Post Reja

Aperto da alby1608, 09 Gen 2012, 17:02

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Axel Latino Heat

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Lazionetter
* 4.842
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a questa squadra serve un grande allenatore.. uno di esperienza abituato a vincere, con le palle e che obblighi la società a fare grandi acquisti.
inutile prendere allenatori di belle speranze e aziendalisti.. tutti allenatori che non pretenderanno mai nulla.. allenatori che piacciono a sto presidente..  e infatti così diventa molto difficile tornare grandi.

Absaroke

*
Lazionetter
* 7.885
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NELLO SPECIFICO :
Si ma a parte gli acquisti che servono sempre a tutte le squadre, pero' io mi chiedo solo
una cosa :   Si dice  "il gioco non spumeggia"  e si vede bene, ma ci sono delle cose che si
possono fare e che non facciamo.      Esempio :  il primo tempo il Verona fa l'errore tattico
di chiudersi nella sua area, e' un errore perche sa' giocare e anche bene,..... ma commette
l'errore di chiudersi.   
                                   Allora tu giochi nella meta' del Verona e la semplice logica cosa dice ???
Dice che inondi l'area del Verona di almeno 30-40 cross che e' la via piu' semplice per arrivare
a qualcosa i cui sviluppi ti possono portare al goal.         Allora nessun triangolo perche' stanno
chiusi e nessun lancio profondo perche' non e' possibile, quindi cross per passaggi o cross
per diretti colpi di testa ma sempre e comunque cross e derivati del cross.     
                                                                                                                        Di 40 possibili
cross ne facciamo non piu' di 8/10 e perche mai   ???     Perche' il giocatore che dovrebbe crossare
prima guarda chi c e' dei nostri, poi controlla la palla, ri-guarda chi aspetta il cross.... e insomma
perde del tempo scioccamente e inutilmente e dopo il difensore del Verona ti accorcia lo spazio
e tu non puoi piu fare il cross; allora tenta un passaggio difficile e l'azione sfuma con un passaggio
stupido e impossibile.  Basterebbe dire al giocatore :  metti la palla in mezzo e fallo appena
possibile e manda piu cross che puoi la' in mezzo ..... e invece guarda e ri-guarda e l'azione sfuma
con un banalissimo tentativo di passaggio.   L'unico che tenta il cross senza guardare chi lo
aspetta e' Cisse' .... e non e' questione di classe ma di mentalità di gioco ....             

offside

*
Lazionetter
* 489
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Premesso che senza ottimi giocatori non si va da nessuna parte, per il dopo Reja a me piacerebbe vedere un bravo giovane allenatore; malgrado la relativamente breve esperienza ad alto livello, io direi Montella.


gesulio

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* 19.411
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Citazione di: fish_mark il 10 Gen 2012, 17:02

In questo sforzo i limiti sono evidenti non solo del tecnico, ma anche della società che non sembra molto impegnata nel sostegno del suo tecnico, come nelle ambizioni di una squadra che può fare davvero tanto.
Tu parli di una piazza difficile e io ne convengo, ma questa non è una notizia visto che la piazza è importante e quindi esigente. Se fossimo a Pisa o a Crotone tutto sarebbe più sopportabile (si fa per dire), ma qui l'imperativo è quello di competere per i piani alti. E' la società che deve arare il terreno per dare il giusto sostegno a un tecnico, specie quando si tenta una svolta tecnica, come è avvenuto dall'altra sponda, altrimenti dopo qualche sconfitta e qualche delusione la pressione diventerebbe insostenibile.

no, mi dispiace, caro co redattore della nota rivista per sportivi intelligenti, ma qui non è soltanto un discorso di essere esigenti, una cosa assolutamente legittima per qualsiasi tifoso, anche quello del pisa e del crotone (non capisco perché non dovrebbero esserlo, scusa...).
qui molto spesso il confine tra esigente e perennemente insoddisfatto ormai non si vede più.

qui esigente adesso vuol dire tutto, subito, sempre. che si traduce in: punti, vittorie, bel gioco, nessun momento di calo, rendimento notevole per ciascuna partita di ciascun elemento.

