Madrasse

Aperto da alteadler, 05 Lug 2010, 14:13

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italicbold

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Lazionetter
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bel topic, bei post (Cosmo e Papalliano su tutti, ma anche KG, Maumarta e gli altri).
Congratulazioni. Ottima argomentazione, bella esposizione.
E' un piacere leggervi.

Vladimir69

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* 822
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Bel Topic, veramente.
Impegnativo anzicheno ma un bel topic.
L'autore, Papalliano, Kim Gordon, Cosmo e Maumarta forniscono tutti gli elementi per fare un'analisi approfondita del fenomeno di tipo sociologico LOTITO.

Parto da una premessa.
E' mia convinzione che gli ultimi 30 anni di storia Laziale abbiano determinato tale fenomeno.
Una sostanziale e   profonda crisi d'identità del tifoso Laziale.
Cerco di spiegarmi.

La Lazio fino al 1980 vanta nel suo palmares   uno scudetto ( 1973/1974) e  una coppa Italia ( 1958) .
Dalla nascita  del  campionato nazionale  di serie A (1929/1930) viaggia mediamente intorno alla 8/9 posizione ( dati statistici alla mano).
Sempre dalla data di  nascita del campionato unico scivola nella serie cadetta per 5 anni negli anni 60 .
Analizzando freddamente 80 anni di storia in base ai risultati tecnici direi un percorso stabilmente dignitoso ma sicuramente non di eccellenza.
Si offenderà qualcuno se la definisco." Una stabile  mediocrità" ?
Sperò di no.
Ma si sa, il tifoso è tifoso proprio perchè dentro di se si accende quella scintilla irrazionale che lo spinge a sostenere alcuni colori anzichè altri. Anche contro quella che potrebbe essere la logica.
Ma il tifoso  anche se solo a livello intimo è consapevole della propria collocazione reale in una scala di valori all'interno del campionato. Non lo affermerà mai ( non può, cadrebbero i presupposti che lo fanno essere tifoso) ma intimamente  e inconsciamente sa chi è e dove si colloca.
Noi fino al 1980 eravamo chiaramente collocati.
Non bene a mio avviso ma questo ci era sufficiente.

Poi c'è il 23 marzo 1980, esplode il calcio scommesse .
La Lazio è dilaniata da questo evento più delle altre squadre coinvolte, perche modifica in modo drammatico ed irrevocabile tutte le nostre convinzioni.
Gli anni 80 per noi sono i peggiori della nostra storia. Chi ha vissuto da tifoso quelli, dovrebbe essere vaccinato ed immune a qualsiasi situazione futura. Ogni giorno la possibilità di sparire, il baratro della serie C lì ad attenderci....
In quel periodo il Laziale si stringe forte vicino al suo amore così fragile e lo sospinge come forse mai è avvenuto nella sua storia.
Poi gli anni 90. Rinascimento Laziale.
Dal Baratro si passa al gotha che non è nazionale è addirittura a livello europeo. E finalmente surclassiamo quelli dellà. In maniera vistosa ed irridente, come mai ne da una parte ne dall'altra era  avvenuto a Roma.
Chi siamo allora ci chiediamo, siamo tifosi di una realtà dignitosa come la storia ci ha insegnato, oppure tifosi di una squadra in pericolosa quanto possibile  via d'estinzione degli anni 80 ? od ancora i tifosi della squadra che conquisterà il mondo ?
Chi SIAMO ???
Io nel 2000 in cuor mio optavo decisamente per la terza soluzione anche se la parte razionale del tifoso mi diceva chiaramente che la risposta esatta era la prima e che  lì saremmo ritornati.

Oggi Lotito è chiamato all'ingrato compito di darci la risposta a questo quesito.
E non è  facile.
E' sicuramente un compito assai più arduo di una qualsiasi campagna acquisti o di un rinnovo contrattuale.
E forse è più grande di lui.
Oggi ci sono tutte  le generazioni di Laziali ad attendere questa risposta e con aspettative profondamente diverse. Chi ha vissuto gli anni 80 e si accontenta di tutto quello che viene perchè non può essere peggio di quel periodo ( forse anch'io mi colloco tra questi...) e chi ha vissuto solo i fasti Cragnottiani  vorrebbe invece ritornare a vincere e a dominare la scena .

