E adesso FORZA BANCHE, seppelliteli....

Aperto da FABER67, 16 Mag 2010, 18:44

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BiancoAzzurro

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Imprenditore singolo o cordata: il futuro è nelle mani dei romani       E-mail
Martedì 06 Luglio 2010 09:59

(Il Messaggero - A.Angeloni)
Gettiamoci nel futuro. Domani, tra un mese, chissà. Ma prima o poi toccherà a qualcuno, prendere il posto dei Sensi, in sella sulla Roma ormai da diciassette anni, tra alti, bassi, successi e contestazioni. Ci sentiamo di escludere che ci vorranno degli anni. Bisogna solo aspettare, quantomeno giovedì, giorno in cui le parti si aggiorneranno. Da Unicredit filtra la sicurezza che all'orizzonte non ci sia alcun compratore. Che tradotto significa nessuno di concreto, nessuno che abbia già pronti i soldi. Qualcuno c'è, ci sarà. Di sicuro.

Del resto la Roma fa gola per mille motivi e ora non costa nemmeno tantissimo. E per ora è ancora della famiglia Sensi, che non molla. Già da tempo ci sono stati degli avvicinamenti, ma Rosella e famiglia li ha sempre respinti al mittente. C'è ad esempio chi aveva manifestato pubblicamente il suo interesse per la Roma lo scorso anno, e si chiama Francesco Angelini, leader del settore farmaceutico. Il suo gruppo costituisce una realtà internazionale tra le più influenti del mondo, confeziona prodotti molto diffusi per l'autocura e la disinfezione come Tachipirina, Momendol, Moment, Tantum Verde e Amuchina. Lui, Francesco, ama il bridge e la Roma e, come Franco Sensi (unica cosa che li accomuna), ha tre figlie femmine. Un segno del destino, forse. Il problema per il signor Tachipirina è stato il rapporto (non rapporto) proprio con i Sensi. Che non hanno mai voluto avere niente a che fare con lui, quindi lo hanno tagliato fuori prima ancora che facesse sapere di volersi ritirare da solo e di agire nell'ombra (appoggiandosi direttamente alla banca, non a Rosella).

Ora che Unicredit pensa di prendere in mano la situazione e lui con i vertici dell'istituto di Piazza Cordusio già aveva parlato in più di un'occasione, ci sta che a breve possa rientrare in grande stile, offrendo una cifra non esorbitante, magari con ulteriori sconti. Non parliamo di cifre girate ai tempi di Soros (un altro comparso e riscomparso, come i russi nel 2004) o di Vinicio Fioranelli e di Gert-Rudolf Flick, il duo che aveva fatto tutto e poi non ha fatto niente. Angelini, se mai dovesse decidere di rifarsi avanti, sarebbe da solo o assieme ad un altro gruppo di industriali, si era parlato anche dei Toti, che però hanno sempre smentito.

Parliamo dunque della cosiddetta cordata romana. Sarebbe il classico passo iniziale, ma poi i gruppi di lavoro finiscono con lo sciogliersi. Basti ricordare il binomio Sensi-Mezzaroma funzionò quasi nulla e per pochi mesi.

Alla base di questa cordata o come primo eventuale acquirente, oltre ad Angelini s'era parlato e si parla ancora di Giampaolo Angelucci, figlio del più noto Antonio. Altra famiglia di industriali del settore medico, però non producono medicine, ma cliniche, centri di riabilitazione, distribuiti soprattutto nel Lazio e nella Puglia. Qualcuno racconta che l'Angelucci sia un tifoso della Lazio e non della Roma, ma ai fini dell'affare conta poco. E comunque alla fine tra un «te lo do per certo, è della Roma» e un «te lo do per certo, è della Lazio», stiamo pure tranquilli, non si saprà mai ufficialmente.

E poi - per la gente - conta che il dopo Sensi sia ricco. Meglio se romanista, anche perché la Roma non è una società come le altre, per storia, tradizione e senso di appartenenza. Come si sa, in Italia è sempre più facile ipotizzare l'arrivo di imprenditori nostrani mentre è complicato aprire le porte agli stranieri.