qui esigente vuol dire nessuna pazienza, nessuna indulgenza, nessuna attenuante, nessuna tolleranza per l'errore, individuale o collettivo che sia, che pure in una stagione lunga 9 mesi e rotti, può scapparci (io sono convinto che DEVE scapparci, ma vabbe', altro discorso...).

qui esigente vuol dire che ciascun episodio, nel momento stesso in cui accade, è il paradigma di un'intera stagione, se negativo. mentre se positivo è trascurabile, contestualizzato, minimizzato, spiegato attraverso eventi esterni e/o imponderabili che comunque tendono a dimostrare la fallibilità di un progetto di ampio respiro, un progetto che per forza di cose è lungo una stagione e quindi per sua natura ha bisogno di correttivi, di ripensamenti, di strade intraprese che conducono a vicoli ciechi, non può nascere perfetto, integro e sempre funzionante da qui fino alla fine, a maggior ragione se i mezzi per farlo sono quelli che sono.

qui esigente vuol dire credere incrollabilmente nella propria opinione e nel proprio senso dell'esigenza, che è autosufficiente e non ha bisogno del riscontro col reale per essere soddisfatto, anzi... sembra che il reale, quando vi si specchia, lo inquini irreversibilmente, rovinandolo del tutto, e basta davvero pochissimo perché anche solo un particolare non corrispondente può riuscirci e questa cosa ci fa incazzare, ci fa stare male.

questo per me non è essere esigenti. o se lo è, vuol dire aver spostato in avanti di parecchi km il confine tra legittimo senso dell'esigenza e incontentabilità cronica, pessimismo atavico, tara psicologica.

e comunque sia, non farmi più l'esempio dei cuginastri, perché davvero non rende merito alla tua intelligenza: mi stai portando ad esempio l'atteggiamento di una tifoseria nei confronti del progetto tecnico che gli viene offerto, quando tutto l'onere del sostegno è stato di fatto delegato ai media, in presenza di una dirigenza talmente fumosa e senza contorni che in confronto quella della Lazio ha la statura e la concretezza del politburo dell'Urss negli anni 60.

il romanista è un bue coll'occhi foderati di bistecche di prosciutto erte 6 cm. l'atteggiamento di fronte a qualsiasi cosa è SEMPRE ETERODIRETTO, indotto dall'alto, condizionato pesantemente. non c'è mai una reazione individuale ed autonoma a quanto lo circonda. a questa massa informe ed incredibilmente malleabile preferisco mille volte il nostro equivoco senso dell'esigenza. preferisco mille volte il brontolone di turno, che abbia le fattezze di un guidone o chicchessia a un qualsiasi sostenitore delle magnifiche sorti e progressive der proggetto daamaggica, ma scherziamo... 

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NandoViola

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* 6.529
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a me sembra opportuno, quasi dovuto, cambiare a giugno.
promuoverei reja e lo metterei a rivestire un ruolo importante in società e mi prenderei guidolin, che non è un gigante, ma per le nostre possibilità e per quello che ha fatto vedere, va più che bene.

cosmo

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* 7.188
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Citazione di: gesulio il 11 Gen 2012, 09:19
no, mi dispiace, caro co redattore della nota rivista per sportivi intelligenti, ma qui non è soltanto un discorso di essere esigenti, una cosa assolutamente legittima per qualsiasi tifoso, anche quello del pisa e del crotone (non capisco perché non dovrebbero esserlo, scusa...).
qui molto spesso il confine tra esigente e perennemente insoddisfatto ormai non si vede più.

qui esigente adesso vuol dire tutto, subito, sempre. che si traduce in: punti, vittorie, bel gioco, nessun momento di calo, rendimento notevole per ciascuna partita di ciascun elemento.

qui esigente vuol dire nessuna pazienza, nessuna indulgenza, nessuna attenuante, nessuna tolleranza per l'errore, individuale o collettivo che sia, che pure in una stagione lunga 9 mesi e rotti, può scapparci (io sono convinto che DEVE scapparci, ma vabbe', altro discorso...).

