ecco l'intervista
"Sono al quarto campionato con la S.S. Lazio e non credo di aver mai dato segni d'intemperanze. Udine è stata una brutta pagina per il calcio italiano poiché abbiamo assistito ad un errore clamoroso, un errore tecnico che è sotto gli occhi di tutti e questo non vuole giustificare una prestazione non all'altezza della squadra e quindi la sconfitta per 1-0. Ma ci sono degli aspetti da dover evidenziare: la mia presenza a bordo campo era per tutelare i giocatori più esagitati, invece, il dg dell'Udinese Collavino, ha pensato bene di spintonare mettendo le mani addosso in questo senso e creando il parapiglia.
E' importante però sottolineare -continua De Martino nella trasimissione "La Lazio siamo noi"- che non c'è la volontà di andare ad avere comportamenti fuori dal ruolo ma solo di proteggere la Lazio, considerato anche che noi non avevamo quattro o cinque dirigenti in panchina come l'aveva l'Udinese ma il solo Manzini. Non sono uno che alza le mani anche perché in quel momento hai un ruolo e porti una divisa, ho reputato opportuno intervenire per proteggere la Lazio che non aveva presenze in campo se non, appunto, la possibilità per me di scendere peraltro previsto da regolamento visto che il Capo Ufficio stampa deve stare dieci minuti prima della fine del primo e del secondo tempo in campo.
Non ho, quindi, violato nessuna regola bensì stavo facendo il mio lavoro. Non tutti hanno considerato poi che, qualora la Lazio si fosse ritrovata a pari punti con Udinese e Napoli al terzo posto, la classifica avulsa avrebbe nuovamente condannato la Lazio. Credo che se ci fosse stata una squadra del Nord al posto nostro sarebbe successo il finimondo. Il clima che c'è intorno alla Lazio non è benevolo. Il ricorso? A giorni dovrebbe arrivare una decisione, noi chiediamo la non omologa del risultato. Le speranze sono minime ma era un atto dovuto per rispetto nostro e della nostra gente".