ROMA - Reja si dimette! La notizia circola da questa mattina e ha trovato conferme nel primo pomeriggio, a poche ore dalla partenza della Lazio per Fiumicino, dove la squadra prenderà il volo destinazione Madrid.
Su quell'aereo però ci sarà anche il tenico goriziano che ancora una volta, è stato convinto dalla società a non lasciare la guida della squadra. Quest'anno aveva già pensato di allontanarsi da Roma, a settembre, dopo la sconfitta interna con il Genoa ma da lì in poi la Lazio ha collezionato solo gioie e tante vittorie, con la promessa che a gennaio, si sarebbe fatto un buon mercato per rinforzare ulteriormente la squadra.
Gennaio è passato e con lui anche il mercato di riparazione ma in casa Lazio non sono arrivati gli acquisti chiesti da Reja. Il tecnico ha retto per qualche settimana ma dopo la sconfitta in Europa per 3 a 1 e soprattutto dopo la brutta figura di domenica contro il Palermo, ha deciso che così non si può andare avanti. Questi due risultati hanno inciso sicuramente sulla decisione del tecnico ma a monte ci sono le divergenze con la società. Ieri c'è stato un aspro confronto con Lotito e Tare, nel primo pomeriggio Reja ha presentato ufficialmente le dimissioni via fax, ma al momento sono in stand by.
Ora è in viaggio con la squadra verso Madrid e siederà regolarmente in panchina ma questa tregua potrebbe durare solo fino a domani sera. Tra qualche ora Reja parlerà in conferenza stampa e spiegherà le motivazioni che potrebbero portarlo ad una decisione estrema.
Per Tare e Lotito questo è un brutto colpo, i dirigenti sono rimasti letteralmente spiazzati dal gesto di Reja. Qualora il rapporto si interrompesse subito l'ipotesi è quella di un traghettatore interno almeno fino a giugno che risponderebbe ai nomi di Simone Inzaghi o Lopez (attualmente allenatore in seconda) ma indiscrezioni rivelano anche quello di De Canio.
Per il mercato estivo invece i nomi più caldi sono quello di Del Neri (che è sempre piaciuto a Lotito), di Montella (un tecnico emergente che si è lasciato male con la Roma) e di Mihajlovic.
Laura Cirilli
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