Senza offesa ma è una polemica stucchevole.
State reciprocamente affrontandovi senza tener conto di alcuni fatti.
Non abbiamo mai avuto un gioco di attacco frutto di schemi. Le annate deliorossiane erano caratterizzate dal rombo Mauri/Ledesma che appoggiavano agli attaccanti, e questo schema aveva dei precisi limiti, quando i due non erano in giornata si facevano delle partite di vero schifo.....di Ballardini nemmeno parlo, Reja ha avuto a disposizione un signor giocatore come Hernanes, ma a tutt'oggi se dovessimo parlare degli schemi d'attacco della Lazio....beh non so voi ma io sono in difficoltà.
Mai visti, dall'era Lotito, triangolazioni sullo stretto, attaccanti che si allargano e favoriscono l'inserimento da dietro dei centrocampisti, discesa sul fondo sistematica con cross in mezzo, prima punta che fa sponda e fa salire la squadra, trequartista che lancia smarcando le punte, sovrapposizioni sulle fasce per far allargare i difensori, con cross verso il centro, passaggi di prima, pressing a centrocampo in maniera sistematica.
Mai visti, se non per sporadiche azioni dei singoli, che sfruttano le loro caratteristiche.
Se per esempio Mauri non fosse un giocatore che aggredisce gli spazi non avremmo mai visto un trequartista che si inserisce da dietro e che lancia una delle due punte, o ne sfrutta il lavoro di smarcamento per andare a segnare.
Non c'è uno schema studiato a tavolino che sfrutti le caratteristiche di Mauri, ci si affida all'estro di Mauri.
Inoltre, tolti Berhami, Lulic, a volte Brocchi e Gonzales, non ricordo un'assemblaggio di centrocampisti così lenti e poco dinamici.
Abbiamo avuto sempre giocatori compassati, senza grande dinamismo, fisicamente non molto prestanti che regolarmente spariscono quando si gioca contro squadre che fanno della corsa la loro arma vincente.
I numeri stanno lì.
Soffriamo quando siamo aggrediti in velocità e sulle ripartenze e spesso partite contro avversari che giocano sulla forza e la corsa le perdiamo.
Soffriamo maledettamente quando dobbiamo costruire noi il gioco. Difatti in casa facciamo ridere, mentre in trasferta siamo corsari temibilissimi.
Ora, se ci si affida agli estri dei singoli, e questi non sono Klose, è inevitabile che ci siano degli alti e bassi, e che giocatori che siano particolarmente statici o tatticamente poco intelligenti o anarchici affoghino più degli altri.
Quindi, Zarate o Cisse, il problema non sta nel giocatore bensì nel gioco.
Fermo restando che Reja è l'allenatore che sta facendo più punti di tutti da quando c'è Lotito nella Lazio, rimane l'enorme problema che la Lazio non riesce a giocare in attacco, se lo fa avviene solo per gli estri dei singoli, e non sa affrontare partite in cui bisogna costruire gioco.
Rimane un enorme limite. Difatti le partite che contano, dove bisogna esprimere un proprio gioco, le canniamo tutte.
La questione seconda punta si inserisce in questo discorso in maniera molto semplice: più che seconda punta deve, per Reja, avere di più i movimenti di copertura; questo spiega il perchè di Sculli, e il fatto che stia spesso sempre lì, segnando o sbagliando, ma sempre presente. Perchè è un giocatore con precise caratteristiche. Studiatevele e vedrete qual'è il limite di Reja.