C'è questa fobia facilmente comprensibile. Nonostante tutto, alla Roma è stato accostato anche un fondo americano. Si tratterebbe dell'Higland Capital Partners, che ha il quartier generale a Lexington (Massachusetts) e sedi in California, Ginevra e Shangai. Un gruppo interessato anche alla costruzione dello stadio. Ma tutto questo è stato abbondantemente smentito nei mesi scorsi. Ora la Roma è lì, quasi a portata di mano. C'è da aspettare, poi la fila di (ipotetici) acquirenti verrà sciolta.

MTL

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Citazione di: BiancoAzzurro il 06 Lug 2010, 10:19
Imprenditore singolo o cordata: il futuro è nelle mani dei romani       E-mail
Martedì 06 Luglio 2010 09:59

(Il Messaggero - A.Angeloni)
Gettiamoci nel futuro. Domani, tra un mese, chissà. Ma prima o poi toccherà a qualcuno, prendere il posto dei Sensi, in sella sulla Roma ormai da diciassette anni, tra alti, bassi, successi e contestazioni. Ci sentiamo di escludere che ci vorranno degli anni. Bisogna solo aspettare, quantomeno giovedì, giorno in cui le parti si aggiorneranno. Da Unicredit filtra la sicurezza che all'orizzonte non ci sia alcun compratore. Che tradotto significa nessuno di concreto, nessuno che abbia già pronti i soldi. Qualcuno c'è, ci sarà. Di sicuro.

Del resto la Roma fa gola per mille motivi e ora non costa nemmeno tantissimo. E per ora è ancora della famiglia Sensi, che non molla. Già da tempo ci sono stati degli avvicinamenti, ma Rosella e famiglia li ha sempre respinti al mittente. C'è ad esempio chi aveva manifestato pubblicamente il suo interesse per la Roma lo scorso anno, e si chiama Francesco Angelini, leader del settore farmaceutico. Il suo gruppo costituisce una realtà internazionale tra le più influenti del mondo, confeziona prodotti molto diffusi per l'autocura e la disinfezione come Tachipirina, Momendol, Moment, Tantum Verde e Amuchina. Lui, Francesco, ama il bridge e la Roma e, come Franco Sensi (unica cosa che li accomuna), ha tre figlie femmine. Un segno del destino, forse. Il problema per il signor Tachipirina è stato il rapporto (non rapporto) proprio con i Sensi. Che non hanno mai voluto avere niente a che fare con lui, quindi lo hanno tagliato fuori prima ancora che facesse sapere di volersi ritirare da solo e di agire nell'ombra (appoggiandosi direttamente alla banca, non a Rosella).

Ora che Unicredit pensa di prendere in mano la situazione e lui con i vertici dell'istituto di Piazza Cordusio già aveva parlato in più di un'occasione, ci sta che a breve possa rientrare in grande stile, offrendo una cifra non esorbitante, magari con ulteriori sconti. Non parliamo di cifre girate ai tempi di Soros (un altro comparso e riscomparso, come i russi nel 2004) o di Vinicio Fioranelli e di Gert-Rudolf Flick, il duo che aveva fatto tutto e poi non ha fatto niente. Angelini, se mai dovesse decidere di rifarsi avanti, sarebbe da solo o assieme ad un altro gruppo di industriali, si era parlato anche dei Toti, che però hanno sempre smentito.

Parliamo dunque della cosiddetta cordata romana. Sarebbe il classico passo iniziale, ma poi i gruppi di lavoro finiscono con lo sciogliersi. Basti ricordare il binomio Sensi-Mezzaroma funzionò quasi nulla e per pochi mesi.

Alla base di questa cordata o come primo eventuale acquirente, oltre ad Angelini s'era parlato e si parla ancora di Giampaolo Angelucci, figlio del più noto Antonio. Altra famiglia di industriali del settore medico, però non producono medicine, ma cliniche, centri di riabilitazione, distribuiti soprattutto nel Lazio e nella Puglia. Qualcuno racconta che l'Angelucci sia un tifoso della Lazio e non della Roma, ma ai fini dell'affare conta poco. E comunque alla fine tra un «te lo do per certo, è della Roma» e un «te lo do per certo, è della Lazio», stiamo pure tranquilli, non si saprà mai ufficialmente.

