Della Comunicazione della Lazio e della spaccatura tra tifosi

Aperto da Fabio70rm, 13 Feb 2012, 09:49

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italicbold

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Citazione di: Kim Gordon il 15 Feb 2012, 09:50
IB, te la faccio semplice che più semplice non si può.

se lo chiedi a Kim Gordon, alias fabrizio, ti dice, che a Lui non je ne frega un ca220 della Busta col giapponese fuori, del lazio store, della comunicazione, dello stadio cor cinema ed il ristorante, fino ad arrivare alla tdt come "modello" di disciplina dell'esperienza.
ma questo è perchè Io  sono avverso a tutta questa commercializzazione del mio vivere in generale, come Tifoso nel particolare.

ma se invece assumi la prospettiva integrata con il sistema in cui si Integra, o aspirerebbe integrarsi (se non addirittura essere avanguardia) la ssLazio, le supercazzole di fish mark sono molto pertinenti.

almeno nelle premesse.

spero di essere stato il più chiaro possibile.

Si, sei stato chiaro, ma continuo a contestare la pertinenza delle supercazzole.
Sulla buona fede ognuno giudica come crede.
Io credo che Fabrizio, o Kim Gordon, resti il centro del mondo. Quando si parla di tifoso, di Lazio e anche del sistema integrato intorno alla Lazio.
Perché il tifoso, appunto, non é un cliente come gli altri, paga un prodotto che non conosce ma ama alla follia.
Questo non succede per un detersivo. Non ho mai visto una casalinga in ginocchio davanti a una lavatrice con le braccia alzate che canta Er primo cor secondo, e je ne famo tre, centrifuga, centrifugaaaaaaaa.
Il tifoso é contro ogni logica commerciale. Esce da ogni schema di riflessione marketing. Soprattutto quelli "della domenica". Soprattuto sfugge al supercazzole.
Viacolvento, poche pagine fa, citava dati eloquenti di come alcune iniziative, le più semplici non siano grandi successi commerciali. Non so se le cifre sono vere, ma non sarei sorpreso se lo fossero. Perché appunto, il Fabrizio che c'é dietro ogni tifoso resta una roccaforte inarrivabile per ogni singola strategia commerciale, resta indecifrabile per ogni riflessione marchettare. Perché uno stop mancato, un errore sotto porta, un gol sotto il sette restano la benzina fondamentale di questo motore.

e per fortuna che é cosi'.
A grazie a dio, o a chi vuoi, che é così'.


el jardinero

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Citazione di: fish_mark il 15 Feb 2012, 11:49
Io so chi hai in mente per condurre una trasmissione in quella maniera ed è pure laziale.



Ebbene sì, non c'avevo pensato. Ma mi piacerebbe. Tanto. " Er pantera" è pure amico mio....

surg

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Citazione di: italicbold il 15 Feb 2012, 08:49
.......................Costruire e coltivare rapporti, non scendiamo dalla montagna del sapone, significa regalie, prebende e privilegi..
Sono intervenuto un paio di volte in questo topic chiedendo a chi chiede alla SS Lazio di cambiare strategia nei confronti della comunicazione, in che cosa si dovesse concretizzare questo cambiamento. Questa risposta la trovo nel tuo post, molto completo ed articolato e che condivido totalmente.
Aggiungo che, se "per costruire e coltivare rapporti" si devono distribuire regalie, prebende e privilegi, io pretendo che la mia Lazio non lo faccia. 

fish_mark

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Citazione di: el jardinero il 15 Feb 2012, 11:51
Ebbene sì, non c'avevo pensato. Ma mi piacerebbe. Tanto. " Er pantera" è pure amico mio....

Ma io lo conosco bene (radiofonicamente) anche se non  l'ho mai visto in TV nelle ospitate di Controcampo.
so bene che certe risposte a certa polemica antilotitana ammuffita gliele darebbe e a brutto muso.
Magari con un "Parenzo" laziale, cazzaro, collegato dai baretti della periferia.
Un bel modo nuovo di fare informazione e comunicazione laziale, dove ci si scontra anche a brutto muso, ma senza giugulari in vista, né pizze a domicilio. Un sogno.

Ma lui è destinato ad altri lidi (per fortuna sua).

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Alexia68

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Citazione di: viacolvento il 14 Feb 2012, 18:13
Copie vendute della rivista ufficiale=3500 La radio non'è di proprietà,viene affittato uno spazio a TR VOXON.Del canale telematico se ne è persa traccia.I negozi  ufficiali Lazio style sono in affanno,se salva solo quello di via calderini.

meglio questo del nulla cosmico di prima.

fish_mark

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Citazione di: Alexia68 il 15 Feb 2012, 11:54
meglio questo del nulla cosmico di prima.

Domanda molto pertinente: perché si è provato a fare (almeno) questo?

Kim Gordon

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Citazione di: italicbold il 15 Feb 2012, 11:49
Si, sei stato chiaro, ma continuo a contestare la pertinenza delle supercazzole.
Sulla buona fede ognuno giudica come crede.
Io credo che Fabrizio, o Kim Gordon, resti il centro del mondo. Quando si parla di tifoso, di Lazio e anche del sistema integrato intorno alla Lazio.
Perché il tifoso, appunto, non é un cliente come gli altri, paga un prodotto che non conosce ma ama alla follia.
Questo non succede per un detersivo. Non ho mai visto una casalinga in ginocchio davanti a una lavatrice con le braccia alzate che canta Er primo cor secondo, e je ne famo tre, centrifuga, centrifugaaaaaaaa.
Il tifoso é contro ogni logica commerciale. Esce da ogni schema di riflessione marketing. Soprattutto quelli "della domenica". Soprattuto sfugge al supercazzole.
Viacolvento, poche pagine fa, citava dati eloquenti di come alcune iniziative, le più semplici non siano grandi successi commerciali. Non so se le cifre sono vere, ma non sarei sorpreso se lo fossero. Perché appunto, il Fabrizio che c'é dietro ogni tifoso resta una roccaforte inarrivabile per ogni singola strategia commerciale, resta indecifrabile per ogni riflessione marchettare. Perché uno stop mancato, un errore sotto porta, un gol sotto il sette restano la benzina fondamentale di questo motore.

e per fortuna che é cosi'.
A grazie a dio, o a chi vuoi, che é così'.

