L'agonismo è la vita dello sport, ma la memoria deve avere una cornice più importante, un suo spazio fisico.
E vero che nel calcio non avere memoria non implica non avere futuro, ma il rischio di un presente ondivago è forte e preoccupante.
Il Grande Torino non anima più da tempo lo spirito dei calciatori granata. Perché?
Lo ricordano poco? O lo ricordano bene ed è il presente che preme con le sue debolezze?
Quanto eravamo diversi dai romanisti? Eppure non facciamo che annotare brutture, convergenze e
non solo di linguaggio.
Ed ancora... Chinaglia e il suo grido quanto ci appartengono? (tantissimo) Eppure assisteremo a infinite altre partite, con tanti slanci d'agonismo e vittorie. I nostri figli "conosceranno" veramente Giorgio Chinaglia?
Quanto della storia della Lazio "ancora" ci appartiene (qui sono stati citati Piola e Re Cecconi) ed è sufficiente la tradizione orale?
Suggellare in un momento, in un luogo con un gesto che resta per sempre, la memoria di un calciatore e la sua maglia è non solo opportuno, ma doveroso...e sfido chiunque a "pesare" quel 9 di quegli anni con mille altri attaccanti.
Ed è proprio perché è un numero simbolo della nostra storia che va "santificato" ed è chiaro che ci dovrebbero essere altre iniziative insieme, più strutturali (un museo, la conservazione dei ricordi, delle immagini così come dei cimeli)
Credo che un uomo così orgoglioso e passionale come Chinaglia (i cui slanci conosciamo bene) era animato appunto dall'entrare nella storia di questa società sportiva.
Ci è riuscito è chiaro, ma per quanto? E con quale memoria?
PS Saremmo i primi in Italia anche in questo.
Invito poi chi è contrario a fare un viaggio nella Hall of Fame della MLB americana o di qualsiasi squadra professionistica USA che abbia una storia.