovanissimo Caprari, sperando in un recupero lampo dei due senatori. Sicuri sia stata una buona idea escludere Osvaldo?



eaglefly1978

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.694
Registrato
Citazione di: er clauz il 28 Nov 2011, 14:52
ma quindi è stato "the apple" a dare il pugno ad osvaldo......   ;)

:asrm

Si, diventerà come lo sputo DI Poulsen A titty...

biancocelestedentro

*
Lazionetter
* 16.632
Registrato
Citazione di: Wire il 28 Nov 2011, 13:54
Lì qualche fenomeno vero col pallone c'è sul serio. Ho visto fare certe cose a uno vestito da Ronaldinho (quello in mezzo alla Mummia dorata e al Mimo che si aziona quando gli dai una monetina) che non credevo fossero possibili in natura. Roba che la Teoria delle Stringhe ancora non è stata teorizzata per bene e già la mette in crisi.

me ce so fatto pure la foto insieme  :=))

migdan

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.115
Registrato
"OSVALDO NON SI TOCCA"

1- Ebbene? Questo significa automaticamente che va difeso? Confondere i concetti di disciplina e di temperanza in fatto di autoerotismo mi sembra prassi assai superata e fuorviante.
2- Abbiamo sempre sostenuto che sia una pippa, non che si faccia le pippe. O ha provato a farsi Lamela?  :p

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Regina

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 865
Registrato
Ma Osvaldo non era quello che portava al collo il simbolo della pace? Per la serie, la coerenza  :lol:


valpa62

*
Lazionetter
* 4.304
Registrato
Citazione di: Gio il 28 Nov 2011, 13:52
Domani uscirà un' intervista a lamela che ringrazia osvardo per il pugno ...
:D

cosmo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.188
Registrato
Citazione di: Tarallo il 28 Nov 2011, 18:03
Una sanzione che andrà scontata con il pagamento del 30 per cento dello stipendio mensile, circa 50 mila euro.


:lol:

Ma dateglielo lo stipendio sennò come fa a tagliasse il 30 per cento...

:asrm

eaglefly1978

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.694
Registrato
Citazione di: cosmo il 28 Nov 2011, 18:54

:lol:

Ma dateglielo lo stipendio sennò come fa a tagliasse il 30 per cento...

:asrm

vedi che non hai capito? Intanto Osvardo PAGA il 30% dello stipendio alla società, poi se lo piglia per intero QUANDO SARA'...

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

PARISsn

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.398
Registrato
 
Citazione di: eaglefly1978 il 28 Nov 2011, 20:03
vedi che non hai capito? Intanto Osvardo PAGA il 30% dello stipendio alla società, poi se lo piglia per intero QUANDO SARA'...
:) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)

andyco

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.365
Registrato
Io soy lamela e gioco a testa in giù e nello spogliatoio Osvaldo me fa boom boom boom. :)

Palo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.835
Registrato
Ma quando Melli parlava di Osvaldo adatto a "servire" pizze, allora, aveva visto moooolto in là!

Ranxerox

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.502
Registrato
Invece secondo me, ricordandogli quanto precedentemente dichiarato dai loro massimi esponenti, li invita ad essere coerenti e quindi a confermare con intransigenza l'esclusione di Osvaldo a Firenze, visto che già si respirava aria di perdono. Anche se dovesse essere doloroso per tutti privarsene, una filosofia è una filosofia. E se una rivoluzione è una rivoluzione, Osvaldo a Firenze non deve giocare  :). E' un male necessario, si cresce soprattutto cosi.
Nell'articolo, da Laziale doc, tra le righe e con stile, ci infila due vere chicche. La prima dal sapore vagamente perculeggiante (l'annosa tiritera sul "complotto der palazzo"), l'altra a ricordargli i recenti fatti accaduti nella stracittadina.
Sono quelle evidenziate in rosso.