ok. ho capito. purtroppo per ignoranza non so davvero cosa aggiungere perchè ne sò della materia meno di zero. mi fido di quello che scrivi e continuo a leggere con interesse la disputa.  :))

fish_mark

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Citazione di: italicbold il 15 Feb 2012, 11:49
Si, sei stato chiaro, ma continuo a contestare la pertinenza delle supercazzole.
Sulla buona fede ognuno giudica come crede.
Io credo che Fabrizio, o Kim Gordon, resti il centro del mondo. Quando si parla di tifoso, di Lazio e anche del sistema integrato intorno alla Lazio.
Perché il tifoso, appunto, non é un cliente come gli altri, paga un prodotto che non conosce ma ama alla follia.
Questo non succede per un detersivo. Non ho mai visto una casalinga in ginocchio davanti a una lavatrice con le braccia alzate che canta Er primo cor secondo, e je ne famo tre, centrifuga, centrifugaaaaaaaa.
Il tifoso é contro ogni logica commerciale. Esce da ogni schema di riflessione marketing. Soprattutto quelli "della domenica". Soprattuto sfugge al supercazzole.
Viacolvento, poche pagine fa, citava dati eloquenti di come alcune iniziative, le più semplici non siano grandi successi commerciali. Non so se le cifre sono vere, ma non sarei sorpreso se lo fossero. Perché appunto, il Fabrizio che c'é dietro ogni tifoso resta una roccaforte inarrivabile per ogni singola strategia commerciale, resta indecifrabile per ogni riflessione marchettare. Perché uno stop mancato, un errore sotto porta, un gol sotto il sette restano la benzina fondamentale di questo motore.

e per fortuna che é cosi'.
A grazie a dio, o a chi vuoi, che é così'.


ho riletto con attenzione le argomentazioni condivisibili di ItalicBold.
Faccio presente un paio di osservazioni:
- il tifoso che descrive è un ultras (nell'accezione lata del termine) uno che vive la sua passione su un piano quasi religioso ed è quindi refrattario da ogni condizionamento mediatico e influenza pubblicitaria. Questo tifoso ultras rappresenta una parte comunque minoritaria del complesso degli appassionati che seguono una squadra. quest'ultimo settore è invece un po' più mobile e può essere condizionato e infuenzato dai messaggi pubblicitari come dalla comunicazione. Su questo ambito si lavora, generalmente, per sfruttrare commercialmente un marchio, non certo sugli ultras. Su questo ambito incidono ovviamente le vittorie, che generano nuovi adepti, o nuovi clienti. Negli Stati Uniti lo fanno da una cinquantina di anni a questa parte, in Europa da un po' di meno (una ventina scarsa).
Noi lo facciamo da una decina senza per ora essere riusciti ad arrivare a risultati apprezzabili in termini di incidenza di bilancio.

- hai usato la metafora del motore, una metafora che mi scalda il cuore (e lo dico da grossissimo appassionato degli sport motoristici: chiedere a Gesulio). Un motore per muoversi ha bisogno di molti altri elementi: non soltanto la benzina, ma anche dell'olio e dell'acqua.

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Kim Gordon

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Citazione di: fish_mark il 15 Feb 2012, 12:43

ho riletto con attenzione le argomentazioni condivisibili di ItalicBold.
Faccio presente un paio di osservazioni:
- il tifoso che descrive è un ultras (nell'accezione lata del termine) uno che vive la sua passione su un piano quasi religioso ed è quindi refrattario da ogni condizionamento mediatico e influenza pubblicitaria. Questo tifoso ultras rappresenta una parte comunque minoritaria del complesso degli appassionati che seguono una squadra. quest'ultimo settore è invece un po' più mobile e può essere condizionato e infuenzato dai messaggi pubblicitari come dalla comunicazione. Su questo ambito si lavora, generalmente, per sfruttrare commercialmente un marchio, non certo sugli ultras. Su questo ambito incidono ovviamente le vittorie, che generano nuovi adepti, o nuovi clienti. Negli Stati Uniti lo fanno da una cinquantina di anni a questa parte, in Europa da un po' di meno (una ventina scarsa).
Noi lo facciamo da una decina senza per ora essere riusciti ad arrivare a risultati apprezzabili in termini di incidenza di bilancio.


IB, questo distinguo nella mia ignoranza mi sembra verosimile. che ne pensi??

gesulio

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Citazione di: strike il 15 Feb 2012, 11:07

Quanto alla spaccatura tra i tifosi, mi pare chiaro che la contestazione a prescindere ha fondamenti indicibili e fa a cazzotti con la realtà di questa squadra meravigliosa. Però non si risponde con la difesa a prescindere di qualsiasi cosa faccia la società.


ma dove? dove ho difeso a prescindere la società?
io la società non me la sono intruppata manco de striscio, in questa discussione.
come detto nel primo post, vorrei dare una dimensione al tema in oggetto, in relazione ai TIFOSI DELLA LAZIO, perché è il topic che ne parla.
per me, in quanto tifoso, sento che una diversa strategia di comunicazione e di marketing sposta veramente poco, pochissimo del mio essere Laziale. anzi niente.
e dico questo al di là del discorso vero e proprio che riguarda la strategia. non ne sto facendo un giudizio di merito, per alcuni la strategia è sbagliata, ok, è una posizione legittima. e comunque quasi nessuno la giudica perfetta.
quello che sto dicendo io è che una strategia migliore a me in quanto tifoso non sposterebbe nulla, di fronte al risultato finale di una partita. 
quale che sia il risultato, che vinca o che perda. prima ho fatto l'esempio dello scudetto, ora vi faccio quello contrario: se la Lazio perde o non raggiunge un obiettivo, io non mi sentirò meno insoddisfatto se penso al fatto che abbiamo il LS al centro, chiaro? non mi sentirò meno insoddisfatto sapendo che il giorno dopo il cds, sapientemente gestito dalla società nell'ambito di una più incisiva ed efficace strategia comunicativa, scriverà un articolo in cui verrò compatito e coccolato.

in ogni caso me roderà il culo e mi gireranno le palle in una maniera orribile, per i miei boxer.