qui esigente vuol dire che ciascun episodio, nel momento stesso in cui accade, è il paradigma di un'intera stagione, se negativo. mentre se positivo è trascurabile, contestualizzato, minimizzato, spiegato attraverso eventi esterni e/o imponderabili che comunque tendono a dimostrare la fallibilità di un progetto di ampio respiro, un progetto che per forza di cose è lungo una stagione e quindi per sua natura ha bisogno di correttivi, di ripensamenti, di strade intraprese che conducono a vicoli ciechi, non può nascere perfetto, integro e sempre funzionante da qui fino alla fine, a maggior ragione se i mezzi per farlo sono quelli che sono.

qui esigente vuol dire credere incrollabilmente nella propria opinione e nel proprio senso dell'esigenza, che è autosufficiente e non ha bisogno del riscontro col reale per essere soddisfatto, anzi... sembra che il reale, quando vi si specchia, lo inquini irreversibilmente, rovinandolo del tutto, e basta davvero pochissimo perché anche solo un particolare non corrispondente può riuscirci e questa cosa ci fa incazzare, ci fa stare male.

questo per me non è essere esigenti. o se lo è, vuol dire aver spostato in avanti di parecchi km il confine tra legittimo senso dell'esigenza e incontentabilità cronica, pessimismo atavico, tara psicologica.

e comunque sia, non farmi più l'esempio dei cuginastri, perché davvero non rende merito alla tua intelligenza: mi stai portando ad esempio l'atteggiamento di una tifoseria nei confronti del progetto tecnico che gli viene offerto, quando tutto l'onere del sostegno è stato di fatto delegato ai media, in presenza di una dirigenza talmente fumosa e senza contorni che in confronto quella della Lazio ha la statura e la concretezza del politburo dell'Urss negli anni 60.

il romanista è un bue coll'occhi foderati di bistecche di prosciutto erte 6 cm. l'atteggiamento di fronte a qualsiasi cosa è SEMPRE ETERODIRETTO, indotto dall'alto, condizionato pesantemente. non c'è mai una reazione individuale ed autonoma a quanto lo circonda. a questa massa informe ed incredibilmente malleabile preferisco mille volte il nostro equivoco senso dell'esigenza. preferisco mille volte il brontolone di turno, che abbia le fattezze di un guidone o chicchessia a un qualsiasi sostenitore delle magnifiche sorti e progressive der proggetto daamaggica, ma scherziamo...

100%, specie il bold.

Kim Gordon

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Citazione di: gesulio il 11 Gen 2012, 09:19


potevi scrive semplicemente che il problema è culturale. invece di scrivere 2000 righe.
il che, ci dice, come anche tu, sei un amante della ridondanza.
il che. ci dice, che anche a te non basta il mero risultato, ma sei avvezzo al bel gioco.
sennò avresti scritto:
il problema è culturale. e basta.


:=))

gesulio

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* 19.411
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Citazione di: Kim Gordon il 11 Gen 2012, 10:06

il che. ci dice, che anche a te non basta il mero risultato, ma sei avvezzo al bel gioco.



il che ci dice come tu non abbia capito nulla di tutto ciò che ho scritto durante gli ultimi tempi a proposito del gioco della Lazio.
Citazione di: Kim Gordon il 11 Gen 2012, 10:06
potevi scrive semplicemente che il problema è culturale. invece di scrivere 2000 righe.


il che ci dice che anche in presenza non di 2mila, ma di 20mila righe, e forse anche di centinaia di disegnini, tu proprio non sembri arrivare a capire di cosa io stia parlando.

Citazione di: Kim Gordon il 11 Gen 2012, 10:06

il che, ci dice, come anche tu, sei un amante della ridondanza.




era un particolare già ben noto alla stragrande maggioranza dei netters.  8)

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Alexia68

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* 7.195
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Citazione di: DopoNesta il 10 Gen 2012, 17:57
Post Reja qualcuno che
1) sappia motivare tanto i giocatori
2) faccia vedere solidità difensiva E schemi d'attacco
3) sappia imporsi con la stampa e l'ambiente...

non ho ancora capito chi potrebbe essere (Capello? uno straniero con le palle?).

Lippi ?


