Della Comunicazione della Lazio e della spaccatura tra tifosi

Aperto da Fabio70rm, 13 Feb 2012, 09:49

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Sono diventato tifoso laziale quando la Lazio vinceva il suo primo scudetto. Certo, poi mi sono innamorato dei suoi personaggi perché vedevo le interviste, compravo le figurine, leggevo i giornali: rielaboravo le emozione che provavo domenicalmente e per questo avevo bisogno di comunicazione. Non si può pretendere di vincere ogni anno per provocare il necessario imprinting nei bambini, ma una giusta comunicazione che metta davanti i giocatori ossia i protagonisti è l'elemento decisivo.



quoto al 100%


Nesta idolo

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Citazione di: viacolvento il 14 Feb 2012, 18:13
Copie vendute della rivista ufficiale=3500 La radio non'è di proprietà,viene affittato uno spazio a TR VOXON.Del canale telematico se ne è persa traccia.I negozi  ufficiali Lazio style sono in affanno,se salva solo quello di via calderini.
Appunto c'ha ragione l'ottimo Canigiani... Il tifoso laziale (mi ci metto anch'io) pretende e basta ormai, ma da poco putroppo (in generale eh, chiaramente non tutti). Bisogna cambiare atteggiamento, essere più partecipi.

viacolvento

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Citazione di: Nesta idolo il 14 Feb 2012, 20:35
Appunto c'ha ragione l'ottimo Canigiani... Il tifoso laziale (mi ci metto anch'io) pretende e basta ormai, ma da poco putroppo (in generale eh, chiaramente non tutti). Bisogna cambiare atteggiamento, essere più partecipi.
C'ha ragione l'ottimo Canigiani?E che ce voleva un genio di marketig per prevedere un flop da tali iniziative?Loro fanno le cazzate e noi dovemo pagà?Non se ne parla proprio!

AquilaLidense

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Citazione di: Nesta idolo il 14 Feb 2012, 20:35
Appunto c'ha ragione l'ottimo Canigiani... Il tifoso laziale (mi ci metto anch'io) pretende e basta ormai, ma da poco putroppo (in generale eh, chiaramente non tutti). Bisogna cambiare atteggiamento, essere più partecipi.

Al tifoso Laziale piacciono alcune cose e altre no, un buona "Comunicazione" deve riuscire a capire questo.


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giulianofiorini87

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nonnullo

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intanto me stampo tutto italicbold

Citazione di: Gio il 14 Feb 2012, 12:43

Il caso esemplare, nella comunicazione sportiva,  è quello della roma.
I direttori dei giornali sono stati convocati, gli sarà stato promesso  qualcosa, ed ora sull'altra sponda assistiamo ad un progetto solido e ben avviato nel mondo della comunicazione, ma piuttosto mediocre (fino ad ora) nella realtà cui noi assisistiamo senza filtri.

è proprio questo il punto. ma come? lo rivendichiamo a ogni piè sospinto. non non siamo quel tipo di tifosi
il giornalista colluso nell'ambiente lazio ha sempre attecchito poco. negli anni di cragnotti, che aveva sufficienti disponibilità finanziarie, lo slogan comunicativo era "perdente di successo" riferito a eriksonn, e quando ha dimostrato che non lo era ci hanno omaggiato con un "grazie lazio" e articoli a valanga sul passaporto di veron, tanto da riuscire a rovinarmi la festa. eppure c'era guido paglia.

forse è un merito che il tifoso della lazio sia per natura scettico e poco propenso a fasi prendere per il culo. oggi come oggi poi credo che la lazio non abbia altra strada possibile. la contestazione feroce degli anni scorsi ha creato un corto circuito per cui i giornalisti che seguono la lazio sanno di mietere consensi mettendo alla berlina lotito a costo di nascondere anche quello che di buono ha fatto. al di là dei risultati conseguiti si preferisce parlare della gestione, di quanto è ridicolo sto presidente, del dilettantismo della società, del non saper comunicare, così qualcuno campa più tranquillo.