Citazione di: fish_mark il 15 Feb 2012, 11:24




Intanto, ricordo che si sta parlando in questo topic di "comunicazione", per cui tutto questo mio (e di altri) interesse verso il tema si deve a questo semplice sillogismo.


no scusa, non puoi spostare il tema del topic a tuo piacere: si sta parlando di comunicazione nell'ambito dell'ottica del TIFOSO DELLA LAZIO. per favore, non diciamo cazzate.

allora (e poi mi leggo il resto delle tue considerazioni) il discorso è: tu in quanto tifoso ti senti influenzato dalla strategia di comunicazione della Lazio, giusta o sbagliata che sia? io no.

poi capisco che il turista giapponese possa essere più o meno influenzato dal fatto di trovare il LS a via del corso. capisco anche come il Laziale occasionale possa chiedersi come mai la Lazio sia trascurata dai media e se la colpa sia dei media o degli errori di comunicazione della società. capisco tutto.
ma sono cazzi loro, del giapponese e del laziale occasionale.

per quanto mi riguarda, io come tifoso, ritengo il dibattito legato a questo argomento ininfluente o quasi.

voi come tifosi invece ritenete che l'argomento sia determinante riguardo la Lazio e il suo fascino nei confronti di voi stessi in quanto tifosi? bene.

però poi non mi rompete più il cazzo con la mistica degli anni 80, del laziale con una passione forgiata nella ghisa perché abituato ad andare controcorrente, solo contro tutti, perché pensa con la propria testa, non va appresso alle mode, non ha bisogno di idoli sapientemente costruiti a tavolino grazie alla CO MU NI CA ZIO NE (cit.) ecc. ecc.

se il tifoso Laziale ha bisogno di queste cose, o meglio se pensate che la SS Lazio abbia bisogno di intercettare ed aumentare il suo bacino utenza in questa maniera, sappiate che costoro non si chiamano tifosi ma clienti.
er tifosodaamaggica è il perfetto cliente: non sa un cazzo di calcio, se gli chiedi ndo sta lostadio o la differenza tra un parastinco e la lunetta del limite dell'area non ti sa rispondere, ma se gli parli daaroma, è maggica, vince tutte le partite, er pupone ha fatto piùggo de nordahl e se per caso perde gliel'hanno rubbata.
gente costruita a tavolino, grazie alla fantastica strategia comunicativa della roma.
no grazie, che stiano lontani da noi.

Citazione di: fish_mark il 15 Feb 2012, 11:24

Nel prossimo futuro – parliamo dei prossimi 5 anni – il mio sogno e credo quello di tutti quanti sia di (traccio obiettivi concreti e alla nostra portata) quello di lottare almeno per una volta per lo scudetto e partecipare alla CL cercando di passare il turno e arrivando il più possibile in fondo (al massimo, in circostanze molto fortunate in semifinale).
Per tutto questo servono molti soldini. Diciamo entrate nell'ordine di almeno 100 mln di euro annui.
Negli ultimi quattro anni la SSLazio capogruppo non ha incassato più di 95 mln di euro e l'ultimo bilancio indica 80 nln di euro. Il gruppo SSLazio ha raggiunto i 102 mln di euro nella stagione 2007-08 (quella della partecipazione in CL) e l'ultimo bilancio ci dà 93 mln di euro.

Queste sono le cifre da cui parte tutto il senso del mio discorso.


5 anni, cazzo, stai proponendo un piano industriale di lunga durata, anzi la massima durata, vista la crisi attuale.
nessuna azienda oggi come oggi può permettersi di guardare più in là di un paio di anni, e nel calcio la quasi totalità di esse ha come obiettivo massimo la mera sopravvivenza.
tu invece riveli a noi come Dio a mosè sul sinai, la Grande Verità: nei prossimi 5 anni vorremmo lottare per lo scudetto almeno una volta. apperò, mica lo sapevo che volevo lottare per il titolo, grazie, ora ne sono consapevole. poi aggiungi: attenzione, così come stiamo, non andremo da nessuna parte.
posso chiederti cosa te lo fa pensare?
io finora ho solo letto considerazioni più o meno fantasiose a tal proposito ma soprattutto basate su un presupposto: il fatto che la Lazio non abbia alcun piano di crescita e nel caso l'abbia, sia fatto a cazzo di cane.
io molto modestamente ti dico che non sono in grado di giudicare pienamente il percorso fatto dalla Lazio durante questi anni, e il progetto per i prossimi, cosa abbia sbagliato e cosa abbia fatto nel verso giusto, cosa potrebbe sbagliare e cosa potrebbe funzionare nel breve/medio/lungo periodo.

mi tengo la crescita del rendimento stagionale negli ultimi anni, il poter vedere vestiti con la nostra maglia gente come Hernanes e Klose, ma anche gli errori come l'ultimo calciomercato invernale o la cattiva gestione di alcuni casi come Zarate e Ledesma/Pandev un paio di anni fa.

vorrei invitarti a riflettere solo su un punto: se tu puoi sognare un piano industriale quinquennale, al di là se le tue considerazioni siano pertinenti o raffazzonate, puoi farlo perché stai parlando di una società che è solida e può guardare al futuro con una certa sicurezza di sé. stai parlando di una società che non deve lottare per la sopravvivenza. questo era lo scenario fino a 6 anni fa, e ce la siamo fatta davvero sotto. ora non è più così. possiamo sognare che da qui a 5 anni lotteremo per lo scudetto, perché sotto il culo abbiamo una Lazio solida, non te lo scordare mai. 

gesulio

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Citazione di: fish_mark il 15 Feb 2012, 11:24



Quelli come me abitano a Roma, sede storica della SSLazio e quotidianamente hanno a che far con il baretto di sotto casa e con le stanze dei bottoni. Sanno benissimo che la risposta unica e neanche la migliore non è quella di digrignare i denti a ogni stormir di fronda, quella di urlare con la bava alla bocca anche quando ti chiedono l'ora, quella di desertificare il confronto come anche l'emozione.
Saremo un partito debole e peraltro disorganizzato e inascoltato, ma a quanto pare quello al governo pensa di essere potente ma è ancora più disorganizzato ha prodotto i risultati attuali, con questa linea garibaldina e inconcludente in vigore da più di un lustro. La Lazio è terza eppure nessuno se ne è accorto. Colpa della disinformazia giallorossa: certo, come no.
A proposito del Pupone spero ti sarai mai chiesto come è stato possibile creare un mito di fronte e a fronte della pochezza del personaggio. Fammi sapere come è stato possibile un miracolo del genere? Le vittorie sportive? Uno scudettino e un paio di portaombrelli? Furino ha vinto molto più di lui. E allora cosa è successo mai? Un mondiale? Bergomi lasciò un'impronta più profonda di un rigore calciato con l'Australia al 90°.
E' stato possibile un incantesimo del genere soltanto con una sovrastruttura mediatica che ti ha rincorso fino nei cessi a proporti e importi una nullità come quella: è STATA LA CO-MU-NI-CA-ZIO-NE.