(Comunque a me Reja sta benissimo)

Kim Gordon

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* 12.430
Registrato
Citazione di: gesulio il 11 Gen 2012, 10:25
il che ci dice come tu non abbia capito nulla di tutto ciò che ho scritto durante gli ultimi tempi a proposito del gioco della Lazio.il che ci dice che anche in presenza non di 2mila, ma di 20mila righe, e forse anche di centinaia di disegnini, tu proprio non sembri arrivare a capire di cosa io stia parlando.

era un particolare già ben noto alla stragrande maggioranza dei netters.  8)

anno nuovo vecchie abitudini  :S

fish_mark

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* 15.968
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Citazione di: gesulio il 11 Gen 2012, 09:19
no, mi dispiace, caro co redattore della nota rivista per sportivi intelligenti, ma qui non è soltanto un discorso di essere esigenti, una cosa assolutamente legittima per qualsiasi tifoso, anche quello del pisa e del crotone (non capisco perché non dovrebbero esserlo, scusa...).
qui molto spesso il confine tra esigente e perennemente insoddisfatto ormai non si vede più.

qui esigente adesso vuol dire tutto, subito, sempre. che si traduce in: punti, vittorie, bel gioco, nessun momento di calo, rendimento notevole per ciascuna partita di ciascun elemento.

qui esigente vuol dire nessuna pazienza, nessuna indulgenza, nessuna attenuante, nessuna tolleranza per l'errore, individuale o collettivo che sia, che pure in una stagione lunga 9 mesi e rotti, può scapparci (io sono convinto che DEVE scapparci, ma vabbe', altro discorso...).

qui esigente vuol dire che ciascun episodio, nel momento stesso in cui accade, è il paradigma di un'intera stagione, se negativo. mentre se positivo è trascurabile, contestualizzato, minimizzato, spiegato attraverso eventi esterni e/o imponderabili che comunque tendono a dimostrare la fallibilità di un progetto di ampio respiro, un progetto che per forza di cose è lungo una stagione e quindi per sua natura ha bisogno di correttivi, di ripensamenti, di strade intraprese che conducono a vicoli ciechi, non può nascere perfetto, integro e sempre funzionante da qui fino alla fine, a maggior ragione se i mezzi per farlo sono quelli che sono.

qui esigente vuol dire credere incrollabilmente nella propria opinione e nel proprio senso dell'esigenza, che è autosufficiente e non ha bisogno del riscontro col reale per essere soddisfatto, anzi... sembra che il reale, quando vi si specchia, lo inquini irreversibilmente, rovinandolo del tutto, e basta davvero pochissimo perché anche solo un particolare non corrispondente può riuscirci e questa cosa ci fa incazzare, ci fa stare male.

questo per me non è essere esigenti. o se lo è, vuol dire aver spostato in avanti di parecchi km il confine tra legittimo senso dell'esigenza e incontentabilità cronica, pessimismo atavico, tara psicologica.

e comunque sia, non farmi più l'esempio dei cuginastri, perché davvero non rende merito alla tua intelligenza: mi stai portando ad esempio l'atteggiamento di una tifoseria nei confronti del progetto tecnico che gli viene offerto, quando tutto l'onere del sostegno è stato di fatto delegato ai media, in presenza di una dirigenza talmente fumosa e senza contorni che in confronto quella della Lazio ha la statura e la concretezza del politburo dell'Urss negli anni 60.

il romanista è un bue coll'occhi foderati di bistecche di prosciutto erte 6 cm. l'atteggiamento di fronte a qualsiasi cosa è SEMPRE ETERODIRETTO, indotto dall'alto, condizionato pesantemente. non c'è mai una reazione individuale ed autonoma a quanto lo circonda. a questa massa informe ed incredibilmente malleabile preferisco mille volte il nostro equivoco senso dell'esigenza. preferisco mille volte il brontolone di turno, che abbia le fattezze di un guidone o chicchessia a un qualsiasi sostenitore delle magnifiche sorti e progressive der proggetto daamaggica, ma scherziamo...


