Amarcord - Lazialismo vintage

Aperto da fish_mark, 29 Nov 2011, 17:09

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fish_mark

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Amarcord

la collina del Don Orione. la tribuna Monte Mario dei poveri, dove ti ci portava papà, ché i soldi mica c'erano per entrare sempre e qualche volta la partita la si poteva "intuire" da lassù.
Quanti di voi ci hanno visto qualche partita?

Questo non è un topic per bambini viziati, cresciuti nella bambagia di spalti coperti, della pai tivvu, con le patatine griffate e la maglia replica, che non conoscono l'olio canforato e i panini con la frittata.
Questo è un topic vintage, tutto nostalgie, tutto amarcord, senza confronti con il presente, senza scadere nello "quando si stava meglio quando c'era Lui".

Quanti di voi ricordano i lunghi e faticosissimi viaggi sul 121 stipato fino all'inverosimile, che sbuffava tra le vie di Roma, portando con sé il suo carico di tifosi biancocelesti, di passione, di bandiere e di canti ritmati battendo i vetri dei finestrini.

Quanti di voi hanno visto le partite sotto la pioggellina fina ma insistente, la "gnagnarella", muniti di ombrelli o dell'impermeabile trasparente a 1000 lire (acquistabile davanti ai cancelli), del tutto inutile che alla fine tornavi a casa fradicio e dunque esposto al giusto risentimento di tua madre, che scatenava le ire sull'irresponsabile comportamento di tuo padre.

Quanti di voi ricordano i gol sotto quella pioggia, dove l'esplosione di entusiasmo generale provocava il lancio degli ombrelli in aria che finivano per rovesciare tutta l'acqua che avevano fino a quel momento accumulato.

Quanti di voi ricordano i bei tempi, quando alla fine del primo tempo, tiravi fuori la tua rosetta e/o ciriola con la frittatina ancora calda, oppure l'indimenticabile fettina panata della sera prima, mentre tuo padre o tuo zio controllava il biglietto di ingresso, hai visto mai si vincesse il preziosissimo gadget della Pirampepe. Intanto tutti a scrutare il campo, dove l'omino del mistrà tentava il difficile numero del giro delle linee del campo.

Quanti di voi ricordano il povero "bibbitaro", arrancantelungo gli spalti nel tentativo, invero eroico, di avere ragione della masnada scatenata, lanciata alla caccia di un borghetti (non di contrabbando) o un cornetto, mentre le masse operaie si accalcavano nei bagni spinti dalla supremo necessità di espletare le funzioni vitali.

Quanti di voi ricordano gli amici sponzor, con "Bernabei, il primo ottico del Corso!", Saab Saab! Saab Turbo! (urlato che sembrava un amplesso)?

Molte volte prendevo il 32 a Viale giulio cesare per farmi tre fermate tre per arrivare allo stadio.
Un viaggio di 5 minuti circa, a rischio asfissia per l'enorme carico dell'autobus.

A parte il rischio asfissia c'era anche il rischio di essere colpito dalle aste delle bandiere che roteavano allegramente...

Per chi lo prendevo al capolinea di Piazza Risorgimento e fino alla fermata della metro era tranquillo... poi si scatenava l'inferno (cit.)

Infatti, coloro che provenivano dalla metropolitana (Anagnina-Ottaviano) il 32 si prendeva di solito di corsa,
perché arrivava all'improvviso, non si è capito mai perché, o forse sì: era l'ultimo, estremo, inutile, tentativo del conducente di sottrarsi al destino.

Il rumore del motore del Bus era completamente ricoperto dai canti urlati, quasi che la propulsione fosse provocata dall'onda sonora di quei canti, anziché dal motore diesel del mezzo.

Intanto, quei cori venivano accompagnati dalla sezione ritmica curata dagli impareggiabili ed eroici ragazzi che battevano i pugni sui finestrini affacciati a mezzo busto dai finestrini, con ogni sprezzo del pericolo.

Quando alla fermata si aprivano le porte si spalancava un girone infernale, fatto di urla, di spinte, di canti, di bandiere, di gente presa d'assalto. A quel punto tutti dovevano entrare, a tutti i costi, anche se l'autobus era già pieno all'inverosimile, mentre alla fermata aspettavano ansimanti alcune centrinaia di tifosi.