E poi - per la gente - conta che il dopo Sensi sia ricco. Meglio se romanista, anche perché la Roma non è una società come le altre, per storia, tradizione e senso di appartenenza. Come si sa, in Italia è sempre più facile ipotizzare l'arrivo di imprenditori nostrani mentre è complicato aprire le porte agli stranieri.

C'è questa fobia facilmente comprensibile. Nonostante tutto, alla Roma è stato accostato anche un fondo americano. Si tratterebbe dell'Higland Capital Partners, che ha il quartier generale a Lexington (Massachusetts) e sedi in California, Ginevra e Shangai. Un gruppo interessato anche alla costruzione dello stadio. Ma tutto questo è stato abbondantemente smentito nei mesi scorsi. Ora la Roma è lì, quasi a portata di mano. C'è da aspettare, poi la fila di (ipotetici) acquirenti verrà sciolta.


Angeloni, Angelini, Angelucci, sembra di leggere una rivisitazione in chiave satirica della terza Cantica della Divina Commedia...
A parte le battute, l'articolo riporta una serie di amenità, in particolare questa: C'è ad esempio chi aveva manifestato pubblicamente il suo interesse per la Roma lo scorso anno, e si chiama Francesco Angelini, leader del settore farmaceutico. Il suo gruppo costituisce una realtà internazionale tra le più influenti del mondo, confeziona prodotti molto diffusi per l'autocura e la disinfezione come Tachipirina, Momendol, Moment, Tantum Verde e Amuchina
Il gruppo farmaceutico Angelini ha una nicchia di mercato solo in Italia grazie ai brevetti citati nell'articolo, ma - credetemi - nel resto del mondo ha visibilità pari quasi allo zero, rispetto alle mastodontiche multinazionali dei medicinali, tipo Bayer, Sanofi, ecc.
chiedo scusa per il parziale OT, ma, come al solito, tutti coloro che vengono accostati al trigoria sono sempre considerati i più GRANDI nel settore di competenza dai media

GoodbyeStranger

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Quello che mi stupisce di più è l'assoluta mancanza di preoccupazione
da parte dell'ambiente di finire in mani non proprio facoltose, non viene
preso in considerazione, anzi si esulta quasi per la fine dei Sensi... fosse
successo a noi ci sarebbero suicidi in massa e voci certe di "mediocrità
fino alla fine dei secoli"... invece questi so' sicuri de cascà in piedi, dicono
perfino che la banca rinnova a De Rossi e fa quello che la Sensi aveva
iniziato a fare... le chiamano "le cose già avviate"... boh...

Cliath

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Citazione di: Camel il 05 Lug 2010, 20:58
che ti devo dire..tutto qua fanno! mauro abita il palazzo di fianco (lo vedo dal retro di casa mia)

dal soggiorno (davanti) invece vedo il retro di quello di ruperto!

sostanzialmente siamo uno dietro l'altro in linea d'aria ;)

(ovemai dovessi sembra cazzaro, posso firnire vie ed indirizzi)

Magari intanto ci puoi dire la strada dov'era il palazzo della riunione?  ;)

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Murmur

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io credo che, a meno di interventi da abu dhabi, il rioma, a chiunque finisca, sarà gestito in autofinanziamento. La domanda è: può l'autofinanziamento consentirgli questo livello di competitività? Ad esempio, si legge in giro che la roma abbia debiti per circa 20 milioni, e che gli stipendi di Aprile siano stati saldati appena in tempo per l'iscrizione al campionato. Quanto ha inciso sul fronte sportivo il fatto che i sensi stiano da un pò tirando al massimo la corda, e qual è invece il livello che un "vero" autofinanziamento gli consentirebbe?

jp1900

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Citazione di: BiancoAzzurro il 06 Lug 2010, 10:19
Meglio se romanista, anche perché la Roma non è una società come le altre, per storia, tradizione e senso di appartenenza.
Quanto vorrei che scomparissero, presuntuosi come sono.
Ma considerato che tale Angeloni scrive di Angelini e Angelucci, qualche santo in paradiso interverrà di sicuro...