La trincea del lavoro, la gente cattivi e cosa deve fare la Lazio da grande
Di fish mark

Nel replicare all'editoriale del con-direttore della già nota rivista per sportivi intelligenti, nonché inviato nei campi di serie A al seguito della compagine biancoceleste, segnalo che l'esempio dei tifosi di Pisa o Crotone serviva a dire che le loro esigenze hanno un parametro certamente differente dal nostro, come in proporzione il nostro è (purtroppo) diverso da quello a cui sono abituati i tifosi delle c.d. strisciate.
La "mia" esigenza di tifoso – vista la nostra storia – è quella di avere una squadra capace di essere quanto meno outsider di lusso nel campionato e di partecipare annualmente alle coppe europee, magari andando il più possibile in fondo. Questa è un'esigenza non di poco conto e tutto questo non si può tradurre in una pretesa: si può pretendere l'impegno, non il risultato.
Finora questa "esigenza" è stata soddisfatta negli ultimi due anni, nonostante quanto si possa dire sulla proprietà, sulla dirigenza e sul tecnico, le cui idee, progetti e atti sono soggetti all'alea come al sostegno e alla critica del tifoso laziale.
So bene quanto è difficile lavorare, quanto sia duro preparare una partita, quanto sia incerto il risultato durante la gara, per questo il mio essere esigente non si traduce mai in pretesa e sai quanto sono indulgente verso i giocatori che stanno in campo (ti ricordi quanto soffrivo per il povero Gustavo Abel Dezotti con tutta la stampa contro! C'erano gente cattivi anche all'epoca).

Per tornare in topic e per tornare precisamente a quanto volevo dire, ho la sensazione, anzi la convinzione, di ritenere che la distanza dalla vetta sia molto più ridotta di quanto pensiamo. Insomma, credo che con un paio di innesti davvero efficaci senza spendere cifre folli si possa lottare – LOTTARE - per il titolo, sì hai capito bene per il titolo.
Questa squadra ha il rendimento che tutti conosciamo da un paio di stagioni a questa parte, segno che molto di buono si è fatto. D'altra parte questo dato segnala che questa rosa ha dato il meglio di sé e che di più non possa dare. Per questo serve nuova linfa e nuovi giocatori e i settori dove concentrarsi, nell'immediato son il centrocampo e la difesa, non certo l'attacco.
La società da un anno ha l'occasione per una nuova svolta, anche tecnica.
Reja ha fatto moltissimo e di questo va ringraziato, ma credo sia giunta l'ora per un nuovo, davvero nuovo tecnico.
Dall'altra parte, ho fatto l'esempio dei cugini dove però si fa spesso una rappresentazione di comodo da queste parti, dipingendoli come una tifoseria unita e monolitica nel sostegno della squadra e della società. Mi pare strano che qui nessuno abbia un parente o un amico tifoso dell'azienda tramviaria e non senta le critiche, i distinguo, i gruppi contrapposti tra di loro, insomma tutto l'arco delle posizioni in cui è articolata la nostra tifoseria.
Quanto alla comunicazione è vero che dispongono di un'artiglieria pesante e molto motivata, ma anche lì sia prima che dopo la gestione societaria della materia è certamente diversa dalla nostra. Da noi invece prevale il decibel e la carta bollata, con grande godimento di una (questa sì) davvero sparuta minoranza, ma senza alcun risultato positivo. Sembrano ragionamenti fumosi, quasi lunari, ma a parer mio molto importanti per la conduzione di una stagione e in definitiva per il raggiungimento dei migliori traguardi.

gesulio

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gesulio

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* 19.411
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non parlavo di te nello specifico, ma di un atteggiamento generale, non puoi negare che a grandi linee, quello che il Laziale si aspetta dalla Lazio è qualcosa che va al di là del puro e semplice (e legittimo! ribadisco) essere esigenti.

per quanto riguarda i romanisti, proprio perché ne conosco parecchi, ti dico che è così. possono differire sulle sfumature, oppure sugli argomenti in cui ancora non ci sia un'opinione dominante. ma per il resto, e cioè quasi tutto, stanno messi proprio come l'ho descritti, che siano persone normalmente senzienti o mezzi lobotomizzati.

e la gestione societaria della materia non c'entra nulla. semplicemente perché, ripeto, loro non hanno società. non esiste una struttura, un presidente, un capo comunicazione, una figura di quelle che si rivendica come fondamentale alla Lazio. loro hanno luis enrique e sabatini. basta. punto. chi altro c'è, scusa?
i media stanno facendo tutto da solo, non c'è manco stato bisogno di stimolarli, perché abituati a comportarsi così, in maniera acritica, nei confronti della proprietà dell'aesse, di chiunque si tratti.