con i romanisti non funziona. devi essere dalla parte dei tifosi ma allo stesso tempo devi trovare il modo di esaltare sempre la roma, che in quel caso non è mai disgiunta dalla società. così sono nati il go' de turone, i due milioni a mezzo a circo massimo, lo scudetto morale, er proggetto, il re di roma e capitan futuro che non andranno mai via, etc. etc.
il tifoso della roma non ti permetterà mai di trovare macagne in continuazione, 7 giorni su 7, anche dopo una vittoria, non ci sta a fare i distinguo quando le cose vanno bene. ed è quella compattezza che fa forza comunicativa, perché loro a differenza nostra marciano a testuggine contro di noi quando occorre. noi invece pure quando c'è da bastonarli ci mettiamo a discutere su chi ha diritto e chi no.

non è che potremmo essere noi a cominciare a muoverci per riequilibrare le cose e togliere alla stampa la comodità di adagiarsi su posizioni precostituite? non dico che dovremmo chiudere gli occhi in presenza di gravi inadempienze ma per esempio potremmo non raccogliere ogni minima stronzata viene immessa nel circuito: quella del romanista che interviene da marione che afferma di sapere che lotito è romanista è esattamente una di quelle, neanche andrebbe memorizzata. svuota cestino. eliminare definitivamente.

viacolvento

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Citazione di: nonnullo il 14 Feb 2012, 21:32
intanto me stampo tutto italicbold

è proprio questo il punto. ma come? lo rivendichiamo a ogni piè sospinto. non non siamo quel tipo di tifosi
il giornalista colluso nell'ambiente lazio ha sempre attecchito poco. negli anni di cragnotti, che aveva sufficienti disponibilità finanziarie, lo slogan comunicativo era "perdente di successo" riferito a eriksonn, e quando ha dimostrato che non lo era ci hanno omaggiato con un "grazie lazio" e articoli a valanga sul passaporto di veron, tanto da riuscire a rovinarmi la festa. eppure c'era guido paglia.

forse è un merito che il tifoso della lazio sia per natura scettico e poco propenso a fasi prendere per il culo. oggi come oggi poi credo che la lazio non abbia altra strada possibile. la contestazione feroce degli anni scorsi ha creato un corto circuito per cui i giornalisti che seguono la lazio sanno di mietere consensi mettendo alla berlina lotito a costo di nascondere anche quello che di buono ha fatto. al di là dei risultati conseguiti si preferisce parlare della gestione, di quanto è ridicolo sto presidente, del dilettantismo della società, del non saper comunicare, così qualcuno campa più tranquillo.

con i romanisti non funziona. devi essere dalla parte dei tifosi ma allo stesso tempo devi trovare il modo di esaltare sempre la roma, che in quel caso non è mai disgiunta dalla società. così sono nati il go' de turone, i due milioni a mezzo a circo massimo, lo scudetto morale, er proggetto, il re di roma e capitan futuro che non andranno mai via, etc. etc.
il tifoso della roma non ti permetterà mai di trovare macagne in continuazione, 7 giorni su 7, anche dopo una vittoria, non ci sta a fare i distinguo quando le cose vanno bene. ed è quella compattezza che fa forza comunicativa, perché loro a differenza nostra marciano a testuggine contro di noi quando occorre. noi invece pure quando c'è da bastonarli ci mettiamo a discutere su chi ha diritto e chi no.

non è che potremmo essere noi a cominciare a muoverci per riequilibrare le cose e togliere alla stampa la comodità di adagiarsi su posizioni precostituite? non dico che dovremmo chiudere gli occhi in presenza di gravi inadempienze ma per esempio potremmo non raccogliere ogni minima stronzata viene immessa nel circuito: quella del romanista che interviene da marione che afferma di sapere che lotito è romanista è esattamente una di quelle, neanche andrebbe memorizzata. svuota cestino. eliminare definitivamente.
Nonnullo,scusami se non ti ho dato risposta al post di ieri.Lo farò volentieri al più presto.

giulianofiorini87

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Ho sentito dire da voci provenienti dalla curva che la tolleranza verso i "lotitiani" è finita, i cori non bastano cominceremo con altri metodi...


