Ultimatum e garanzie
Giovedì 01 Luglio 2010 10:51
(Il Tempo) Un passo in avanti verso l'accordo. Dopo due
ore di incontro tra i rispettivi legali, Unicredit e
Italpetroli sembrano più vicine a un'intesa da
sottoscrivere lunedì prossimo: la data che può cambiare il
futuro della Roma. L'ipotesi di conciliazione su cui
stanno lavorando la holding dei Sensi e la banca,
azionista al 49% e creditrice per 325 milioni di euro più
interessi, resta immutata rispetto ai giorni scorsi:
passaggio sotto il controllo di Unicredit degli asset del
gruppo, Roma compresa ed esclusi solo alcuni immobili, in
cambio dell'azzeramento del debito. Sarebbe poi la banca a
dettare tempi e modalità della cessione dei beni e alla
banca d'affari Rotschild verrebbe affidato il mandato a
vendere il club giallorosso. Che, fino all'arrivo di un
compratore (al momento non c'è), andrebbe avanti con gli
attuali dirigenti a gestire l'ordinaria amministrazione.
Non la Sensi: se firmerà l'accordo con Unicredit non vuole
essere lei a guidare la fase di «transizione», così come
la banca non ha alcuna intenzione di occuparsi della Roma.
Ma resta ancora una differenza nella valutazione degli
asset (e quindi del numero di beni da lasciare ai Sensi)
da limare prima di presentarsi lunedì prossimo al collegio
arbitrale con un accordo. Il presidente Cesare Ruperto è
stato irremovibile: quel giorno non potrà esserci più
trattativa ma solo le firme, altrimenti si andrà al lodo
arbitrale.
Ieri pomeriggio nello studio dell'avvocato dei Sensi,
Agostino Gambino, coadiuvato da Antonio Conte, si sono
presentati i legali di Unicredit, Francesco Carbonetti,
Marcello Villa e Valerio Di Gravio. È stata una riunione
molto tecnica, in cui sarebbero stati messi per iscritto
alcuni passaggi dell'eventuale accordo da sottoscrivere.
Un accordo che per forza di cose dovrà includere la
vendita della Roma, unico asset dei Sensi dal valore
«rilevante» rispetto al debito. Nell'entourage di
Italpetroli si parla di «passi in avanti» e di «un certo
avvicinamento », mentre fonti di Unicredit vicine
all'operazione continuano a frenare, sottolineando una
«forte distanza su struttura e prezzo dell'operazione». La
trattativa continua e già domani i legali dovrebbero
tornare a riunirsi. In mattinata c'era stato l'intervento
del sindaco Alemanno, che già qualche mese fa aveva
tentato una mediazione tra le parti. «Mi auguro un
accordo: nei prossimi giorni devo sentire Unicredit e
Rosella Sensi per seguire la situazione. Siamo arrivati al
nodo, vigilerò con grande attenzione affinché non ci siano
ripercussioni sull'attività sportiva della Roma. Appena
avrò sentito le parti darò il mio punto di vista ma farò
di tutto affinché la squadra sia tutelata perché è un bene
prezioso per questa città».
Gli altri dirigenti della Roma si dividono tra l'ansia di
conoscere il loro destino e la gestione ordinaria. Che al
momento è soprattutto il mercato: oggi il ds Pradè volerà
a Milano per l'assemblea di Lega ma soprattutto per
incontrare l'Inter. In ballo c'è la riconferma di Burdisso
in giallorosso, stasera o (più probabilmente) domani
mattina Pradè si vedrà con il ds nerazzurro Branca. La
Roma vorrebbe spendere non più di 5,5 milioni, l'Inter
chiede almeno 8,5 milioni. Tutto lascia pensare che ci
sarà un rinvio e che le società si aggiorneranno al
ritorno di Burdisso in Italia, ad inizio agosto. In quel
momento entrerà in scena il giocatore e parlerà chiaro a
Moratti: «Voglio solo la Roma». Uno che si rivedrà sicuro
dalle parti di Trigoria è Cicinho. Il San Paolo non ha i
soldi per confermarlo, sperava di tenerlo per la
Libertadores fino ad agosto ma dovrà «riconsegnarlo» alla
Roma. Il club giallorosso lo aspetta in ritiro spera nel
frattempo che qualcuno bussi alla porta per acquistare
Cicinho.