Il ricordo di Giorgio Chinaglia da parte del mister della Lazio: «Io non l'ho conosciuto personalmente. Lo ricordo chiaramente come tutti i tifosi laziali, un grande atleta della Lazio di Maestrelli. Mi ha colto di sorpresa, sono personaggi che sembrano non muoiano mai. In un età anche giovane, un anno più piccolo di me. Io avevo smesso di giocare qualche anno prima di lui che era emigrato neli Stati Uniti. Si tratta di un vuoto incolmabile perché è stato un personaggio straordinario. Mi dispiace di non averlo conosciuto di persona, ho dei ricordi per quanto riguarda il giocatore, non la persona».
Tornando al calcio giocato, servirebbe un monito alla Chinaglia per svegliarsi presto... «Direi proprio di si, dal punto di vista della carica agonistica si è sempre contraddistinto. Grande carisma e temperamento, un trascinatore. Noi dobbiamo prendere esempio da queste doti e questo modo di intendere il calcio. Questa battuta di arresto non ci voleva, un calo di tensione che era già successo. Però facendo l'analisi anche delle condizioni delle altre squadre, noto che quando è calata la concentrazione dovuta all'uscita dalle Coppe Europee stiamo pagando un po' di fatica. Abbiamo tutto il tempo per poter recuperare e abbiamo un margine importante. Guardiamo la gara di sabato che per me è determinante, uno scontro diretto che va affrontato con la carica giusta».
Un campionato strano, in cui molte faticano. Ha visto la partita di ieri allo Juventus Stadium? «Si certo. Sicuramente Juve meglio fisicamente del Napoli. Si stanno avvicinando quelle che erano molto distanti prima ma i loro passi falsi hanno fatto si che la classifica sia rimasta invariata».
Si aspetta un cambio di modulo viste le squalifiche? «Non credo, ha altre soluzioni Mazzarri per poter mantenere il modulo. Ha una rosa adeguata e giocatori di grandi livello pertanto non penso che ne risenta in modo particolare».
Che ricordo ha della piazza napoletana? «Sono cinque anni che non si possono dimenticare. Una corsa per raggiungere la Serie A e poi l'Europa. La Lazio però non è da meno, anche qui ho percorso una strada importante e raggiungere l'obiettivo sarebbe motivo di grande soddisfazione anche per fare un parallelo con l'esperienza di Napoli».
Preoccupato per l'infortunio di Dias? «Dias,Lulic e Klose sono giocatori di spessore. Però non possiamo piangerci addosso, dobbiamo trovare soluzioni interne alla rosa e chi entrerà in campo dovrà dare il massimo, perché contro il Napoli si dovrà contrapporre la stessa intensità e velocità».
Con Kozak dall'inizio c'era l'intenzione di aggredire alto la difesa del Parma? «Questa era l'attenzione, poi i due gol subiti hanno complicato le cose. Le reti sono venute fuori da palla inattiva, poi ci siamo sbilanciati un po', ma dopo il 2 a 1 mi aspettavo qualcosa in più dal punto di vista della reazione. Purtroppo abbiamo lasciato le penne a Parma e non era nelle nostre intenzioni. Nulla è perso, non abbiamo sfruttato molte occasioni ma guardiamo avanti e prepariamo nella maniera giusta questa gara. Per loro come per noi sarà una finalissima. Dalla partita di sabato si deciderà credo gran parte del nostro destino».
Le coppe europee influenzano il rendimento in campionato? «Questo è evidente. L'ho sottolineato più volte, ti condizionano il rendimento fisico. Le gare infrasettimanali ti portano via energie importanti. Il calo di Lazio, Napoli e Udinese è dovuto a questo».
Come ci si riprende dopo una sconfitta come quella di Parma? «Si analizzano le situazioni negative e si deve soprattutto voltare pagina. Sono carenze che abbiamo da un po' di tempo, gli aspetti dell'attenzione, perché soprattutto gare come quelle di Parma si sa bene che partono a spron battuto. Non dobbiamo più commettere questi errori se si vuole centrare l'obiettivo. Le responsabilità sono di tutti, me compreso. Non siamo al di fuori delle critiche, le accettiamo e cerchiamo di migliorare. Bisogna sempre mettersi in discussione, con umiltà per ripartire con il piglio giusto. Da qui alla fine non dobbiamo mollare neanche di un centimetro. Questa deve essere la mentalità».