vabbe', e quindi?
scusa, potresti indicarmi quali sono stati gli indubbi vantaggi della roma, nel saper gestire così abilmente la strategia della comunicazione?
hanno vinto più di noi? corcazzo.
hanno più tifosi? sempre avuti.
più giapponesi se so' comprati una maglia della roma? embeh, vero, purtroppo. ma anche stigrandissimicazzi, se vuoi...

avanti, fateme capi' gli indubbi vantaggi della comunicazione di cui ha goduto la roma.
sono entrati più soldi per cui hanno potuto fare campagne acquisti migliori? falso, la roma ha vissuto gli ultimi anni al di sopra delle sue possibilità, e lo sappiamo benissimo.
hanno tutti i giornali che li coccolano ogni volta che scajano, facendogli credere ogni anno ar proggetto che non va in porto perché gli arbitri, la mafia, er palazzo, l'erba troppo alta? se li tenessero.
hanno un pupazzone decerebrato che ritengono la reincarnazione di cristo sceso in terra, capace di guarire con la sola imposizione di un congiuntivo sbagliato? beh, che dire? sono proprio invidioso...

fateme capi' se c'è altro, poi...
cioè, ma non ce se crede, stai a porta' l'esempio della comunicazione in casa roma...

fish_mark

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Citazione di: gesulio il 15 Feb 2012, 13:29
vabbe', e quindi?
scusa, potresti indicarmi quali sono stati gli indubbi vantaggi della roma, nel saper gestire così abilmente la strategia della comunicazione?
hanno vinto più di noi? corcazzo.
hanno più tifosi? sempre avuti.
più giapponesi se so' comprati una maglia della roma? embeh, vero, purtroppo. ma anche stigrandissimicazzi, se vuoi...

avanti, fateme capi' gli indubbi vantaggi della comunicazione di cui ha goduto la roma.
sono entrati più soldi per cui hanno potuto fare campagne acquisti migliori? falso, la roma ha vissuto gli ultimi anni al di sopra delle sue possibilità, e lo sappiamo benissimo.
hanno tutti i giornali che li coccolano ogni volta che scajano, facendogli credere ogni anno ar proggetto che non va in porto perché gli arbitri, la mafia, er palazzo, l'erba troppo alta? se li tenessero.
hanno un pupazzone decerebrato che ritengono la reincarnazione di cristo sceso in terra, capace di guarire con la sola imposizione di un congiuntivo sbagliato? beh, che dire? sono proprio invidioso...

fateme capi' se c'è altro, poi...
cioè, ma non ce se crede, stai a porta' l'esempio della comunicazione in casa roma...

Intanto fatturano sui 140 mln annui mentre noi viaggiamo molto dietro. Ma questi sono dati che riscaldano il cuore di un commercialista, non il mio.
A te sono questioni che non interessano affatto e le consideri di scarsa importanza. Io ti dico che al netto delle vittorie – nell'ultimo decennio le stesse: STESSE (1 scudetto, due coppa Italia e una supercoppa; COME NOI) – sono arrivati (vado a memoria) tre volte secondi in campionato e un paio di quarti di finale di CL. Noi abbiamo un terzo posto e una semifinale di UEFA. Per fare questo occorrono molti più soldi di quanto incameriamo adesso.
Ma vedo che sono tematiche che non ti interessano.
Il pupone se lo tenessero, mentre per quanto riguarda i giornali hanno anche loro le loro divisioni tra i nostalgici dell'ancien regime e i rivoluzionari.
Detto questo la loro comunicazione ha prodotto i risultati di una maggiore visibilità, mentre noi – da sempre – ci nascondiamo, come nascondiamo i nostri meriti e i nostri eroi. Qualcuno sa riconoscere il suono della voce di Hernanes o una intervista di Dias?

Restano in topic ho visto che ho difficoltà nel far passare un concetto che mi sembra invece così chiaro. andiamo per un attimo in un settore che tu conosci molto bene: il cinema. Per far un bel film occorre una storia, degli attori, dei registi, degli scenografi e dei costumisti, oltre che un produttore che sappia miscelare il tutto e reperire i giusti finanziamenti.
Una volta finito il film quando questo deve arrivare nelle sale interviene l'ufficio stampa che promuove il film. Una ottima promozione permetterà maggiori incassi. Quanto alla qualità del film e ai rilievi della critica questo è argomento a sé stante, tanto è vero che quasi sempre a fronte di un film osannato dalla critica si potranno avere scarsi risultati di botteghino, mentre al contrario i giudizi impietosi della critica corrispondono a ottimi incassi da botteghino.
Si dovrebbe assumere un Lucherini per spiegargli i termini della faccenda e dire che l'attuale addetto stampa sta facendo molto.

E poi tornando all'origine del topic questa cosa del tutti uniti a me fa anche un po' tenerezza. L'unico momento e motivo per essere uniti è un goal o una vittoria. Prima e dopo siamo divisi su tutto e lo saremo sempre: questa è la fisiologia di una tifoseria non la patologia, come si vede in questo topic come in altri topic.
Il problema è di evitare le degenerazioni affaristiche, claniche e paramalavitose del problema. Per questo ci sono le forze dell'ordine, la magistratura e anche l'informazione (non la comunicazione che è cosa diversa).