A quel punto quell'autobus, ormai sfigurato dall'enorme carico di gente (si stimavano carichi di 200 persone almeno, con il mezzo coricato sulla sinistra o sulla destra a seconda della distribuzione dei pesi; talvolta il conducente era costretto a guidare dall'esterno), provava con fatica a riprendere la strada, caracollando su viale Angelico a destra e sinistra.

Dopo tre fermate l'agognato traguardo dell'Obelisco sanciva la fine delle sofferenze. Naturalmente, non c'era bisogno di prenotare la fermata, né di camminare: si veniva travolti dalla corrente che ti portava in un minuto scarso direttamente alla palla.

Uno dei momenti più alti fu quando, stritolato nella folla che riempiva l'autobus, sentii rivolgere questo canto a una anziana signora che attraversava la strada "VECCHIA SIGNORA è GIUNTA LA TUA ORA!"

Lo stadio odorava di prato, mentre oggi dà tanta tristezza vedere i campi in sintetico; che sembra giochino nel circolo del dopo lavoro.

Aridatece er 121, Aridatece la frittata, aridatece l'anima.

porgascogne

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una volta c'erano le figurine facili e quelle difficili
quelle difficili se chiamavano "difficili"
quelle facili, "doppioni"

8)

Gio

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Io mi ricordo un Lazio - Udinese inizio anni' 80 con esordio di Todesco in attacco. Alle 12 allo stadio con un acqua che Dio la mandava giù.
Pioveva così tanto che l'impermeabile non bastava. Allora abbiamo preso i sacchi della spazzatura quelli grandi e li abbiamo adattati a sottoveste ed è andata meglio.
Mi pare che finì 0 a 0, rimanemmo al freddo bagnati ed incartati nei sacchi per quattro o cinque ore. Però Todesco ci sembrò fortissimo .....

Gio

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E mi ricordo pure un Lazio Roma visto da ragazzino che finì 0 a 0 con Tassotti che prese un palo sotto la sud.
Io ero davvero piccolo, ma ricordo benissimo di aver visto quel derby nel parterre del vecchio stadio Olimpico in Curva Nord ed accanto a me avevo un gruppetto di romanisti con cui si discuteva.
Fantascienza a pensarci oggi ....

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ian

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- io mi ricordo che si andava allo stadio in orari improponibili, tipo si entava alle 10:00 del mattino e si aspettavano quelle 4/5 ore
- poi, se il ciclomotore non ce l'hai, peggio' per te, che rimane un non plus ultra del payoff
- e infine lo scavalco dalla curva alla tribuna laterale, con annesso, elevatissimo, pericolo di morte
- e mio papà (per tutto (tranne lo scavalco)

robylele

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giocavamo a pallone in 3 allo Stadio dei Marmi, la porta era quella dell'hockey su prato.. Passaggi e tiri in porta.

poi tutti allo stadio a vedere gratis gli ultimi 20 minuti quando aprivano i cancelli. Ricordo con piacere una volta (roma-Inter 0-1), al rigore di Boninsegna tutti a scappare perché ce l'avevano con Michelotti e ci tiravano di tutto.

x F_M:
scusa, ma una passeggiatina a piedi da Piazza Risorgimento nooo?  :)


fish_mark

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Citazione di: robylele il 29 Nov 2011, 17:46
giocavamo a pallone in 3 allo Stadio dei Marmi, la porta era quella dell'hockey su prato.. Passaggi e tiri in porta.


che invidia!

above us only sky

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... "La Società Affissioni A.P.A. saluta tutti gli sportivi e ricorda che la pubblicità in questo stadio è una concessione esclusiva A.P.A..! ...

Che nostalgia...

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Tarallo

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E quello col cartello "i vostri figli hanno troppi soldi in tasca"?

Deadario

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Io non ho una grande esperienza di stadio (avrò visto si e no una decina di partite allo stadio, della Lazio una sola all'Olimpico e 2 al S. Paolo, il resto tutte del Napoli, "invogliato" da mio padre quando ero più piccolo).

Non parlo quindi per esperienza diretta, ma una cosa che tanto mi piaceva del "vecchio" calcio era l'usanza delle invasioni di campo a fine campionato. Si ok, la sicurezza, gli incidenti, ma era molto più bello quando gli scudetti si festeggiavano così:




hidalgo

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Il vecchio olimpico con le panche di legno.
Con le curve "in piedi", la gradinata partiva piu' indietro.
Ogni volta che la palla usciva dal campo al 90 per cento finiva nel fossato a bordo pista, coi poveri raccattapalle che si fiondavano dentro come kamikaze per recuperarla.
I giocatori entravano da sotto la sud, attraverso un tunnel estensibile.
PS: madonna ma quant'anni c'ho?  :)


stefy40

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in realtà il cartello diceva:
"è colpa TUA! i figli non ti obbediscono, perché hanno TROPPI SOLDI in TASCA!"

