otto pagine sul razzismo e non ho detto nulla. E' record.
Ma i record so' fatti per essere interrotti. E quindi due cose le dico.
A partire dal fatto che non mi piace come è venuta giù la discussione (e forse per questo non ero intervenuto).
Non mi piace che chi prova a guardare la cosa da un'altra prospettiva sia tacciato in modo abbastanza liquidatorio di ribellismo, di guardare ai massimi sistemi o di collusione.
Ma allo stesso tempo non mi trovo per niente d'accordo con KG, perché credo sia caduto in un fraintendimento.
Ma provo ad argomentare senza paternalismi e senza dire che è un provocatore un po' scemo.
1) Premessa: Gesulio non se l'è presa con il movimento Ultras, ma con un comportamento specifico.
E' vero, il titolo poteva portare a distorcere la discussione, ma ne era comunque comprensibile il senso.
2) Se ho capito bene caro KG, tu dici "
fanculo l'antirazzismo a rubinetto, che è funzionale ad una governance di sistema, preferisco gli ululati razzisti fatti da gente in carne e ossa che una condanna fatta per puro calcolo".
Il problema che vedo io sta proprio in questa "umanizzazione" degli ululanti.
Come a dire "
gli ululanti non sono soltanto ululanti e comunque sono più veri".
L' "umanizzazione" è un falso, tra l'altro abusato nel nostro sistema (basti pensare al film ACAB o a Romanzo Criminale).
Te lo dico con le parole di uno stimato filosofo, Slavoj Zizek.
(di cui consiglio il libro da cui sto prendendo spunto, che sembra essere proprio in topic: "
in difesa delle cause perse")
Provi a contrapporre la "ricchezza" degli ululanti alla loro determinazione simbolica.
Ma la loro identità è proprio in quella determinazione, nella misura in cui ululano.
Non c'è nessuna ricchezza da preservare.
E la scelta (implicita ovviamente) è tutta loro, nell'utilizzo di un atto pubblico ben determinato.
L'identità in questo caso viene definita dall'atto stesso. Ed è univoca.
Bene, quella determinazione simbolica mi fa schifo e la condanno. E quindi condanno loro.
A prescindere da quel che ne pensano le Istituzioni.
Detta così chiunque mi potrebbe dire "
ma che cazzo hai detto?".

Per questo uso lo stesso esempio di Zizek.
Munich di Spielberg è un film che tratta dell'omicidio da parte degli agenti del Mossad di alcuni attivisti palestinesi.
Spielberg li umanizza, mostrandone la complessità psicologica, i dubbi, ecc.
In questo modo si è portati a dire "
si vabbè, hanno fatto quello che hanno fatto, però...."
La decostruzione più sincera e chiara di questa farsa la danno gli stessi ex-agenti del Mossad, che con encomiabile onestà affermano "
Non c'era nessun dubbio psicologico, abbiamo solo fatto quello che dovevamo fare".