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strike

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Citazione di: gesulio il 15 Feb 2012, 12:51
ma dove? dove ho difeso a prescindere la società?
io la società non me la sono intruppata manco de striscio, in questa discussione.
come detto nel primo post, vorrei dare una dimensione al tema in oggetto, in relazione ai TIFOSI DELLA LAZIO, perché è il topic che ne parla.
per me, in quanto tifoso, sento che una diversa strategia di comunicazione e di marketing sposta veramente poco, pochissimo del mio essere Laziale. anzi niente.
e dico questo al di là del discorso vero e proprio che riguarda la strategia. non ne sto facendo un giudizio di merito, per alcuni la strategia è sbagliata, ok, è una posizione legittima. e comunque quasi nessuno la giudica perfetta.
quello che sto dicendo io è che una strategia migliore a me in quanto tifoso non sposterebbe nulla, di fronte al risultato finale di una partita. 
quale che sia il risultato, che vinca o che perda. prima ho fatto l'esempio dello scudetto, ora vi faccio quello contrario: se la Lazio perde o non raggiunge un obiettivo, io non mi sentirò meno insoddisfatto se penso al fatto che abbiamo il LS al centro, chiaro? non mi sentirò meno insoddisfatto sapendo che il giorno dopo il cds, sapientemente gestito dalla società nell'ambito di una più incisiva ed efficace strategia comunicativa, scriverà un articolo in cui verrò compatito e coccolato.

in ogni caso me roderà il culo e mi gireranno le palle in una maniera orribile, per i miei boxer.


Gesu', non ce l'avevo certo con te, né con il post di prima, né con altri tuoi interventi che leggo sempre con interesse. Facevo un discorso più generale. Mi capita di fare (qui e altrove) discussioni in cui qualsiasi critica, per quanto costruttiva, pacata e ragionevole, viene presa come un attacco alla società, subalterno a quelli che cantano "Lotito pezzo de mmerda" o a chi straparla della Lazio su giornali, radio e tv. Mi sembrava di sentire l'eco di discorsi simili nella "teoria del grimaldello" illustrata da Ib, ma magari sbaglio. C'è pure chi riesce a dire quanto è contento del mercato di gennaio, ma forse non è questo il tema. Farei di tutto per uscire da questa demenziale spaccatura tra i tifosi, fomentata a mio giudizio da interessi biechi, che però trascina anche persone normali. Penso che le parole aiutino. Quelle che leggo in questi forum - e qui parlo per me - mi aiutano spesso a farmi un'idea più corretta delle cose. Partecipo per questo e ringrazio tutti.

Comunque, per restare in topic, non penso affatto che una qualsiasi strategia di comunicazione e di marketing possa influenzare in qualche modo te, me e tutti o quasi i partecipanti al nostro forum. Difficilmente cambierà la Lazialità di chi ha vissuto certe storie quindici o venticinque anni fa. Penso a un pubblico parecchio più vasto, romano e non solo, ai giovani, a chi identifica la Lazio con il peggio del peggio, a chi non conosce la nostra storia, a chi si nutre di luoghi comuni veicolati in vario modo anche dalla grande informazione. Mi rode di vedere che quasi nessun giornale mette i più bravi a seguire la Lazio, come se non fossimo quello che siamo. E non dico affatto che la società non ha fatto niente, esorto solo a proseguire, a uscire una volta per tutte dalla retorica trita e ritrita del laziale assediato, solo contro tutti. E ripeto, stavolta a IB, che siamo tutti grandi, il tema delle prebende per quanto indicibile esiste eccome, ma la questione non si riduce alle prebende. Soluzioni? Non ne ho. Le poche idee che mi vengono in mente le ho scritte: se chi si occupa della stampa sta più in campo che in tribuna stampa dovrebbe cambiare atteggiamento. Altro non so, sto troppo lontano.

Pure io me ne fotto, se perdiamo, di leggere un pezzo "tenero" sul Corsport (che non ho la fortuna di leggere) o altrove. Anzi, rispondendo ad altri, se penso ai miei 30 anni da laziale, con alti e bassi quanto a partecipazione alle vicende della squadra e della società, non direi nemmeno che a trascinarmi sono le vittorie. Non sempre. L'ultima volta che abbiamo rischiato la B (per quanto da lontano) ero più infervorato di adesso. Ma senz'altro la comunicazione c'entra poco.

gesulio

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Citazione di: fish_mark il 15 Feb 2012, 13:48

Intanto fatturano sui 140 mln annui mentre noi viaggiamo molto dietro. Ma questi sono dati che riscaldano il cuore di un commercialista, non il mio.
A te sono questioni che non interessano affatto e le consideri di scarsa importanza. Io ti dico che al netto delle vittorie – nell'ultimo decennio le stesse: STESSE (1 scudetto, due coppa Italia e una supercoppa; COME NOI) – sono arrivati (vado a memoria) tre volte secondi in campionato e un paio di quarti di finale di CL. Noi abbiamo un terzo posto e una semifinale di UEFA. Per fare questo occorrono molti più soldi di quanto incameriamo adesso.
Ma vedo che sono tematiche che non ti interessano.
Il pupone se lo tenessero, mentre per quanto riguarda i giornali hanno anche loro le loro divisioni tra i nostalgici dell'ancien regime e i rivoluzionari.
Detto questo la loro comunicazione ha prodotto i risultati di una maggiore visibilità, mentre noi – da sempre – ci nascondiamo, come nascondiamo i nostri meriti e i nostri eroi. Qualcuno sa riconoscere il suono della voce di Hernanes o una intervista di Dias?

Restano in topic ho visto che ho difficoltà nel far passare un concetto che mi sembra invece così chiaro. andiamo per un attimo in un settore che tu conosci molto bene: il cinema. Per far un bel film occorre una storia, degli attori, dei registi, degli scenografi e dei costumisti, oltre che un produttore che sappia miscelare il tutto e reperire i giusti finanziamenti.
Una volta finito il film quando questo deve arrivare nelle sale interviene l'ufficio stampa che promuove il film. Una ottima promozione permetterà maggiori incassi. Quanto alla qualità del film e ai rilievi della critica questo è argomento a sé stante, tanto è vero che quasi sempre a fronte di un film osannato dalla critica si potranno avere scarsi risultati di botteghino, mentre al contrario i giudizi impietosi della critica corrispondono a ottimi incassi da botteghino.
Si dovrebbe assumere un Lucherini per spiegargli i termini della faccenda e dire che l'attuale addetto stampa sta facendo molto.