(esigete spezie Pirampepe)

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italicbold

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Volete un consiglio Franco ?
Volete un consiglio d'Amico ?
Riso Mercurio, di Franco d'Amico.


Io prendevo in genere il 121, senno' spesso anche il 3 che partiva dalla Stazione Tuscolana e arrivava al villaggio Olimpico.


rocchigol

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Citazione di: italicbold il 30 Nov 2011, 10:32
Volete un consiglio Franco ?
Volete un consiglio d'Amico ?
Riso Mercurio, di Franco d'Amico.


Io prendevo in genere il 121, senno' spesso anche il 3 che partiva dalla Stazione Tuscolana e arrivava al villaggio Olimpico.

noooooooooooooooooo mi hai anticipatooooooooooooo

la cosa che ricordo con piu' piacere e' mio zio che mi portava sulle spalle per non farmi pagare il biglietto. Inventava le peggio scuse... ha 2 anni (magari ne avevo 7), non puo' camminare, si e' fatto male, non c'avemo i soldi.... una volta ricordo benissimo che sgattaiolai via al momento di strappare i biglietti... e mi ricongiunsi con mio zio qualche metro piu' avanti!

super_beppe_signori

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"Al vicino che scoccia? - Bernabei, il primo ottico del Corso"

"Al portiere distratto? - Bernabei, il primo ottico del Corso"

Le bandiere sulla Tevere, una per squadra, ordinate secondo la classifica di serie A.

Il bibitaro che recitava "aranciacocacaffee'...borghettiiiii"

I bagarini fuori: "compro curva compro, chi c'ha da venne io compro.."





Ulissechina

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C'era quello che faceva il giro del campo facendo la reclame dentro una bottiglia o una candela champion.
I posti in piedi a 500 lire.
Il 90 che faceva capolinea a pzza maresciallo giardino e poi a piedi fino allo stadio.
Aho chiudi l'ombrello ha spiovuto, oppure: sposta l'ombrello me stai a fà er bagno alle ginocchia.

feolav

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* 58
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GLI IMPERMEABILI DI PLASTICA C'ERANO DA 1000 E DA 1500 LIRE, CHE ERANO UN  PO' PIU' RESISTENTI

feolav

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Citazione di: fish_mark il 29 Nov 2011, 17:09
Amarcord

la collina del Don Orione. la tribuna Monte Mario dei poveri, dove ti ci portava papà, ché i soldi mica c'erano per entrare sempre e qualche volta la partita la si poteva "intuire" da lassù.
Quanti di voi ci hanno visto qualche partita?

Questo non è un topic per bambini viziati, cresciuti nella bambagia di spalti coperti, della pai tivvu, con le patatine griffate e la maglia replica, che non conoscono l'olio canforato e i panini con la frittata.
Questo è un topic vintage, tutto nostalgie, tutto amarcord, senza confronti con il presente, senza scadere nello "quando si stava meglio quando c'era Lui".

Quanti di voi ricordano i lunghi e faticosissimi viaggi sul 121 stipato fino all'inverosimile, che sbuffava tra le vie di Roma, portando con sé il suo carico di tifosi biancocelesti, di passione, di bandiere e di canti ritmati battendo i vetri dei finestrini.

Quanti di voi hanno visto le partite sotto la pioggellina fina ma insistente, la "gnagnarella", muniti di ombrelli o dell'impermeabile trasparente a 1000 lire (acquistabile davanti ai cancelli), del tutto inutile che alla fine tornavi a casa fradicio e dunque esposto al giusto risentimento di tua madre, che scatenava le ire sull'irresponsabile comportamento di tuo padre.

Quanti di voi ricordano i gol sotto quella pioggia, dove l'esplosione di entusiasmo generale provocava il lancio degli ombrelli in aria che finivano per rovesciare tutta l'acqua che avevano fino a quel momento accumulato.

Quanti di voi ricordano i bei tempi, quando alla fine del primo tempo, tiravi fuori la tua rosetta e/o ciriola con la frittatina ancora calda, oppure l'indimenticabile fettina panata della sera prima, mentre tuo padre o tuo zio controllava il biglietto di ingresso, hai visto mai si vincesse il preziosissimo gadget della Pirampepe. Intanto tutti a scrutare il campo, dove l'omino del mistrà tentava il difficile numero del giro delle linee del campo.