Citazione di: Wire il 28 Nov 2011, 12:14
UNA LEZIONE DI STILE GIALLOROSSO
IL MESSAGGERO (V. CERRACCHIO) - Osvaldo a Udine è stato tra i migliori, finora ha segnato con continuità e privarsene a Firenze è doloroso per tutti. Anche per i compagni che hanno chiesto in coro a Luis Enrique di perdonarlo e reintegrarlo nel gruppo.
Il tecnico spagnolo parlerà oggi con l'attaccante ma a Baldini ha tenuto a ribadire la propria filosofia: «Mi avete chiesto di costruire una squadra e questo è possibile solo con l'aiuto reciproco e l'osservanza delle regole»
Il presidente DiBenedetto, durante la recente visita al nostro giornale, aveva parlato esplicitamente di un nuovo stile: trasparenza e rispetto (anche degli arbitri) come punti fermi. Operazione simpatia e cultura sportiva allo stesso tempo. A dispetto di quanti nel mondo del pallone hanno sempre sostenuto che i panni sporchi si debbano lavare solo in famiglia e sono disposti a negare anche l'evidenza tuonando contro chi si impiccia. Luis Enrique, come sappiamo tutti, non ha un compito facile, perché viene da un altro tipo di calcio, ha dovuto amalgamare giocatori di generazioni diverse e al contempo la piazza reclama risultati immediati.

La vicenda conferma che il club è al suo fianco e questo per i tifosi dovrebbe già costituire una garanzia.
Le tensioni in campo capitano, non è una tragedia. Capitano anche gli scivoloni, il crollo negli ultimi minuti, gli errori dei singoli. Ma un conto è l'aspetto strettamente tecnico, un altro quello comportamentale. Osvaldo avrà capito di aver sbagliato e ne uscirà rafforzato, la squadra non gli porterà rancore e Luis sarà il primo a richiamarlo presto in campo. Si cresce soprattutto così.


Giako77

*
Lazionetter
* 8.663
Registrato
Citazione di: cosmo il 28 Nov 2011, 15:39
Cissè a Napoli non è stato tra i migliori: finora, oltre a  non segnare quanto i tifosi e la società si aspettavano, il francese è apparso un corpo (affollato di troppi tatuaggi) estraneo alla squadra, tanto che la decisione di privarsene a Lecce potrebbe non risultare dolorosa. Nemmeno per i tifosi, ormai delusi e stanchi del comportamento dell'eccentrico attaccante dalle acconciature poco morali. Anche per i compagni che hanno chiesto in coro a Zio Edy di escluderlo dalla rosa per poter ritrovare quella coesione continuamente auspicata dal presidente.
Il tecnico quasi jugoslavo parlerà oggi con l'attaccante ma intanto il Ds Tare ha tenuto a ribadire la propria filosofia: «Mi avete chiesto di costruire una squadra praticamente senza budget; non posso certo dare anche retta all'allenatore che ha esigenze che non vanno d'accordo con la politica societaria.». Queste le parole volate nelle segrete stanze di Formello a dimostrazione che l'episodio avvenuto sul campo fra Cissè e Del Nero (per lui si parla di fratture multiple e di un lentissimo recupero che lo terrà fuori dal campo per le partite decisive, proprio ora che aveva convinto tutti) non sia stato un fuoco di paglia ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di lacrime e sangue.
Il rendimento casalingo della Lazio (solo due vittorie arrivate all'ultimo minuto contro un grandissima squadra come la roma e contro il Parma per un rimpallo fortunoso) è preoccupante ed è la prova lampante di un mercato disastroso, di una comunicazione lacunosa, di una guida tecnica poco ambiziosa e di un ambiente saturo di polemiche. Altro che cazzotti, verrebbe da dire.
Il presidente Lotito, durante la recente visita al nostro giornale, ha platealmente esibito il bonifico di un milione di euro – il suo stipendio annuale – sventolandolo in faccia a chi si azzardava a criticare le scelte societarie. Per un attimo, in redazione, pensavamo che Lotito volesse cacciarci via tutti come fece a Formello con il collega Abbate, ma l'idea di intasare Via Del Tritone con un esercito di giornalisti lo ha frenato.
Non c'è nulla da fare. L'operazione antipatia continua e di cultura sportiva nemmeno l'ombra. La Lazio continua a non saper vincere e a non saper perdere. Altro che schiaffi e parole pesanti negli spogliatoi, come i molti inviati a Formello testimoniano ogni giorno, malgrado i tentativi di Stefano De martino di censurarci.
Nel mondo del pallone si è sempre sostenuto che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, ma qui si esagera. Lotito, Reja, Tare sono disposti a negare anche l'evidenza tuonando contro chi si impiccia. Ma noi ci impicciamo, perché i tifosi vogliono sapere. Specie se dall'altra parte del Tevere è in atto un'operazione rivoluzionaria di stile, garbo ed educazione al giuoco del calcio da far tremare i polsi a Messi e compagnia, figuriamoci a giocatori bolliti come Cissè, il decrepito Matuzalem, lo spocchioso Klose, il fortunato Marchetti, il sempre rotto Konko e l'indefinibile Lulic (terzino? Centrocampista? Boxer anche lui come il tatuato?)
Eppure Reja aveva un compito facile, perché sempre trattato con i guanti bianchi da un ambiente tutt'altro che marcio ma che chiedeva solamente di giocare il derby a viso aperto, imitando il gioco magnifico dell'asturiano. Magari anche di perderlo, invece che vincerlo per un colpo basso al 94 minuto.
Gli screzi registrati nel dopopartita confermano che il club non è e non è mai stato al fianco del matusalemmico mister e questo per i tifosi non può sicuramente costituire una garanzia. Del resto, che razza di allenatore è, un allenatore che non ha il polso per evitare che due giocatori si picchino in campo, sul pullman o in discoteca (dove spesso si incontrano anche di sabato pomeriggio quando la partita è alle 18.00)
Tensioni di questo tipo in campo non possono capitare; diciamocela tutta: è una tragedia. Fortunatamente solo sportiva, perché non vogliamo nemmeno pensare a conseguenze peggiori del gesto di Cissè, che invece di scrivere su twitter sarebbe ora che facesse ballonzolare il pallone dentro la porta avversaria.
Scivoloni del genere non possono capitare. Già il conto con gli errori tecnici è in rosso, figuriamoci l'aspetto comportamentale. Lì si affonda nel patetico. Perché Cissè non avrà sicuramente capito di aver sbagliato e il clima nella squadra nei prossimi mesi sarà all'insegna del rancore e dell'involuzione.
Ma chiudiamo con una domanda e una constatazione: cosa succederà al prossimo giocatore della Lazio (finché si chiamerà ancora così, questa ex gloriosa società) quando non passerà un pallone a Cissè?
La constatazione: Oggi c'è da essere contenti ad essere romanisti, giustamente contenti del veleno e della crisi nera in cui versa la società di Formello.
Una lezione di maleducazione e malafede tinta dei colori biancocelesti.

