Citazione di: cosmo il 07 Lug 2010, 07:46
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non lo so bene quando e perchè è cominciato, cosmo, però voglio divertirmi a fare un mezzo teoremino psico-sociologico-mediatico, uno di quelli a un tanto al chilo, amatoriali, che ogni tanto mi scappa di postare.
Vediamo un po'.
Domanda: se Lotito avesse comunque fatto Lotito, nè più nè meno, ma non fosse mai comparso in TV, se non si sapesse che faccia ha, o forse si, ma non lo si fosse sentito parlare, se non 10 secondi all'anno per gli auguri di Natale; lui, con tutti suoi evidenti problemi personali di comunicazione (logorrea, ripetitività, latinorum, malcelata volgarità, sindrome-da-pulpito, ecc.)... la folla sarebbe scatenata contro di lui?
Cosa aizza la folla contro Lotito? I giornali? Le radio? secondo me no, il catetere è solo la cassa di risonanza di qualcosa di inconscio, qualcosa che anche gli stessi cateteristi subiscono.
Vengo al punto: Lotito, mediaticamente, appare una figura "cheap" (molto probabilmente perchè lui è veramente cheap).
Verrebbe da dire una figura "non da Lazio", secondo lo standard di riferimento del simpatizzante.
Ma in realtà secondo me c'è di più. Questa icona cheap scatena meccanismi quasi automatici di identificazione-rivalità.
Cerco di spiegarmi meglio.
I nostri tempi sono tempi di massificazione: è la cultura del consumo, che crea consumo, che crea cultura del consumo.
La massificazione genera frustrazione, bisogno disperato di individualità. Come si può cercare di affermare la propria individualità repressa? Con l'Interazione. Mediatica. Anch'io che sto postando molto probabilmente sono vittima di questa logica.
Ma Lotito che c'entra?
Lotito è un'icona cheap, ma anche noi che lo schifiamo siamo un bel po' cheap: per questo lo capiamo bene, lo svisceriamo, empatizziamo, ci identifichiamo in lui.
Ma lui è il presidente della Lazio. La nostra Lazio. L'amore della nostra vita (!).
Ma come, un tamarro simile? Ma allora pure io potrei fare il presidente della Lazio!
Ecco, interattività.
Ogni contestatore si afferma come individuo interagendo: insultando, consigliando, minacciando, l'icona cheap Lotito.
Odiamo Lotito perchè una persona che sotto sotto sentiamo inferiore a noi dovrebbe essere la "nostra guida", il nostro Primo Cittadino.
Lotito puzza di impresa di pulizie, di detersivi, sa di svuotacessi: cavolo, io so' elettrauto, voi mette quanto so' mejo?
Lotito non cià una lira, forse ciò più soldi io, 'nvedi un po'.
Forse inconsciamente ragioniamo così.
Lotito è il fantoccio da bruciare a Carnevale per farci sentire meglio, sfogarci un po'. E' il guitto da prendere a pomodorate, il manifesto da imbrattare.
I fatti, le cose concrete, contano poco, quando si tratta di pulsioni profonde.
Per dire, a me Cragnotti stava antipatico, col suo Italiano malfermo, posticcio. Ma aveva la fama di riccastro, uno che era arrivato, il mago della finanza, uno che ci sa fare. Non era cheap. Nell'immaginario collettivo, "era da Lazio".
Tutti i presidenti di calcio fanno errori, anche Lotito. Molti altri presidenti sono abbastanza squallidi, cheap. Ma solo Lotito è sovraesposto, fa il ballerino di prima fila.
Allora, giù pomodori, chè semo mejo noi affà i presidenti de carcio.
Presidente Lotito, continui a fare il Lotito, ma la smetta di metterci la faccia, la sua faccia non ci piace.
Perchè ci ricorda troppo la nostra.