Camel

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Citazione di: Cliath il 06 Lug 2010, 10:59
Magari intanto ci puoi dire la strada dov'era il palazzo della riunione?  ;)

allora il palazzo della riunione è nel primo comprensorio a via cesare ferrero di cambiano (sulla sinistra del supermercato)

macchina della polizia in bella vista all'ingresso.

loro sono usciti da un cancelletto sul retro, via colajanni (il civico non lo so)


Cliath

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Citazione di: Camel il 06 Lug 2010, 15:14
allora il palazzo della riunione è nel primo comprensorio a via cesare ferrero di cambiano (sulla sinistra del supermercato)

macchina della polizia in bella vista all'ingresso.

loro sono usciti da un cancelletto sul retro, via colajanni (il civico non lo so)

Grazie, era soprattutto per capire in che zona abitasse Maurito.  ;)

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BiancoAzzurro

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L'intervista
«Unicredit aiuti il Nord Est invece della Roma calcio»
Il governatore leghista Luca Zaia e il salvataggio del club giallorosso: la Capitale ha esagerato, adesso tocca a noi

VENEZIA - Che si tratti della candidatura per le Olimpiadi 2020 oppure delle sorti della Roma, intesa come società calcistica in profonde (e datate) difficoltà finanziarie, l'effetto è il medesimo: quando la politica o la grande finanza si occupano della Capitale - meglio, di una certa Capitale, abituata a chiedere perché tutto le sarà concesso, talvolta anche in barba alle regole che valgono per il resto del mondo - i sensori di Luca Zaia captano puzza di bruciato. «Perché questi film li abbiamo già visti - allarga le braccia il presidente leghista del Veneto - e abbiamo anche visto come vanno a finire». La questione, dal punto di vista sociale e ambientale, è delicatissima. E potenzialmente esplosiva, soltanto a giudicare dalla fama che precede certi gentiluomini che frequentano la curva dello stadio Olimpico. La holding della famiglia Sensi, proprietaria della Roma da 17 anni, è indebitata per 325 milioni con Unicredit: un fido concesso e finora mai riscosso dall'istituto bancario. L'ipotesi che va per la maggiore è che la banca guidata da Alessandro Profumo, per rientrare dei suoi soldi, diventi proprietaria degli asset che fanno capo ai Sensi, tra cui il club calcistico più amato della Capitale. L'intesa, è a un passo dalla firma: Rosella Sensi manterrebbe la presidenza della Roma, fino alla cessione della squadra a un altro soggetto.

Presidente Zaia, che effetto le fa questo quadretto? «Mi verrebbe da dire che questa è la cronaca di una fine annunciata. C'era qualcuno che non sapesse che la Roma Calcio versava da anni in una situazione economica pesantissima? I bubboni vengono a galla adesso, probabilmente a causa di un contesto di crisi ormai generalizzato, ma si sapeva tutto da tempo».

Unicredit, di fatto, ha in mano il destino della Roma: secondo lei come andrà a finire? «Dico soltanto questo: mi rifiuto di pensare che il dottor Profumo e il suo consiglio di amministrazione, per l'intelligenza e l'oculatezza manageriale che gli riconosciamo, possano avallare operazioni che rischino di scaricare sui soci della banca per primi, e sui risparmiatori poi, le conseguenze di un affare andato male come la Roma Calcio ».

Teme che per Roma e la Roma si facciano eccezioni altrove inimmaginabili? «Io so che Roma, sotto la formula di Roma Capitale, ha veramente esagerato su tutti i fronti e sbuca ovunque. Lo abbiamo appena visto nella vicenda per la candidatura olimpica e adesso ci risiamo».

Ai banchieri di Unicredit cosa chiederebbe? «Faccio una premessa: le banche gestiscono la raccolta del denaro nei territori di riferimento e svolgono una funzione sociale. Allora a Unicredit chiederei di mettere in cantiere, per lo meno, un intervento di tipo autenticamente federalista: se l'operazione Sensi-Roma vale 325 milioni di euro, Unicredit ne metta sul piatto il doppio per fare qualcosa di utile nel Nord del Paese».

