Citazione di: italicbold il 17 Mag 2012, 20:20
No, non ti spieghi.
Il problema é che siamo noi i primi a trattarci male.
Siamo la Lazio, la squadra che é arrivata quarta in classifica, che giocherà l'Europa League e che ha degli ottimi giocatori in rosa, che é economicamente sana e che gioca in una splendida città.
Non credo che in Italia, a parte le strisciate e forse il Napoli, che comunque ad ambiente non mi dite che sono dei lord inglesi, si possa trovare di meglio oggi.
La storia della tifoseria, sebbene io non la porti nel cuore é una stupidaggine, voglio dire Mazzarri sembra destinato a Firenze, ma che ce lo siamo dimenticato quello che hanno fatto a Firenze ? E a Genova ?
Sono convinto che un Pioli, o un Sannino, o qualsiasi altro allenatore emergente italiano, se riceve una chiamata da Lotito si farebbe il tragitto fino a Roma in ginocchio sui ceci.
Un po di orgoglio per la miseria. Pare che siamo la Nocerina, con tutto il rispetto per la Nocerina.

Ho sostenuto Reja e difeso il suo operato per tutti questi due anni e mezzo.
Ha dato molto ma ha ricevuto altrettanto dalla Società.
Meno dai tifosi, o dalla maggior parte di loro, per i quali ha assurto al ruolo di eroe solo e soltanto dopo il mercato di gennaio. Prima era un continuo di critiche e lamentele, fischi e pernacchie. Basta andare a rileggersi i vari topic.
Dalla Società ha ricevuto fiducia, rispetto e riconoscenza, perlomeno da Lotito che lo ha sempre coperto.
Gli ha riconosciuto i meriti della salvezza riconfermandolo l'anno successivo, gli ha consentito di giocarsi l'Europa dopo che se l'era conquistata.
E si che l'"affaire" Zarate a Lotito l'aveva messo parecchio in difficoltà. Ha dovuto scegliere, e ha scelto le ragioni del tecnico.
Però è ora di cambiare, un ciclo è finito e per certi versi il cambio è fisiologico (e qui il motivo per cui quoto IB).
In questo momento la Lazio, anche grazie al lavoro di zio Edy, ma non solo, è tornata ad essere protagonista del calcio Italiano che conta.
Sebbene 'sta cosa a molti di noi sembra sfuggire, avvitati nella spirale della contestazione ad oltranza.
Lo dimostra anche il livello e la perniciosità degli attacchi che ci rivolgono contro.
Siamo tornati a dar fastidio nei piani alti.
I fatti dicono che questa rosa allestita dai due incompetenti è di un buon livello e vale la qualificazione alla Champions, fallita per un pelo per due anni consecutivi.
Sarei stato curioso di vedere se, alle stesse condizioni, con un altro tecnico forse in Champions quest'anno ci saremmo andati. Penso di si. Ma era giusto concedere a Reja la sua opportunità, il quarto posto rimane comunque un risultato di prestigio. Alla faccia di chi straparlava e prevedeva un futuro di mediocrità.
Se c'è un dato oggettivo che è maturato in questi due anni di gestione Reja è quello che la squadra spesso è sembrata avere il 'braccino corto'.
Ma proprio di testa, con le idee di gioco.
Come se non fosse riuscita e sfruttare tutto il suo potenziale, soprattutto contro le 'piccole'. Spesso, anche se in vantaggio, continuavamo a giocare "da provinciale" finendo per compromettere il risultato.
La prerogativa di una squadra proiettata al vertice (italiano o europeo) è quella di mettere in campo una idea di gioco che preveda di andare a prendere i punti ovunque e contro chiunque. Attaccando. Senza perdere una certa solidità ma attaccando. La juve di quest'anno per dire.
Ma questa cosa non è nelle corde dell'idea tattica di zio Edy. Non è un demerito ma è la sua visione del calcio.
Tanto che da quando ha cominciato a cercare di spostare il baricentro in avanti, abbiamo contestualmente cominciato a prendere un maggior numero di gol, a perdere la caratteristica principale di quello che avevamo visto nel suo primo periodo e cioè una certa impermeabilità in difesa (da qui l'epiteto "Reja il minestraro"). Anche contro le piccole.
Per certi versi mi ha preoccupato anche l'involuzione di Hernanes, un talento cristallino, uno su cui doveva essere costruito il meccanismo di gioco della Lazio, lo svolgimento del suo ragionamento tattico.
Alla fine il problema della sua collocazione e del suo redimento è sembrato quasi un peso. Alla fine è sembrato che con l'andar del tempo, abbia perso convinzione nei suoi mezzi e nel suo valore.
Reja è andato sicuramente al di là di ogni aspettativa se ragioniamo su una Lazio che partiva dalla lotta per non retrocedere fino ad arrivare alle qualificazioni per l'Europa League.
Ora però, per il definitivo salto di qualità, è necessaria una guida tecnica di un livello superiore.
Uno che in certi mari c'ha già navigato.
Uno che abbia già guidato squadre importanti sulle tre competizioni avendone impostato la preparazione atletica e avendone gestito il fisiologico turnover tra i componenti la rosa dei giocatori, anche sotto l'aspetto dell'impatto psicologico sui singoli. Uno che sa caricare la squadra valorizzando al massimo i suoi talenti.
Siamo ad un buon livello ma per il salto di qualità manca la rifinitura, che è la cosa più difficile.
Altri due o tre acquisti di valore per la rosa dei titolari più un paio di buoni rincalzi, un tecnico all'altezza e (non ci starebbe affatto male) un direttore generale da affiancare a Tare nella gestione delle cose della squadra, del mercato e delle relazioni esterne.
Un tecnico importante rimane però la necessità primaria. L'investimento su cui spendre ciò che serve, e su cui cercare di non sbagliare.
La mano passa a Lotito ed a Tare ognuno per i ruoli di competenza.
Speriamo che sappiano giocare bene le loro carte.
Siamo molto vicini a tornare grandi, sarebbe un peccato sprecare quanto di buono fatto finora grazie anche al lavoro da zio Edy durante questi due anni.
Per finire e tornare in topic:
Edy, è stato un piacere averti con noi, grazie per tutto quello che hai fatto, non ti dimenticheremo.