Il nodo  a mio avviso è solo quello. Che  risposta sarà in grado di darci ???
Ci sarà una terza via ? Probabile .
Qualunque sia la risposta che ha da darci, Presidente faccia in fretta.







eaglemiky

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La collocazione la abbiamo ed e' data dai numeri del fatturato nudi e crudi che sono cio' che nel calcio moderno piu' determinano a medio termine le gerarchie. Lotito dovrebbe tenerci tra il quarto e il settimo posto , ne piu' ne meno. Purtroppo sono 3 anni che la Lazio naviga ben al di sotto delle sue potenzialita' economica ed in piu' il suo Presidente si comporta come se avesse raggiunto i risultati di un Moratti.

matador72

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* 13.140
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A me non piaciono i richiami ad un calcio che non esiste piu' per rapportarli alla nosta attualita'.
Il calcio, e quindi la Lazio non è piu' ne quella "Laziotta" dei terribili anni 80, e neppure lo "squadrone" dei tempi Cragnottiani.
Nella calcio di oggi la nostra Lazio occupa comunque un ruolo di rilievo, in fatto di introiti, visibilita' e ricavi .
Continuare a condurre campagne acquisti fatte al ribasso , prendere sempre o quasi giocatori sconosciuti, non dare mai l'impressione , almeno dal 31 agosto 2007 in poi di avere chiaro il da farsi , è uno dei motivi per cui la maggior parte dei tifosi ha da ridire sui comportamenti del presidente.
I media , locali e non fungono da cassa di risonanza per un malessere interno al tifo Lazio.

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papalliano

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Citazione di: eaglemilky

ragionevole, matematico, ma solo in un contesto ideale. Vale solo se tutti i "competitors" fossero in autofinanziamento e nella stessa situazione debitoria, sperabilmente nulla.
La realtà attuale vede nababbi che ripianano i debiti, società che non pagano le tasse, o gli stipendi, aiutini della politica, e altre amenità.
imho.

maumarta

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* 7.089
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Citazione di: Vladimir69 il 07 Lug 2010, 13:52
...

Chi siamo allora ci chiediamo, siamo tifosi di una realtà dignitosa come la storia ci ha insegnato, oppure tifosi di una squadra in pericolosa quanto possibile  via d'estinzione degli anni 80 ? od ancora i tifosi della squadra che conquisterà il mondo ?
Chi SIAMO ???
Io nel 2000 in cuor mio optavo decisamente per la terza soluzione anche se la parte razionale del tifoso mi diceva chiaramente che la risposta esatta era la prima e che  lì saremmo ritornati.

Oggi Lotito è chiamato all'ingrato compito di darci la risposta a questo quesito.
E non è  facile.
E' sicuramente un compito assai più arduo di una qualsiasi campagna acquisti o di un rinnovo contrattuale.
E forse è più grande di lui.
Oggi ci sono tutte  le generazioni di Laziali ad attendere questa risposta e con aspettative profondamente diverse. Chi ha vissuto gli anni 80 e si accontenta di tutto quello che viene perchè non può essere peggio di quel periodo ( forse anch'io mi colloco tra questi...) e chi ha vissuto solo i fasti Cragnottiani  vorrebbe invece ritornare a vincere e a dominare la scena .

Il nodo  a mio avviso è solo quello. Che  risposta sarà in grado di darci ???
Ci sarà una terza via ? Probabile .
Qualunque sia la risposta che ha da darci, Presidente faccia in fretta.

Io sono un sessantottino, ma nel senso che sono nato nel '68.

Per un mero conto anagrafico gli anni '80 me li sono caricati tutti sulle spalle e sul cuore e li ho "spurgati" con le lacrime inconsulte del 14 maggio 2000.

In quel periodo non mi chiedevo cosa ero stato prima ma vedevo cosa ero diventato, e il tutto andava oltre lo scudetto.

Cragnotti aveva cambiato la nostra storia, in maniera netta, ma anche la storia sportiva di questa città.
Ed il problema è nato tutto da lì.

Dopo di lui, tra traghettatori e sanguisughe bancarie, è arrivato Lotito.
Chiunque fosse arrivato dopo Cragnotti avrebbe sì ereditato i suoi debiti (e non solo i suoi) ma anche il nuovo skill nel quale si era insediata la Lazio, almeno per un ragionevole numero di anni.
Sfruttando quell'aura dorata il nome ed il marchio Lazio sarebbe restato grande anche a prescindere dal numero di coppe alzate in seguito.

Sarebbe bastato riconoscerla quell'aura.

Lotito però riconosce solo la sua immagine e quello che ne viene prodotto ed emanato.

