(Il
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Italpetroli-Unicredit, mercoledì decisivo: arbitrato sul debito, si tratta a oltranzaROMA (22 giugno) - Giornata decisiva quella di mercoledì per il futuro della Roma. Domani è in calenadario infatti l'udienza dell'arbitrato fra Italpetroli, la holding della famiglia Sensi che controlla la Roma, e Unicredit per trovare una soluzione al contenzioso sul debito, ma le parti stanno ancora trattando per trovare un'intesa che soddisfi tutti gli attori in causa.
«Commentiamo gli accordi solo dopo che sono stati firmati», fanno sapere da Piazza Cordusio, mentre i legali delle due parti stanno preparando le ultime carte da portare sul tavolo di Cesare Ruperto, presidente del collegio arbitrale che deve tentare di risolvere il nodo legato ai 325 milioni di euro di crediti che Unicredit vanta nei confronti della controllante della Roma.
Quella di domani sarà quindi una tappa fondamentale per la permanenza della famiglia Sensi a capo della holding romana e, a cascata, della Roma, che controlla dal 1993. Unicredit starebbe infatti chiedendo la cessione degli asset più redditizi di Italpetroli, fra cui appunto la squadra capitanata da Francesco Totti. La banca guidata da Alessandro Profumo chiede a Rosella Sensi almeno un un piano ordinato e concreto di dismissioni che consenta all'istituto di rientrare dalle somme prestate.
In un primo momento, sembrava che Unicredit puntasse al controllo diretto della As Roma, ma l'assenza di acquirenti - dopo che anche il patron della Tachipirina, Francesco Angelini, si è defilato - potrebbe aver convinto la banca milanese ad assumere un atteggiamento più attendista, che potrebbe prevedere la permanenza dei Sensi a capo del club per un certo periodo. Una fase transitoria verso un nuovo proprietario, che consentirebbe anche un disimpegno morbido alla famiglia Sensi. Il futuro della squadra giallorossa insomma appare ancora in bilico e le difficoltà societarie rischiano sempre più di compromettere la campagna acquisti per il prossimo campionato.