Quanti di voi ricordano il povero "bibbitaro", arrancantelungo gli spalti nel tentativo, invero eroico, di avere ragione della masnada scatenata, lanciata alla caccia di un borghetti (non di contrabbando) o un cornetto, mentre le masse operaie si accalcavano nei bagni spinti dalla supremo necessità di espletare le funzioni vitali.

Quanti di voi ricordano gli amici sponzor, con "Bernabei, il primo ottico del Corso!", Saab Saab! Saab Turbo! (urlato che sembrava un amplesso)?

Molte volte prendevo il 32 a Viale giulio cesare per farmi tre fermate tre per arrivare allo stadio.
Un viaggio di 5 minuti circa, a rischio asfissia per l'enorme carico dell'autobus.

A parte il rischio asfissia c'era anche il rischio di essere colpito dalle aste delle bandiere che roteavano allegramente...

Per chi lo prendevo al capolinea di Piazza Risorgimento e fino alla fermata della metro era tranquillo... poi si scatenava l'inferno (cit.)

Infatti, coloro che provenivano dalla metropolitana (Anagnina-Ottaviano) il 32 si prendeva di solito di corsa,
perché arrivava all'improvviso, non si è capito mai perché, o forse sì: era l'ultimo, estremo, inutile, tentativo del conducente di sottrarsi al destino.

Il rumore del motore del Bus era completamente ricoperto dai canti urlati, quasi che la propulsione fosse provocata dall'onda sonora di quei canti, anziché dal motore diesel del mezzo.

Intanto, quei cori venivano accompagnati dalla sezione ritmica curata dagli impareggiabili ed eroici ragazzi che battevano i pugni sui finestrini affacciati a mezzo busto dai finestrini, con ogni sprezzo del pericolo.

Quando alla fermata si aprivano le porte si spalancava un girone infernale, fatto di urla, di spinte, di canti, di bandiere, di gente presa d'assalto. A quel punto tutti dovevano entrare, a tutti i costi, anche se l'autobus era già pieno all'inverosimile, mentre alla fermata aspettavano ansimanti alcune centrinaia di tifosi.

A quel punto quell'autobus, ormai sfigurato dall'enorme carico di gente (si stimavano carichi di 200 persone almeno, con il mezzo coricato sulla sinistra o sulla destra a seconda della distribuzione dei pesi; talvolta il conducente era costretto a guidare dall'esterno), provava con fatica a riprendere la strada, caracollando su viale Angelico a destra e sinistra.

Dopo tre fermate l'agognato traguardo dell'Obelisco sanciva la fine delle sofferenze. Naturalmente, non c'era bisogno di prenotare la fermata, né di camminare: si veniva travolti dalla corrente che ti portava in un minuto scarso direttamente alla palla.

Uno dei momenti più alti fu quando, stritolato nella folla che riempiva l'autobus, sentii rivolgere questo canto a una anziana signora che attraversava la strada "VECCHIA SIGNORA è GIUNTA LA TUA ORA!"

Lo stadio odorava di prato, mentre oggi dà tanta tristezza vedere i campi in sintetico; che sembra giochino nel circolo del dopo lavoro.

Aridatece er 121, Aridatece la frittata, aridatece l'anima.






Citazione di: super_beppe_signori il 30 Nov 2011, 10:59
"Al vicino che scoccia? - Bernabei, il primo ottico del Corso"

"Al portiere distratto? - Bernabei, il primo ottico del Corso"

Le bandiere sulla Tevere, una per squadra, ordinate secondo la classifica di serie A.

Il bibitaro che recitava "aranciacocacaffee'...borghettiiiii"

I bagarini fuori: "compro curva compro, chi c'ha da venne io compro.."





RICORDO PURE: FATTORI E MONTANI











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Citazione di: italicbold il 30 Nov 2011, 10:32
Volete un consiglio Franco ?
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Io prendevo in genere il 121, senno' spesso anche il 3 che partiva dalla Stazione Tuscolana e arrivava al villaggio Olimpico.

Lo sapevo che avevo molte cose in comune con te.

GENERAZIONE 121!!! :D :D :D

jp1900

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Vuoi una Audi? Autocentri Balduina.
Vuoi una Volkswagen (?) ? Solo autocentri Balduina.

Più o meno, poi non me la ricordo...  :=))

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