Qualcosa di utile per i club calcistici in difficoltà a nord del Po? «Nemmeno per sogno, non chiederei mai a Profumo di salvare una squadra di calcio, non è questo il momento. Le priorità, in un periodo di crisi, sono altre: parlo di un intervento straordinario, con soldi veri, a sostegno delle famiglie e degli imprenditori del Nord. Questo vorrei, altro che il pallone».

Alessandro Zuin
06 luglio 2010

BiancoAzzurro

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Si chiama Newco Roma la nuova società della Roma calcio dopo l'accordo fra Italpetroli e Unicredit: il controllo rsterebbe ai Sensi sino alla vendita. L'accordo, nella forma di lettera d'intenti, potrebbe essere sottoscritto domani presso lo studio di Cesare Ruperto. E' questo il nome in codice della nuova società creata ad hoc per segnare definitivamente il distacco della As Roma dalle altre attività petrolifere ed immobiliari. Rosella Sensi resterà presidente della nuova società fino alla cessione e verrà affiancata da due consiglieri indipendenti alla banca. Il tutto all'interno di Italpetroli, dove il 51% dei Sensi verrebbe ceduto ad Unicredit che salirebbe dal 49 al 100 %. Questa operazione comporterà la valorizzazione della Roma calcio e di tutte le altre partecipazioni in quanto riporterà in equilibrio e in continuità aziendale i conti del gruppo, oggi compromessi dal peso delle passività, come dimostra il bilancio 2009 in rosso di 33 Milioni di euro. Oggi l'assemblea della Italpetroli dovrebbe restare aperta per consentire la firma dell'accordo che garantisce la continuità aziendale come richiesto dai revisori. Unicredit punta esclusivamente alla valorizzazione dei beni del gruppo perchè in questo modo tutela al meglio i proprio interessi di credito: Profumo quindi, al di là della sua fede per l'inter, ha tutto l'interesse che Newco Roma sia gestita al meglio per poter ricavare il massimo dalla vendita. Ecco perchè l'assetto azionario di Newco Roma dovrebbe prevedere che il 51% resti ai Sensi e il 49% a Unicredit, questo assetto comunque dovrà passare al vaglio della consob affinchè autorizzi l'applicazione della normativa che consente l'esenzione dall'obbligo di opa nelle ristrutturazioni del debito. E si dovrà trovare una soluzione che tuteli gli attuali azionisti di mionoranza. La società Newco Roma darà un mandato irrevocabile a Rothschild che prevederà la cessione del club giallorosso a certe condizioni tassativamente poste alla banca di affari allo scopo di valorizzare il club. Newco Roma dovrebbe avere un consiglio snello, probabilmente 3 membri, Rosella Sensi resterà alla presidenza con gli attuali poteri e gli altri 2 consiglieri saranno tecnici indipendenti individuati da Unicredit. Il ruolo pieno di traghettamento della Sensi si manifesterà anche con la conferma dell'attuale management sportivo, Montali-Pradè-Conti. Domani potrebbe finalmente essere il giorno della svolta. I legali dei Sensi dovrebbero portare l'elenco completo degli immobili in modo da poter definire quali finiranno ai Sensi ai fini della buonuscita per un valore concordato intorno ai 30 Milioni di euro. Lunedi scorso la riunione sarebbe stata rinviata quando sarebbe emerso che su uno degli immobili individuati, una palazzina di Via Panisperna, ci sarebbe un'ipoteca di MPS. E i Sensi vogliono che la buonuscita sia libera da vincoli.

rosario dimito - il messaggero 07/07/2010

amor_marde

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il fatto che tale governatore sia legato alla fondazione di verona che detiene parte dell'azionariato della banca, e sia in grado di esprimenre
parere sulle decisioni economiche, mi conforta (limitatamente all'asr)

il fatto che recentemente la stessa banca sia diventata appetibile per fondi arabi, dove ci sono anche li amici degli amici, non mi conforta

PILØ

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io non ho capito se i 33 milioni di passivo sono di tutta italpetroli o solo della roma :roll:

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JoePetrosino

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Citazione di: BiancoAzzurro il 07 Lug 2010, 10:21
una palazzina di Via Panisperna, ci sarebbe un'ipoteca di MPS.
rosario dimito - il messaggero 07/07/2010

Ma non sarà mica quella dove doveva sorge il museo.....?