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GiPoda

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Citazione di: italicbold il 14 Feb 2012, 13:41

Qui, scusami se te lo dico, vedo che di marketing ne mastichi pochino.
5 negozi aperti sono tantissimi. E sono posti in zone strategiche.
I Lazio Style nei centri commerciali di Valmontone, Soratte e Parco Leonardo sono, probabilmente, i negozi più redditizi tra i cinque. I negozi vanno messi dove la gente va a fare compere. Dove la frequenza di passaggio che incita all'atto d'acquisto é possibile. E probabilmente ti sfugge che la gente che abita vicino a Parco Leonardo o vicino a valmontone é molta di più di quello che pensi. O siamo ancora al trattore e al burino ?
Il famoso negozio al centro é un'altra dei "grimaldelli" utilizzati come apripista per tutto quello che viene dopo.
Il famoso turista, che sembra non pensi ad altro che a comprarsi la maglietta della Lazio, quando va al centro di roma ci va per vedere i monumenti, mangiare una pizza o prendere un gelato. E non per spendere 200 euro per una tuta della Lazio. Al massimo si compra una taroccata. E comprarsi quella della roma o della Lazio a noi non ce ne po fregà de meno.
Il negozio al centro sarebbe, probabilmente, un buco finanziario immenso. Con costi di gestione eccezionali e ricavi prossimi allo zero. Ma davvero pensate che il B11 a fallito perché si chiamava B11 ? Eppure stava a Torre Argentina ?
Voi pensate che il turista straniero non c'é entrato perché sapeva che la Lazio ha fatto 11 anni di B quindi ha pensato "che cazzo de nome che c'ha sto negozio" ?.
I negozi al centro, per molti marchi, sono chiamati negozi "flagship". Di rappresentanza più che di reale vendita. Il negozio del PSG sugli Champs Elysées é sempre mezzo vuoto. Louis Vuitton, che sta 500 metri più in alto c'ha sempre la fila. Ma sti giapponesi che fanno ? Preferiscono comprare una borsa firmata piuttosto che uno splendido accappatoio simile a quello indossato da Nené ?

Italic, i coprofili ne hanno 2 nel centro storico seppur normalissimi per ampiezza.
Se fosse stato solo per rappresentanza forse ne bastava uno, o no?
Che poi non sappiamo se i riomastore sono di proprietà o in franchising ma resta il fatto che ne hanno 17 tra città e provincia.
Poi ci sarebbe il discorso della vastità dell'offerta, la loro è il trionfo del pacchiano ma la scelta è abbondante mentre  la nostra è così asciutta che il giudizio non farebbe statistica.
Per quanto riguarda la comunicazione, hai scritto che preferisci pagare lo stipendio a Candreva piuttosto che...
Io dico che si fa ma non si dice, noi non lo diciamo e non lo facciamo ma per me rimane un errore.
Un piccolo aneddoto, una persona di mia conoscenza sta scrivendo da qualche tempo articoli per una rivista specializzata in un determinato sport, non è ancora giornalista, eppure una nota multinazionale di abbigliamento sportivo gli ha già spedito a casa un bel pacco regalo con le sue ultime produzioni.
Pubbliche relazioni le chiamano.
Ma secondo te, ad esempio, noi queste accortezze ce l'abbiamo?
E quando qualcuno ci sbomballava col "perdente di successo" magari quel qualcuno era più amico di quella vecchia volpe di Moggi piuttosto che di qualche nostro dirigente; e noi giù ad intossicarci, ai tempi, con quelle minchiate.
Ed io di fare il verginello in questo ambiente di mangiatori d'abbacchio ( agratise) non ne avrei più tanta voglia.
Che gli si dia stò boccone di carne e non ci rompano più i testicoli.
Ne guadegneremo non solo in salute ma, a breve o medio termine, anche in ricavi.

p.s.
Io qualche turista che usciva dal riomastore di piazza colonna l'ho visto...



strike

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Citazione di: italicbold il 14 Feb 2012, 12:25
La comunicazione non é solo giornalismo caro Striker. E' anche altro.
Affermare che Lotito in sette anni non ha fatto neanche mezzo passo é falso, ipocrita e, vista la frequenza con la quale la frase riviene, anche abbastanza stucchevole.
La Lazio non é solo rapporti con i giornalisti. E' anche altro, é soprattutto altro.
La comunicazione della Lazio é un grimaldello, é solo un grimaldello. Come lo é periodicamente il generale Coletta e il settore giovanile, lo sponsor che manca, e tanti altri.
Tutto in primissimo piano, a nascondere con la loro ombra avangelica qualsiasi risultato sportivo la Lazio possa ottenere.
Il che, malgrado gli sforzi dialettici di Kim, resta il core-business della Lazio.

