Riflessione a voce alta.
La Lazio che passò dalla affermata Umbro (e consolidata sul mercato a quei tempi) alla (ri)emergente Puma era quella di Cragnotti.
La Puma andò a cercare Cragnotti esattamente come oggi i cinesi cercano Lotito.
C'è una differenza già consolidata ed una da verificare.
Cragnotti aveva già iniziato la sua opera di trasformazione della Lazio da dignitosa realta nazionale a Top Team internazionale.
Nell'ultima stagione Umbro avevamo una squadra allenata dal uno dei più appetiti (e pagati) degli allenatori sul mercato con giocatori affermati del calibro di Mancini, Boksic, Jugovic, Marchegiani, Casiraghi (mi fermo qui ma ce ne sarebbe da scrivere) e l'astro nascente Nesta oltre ad esserci permessi il lusso di sfanculare un certo Beppe Signori a gennaio.
Quella squadra vinse la Coppa Italia, arrivò in finale di Coppa Uefa ed a 7 partite dal termine era a 3 punti dalla capolista Juve (poi campione).
Alla fine di quella stagione erano già pronti da tempo gli acquisti di tali Mihajlovic e Veron.
Ad oggi la Lazio di Lotito, pur essendo una realtà di ottimo livello, è anche lontamente paraganabile a quella?
Questa è la prima differenza, quella consolidata.
Poi cè la differenza da verificare.
Cragnotti nell'estate del 1998, mentre presentava le nuove maglie della Puma con la rivoluzionaria banda nera sul petto (di queste rivoluzioni ne avremmo fatto volentieri a meno), ricostruì completamente quella squadra investendo pesantemente sul mercato, probabilmente anche quello che garantiva il nuovo sponsor tecnico.
Basti ricordare l'affare "lastsecond"... tale Bobo Vieri!!!
Quella squadra era talmente forte che, nonostante un inizio con una sequela di infortuni anche superiore a quella odierna che la costrinse a giocare diverse partite con tale Lombardi titolare inamovibile della difesa
(E spesso anche con Okon.... e ho detto tutto), perse lo scudetto all'ultima giornata solo grazie al culo di Zac e alle diottrie del suo amico Treossi.
Quello da verificare è:
Siamo sicuri di vedere a giugno la stessa scena made in Lotito?
Non dico l'acquisto dei nuovi Veron, Mihajlovic, De La Pena, Couto, Salas e affini ma perlomeno un pesante investimento sul mercato per fare il benedetto salto di qualità.
Io qui ci vedo una differenza più che verificabile molto probabile, data anche dai tempi, molto diversi rispetto ad allora, per tutti.
La sponsorizzazione della emergente Puma del 1998 somigliava molto a quella della Kelme per il Real.
Quella di oggi dei cinesi sembrà più una vincita da incassare. Poi si vedrà.