E poi tornando all'origine del topic questa cosa del tutti uniti a me fa anche un po' tenerezza. L'unico momento e motivo per essere uniti è un goal o una vittoria. Prima e dopo siamo divisi su tutto e lo saremo sempre: questa è la fisiologia di una tifoseria non la patologia, come si vede in questo topic come in altri topic.
Il problema è di evitare le degenerazioni affaristiche, claniche e paramalavitose del problema. Per questo ci sono le forze dell'ordine, la magistratura e anche l'informazione (non la comunicazione che è cosa diversa).

lascerei perdere la metafora cinematografica che non c'entra una beneamata minchia col discorso dei tifosi e della passione per una squadra.
restiamo sul pezzo, che nel nostro caso particolare è di m.erda, cioè la roma.
la as saccoccedevomito non fattura 140mln perché azzecca da anni la strategia comunicativa.
fattura tanto perché sono di più, storicamente questo è un dato inconfutabile.

il rapporto a roma è 1 a 4 per loro, sempre stato così. eppure noi i nostri bravi 80 mln li fatturiamo o no? se la proporzione fosse rispettata, dovremmo essere a una 30ina abbondante. e a questo devi però aggiungere il disavanzo, sempre a nostro sfavore, dovuto a una campagna comunicativa azzeccata, da parte loro, e sbagliata, o inesistente, da parte nostra.
e invece? come mai non c'è tutta sta differenza in termini percentuali?


sweeper77

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Citazione di: gesulio il 15 Feb 2012, 14:50
e invece? come mai non c'è tutta sta differenza in termini percentuali?

perchè i 140 non esistono...come i....seimioniarcircomasssimo  :since

italicbold

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Citazione di: Kim Gordon il 15 Feb 2012, 12:46
IB, questo distinguo nella mia ignoranza mi sembra verosimile. che ne pensi??

Che é una distinzione che continua a sembrarmi erronea.
Quando cerco di creare un'immagine del tifoso penso a noi. Penso ai tifosi normali.
Quelli che che vinca o che che perda restiamo attaccati alla squadra.
Cosa che, appunto, non avviene per un formaggio, o per un detersivo.

Il marchio, quando parli di una squadra di calcio, non ha nessun bisogno di essere veicolato per il 99% del target dei suoi clienti. Perché il marchio noi lo amiamo.
La storia dei clienti "esogeni" al tifo, il famoso contadino del Winsconsin, regge solo marginalmente.
O almeno anche quella é strettamente legata ai risultati sportivi della squadra.
La Lazio, per i turisti esogeni, o esiste con i suoi risultati sportivi o non esiste, non esisterà mai.
All'inizio degli anni 2000 le magliette della Lazio le trovavi ovunque, a Londra a Parigi a Monaco di Baviera.
Perché vinceva. Perché la portava gente come Veron, Nesta, Mancini, Salas.

Ora sta avvenendo lo stesso.
La cosa fondamentale che può' fare la società per veicolare la sua immagine é vincere.
Solo quello.
Puoi anche comprare 10 minuti di spot durante il superbowl ma nessuno comprerà mai la maglietta del derby perso nel 2005 con Talamonti e Keller, manco i tifosi.
Per vendere la maglietta di Klose ti basta un gol.
Al 92°.

fish_mark

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Citazione di: gesulio il 15 Feb 2012, 14:50
lascerei perdere la metafora cinematografica.

No, no, non lasciar perdere la metafora cinematografica, che è invece un esempio e centra il problema, a mio modo di vedere.
Te l'ho fatto perché so quanto sei amante del tema e anche esperto del tema. Ma fare un film non significa soltanto valutare l'opera di chi ci lavora, ma anche il risultato del botteghino, questo almeno agli occhi del produttore che ha investi soldi e che vuole ritorni. Poi a te interessa esclusivamente l'aspetto artistico ma sai bene che non è l'unico.
Per arrivare alla riuscita di un film – traguardo necessario per un produttore per continuare a fare il suo lavoro: ossia produrre film – non basta aver ingaggiato il miglior regista, il miglior attore e il miglior elettricista. Serve anche un ottimo ufficio stampa per promuovere il film. De martino, ad esempio, conosce bene queste supercazzole e qualcosa è riuscito a fare finora. Scusate la provocazione, ma il volo dell'Aquila cosa è se non una bella, entusiasmante ed unificante supercazzola?


Citazione di: gesulio il 15 Feb 2012, 14:50
la as saccoccedevomito non fattura 140mln perché azzecca da anni la strategia comunicativa.
fattura tanto perché sono di più, storicamente questo è un dato inconfutabile.

il rapporto a Roma è 1 a 4 per loro, sempre stato così. eppure noi i nostri bravi 80 mln li fatturiamo o no? se la proporzione fosse rispettata, dovremmo essere a una 30ina abbondante. e a questo devi però aggiungere il disavanzo, sempre a nostro sfavore, dovuto a una campagna comunicativa azzeccata, da parte loro, e sbagliata, o inesistente, da parte nostra.
e invece? come mai non c'è tutta sta differenza in termini percentuali?

Premesso che a mio modo di vedere sarebbe interessante capire e studiare le indagini di mercato che hanno portato a questo rapporto di 1 a 4 (io credo, testardamente, che il rapporto possa essere di 1 a 3) evidentemente qui (tra di loro) la comunicazione ha fatto e fa il suo bravo lavoro, questa è la mia convinzione, perché alimenta e tiene in vita quel corpaccione che è la tifoseria dell'azienda tramviaria. Da noi non fa altrettanto purtroppo, visto che ci nascondiamo e il nostro massimo eroe rappresentante presente nelle interviste e nelle trasmissioni TV, come sulle colonne dei giornali, per non parlare dei film e di tanto altro ancora è l'azionista di maggioranza. Ieri ho citato quanto detto da Ancelotti: solo in Italia si vede tutto questo protagonismo dei presidenti; in Inghilterra invece non è così.

Quanto alle nostre entrate, parto dalla premessa che i soldi non sono tutto perché poi bisogna saperli spendere e negli ultimi due anni – classifica alla mano – la nostra società li ha di fatto saputi spendere. Il traguardo che io indico nei 100 milioni di entrate servono ad aumentare le probabilità di vittoria e di competitività. Aumentare le probabilità non determinare un effetto.

Infatti, ho parlato di piano quinquennale. A dire il vero se siamo fortunati e capaci quegli obiettivi che ho indicato potremmo già raggiungerli nello spazio di due anni: già da quest'anno potremmo lottare (anche se da lontano) per lo scudo e andare in CL. E l'anno prossimo potremmo tentare di partecipare alla CL e provare a passare il turno. Ah, curiosità: secondo il rapporto Deloitte 2012 vincere una EL ti porta in cassa attorno ai 7 mln di euro. Una partecipazione alla fase a gironi di CL, perdendo 6 partite su 6 porta a incassare la stessa cifra. Curioso vero? Questo non significa che io ora non mi auguri di vincere la EL: lo dico da tifoso e da cultore delle vicende societarie.