Tra i "grimaldelli" che circolano, e che sono spesso riprese a manetta, senza in fondo sapere di cosa si parla c'é anche :
La comunicazione é profitto. Che é una frase che viene scritta a sproposito anche per discutere di mele quando si parla di pere.
La relazione con i giornalisti non é la comunicazione che da profitto, col cazzo che é il motore che fa avanzare il mondo.
Je piacerebbe.
E' il sogno di tanti giornalisti sportivi, quelli che,a volte, sforano verso la tuttologia catodica. Je piacerebbe essere il centro del mondo, quello che fa girare la ruota. Non é vero. Fortunatamente la ragione principale del profitto, quando si parla di sport, resta sempre la competizione. E su quella, mettetece una pezza, altro che mezzo passo avanti.
Se c'é una cosa che non é possibile derogare é che il risultato sportivo muove le folle. Con buona pace dei vari giornalisti o comunicatori che cercano, anche con fare profetico di far passare l'idea che é fondamentale avere una buona relazione con loro. Perché é la comunicazione. Vuoi mettere ?
No, non é la comunicazione.
Il giornalista fa il suo mestiere, che é quello di dire la verità, eventualmente commentarla. Questo non é nessuna fonte di profitto. Probabilmente i tifosi che decidono di andare o meno allo stadio basandosi su un editoriale di Roberto Renga si contano sulle dita di una mano. Molti di meno di quelli che decidono di andare allo stadio perché si gioca una partita fondamentale per la Champion's, o per salvarsi, o per lo scudetto.
Il resto, appunto é grimaldello.
Je piacerebbe, per esempio, a uno come Michele Plastino che fosse considerato un maître à penser del mondo calcistico, col potere di fare e disfare le squadre, di poter muovere le classifiche. E' il sogno di ogni giornalista sportivo. Non é un caso che il periodo più buio della nazionale di calcio italiana fu quando era gestita da commissione tecniche in cui erano presenti anche giornalisti.
Je piacerebbe essere una fonte di profitto. Ma col cazzo. L'unico profitto che possono favorire é il loro.
Con prebende, lauti ringraziamenti per articoli mirati. Come si fa nell'industria.
Nel momento in cui si toglie loro l'importanza che sognano ridiventano mosche. Soltanto mosche.
Ricito quello che ha scritto Andyco, lobbies, lecchinaggio e favori di piccolo cabotaggio.
Ma quale profitto ? Ma non fate ridere.

Altra cosa é il marketing, e qui, di balle ne ho lette in quantità ancora superiore.
Tra il marketing e la relazione con i giornalisti c'é la stessa distanza che c'é tra Jimmy il fenomeno e Enrico Fermi.
L'addetto stampa, la stampa, non é marketing. E' altro.
Tenere buoni i giornalisti non é marketing. Chi lo scrive non sa di cosa parla.
In questi sette anni la Lazio, in termini di marketing é probabilmente una delle società che più si é mossa in Italia.
Dal volo dell'aquila all'apertura di negozi specializzati, dalla rivista ufficiale alla radio, per finire alla maglietta che risponde ai criteri "storici" più volte invocati negli anni scorsi. E l'aquila di gente allo stadio ne ha trascinata, la maglietta stile anni 70 é stata venduta, sono stati aperti negozi in molte zone della regione e della città. Questo crea profitto.
Questo é marketing, non tenersi buono Guidone o Ilario Di Giovanbattista o qualsiasi altro giornalista al mondo.
Quando parliamo di marketing e comunicazione evitiamo di dire castronerie.

