Non l'avevo letta (mi scuso se qualcuno l'aveva già riportata):
http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/05/05/news/scommesse_laudati-34496717/L'INTERVISTA
"Scommesse, calciatori da punire
come si fa con i politici corrotti"
Laudati, procuratore di Bari: "Leggi superate, cambiamole". I criminali investono nel calcio più che nella droga. I nostri strumenti sono quelli dei tempi del Totocalcio: multe in lire. Se puntano su calci d'angolo o falli, non viene neppure alterato il risultato: uno sport romantico trasformato
di GIULIANO FOSCHINI e MARCO MENSURATI
"Scommesse, calciatori da punire come si fa con i politici corrotti"
"Noi pubblici ministeri quando abbiamo a che fare con il calcio siamo come elefanti in cristalleria. La situazione a tratti è sfuggita di mano, i criminali sono stati più veloci del legislatore: il codice sulla materia è così antico che punisce un calciatore che vende una partita, magari un derby, a un'ammenda massima di due milioni di lire. La stessa legge, per esempio, che condanna a cinque anni per corruzione un usciere che prende 20 euro per far saltare una fila in un ufficio pubblico. È giusto?". Ecco, appunto, è giusto? Antonio Laudati è procuratore di Bari: dopo una carriera passata a inseguire e catturare mafiosi e i loro soldi, in Puglia si è trovato sulla scrivania un'inchiesta sul calcioscommesse. Sembrava uno spiffero. È' diventato un ciclone.
Di cosa si tratta, procuratore?
"Siamo partiti da una gara di coppa Italia, Bari-Livorno e da una segnalazione di un bookmaker su scommesse anomale. Siamo arrivati a una situazione davvero incredibile, della quale per ovvie ragioni non posso parlare nel dettaglio perché le indagini sono in corso: scommettitori che comprano giocatori, calciatori che vendono partite, la criminalità organizzata che si muove, società coinvolte, c'era chi vendeva persino l'autore del primo fallo o della prima punizione. Abbiamo in pratica assistito a una trasformazione di uno sport romantico in una società per azioni che fattura quanto una Finanziaria: in Italia il giro d'affari solo sul calcioscommesse lo scorso
anno è stato di 12 miliardi di euro. Il vero problema è che le leggi non sono al passo con la criminalità".
Perché?
"La legge sulla frode sportiva è del 1989 e prevede la frode come alterazione del risultato. A parte che se scommettono su un calcio d'angolo o su altro non viene alterato alcun risultato, la frode viene punita con un anno e con una multa massima di due milioni di lire, perché è ancora in lire. Ora: come può essere dissuasiva una pena del genere davanti a giocatori che guadagnano milioni di euro e a organizzazioni criminali che ne investono altrettante? Per questo spesso preferiscono investire sul calcio piuttosto che sulla droga: guadagni simili, rischi infinitamente minori".
Cosa si potrebbe fare?
"Io penso che il disvalore sociale di un calciatore che vende un derby sia maggiore di quello di un usciere, e sia paragonabile a quello di un politico che si fa corrompere. Si sta discutendo della legge sulla corruzione anche tra privati oppure del traffico di influenze. Forse si potrebbe inserire in questo discorso anche il calcio. Se si vuole combattere il fenomeno bisogna avere norme all'avanguardia: oggi si scommette, dicono i criminali, "anywhere, anytime, anything". E noi li combattiamo con gli stessi strumenti che avevamo ai tempi del Totocalcio, quando le schedine si chiudevano il sabato alle 13".
E il mondo dello sport?
"I due mondi avrebbero forse bisogno di un coordinamento. Faccio un esempio: l'attuale normativa sulla responsabilità oggettiva delle società e sulle omesse denunce dei giocatori non aiuta, anzi a volte intralcia la giustizia penale. Da noi nessuno verrà a raccontare di aver subito il tentativo di una combine perché altrimenti rischia la squalifica. Questo tipo di organizzazione non favorisce l'accertamento della responsabilità penale".
Qual è la cosa che l'ha più impressionata di questa inchiesta?
"I tifosi che agiscono contro la propria squadra. È inverecondo. Gli arbitri ne escono benissimo,
così come non sono tante, e non sono le big, le squadre che risultano in qualche maniera compromesse. Però è davvero incredibile violare la sacralità di un derby. Ho visto il Bari di Ventura giocare con un 4-2-4 meraviglioso, era uno spettacolo andare allo stadio. Così come la mia prima volta all'Olimpico, con lo speaker che leggeva i nomi dei calciatori, mi ha fatto pensare alle parole della Cassazione quando parla della "suggestione della folla in tumulto". Ora, io penso che tutti ci meritiamo quel calcio".
(PS mio: chissà che partita era all'Olimpico, sono sinceramente curioso)(05 maggio 2012)