V. C.


:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:

Ma chi sei?

Sei un fenomeno, m'hai fatto ammazzà dalle risate!!!!!!!!!

migdan

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.115
Registrato
CitazioneMa quando Melli parlava di Osvaldo adatto a "servire" pizze, allora, aveva visto moooolto in là!

Aaaah, giusto! Era "Osvardo, 'na pizza e 'na mela ar (tavolo) due", non "Osvardo, 'na pizza a Lamela, o due"!!!

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Blueline

*
Lazionetter
* 6.716
Registrato
Citazione di: spook il 28 Nov 2011, 12:13
Come al solito se la suonano e se la cantano. Vedono nel gesto di OsvaRdo quello spogliatoio turbolento che spesso diviso in clan poi sul campo ha fatto vincere qualche scudetto.
Io direi "se le suonano", e pure di santa ragione...

leomeddix

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 4.162
Registrato
Citazione di: Regina il 28 Nov 2011, 18:43
Ma Osvaldo non era quello che portava al collo il simbolo della pace? Per la serie, la coerenza  :lol:

Osvaldo deve essere un pacifista sui generis, perchè non è nuovo a queste "imprese".
Qui a Bologna lo ricordano più per le sue doti puglilistiche (prese a pugni il suo compagno di squadra Mingazzini durante un allenamento) che per le sue doti calcistiche.
Quello che è sicuro è che dopo questo episodio qui a Bologna nessuno ebbe l'impudenza di mettere uno striscione con scritto "Osvaldo non si tocca", anzi i tifosi bolognesi mandarono affan.culo stò Johnny Depp de 'noantri e ne chiesero la cessione (cessione che avvenne, se non sbaglio, nel mercato successivo).

Discussione precedente - Discussione successiva