Caro IB, la comunicazione non è solo giornalismo, anzi per come la vedo io sono proprio due cose diverse. Perché anche di fronte allo stato pietoso del giornalismo non solo sportivo del nostro Paese mi ostino a pensare che il giornalismo sia solo quello che dici tu: raccontare la verità, al massimo commentarla. Non direi mai che la Lazio deve fare giornalismo.
La comunicazione di un'importante società di calcio, però, si relaziona anche al giornalismo e ai giornalisti. Io credo davvero che si possa far meglio per "vendere" l'immagine di questa società.
Non ho detto che Lotito non ha fatto neanche un passo, non la vedo affatto così, dico solo che mi piacerebbe vederne altri. Senza polemica, senza preconcetti. Capisco il discorso del grimaldello ma non è a me che lo devi fare. Non dico nemmeno che bisogna "oliare" i giornalisti, non mi sta bene che la cosa sia ridotta a zerbinaggio e prebende. Si tratta soprattutto di costruire e coltivare rapporti, dare con intelligenza qualche dritta, presentarsi in modo credibile quando sei sotto attacco. Vedo che altre società fanno così, credo che la Lazio non lo faccia a sufficienza. E questo non significa attaccare la società. E non significa parlare di Radio Radio, di Guido De Angelis o di Plastino. Chissenefrega di questa gente.  E non significa dare ai giornalisti, anche quelli veri, il potere di fare e disfare le squadre. 

La comunicazione e l'immagine non sono profitto? Be', il mondo va in un'altra direzione. E non da un giorno.

Che il core business rimanga la competizione sportiva, francamente, non è un argomento. Il risultato muove le folle, la comunicazione aiuta.

Il marketing in senso stretto è ancora un'altra cosa, anche se i confini possono essere labili in certi casi. Qui però sono d'accordo con te, è vero che Lotito ha fatto moltissimo. Non ho detto una parola sul marketing.


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Citazione di: GiPoda il 14 Feb 2012, 23:35

p.s.
Io qualche turista che usciva dal riomastore di piazza colonna l'ho visto...

Io lavoro in centro da quelle parti e ogni volta che vedo il figlio del ragioniere di Birmingham, oppure la moglie del camionista del Minnesota o la suocera del falegname di Tokyo che passeggiano per via del Corso con la busta in mano nera con il logo della AS mi ... arrabbio molto (per usare un eufemismo).
Questa scena è quotidiana.
A Via Tomacelli c'è poi il Ferrari store: del resto è a tutti noto il legame della casa del cavallino con la città eterna. Maglie, giacche, penne con prezzi da capogiro: sempre pieno.

Ma il sogno è una brasserie come questa in pieno centro dove mangiare, vedersi gli allenamenti a FOrmello in diretta TV, acquistare un biglietto per la prossima partita e assistere alla presentazione del nuovo libro "chi ha sparato al lampadario", per una giornata pregna di lazialità.

http://www.lhotellerie-restauration.fr/journal/cafe-bar/2008-11/La-Brasserie-OM-Cafe-concilie-le-foot-et-la-convivialite.htm

strike

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Citazione di: fish_mark il 15 Feb 2012, 00:40
Io lavoro in centro da quelle parti e ogni volta che vedo il figlio del ragioniere di Birmingham, oppure la moglie del camionista del Minnesota o la suocera del falegname di Tokyo che passeggiano per via del Corso con la busta in mano nera con il logo della AS mi ... arrabbio molto (per usare un eufemismo).
Questa scena è quotidiana.
A Via Tomacelli c'è poi il Ferrari store: del resto è a tutti noto il legame della casa del cavallino con la città eterna. Maglie, giacche, penne con prezzi da capogiro: sempre pieno.

Ma il sogno è una brasserie come questa in pieno centro dove mangiare, vedersi gli allenamenti a FOrmello in diretta TV, acquistare un biglietto per la prossima partita e assistere alla presentazione del nuovo libro "chi ha sparato al lampadario", per una giornata pregna di lazialità.

http://www.lhotellerie-restauration.fr/journal/cafe-bar/2008-11/La-Brasserie-OM-Cafe-concilie-le-foot-et-la-convivialite.htm

Bella la brasserie, piacerebbe anche a me. E pure il figlio del ragioniere di Birmingham a passeggio con il logo di quelli che hanno portato il calcio a Roma

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V.