ArcadioSpinozzi

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Non devono fallire... mai! Devono soffrire, vendersi tutti i giocatori, pagare stipendi da fame da non potersi permettere piu' un giocatore che sia uno. Devono retrocedere piano piano, soffrendo come bestie fino ai dilettanti ma sul campo. Purtroppo non sara' cosi' perche' hanno troppi santi. Maledetti.

rio2

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Citazione di: ArcadioSpinozzi il 07 Lug 2010, 11:22
Non devono fallire... mai! Devono soffrire, vendersi tutti i giocatori, pagare stipendi da fame da non potersi permettere piu' un giocatore che sia uno. Devono retrocedere piano piano, soffrendo come bestie fino ai dilettanti ma sul campo. Purtroppo non sara' cosi' perche' hanno troppi santi. Maledetti.

sempre troppe poche ne sconteranno purtroppo.....


comunque tornando in topic leggo che la sensi intasca una trentina di milioni di beni come ancora di salvataggio ma non leggo niente dei buffi del monte dei paschi di siena (tranne l'ipoteca....) che ammontano interessi compresi a circa 100 milioncini, ora appena la sensi si toglie il paracadute asroma ho come l'impressione che ne vedremo delle belle perche' a casa mia e in banca di solito 30-100 fa' -70............:D :D :D

Sky12

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Citazione di: ArcadioSpinozzi il 07 Lug 2010, 11:22
Non devono fallire... mai! Devono soffrire, vendersi tutti i giocatori, pagare stipendi da fame da non potersi permettere piu' un giocatore che sia uno. Devono retrocedere piano piano, soffrendo come bestie fino ai dilettanti ma sul campo. Purtroppo non sara' cosi' perche' hanno troppi santi. Maledetti.

Stai fresco se ti aspetti questo.
A sentire in giro anzi...si parla di bei soldoni in arrivo.
Cadono sempre in piedi la storia l'ha insegnato.
Non finiranno mai nelle mani di un lotito di turno.

mansiz

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Citazione di: ArcadioSpinozzi il 07 Lug 2010, 11:22
Non devono fallire... mai! Devono soffrire, vendersi tutti i giocatori, pagare stipendi da fame da non potersi permettere piu' un giocatore che sia uno. Devono retrocedere piano piano, soffrendo come bestie fino ai dilettanti ma sul campo. Purtroppo non sara' cosi' perche' hanno troppi santi. Maledetti.

praticamente gli auguri il nostro stesso percorso..   :D

ArcadioSpinozzi

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* 573
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Ma io non gli auguro la mediocrita' nostra, gli auguro la retrocessione sul campo con infinito dolore. Tra la mediocrita' ed il fallimento spero nel fallimento..... :-)
Il punto e' che il creditore di turno (per noi l'erario, per loro un soggetto privato, la banca) non ha interesse a non riscuotere il credito. L'importante e' che lo incassi (nel loro caso) e lo esiga a prescindere dalla prestazione sportiva.

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est1900

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Citazione di: mansiz il 07 Lug 2010, 12:28
praticamente gli auguri il nostro stesso percorso..   :D
Mi sono perso la retrocessione della Lazio fino ai dilettanti (meno male, aggiungo).
:roll:
un po' come tu hai perso due qualificazioni europee consecutive nei primi due anni e due coppe.


mansiz

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Citazione di: est1900 il 07 Lug 2010, 12:37
Mi sono perso la retrocessione della Lazio fino ai dilettanti (meno male, aggiungo).
:roll:
un po' come tu hai perso due qualificazioni europee consecutive nei primi due anni e due coppe.

o forse come tu hai perso la vena ironica dato che non ho mai sputato contro questa presidenza  ;)

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