Kim Gordon

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Citazione di: gesulio il 11 Gen 2012, 11:09
infatti.
ot
seriamente???? non sono daccordo.

tu scrivi tanto e bene, ma leggi poco e male.

forse, perchè, a forza di citarti con in calce il 100% ti sei disabituato alla dialettica.

ti faccio un esempio.

scrivi in antitesi a Fish l'ultimo post, sostenendo che il problema è relativo all'errato uso che si fa del termine esigente.
qui esigente adesso vuol dire tutto, subito, sempre. che si traduce in: punti, vittorie, bel gioco, nessun momento di calo, rendimento notevole per ciascuna partita di ciascun elemento.

cosa che non ascrivi solo al tifoso laziale, ma estendi anche a quello romanista.e comunque sia, non farmi più l'esempio dei cuginastri, perché davvero non rende merito alla tua intelligenza: mi stai portando ad esempio l'atteggiamento di una tifoseria nei confronti del progetto tecnico che gli viene offerto, quando tutto l'onere del sostegno è stato di fatto delegato ai media,

nel cui attegiamento non vedi nessuna differenza di merito bensì soltanto una differenza di trattamento dei media. quando tutto l'onere del sostegno è stato di fatto delegato ai media

cosa che diversamente da ciò che scrivi tu, non è affatto in antitesi con ciò che fish sostiene.
al di là che poi lui scriva che questa differenza sia responsabiltà di un ufficio stampa della sslazio inefficente o inesistente.

quindi, siccome, sono  un cacaca22i dico:
scrivi tanto e bene, ma leggi poco e male.
e siccome sono pure permaloso ti invito ad avere più premura prima di asserire con tanto di sicumera che io non capisco quello che scrivi.

without rancore, love&peace. :luv:

eot


arkham

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C'è anche da fare un ragionamento: gli allenatori, anche quelli bravi, devono essere capaci di dare stimoli ai giocatori.
Adesso non è facile per un tecnico (forse con la sola eccezione di Fabio Capello), tenere al massimo un gruppo per quattro stagioni. Perchè questo accada spesso è necessario rinnovare drasticamente la rosa, inserire giocatori con nuovi stimoli, diminuire al minimo senatori e posizioni di rendita.
Non è un mistero che Eriksson, il giorno dopo la conquista dello scudetto, disse a Cragnotti: "se vogliamo continuare a vincere per anni, adesso li venda tutti". La cosa non avvenne, ma ad esempio senza l'innesto di pezzi da 90 come Crespo e Peruzzi, difficilmente avremmo lottato per il titolo anche l'anno successivo. e non è un caso che in quella stagione fu proprio il cambio di allenatore (da Sven a Dino Zoff) ad innescare un cambio di marcia.
Questo per dire che forse quella di cambiare allenatore può essere un'esigenza che prescinde dai risultati ottenuti dal tecnico in questione. Recentemente in questa città, i casi di Delio Rossi e Spalletti hanno dimostrato proprio questo.
Per cui, anche se sarebbe difficile per chiunque fare i punti che ha fatto Reja, che ha dato un contributo altissimo in questi anni, io sono del parere che a giugno si debba cambiare. E dovendo farlo, mi piacerebbe un mister in grado di "far giocare " la squadra. Non mi aspetto niente di trascendentale, ma magari vedere tutte le volte i movimenti che ha fatto il Verona ieri sera, fatti da ben altri interpreti, potrebbe essere interessante.
Detto questo, oltre agli allenatori che ho citato in precedenza, piacerebbe moltissimo anche a me Prandelli (anche lui vittima del logorio sulla panchina viola...), ma è un'operazione impossibile da portare avanti con un europeo a Luglio: occorrerebbe contrattualizzarlo ora e iniziare a lavorare su sue indicazioni.