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Citazione di: sweeper77 il 14 Feb 2012, 14:08
Poi regà me dispiace ma non mi tirerete in mezzo alla faida dei
pro-società a tutti i costi
e dei
contro-società a tutti i costi.
Io ragiono secondo la mia di testa, non critico a prescindere, e non smielo a prescindere.
L'aquila, la rivista, la radio sono ottime iniziative DA LODARE
Lo sponsor, la comunicazione con i media, il merchandising sono aspetti CHE POSSONO ESSERE MIGLIORATI.
Stessa cosa che vado ripetendo in ogni topic.
E' la misura del mezzo che molte volte ci manca, quindi non mi sento falsificatore nè nell'idolatria verso lotito, nè nella sua demonizzazione.

"Il negozio al centro ha sempre più visibilità, passaggio e pubblicità di uno che sta su via prenestina, mi chiedo allora come mai (visto che la mia ragazza ne ha curato gli sviluppi) rosso pomodoro ad esempio apre ristoranti nei centri delle più famose città mondiali, pur non avendo un prodotto stratosferico, e fa incassi, grazie soprattutto alla visibilità"

solo il demonio può averti fatto pensare una cosa del genere.
un demonio che cresce sull'altra sponda dove sembra anzi è legge che senza as roma non esista la città.
tu la pensi uguale. e quindi ogni dannato turista che viene qua si deve per forza fermare a compare una maglia.
mica mangiare. comprare una maglia.

V.

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"A Via Tomacelli c'è poi il Ferrari store: del resto è a tutti noto il legame della casa del cavallino con la città eterna. Maglie, giacche, penne con prezzi da capogiro: sempre pieno".

altro esorcismo.
paragonare la Ferrari alla Lazio.
no dico paragonare la Ferrari alla Lazio.

V.

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"Italic, i coprofili ne hanno 2 nel centro storico seppur normalissimi per ampiezza.
Se fosse stato solo per rappresentanza forse ne bastava uno, o no?"
ci siete mai entrati? a quello a via arenula ci siete mai entrati.
sarebbe meglio dire quello che rimane di via arenula.


V.

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Citazione di: fish_mark il 14 Feb 2012, 16:49
Non credo proprio.
Tu come hai fatto a migliorare nella vita: rimanendo nel box a giocare con le macchinette e i soldatini?

ma te nella tua vita cosa hai fatto?
ci puoi testimoniare il salto di qualità?
hai davvero cambiato la tua vita con un salto mortale?
o sei andato d'inerzia, aspettando, qualche volta cogliendo occasioni?

tutti premi nobel del coraggio

aquilachepensa

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Già negli anni '70 mandavo lettere infuocate a testate giornalistiche sportive per contestare ciò che scrivevano sulla mia già amata Lazio: mistificazione della realtà, menzogne, critiche su tutto e tutti, etc., mentre, per la seconda squadra della capitale, sempre e solo elogi, tutto bene, tutto bello, tutti bravi.............non succedeva mai niente, atto a turbare l'ambiente idilliaco giallorosico. Lo sapete che cosa disse  Chinaglia, poco prima di partire per andare a giocare negli USA,? Il mio desiderio più grande, quando sarò in cima alla scaletta dell'aereo, è quello di voltarmi e fare una bella "pisciata" su tutti i giornalisti presenti...............e aggiunse "Se Chinaglia fa una "scu.reggia" a casa sua, lo saprà tutto il mondo; se Cordova fa una "ca.cata" in mezzo all'olimpico, durante una partita, non lo saprà nessuno!
Questo succedeva tanti anni fa, e così accade e sempre accadrà nei riguardi di Lazio e riomma. E non mi venite a parlare di Società Lazio che non protesta alle TV  e radio. Non l'abbiamo mai fatto, salvo una volta: mi ricordo Pulici alla Domenica sportiva, che andò a protestare per l'ennesimo gravissimo torto arbitrale subìto (forse campionato 98/99??) e dove fu preso per visionario e ridicolizzato da tutti. Che figura da poveraccio!

L'unica differenza (in negativo) , da sette anni a questa parte, è che, ai soliti detrattori mediatici, si sono aggiunti  comunicatori,  giornalisti, ex giocatori, ex dirigenti, personaggi dello spettacolo, TUTTI RIGOROSAMENTE DI FEDE LAZIALE  che fanno lo stesso lavoro di denigrazione. Chi più, che meno, è sempre la solita solfa da 7 anni e mi permetto, ora, di citare chi ha fatto di più: marchetti, plastino, capodaglio, bada, turco, de angelis, greco, mazza, mimun, montesano, facco, d'amico, piscedda, calisti, etc.etc.etc.etc.etc.etc.

