Citazione di: fish_mark il 10 Gen 2012, 17:02
In questo sforzo i limiti sono evidenti non solo del tecnico, ma anche della società che non sembra molto impegnata nel sostegno del suo tecnico, come nelle ambizioni di una squadra che può fare davvero tanto.
Tu parli di una piazza difficile e io ne convengo, ma questa non è una notizia visto che la piazza è importante e quindi esigente. Se fossimo a Pisa o a Crotone tutto sarebbe più sopportabile (si fa per dire), ma qui l'imperativo è quello di competere per i piani alti. E' la società che deve arare il terreno per dare il giusto sostegno a un tecnico, specie quando si tenta una svolta tecnica, come è avvenuto dall'altra sponda, altrimenti dopo qualche sconfitta e qualche delusione la pressione diventerebbe insostenibile.
no, mi dispiace, caro co redattore della nota rivista per sportivi intelligenti, ma qui non è soltanto un discorso di essere esigenti, una cosa assolutamente legittima per qualsiasi tifoso, anche quello del pisa e del crotone (non capisco perché non dovrebbero esserlo, scusa...).
qui molto spesso il confine tra esigente e perennemente insoddisfatto ormai non si vede più.
qui esigente adesso vuol dire tutto, subito, sempre. che si traduce in: punti, vittorie, bel gioco, nessun momento di calo, rendimento notevole per ciascuna partita di ciascun elemento.
qui esigente vuol dire nessuna pazienza, nessuna indulgenza, nessuna attenuante, nessuna tolleranza per l'errore, individuale o collettivo che sia, che pure in una stagione lunga 9 mesi e rotti, può scapparci (io sono convinto che DEVE scapparci, ma vabbe', altro discorso...).
qui esigente vuol dire che ciascun episodio, nel momento stesso in cui accade, è il paradigma di un'intera stagione, se negativo. mentre se positivo è trascurabile, contestualizzato, minimizzato, spiegato attraverso eventi esterni e/o imponderabili che comunque tendono a dimostrare la fallibilità di un progetto di ampio respiro, un progetto che per forza di cose è lungo una stagione e quindi per sua natura ha bisogno di correttivi, di ripensamenti, di strade intraprese che conducono a vicoli ciechi, non può nascere perfetto, integro e sempre funzionante da qui fino alla fine, a maggior ragione se i mezzi per farlo sono quelli che sono.
qui esigente vuol dire credere incrollabilmente nella propria opinione e nel proprio senso dell'esigenza, che è autosufficiente e non ha bisogno del riscontro col reale per essere soddisfatto, anzi... sembra che il reale, quando vi si specchia, lo inquini irreversibilmente, rovinandolo del tutto, e basta davvero pochissimo perché anche solo un particolare non corrispondente può riuscirci e questa cosa ci fa incazzare, ci fa stare male.
questo per me non è essere esigenti. o se lo è, vuol dire aver spostato in avanti di parecchi km il confine tra legittimo senso dell'esigenza e incontentabilità cronica, pessimismo atavico, tara psicologica.
e comunque sia, non farmi più l'esempio dei cuginastri, perché davvero non rende merito alla tua intelligenza: mi stai portando ad esempio l'atteggiamento di una tifoseria nei confronti del progetto tecnico che gli viene offerto, quando tutto l'onere del sostegno è stato di fatto delegato ai media, in presenza di una dirigenza talmente fumosa e senza contorni che in confronto quella della Lazio ha la statura e la concretezza del politburo dell'Urss negli anni 60.
il romanista è un bue coll'occhi foderati di bistecche di prosciutto erte 6 cm. l'atteggiamento di fronte a qualsiasi cosa è SEMPRE ETERODIRETTO, indotto dall'alto, condizionato pesantemente. non c'è mai una reazione individuale ed autonoma a quanto lo circonda. a questa massa informe ed incredibilmente malleabile preferisco mille volte il nostro equivoco senso dell'esigenza. preferisco mille volte il brontolone di turno, che abbia le fattezze di un guidone o chicchessia a un qualsiasi sostenitore delle magnifiche sorti e progressive der proggetto daamaggica, ma scherziamo...