Jeffry

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* 13.365
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La sola figura di riferimento della trigoriana è, ed è stato, Sabatini e, per quanto possa stimarlo a livello professionale, in alcuni frangenti era imbarazzante. Uno che ha sempre evidato i riflettori si è trovato a dover metterci la faccia e si è visto il suo impaccio!
La differenza sostanziale con i loboscarsi è esclusiavamente sul piano mediatico.
Un esempio lampante, l'ultimo che mi viene in mente, è dato dalla telecronaca di ieri sera; uno dei due cronisti era D'Amico, ripeto, D' A M I C O...ve lo sareste mai immaginato? Stasera seguite la trigoriese e cercate le differenze!!!
Altro che società...!!!

fish_mark

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* 15.968
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Citazione di: gesulio il 11 Gen 2012, 11:18
non parlavo di te nello specifico, ma di un atteggiamento generale, non puoi negare che a grandi linee, quello che il Laziale si aspetta dalla Lazio è qualcosa che va al di là del puro e semplice (e legittimo! ribadisco) essere esigenti.

per quanto riguarda i romanisti, proprio perché ne conosco parecchi, ti dico che è così. possono differire sulle sfumature, oppure sugli argomenti in cui ancora non ci sia un'opinione dominante. ma per il resto, e cioè quasi tutto, stanno messi proprio come l'ho descritti, che siano persone normalmente senzienti o mezzi lobotomizzati.

e la gestione societaria della materia non c'entra nulla. semplicemente perché, ripeto, loro non hanno società. non esiste una struttura, un presidente, un capo comunicazione, una figura di quelle che si rivendica come fondamentale alla Lazio. loro hanno luis enrique e sabatini. basta. punto. chi altro c'è, scusa?
i media stanno facendo tutto da solo, non c'è manco stato bisogno di stimolarli, perché abituati a comportarsi così, in maniera acritica, nei confronti della proprietà dell'aesse, di chiunque si tratti.

Ne conosco anche io di tifosi de la maggeca (li conosciamo tutti) ma ho un quadro certamente diverso, più problematico, di come pensiamo siano. Noi siamo per una religiosità più intima, loro invece più esibita, tanto è vero che li vedi al mercato vestiti di tutto punto con tuta, sciarpe e altri ammenicoli.
conosco anche un pochino di comunicazione tramviaria e so bene che molto è "autogestito", come anche che la precedente società era molto attenta ai solisti della comunicazione tanto è vero che si sparavano querele a destra e manca. Resto convinto che la nostra società su questo terreno in passato abbia fatto molti errori e negli ultimi tempi si sia rinchiusa in un silenzio che è prova di maggiore incertezza, non certo di idee nuove e chiare, di cui ce ne sarebbe molto bisogno.
Conosco (molto) bene anche la realtà della comunicazione laziale e so quanto è problematica, ma l'atteggiamento di chiusura della nostra società non aiuta. In ogni caso, in campo non scendono i cronisti di Formello, ma i giocatori che ci si allenano e quindi l'attribuzione a loro degli errori e dei fallimenti di squadra e società sa tanto di ricerca di un alibi e di sviamento delle responsabilità.


Tornando sempre al topic rivolgo a te come agli altri un paio di domande secche.
- Reja lo scorso anno è stato confermato per mancanza di alternative oppure per convinzione. A chi porta l'esempio della stagione positiva (che comunque c'è stata) va ricordato che Delio Rossi fu esonerato dopo aver vinto una Coppa Italia.
- vi piacerebbe scegliere un tecnico giovane, un quarantenne, anche straniero con cui cambiare radicalmente impostazione di gioco e di filosofia per intraprendere una nuova avventura, anche con una rosa completamente rinnovata per un 7-8 giocatori? Su questo pregherei i molti che citano (a sproposito) nomi altisonanti come Benitez, Hiddink o Lippi, roba che è al di fuori della nostra portata e delle nostra necessità-

Kim Gordon

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* 12.430
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Citazione di: fish_mark il 11 Gen 2012, 11:33
Tornando sempre al topic rivolgo a te come agli altri un paio di domande secche.
- Reja lo scorso anno è stato confermato per mancanza di alternative oppure per convinzione. A chi porta l'esempio della stagione positiva (che comunque c'è stata) va ricordato che Delio Rossi fu esonerato dopo aver vinto una Coppa Italia.
- vi piacerebbe scegliere un tecnico giovane, un quarantenne, anche straniero con cui cambiare radicalmente impostazione di gioco e di filosofia per intraprendere una nuova avventura, anche con una rosa completamente rinnovata per un 7-8 giocatori? Su questo pregherei i molti che citano (a sproposito) nomi altisonanti come Benitez, Hiddink o Lippi, roba che è al di fuori della nostra portata e delle nostra necessità-

1) per convinzione.
2) rosa o non rosa rinnovata si, vorrei un allenatore con una filosofia tattica più esasperata.
    anche a scapito di una o due posizioni in classifica.