V.

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Citazione di: fish_mark il 14 Feb 2012, 08:47
Che molti giornalisti siano in malafede è irrilevante.

quelli come te pensano che basti dire questa frase per esserne immuni.
dite queste cose dal vostro baretto pensando sia il fulcro del mondo, perchè lo spolverate ogni giorno.
davvero non avete mai messo piede nelle stanze che contano.

non avete sentito mascelle masticare il nome della vostra Lazio in bocche che maneggiano roma.
vi illudete di indicare la retta via alla gente puntando il dito contro il sole
ignorando galassie sterminate di malafede, pupazzi, legioni intere contro la Lazio.
il Pupone che voi ammirate come nemico da disprezzare è solo un iceberg alla deriva.
il continente anti-Lazio non sapete neanche quanto sia immenso e spietato.

voi siete quelli che ancora giocano a fare i dispetti ai genitori convinti di avere in fondo anche ragione.
mentre in stanze a voi sconosciute, quelle irrilevanti, si decidono le sorti della vostra Lazio.

siete un partito debole. ma siccome la voce rimbomba in cortile vi credete tanti e forti.
una vita fatta di cortili: mentre il mondo s'allarga voi volete ancora il muretto.









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AquilaLidense

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Citazione di: aquilachepensa il 15 Feb 2012, 01:53
Già negli anni '70 mandavo lettere infuocate a testate giornalistiche sportive per contestare ciò che scrivevano sulla mia già amata Lazio: mistificazione della realtà, menzogne, critiche su tutto e tutti, etc., mentre, per la seconda squadra della capitale, sempre e solo elogi, tutto bene, tutto bello, tutti bravi.............non succedeva mai niente, atto a turbare l'ambiente idilliaco giallorosico. Lo sapete che cosa disse  Chinaglia, poco prima di partire per andare a giocare negli USA,? Il mio desiderio più grande, quando sarò in cima alla scaletta dell'aereo, è quello di voltarmi e fare una bella "pisciata" su tutti i giornalisti presenti...............e aggiunse "Se Chinaglia fa una "scu.reggia" a casa sua, lo saprà tutto il mondo; se Cordova fa una "ca.cata" in mezzo all'olimpico, durante una partita, non lo saprà nessuno!
Questo succedeva tanti anni fa, e così accade e sempre accadrà nei riguardi di Lazio e riomma. E non mi venite a parlare di Società Lazio che non protesta alle TV  e radio. Non l'abbiamo mai fatto, salvo una volta: mi ricordo Pulici alla Domenica sportiva, che andò a protestare per l'ennesimo gravissimo torto arbitrale subìto (forse campionato 98/99??) e dove fu preso per visionario e ridicolizzato da tutti. Che figura da poveraccio!

L'unica differenza (in negativo) , da sette anni a questa parte, è che, ai soliti detrattori mediatici, si sono aggiunti  comunicatori,  giornalisti, ex giocatori, ex dirigenti, personaggi dello spettacolo, TUTTI RIGOROSAMENTE DI FEDE LAZIALE  che fanno lo stesso lavoro di denigrazione. Chi più, che meno, è sempre la solita solfa da 7 anni e mi permetto, ora, di citare chi ha fatto di più: marchetti, plastino, capodaglio, bada, turco, de angelis, greco, mazza, mimun, montesano, facco, d'amico, piscedda, calisti, etc.etc.etc.etc.etc.etc.

...me pareva strano che stavolta non l'avevi nominato :)....sempre in amicizia

surg

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Citazione di: GiPoda il 14 Feb 2012, 23:35
................................Un piccolo aneddoto, una persona di mia conoscenza sta scrivendo da qualche tempo articoli per una rivista specializzata in un determinato sport, non è ancora giornalista, eppure una nota multinazionale di abbigliamento sportivo gli ha già spedito a casa un bel pacco regalo con le sue ultime produzioni.
Pubbliche relazioni le chiamano............................................,
Quindi la Lazio dorebbe mandare ai giornalisti pacchi regalo con magliette e tute?

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