Citazione di: gesulio il 05 Giu 2012, 10:54
riguardo questo tuo timore, ti rimando a un post di italicbold, che secondo me è molto esplicativo:
questo vuol dire che la giustizia sportiva non può procedere a una condanna della Lazio senza un impianto accusatorio decente.
se andremo al deferimento senza Mauri, potrebbe essere un'arma in più a favore della Lazio, considerato quello che dice italicbold, perché a livello ordinario ancora non si è chiarita la posizione del tesserato che ha portato la società al deferimento, quindi mancano le prove concrete per l'accusa.
immaginiamo che la Lazio sia estromessa dalla uefa, come pensiamo tutti, e Mauri in un secondo momento venga assolto dalla giustizia ordinaria perché appurato il fatto che con quella sim abbia solo scommesso sul calcio.
a quel punto lotito prende e spacca il culo alla figc in una maniera anche piuttosto medievale.
può la figc correre questo rischio?
secondo me, a meno che a breve non escano reali riscontri sulla posizione giudiziaria di Mauri che lo inchiodino senza troppi dubbi alla combine, no.
A corollario aggiungo quello che ho già scritto.
Calciopoli non fa testo, perché comunque di acqua ne é passata sotto i ponti, comunque in quel caso la Lazio non fu punita per responsabilità oggettiva ma per responsabilità diretta.
C'era una serie di telefonate del presidente della Lazio che, sebbene interpretate in maniera faziosa e eterodiretta, furono alla base della condanna della Lazio. Condanna che ebbe anche un effetto economico importante per una società quotata in borsa. La telefonata esisteva, il testo era confermato e l'implicazione del presidente era certa, l'interpretazione dei giudici fu ignobile ma, formalmente ineccepibile. Non rinvanghiamo la storia, la conosciamo.
In questo caso stiamo parlando di indizi abbastanza fumosi e contradditori su cui un PM ha ricostruito una possibile combine organizzata dal giocatore, anzi il PM ipotizza che il giocatore sia addirittura parte integrante di un'organizzazione internazionale dedita alla compravendita di risultati sportivi. Ipotesi assolutamente non provata a oggi, anzi ben lontana dall'esserlo.
Che Mauri scommettesse sul basket, sul calcio o sulla lotta nel fango tra anatre cipriote non cambia di una virgola il discorso. L'ipotesi investigativa non é che Mauri scommettesse, ma che Mauri avesse utilizzato quelle sim per organizzare una combine su 2 partite, Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Allo stato delle cose siamo ancora anni luce distanti dal provare questo, e provarlo, malgrado la vulgata, spetterà sempre agli organi inquirenti, qualsiasi essi siano, sportivi o penali. A oggi nessuno é in possesso né dei contenuti delle comunicazioni di Mauri, siano esse sms o telefonate, né c'é stato alcun movimento di denaro sospetto sui conti di Mauri o delle persone correlate. I due pilastri su cui potrebbe basarsi un'accusa degna di questo nome.
Questo allo stato delle informazioni che abbiamo. E che credo siano anche quelle che hanno gli inquirenti, senno' da mo che avevano chiuso la pratica.
A oggi, ripeto a oggi, l'unica cosa eventualmente accertata é che Mauri utilizzava una scheda Tim intestata a una donna, compagna di un amico di Mauri che gestisce una agenzia di scommesse. Per cosa farne, questo nessuno lo sa, il PM ipotizza, ma ipotizzare é ben diverso dal dimostrare. E l'ipotesi, in un tribunale normale, difficilmente porta a una condanna. Il che combacia, in maniera abbastanza evidente, con l'ipotesi, stavolta nostra, che il PM abbia voluto tenere in carcere Mauri per riuscire a fargli confermare le sue ipotesi. A oggi, sembra, Mauri ha dato buca al PM, che probabilmente dovrà cercare ben altre pezze di appoggio per arrivare a una condanna di Mauri.
Questo per quanto riguarda l'aspetto penale, per quello sportivo siamo ancora più lontani dal provare alcunché.
A livello sportivo utilizzare una carta sim di una donna, ecc. ecc...., non é reato. Non é neanche reato scommettere sul calcio, o almeno non lo é da giustificare una lunga squalifica e ancor meno il coinvolgimento della società per responsabilità oggettiva.
I processi del 2006, proprio per la vergogna giuridica che hanno rappresentato, hanno comunque lasciato strascichi importanti. Non sono pochi i giuristi e gli esperti che si sono posti delle domande riguardo all'effetto di sentenze afflittive che vengono inflitte alle società, soprattutto sulla base della responsabilità oggettiva.
Non siamo più nel 1980 dove si poteva impunemente retrocedere la Lazio in B. Allora, non dimentichiamolo le società di calcio erano società senza fine di lucro, lo stesso vale per il 1986, c'era ancora un ordinamento abbastanza preistorico, esisteva il vincolo con tutti gli annessi e i connessi che giustificava la fattispecie della responsabilità oggettiva. Oggi, vent'anni dopo la sentenza Bosman le squadre di calcio sono delle aziende, alcune anche quotate in borsa, e il loro rapporto con i giocatori non é più un rapporto diretto, di proprietà, ma un vero rapporto professionale che ha molto allentato le possibilità di controllo delle società.
Oggi condannare una società per responsabilità oggettiva é un esercizio estremamente pericoloso, perché tocca interessi economici che altri ordinamenti, altri regolamenti, ben più rigorosi disciplinano.
Togliere alla Lazio l'Europa League comporterebbe un danno economico importante, valutabile in qualche milione di euro. Tutto questo per responsabilità oggettiva.
Voglio dire, alle società di calcio vengono richiesti investimenti economici sempre più importanti, sempre più conseguenti, viene richiesta assoluta trasparenza nella gestione contabile (soprattutto per le società quotate in borsa), vengono richiesti adeguamenti alle normative in materia di diritto del lavoro nelle loro relazioni con i calciatori, poi, pero' quando si tratta di giustizia sportiva restiamo ancora alla dilettantesca preistoria, quando le società erano "proprietarie" del calicatori ? Non credo sia giusto.
Palazzi, sebbene spinto dal suo innegabile amore per i colori giallorossi, non può' e non potrà mai fare quello che cazzo gli pare. Soprattutto sulla base di indizi così' inconsistenti. Lo scritto e lo ripeto, anche se Mensurati e i vomiti umani come lui facessero le poste davanti alla sede federale, per condannare legittimamente la Lazio serviranno prove ben più consistenti e solide. Senno', e non vedo come potrebbe essere altrimenti, la società potrebbe far saltare il banco della famosa clausola compromissoria.
Tra i testi interessanti che ho trovato in rete vi rilinko questo :
http://www.rdes.it/RDES_3_11_Sferrazza.pdfE soprattutto questo :
http://www.rdes.it/RDES_3_06_grassani.pdf