Fabio70rm

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Citazione di: el jardinero il 15 Feb 2012, 11:45
Il problema, per me, è sì, la comunicazione. Ma quella che ci facciamo in casa. Ma ve la siete fatta una panoramica su quello che gira nell'etere biancoceleste??? Vogliamo davvero ancora parlare di Guidone? Io, davanti alla sua comprovata, commovente, a volte stucchevole lazialità ( e ci metto pure il mensile, quello con la Elle maiuscola..) mi inchino, con riverenza ed ammirazione. Ma i contenuti? Cazzo, regà, Guido ancora dice " stricione", ha un vocabolario di 22 parole, non dà una caxxo de notizia che è una. Ed è quasi Aspergeriano nelle sue elucubrazioni: Manfredini che suona il reggae a Termini, Dias co la faccia da bagnino e compagnia cantando. E poi, non riesce a prendere una posizione, mai. Ecco la telefonata tipo nella sua trasmissione: " ciao, grande Guidone. L'altra volta m'hai fatto ammazzà, co la storia de Kozak co li scarponi da guera...Ahahahahahah. C'avemo 'na bella squadra, me so fatto Cava dei Tirreni, ero tra i 50 de Catanzaro, i spareggi de Napoli. Però da 7 anni ao stadio nun ce vado più, i sordi ar gesssssstore nun je li dò..." Guido: " sì, va bene...però...insomma....tra virgolette....non me la sento di...però...allo stadio...la passione....20 mila biglietti...e Lotito, però...ce vorrebbe un uomo immagine...ma il tifoso che sta a casa....tra virgolette...non lo critico...però, insomma..." Eh, no. Lì ce vorrebbe uno che dicesse: " a smidollato, te per me a Cava manco ce stavi. Te lo dico io che ha segnato Vella, che per te sarà solo una lacca per capelli. Muovi quel culo flaccido, vai allo stadio, incita i giocatori ( tutti!), fai il tuo dovere, pensa più a Hernanes e meno a Lotito. E fai il tifoso, non il tattico, tuttologo, esperto de 'sto caxxxo! Questa è l'informazione che ci rovina,. Quella povera, inadeguata, fatta di luoghi comuni da due soldi, di un italiano traballante, di ignoranza, di sentimenti pavidi. Poi ci sarebbe il capitolo degli opinionisti. Me spiegate che caxxo lo chiamano a fa Mario Facco? " Mario, hai visto il Napoli ieri sera?". Facco: " Ma, io la pavtita non l'ho vistaaaaa...". " Mario, che giocatore è  Podolski?". Facco: " ma, io il giocatove non lo conoscoooo...". Questa è la nostra informazione. E poi, Garlaschelli che casca dal pero, Piscedda che se scansa quando gli parli di tifo laziale. Salvo la competenza di Agostinelli e la classe di Cerracchio. Buzzanca e Pantano cazzeggiano troppo, Cesarini è un inviato con le notizie del giornoprima, Anselmi si esalta solo quando c'è da attaccare Lotito e via discorrendo. Questo è il mondo che parla di Lazio. E a me non piace.

I giornalisti si sono divertiti a dipingere Lotito, fin dal suo arrivo, come macchietta. Vero è, come dicevo nel mio intervento d'apertura, che il nostro sbraca terribilmente nelle conferenze stampa ed audience. Capisse che una conferenza stampa è una cosa seria, e non un teatrino parrocchiale dove divertirsi a [...]llarsi, forse le cose migliorerebbero...
E trovo grave per una persona che dovrebbe essere un professionista dell'informazione ripetere a pappagallo ritornelli sentiti nei cortili locali, senza andarsi a documentare o fare un'inchiesta seria sulla vita societaria.

Se si scrive "un certo Eliseu", trovo grave che il giornalista, anzichè presentare un giocatore sconosciuto ai più come un carneade sfigato, non vada a documentarsi sulla carriera del suddetto, scrivendo anzichè ironie grossolane, un ragionamento basato su dati oggettivi come presenze, infortuni, goal, assist etc. e provando a proiettare il neo acquisto in chiave Lazio e sul gioco che si attua; e spacciando il pezzo non per una nota di colore, bensì come una analisi oggettiva ed obiettiva delle strategie societarie.

E ancora più grave che il suddetto giornalista sia poi confermato e anzi reputato una penna sagace; perchè da informazione si fa propaganda, della linea editoriale, dell'affinità del pensiero del giornalista con certi andamenti umorali che non dovrebbero competere ad un professionista, delle derive che affliggono il tifo al momento.

Poi i tifosi, giustamente, si incavolano e si spaccano su certi giudizi; perchè facciamo i sarti, i baristi, gli impiegati, i pensionati, i precari, gli studenti, gli operai, e non stiamo tutto il giorno a vagliare e pubblicare notizie, combattiamo con le difficoltà quotidiane e magari il momento di svago o di informazione lo prendiamo dalla penna del giornalista, dando per scontato che sia una persona che scriva con cognizione e con sagacia.

E se poi leggiamo che un Eliseu, che tanti non conoscono, e non hanno nè tempo nè voglia di andarsi a vedere su quel calderone di Youtube, è un carneade sfigato, magari ci infuriamo e contestiamo la dirigenza. E lo si aspetta con il forcone al minimo sbaglio, sia in campo che fuori.

Sul discorso dei media e dei cateterari: il guaio è che per i media "seri" il riferimento dei tifosi sono i cosiddetti tifosi riconosciuti; se per la Juve il tifoso è Agnelli, se per l'Inter è Tronchetti Provera o Bonolis, se per il Milan è Abatantuono, per il Napoli può essere che so Nino D'Angelo o d'Alessio, se per gli asfalliti può essere un Proietti o un Verdone, per noi ci sono delle figure che...beh, lasciatemelo dire, sono tutto tranne che rappresentative.