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fish_mark

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Citazione di: arkham il 11 Gen 2012, 11:29
C'è anche da fare un ragionamento: gli allenatori, anche quelli bravi, devono essere capaci di dare stimoli ai giocatori.
Adesso non è facile per un tecnico (forse con la sola eccezione di Fabio Capello), tenere al massimo un gruppo per quattro stagioni. Perchè questo accada spesso è necessario rinnovare drasticamente la rosa, inserire giocatori con nuovi stimoli, diminuire al minimo senatori e posizioni di rendita.
Non è un mistero che Eriksson, il giorno dopo la conquista dello scudetto, disse a Cragnotti: "se vogliamo continuare a vincere per anni, adesso li venda tutti". La cosa non avvenne, ma ad esempio senza l'innesto di pezzi da 90 come Crespo e Peruzzi, difficilmente avremmo lottato per il titolo anche l'anno successivo. e non è un caso che in quella stagione fu proprio il cambio di allenatore (da Sven a Dino Zoff) ad innescare un cambio di marcia.
Questo per dire che forse quella di cambiare allenatore può essere un'esigenza che prescinde dai risultati ottenuti dal tecnico in questione. Recentemente in questa città, i casi di Delio Rossi e Spalletti hanno dimostrato proprio questo.
Per cui, anche se sarebbe difficile per chiunque fare i punti che ha fatto Reja, che ha dato un contributo altissimo in questi anni, io sono del parere che a giugno si debba cambiare. E dovendo farlo, mi piacerebbe un mister in grado di "far giocare " la squadra. Non mi aspetto niente di trascendentale, ma magari vedere tutte le volte i movimenti che ha fatto il Verona ieri sera, fatti da ben altri interpreti, potrebbe essere interessante.
Detto questo, oltre agli allenatori che ho citato in precedenza, piacerebbe moltissimo anche a me Prandelli (anche lui vittima del logorio sulla panchina viola...), ma è un'operazione impossibile da portare avanti con un europeo a Luglio: occorrerebbe contrattualizzarlo ora e iniziare a lavorare su sue indicazioni.

Ottimo intervento che dimostra come tra un tecnico e una squadra i rapporti sono mutevoli come il tempo perchè tra i due termini c'è sempre un equilibrio instabile, cangiante, esposto alle intemperie.
Insomma, su Rossie anche su Spalletti in termini di competenza e di possibilità di successo nessuno di noi può sollevare leciti e fondati dubbi, eppure per un motivo o per l'altro i due erano arrivati al capolniea del loro rapporto con la squadra. In realtà è un deiscorso che vale soprattutto per il toscano e non tanto per Delio che si era presentato al presidente per il rinnovo con una coppetta in mano ricevendo il benservito: perché?

Ora Reja ha fatto benissimo in tre stagioni ma ci si chiede se possa rappresentare il futuro e se riesca ad avere ancora il controllo della squadra.

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Citazione di: Kim Gordon il 11 Gen 2012, 11:36
1) per convinzione.
2) rosa o non rosa rinnovata si, vorrei un allenatore con una filosofia tattica più esasperata.
    anche a scapito di una o due posizioni in classifica.

Io do le mie risposte:
1) per mancanza di alternative.
2) con rosa rinnovata (vorrei mandare via molta gente, tra certa paccottiglia della panchina e certi dinosauri in campo), vorrei un allenatore con una filosofia tattica certamente più esasperata, ma non estremistica tardo-zemaniana: sicuramente un cambio radicale e per certi versi anche pioneristico. Sì, voglio la rivoluzione culturale anche io, ma non di ispirazione spagnola: voglio una novità assoluta. Questo chiedo al presidente: la fantasia al potere.

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