Vedere gente che sparge amarezza, disfattismo, pianti, livore e astio continuo contro la società, essere assurti come figure leader della tifoseria Laziale mi da sovente una sensazione di malessere....personalmente ritengo i forum, e questo e altri di livello superiore - a mio parere - rispetto agli altri, un riferimento migliore di un Insegno, un Mimum, un Montesano o una Giorgia. E che se poi vai a vedere queste persone intervengono sempre dai soliti noti, imbeccati o ispirati da un pensiero che fa di tutto per provincializzare e denigrare quanto operato e privando la possibilità di critiche ragionate e sensate.

Fateci caso: quando la Lazio vince e/o va bene, gli echi di queste trasmissioni sono commentate con risate o con divertimento, quando il rendimento invece è pessimo, subito diventano i vate e gli arcangeli gabriele che guidano la tifoseria a distinguere il "male supremo".

Ecco perchè continuo a ritenere che l'ambiente romano è il nemico numero uno non solo della società ma anche di noi tifosi.

Finchè ci accontenteremo, ci esalteremo e osanneremo queste mezze figure, non avremo mai un momento di crescita anche dal punto di vista della maturità del tifoso.

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Fabio70rm

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Mi inserisco inoltre sul discorsone del marketing.

Il marketing pianificato credo che con l'evento sportivo c'entri poco.

Magari IB potrà confutare o confermare quanto dico, ma il commercio relativo ad un evento sportivo, sia la finale di Coppa del Mondo di Calcio o una partita di metà novembre infrasettimanale di serie D, differiscono enormemente e per il risultato finale, e per la posta in palio, e per le carature e qualità tecniche dei partecipanti.

Ora se installo una bancarella con prodotti di merchandising davanti allo stadio della Coppa del Mondo avrò un certo ritorno, sicuramente diverso da quello della serie D.

Quindi, nello sport e nel calcio, PRIMA vengono i risultati, poi il business.

Sapete perchè Barca, Real, Manchester, Liverpool e Bayern sono conosciutissimi e diffusissimi e tutto quello che toccano lo trasformano in oro, dal ristorante al centro alla linea per calzini da notte? Perchè HANNO DECENNI DI VITTORIE E RISULTATI ALLE SPALLE.

Quindi per la nostra Lazio, più che comprare negozi, suggerirei di comprare campioni e di vincere un po'; le magliette si venderanno dopo, non prima, e contribuiranno a stare su, non ad andarci.

giulianofiorini87

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Citazione di: Fabio70rm il 15 Feb 2012, 22:42
I giornalisti si sono divertiti a dipingere Lotito, fin dal suo arrivo, come macchietta. Vero è, come dicevo nel mio intervento d'apertura, che il nostro sbraca terribilmente nelle conferenze stampa ed audience. Capisse che una conferenza stampa è una cosa seria, e non un teatrino parrocchiale dove divertirsi a [...]llarsi, forse le cose migliorerebbero...
E trovo grave per una persona che dovrebbe essere un professionista dell'informazione ripetere a pappagallo ritornelli sentiti nei cortili locali, senza andarsi a documentare o fare un'inchiesta seria sulla vita societaria.

Se si scrive "un certo Eliseu", trovo grave che il giornalista, anzichè presentare un giocatore sconosciuto ai più come un carneade sfigato, non vada a documentarsi sulla carriera del suddetto, scrivendo anzichè ironie grossolane, un ragionamento basato su dati oggettivi come presenze, infortuni, goal, assist etc. e provando a proiettare il neo acquisto in chiave Lazio e sul gioco che si attua; e spacciando il pezzo non per una nota di colore, bensì come una analisi oggettiva ed obiettiva delle strategie societarie.

E ancora più grave che il suddetto giornalista sia poi confermato e anzi reputato una penna sagace; perchè da informazione si fa propaganda, della linea editoriale, dell'affinità del pensiero del giornalista con certi andamenti umorali che non dovrebbero competere ad un professionista, delle derive che affliggono il tifo al momento.

Poi i tifosi, giustamente, si incavolano e si spaccano su certi giudizi; perchè facciamo i sarti, i baristi, gli impiegati, i pensionati, i precari, gli studenti, gli operai, e non stiamo tutto il giorno a vagliare e pubblicare notizie, combattiamo con le difficoltà quotidiane e magari il momento di svago o di informazione lo prendiamo dalla penna del giornalista, dando per scontato che sia una persona che scriva con cognizione e con sagacia.

E se poi leggiamo che un Eliseu, che tanti non conoscono, e non hanno nè tempo nè voglia di andarsi a vedere su quel calderone di Youtube, è un carneade sfigato, magari ci infuriamo e contestiamo la dirigenza. E lo si aspetta con il forcone al minimo sbaglio, sia in campo che fuori.

Sul discorso dei media e dei cateterari: il guaio è che per i media "seri" il riferimento dei tifosi sono i cosiddetti tifosi riconosciuti; se per la Juve il tifoso è Agnelli, se per l'Inter è Tronchetti Provera o Bonolis, se per il Milan è Abatantuono, per il Napoli può essere che so Nino D'Angelo o d'Alessio, se per gli asfalliti può essere un Proietti o un Verdone, per noi ci sono delle figure che...beh, lasciatemelo dire, sono tutto tranne che rappresentative.

Vedere gente che sparge amarezza, disfattismo, pianti, livore e astio continuo contro la società, essere assurti come figure leader della tifoseria Laziale mi da sovente una sensazione di malessere....personalmente ritengo i forum, e questo e altri di livello superiore - a mio parere - rispetto agli altri, un riferimento migliore di un Insegno, un Mimum, un Montesano o una Giorgia. E che se poi vai a vedere queste persone intervengono sempre dai soliti noti, imbeccati o ispirati da un pensiero che fa di tutto per provincializzare e denigrare quanto operato e privando la possibilità di critiche ragionate e sensate.

Fateci caso: quando la Lazio vince e/o va bene, gli echi di queste trasmissioni sono commentate con risate o con divertimento, quando il rendimento invece è pessimo, subito diventano i vate e gli arcangeli gabriele che guidano la tifoseria a distinguere il "male supremo".

Ecco perchè continuo a ritenere che l'ambiente romano è il nemico numero uno non solo della società ma anche di noi tifosi.

Finchè ci accontenteremo, ci esalteremo e osanneremo queste mezze figure, non avremo mai un momento di crescita anche dal punto di vista della maturità del tifoso.

Hai fatto centro.

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