Quindi il passato invece di essere, come deve, la base del futuro è diventato un cancro da eliminare, da dimenticare in fretta.
Di conseguenza il nostro presente è nato praticamente dal nulla, come se la società fosse veramente fallita e rinata grazie al Lodo... Lotito.

Rinunciare all'input verso l'alto che ti poteva dare l'epopea Cragnotti, e rinnegarlo come se fosse stato il periodo più cupo dei nostri 110 anni, è stato il primo errore strategico di Lotito, passato inzialmente sotto silenzio solo per l'emergenza inequivocabile.

Oggi, tecnicamente, siamo tornati a livelli vicini agli albori di quegli anni '80 ma l'opera di "pulizia culturale" fatta dal presidente ha creato un buco nero nel mondo Lazio che si è inevitabilemente riempito di rancore e polemiche.

Anche perchè lui ci sguazza nella sindrome da accerchiamento, ne più ne meno di chi cominciò a contestarlo per mero interesse economico.

fish_mark

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Citazione di: papalliano il 07 Lug 2010, 13:38
non riesco a seguirti bene: Lotito dovrebbe porsi o no un obiettivo simile? Il trapianto deve per forza risultare compatibile? Ma quanto è importante questa cosa? Tanto da far si che molti (troppi!) si augurino la Lazio in B? Non credo, dai.

E un presidente come S.B. mi rappresenterebbe ancor meno di Lotito, sicuramente.
Sono strano io o non capisco?
(che poi stiamo paragonando, dal punto di vista delle potenzialità, soprattutto negative, una 500 a una Formula 1)


il pensiero costa molto.
lo sancisce la termodinamica, non si scappa.

Nella foga viperina della mia polemica ho usato una frase troppo piena  di riferimento tanto da non far venire fuori il senso di quanto volevo dire.
E' chiaro - è ovvio - che un imprenditore, praticamente sconosciuto ai più, che all'improvviso esce fuori dal cilindro di un noto pregistiatore prestato alla politica, nell'assumere la carica di presidente della SSLazio abbia avuto tra le motivazioni quella di una sua affermazione personale, come imprenditore e come personaggio pubblico. La reazione generale è stata all'inizio di curiosità, poi di noia, quindi di reazione ed ora di insofferenza per limitarci all'ambiente laziale. Sul piano generale dopo la curiosità e la noia iniziali siamo all'indifferenza verso un personaggio che non sembra avere alcuna presa (tanto è vero che dopo le sue ospitate anche in programmi TV di grande popolarità come "Door to Door" e "Zero Year" la sua carriera politica è di fatto abortita).

In questo disegno di affermazione personale - non ci vuole uno scienziato per ricostruire questo scenario - la presidenza di una squadra di calcio è trampolino di lancio per una successivo stadio di uomo pubblico. Dai laboratori di Cape Canaveral ci fanno sapere che gli esperimenti di lancio sono finora falliti.

Il mio riferimento al viveur meneghino mi serve come termine di paragone, perché è sicuro che in questo esempio il nostro (ma non il mio) ha voluto rispecchiarsi, posto che le sorprese non devono mai dirsi escludersi.
Nel caso specifico di S.B. fresco presidente di una delle più gloriose squadre di calcio italiane egli fece piazza pulita dell'allora pantheon rossonero rimuovendo monumenti alla memoria - che però avevano importanti incarichi in società - come l'ex golden boy, in pratica come se da noi si dovesse mandare via Felice Pulici, ex portiere dello scudetto del 1974  :D...
A questa operazionwe seguì l'azione del'edificazione del culto di un personaggio che all'epoca passava per essere un imprenditore di gran successo capace di bruciare le tappe della sua carriera. Tanto è vero che arrivano gli scudetti e le Coppe campioni dopo un paio di anni, all'insegna però di un nuovo e rivoluzionario modo di lavorare: non solo i grandi campoini nazionali e internazionali ma anche il calcio stellare di Sacchi e le rose lunghe (le "inventò" Lui, il signor B., per "sostenere" la competizione in Coppa e incampionato, con effetti alla lunga deleteri per il calcio in generale, ma è OT).
Di certo la potenza di fuoco finanziaria è totalmente differente e quindi il confronto sembra ingeneroso per l'attuale azionista di maggioranza della Lazio, ma per tornare a casa nostra egli predica l'avvento di una terra promessa (possibilmente edificabile), ma poi lamenta continuamente ristrettezze finanziarie imposte dal piano di risanamento, la linea verde con i giovani nella squadra e poi si lancia su giocatori ultra trentenni, in Lega porta avanti la sua battaglia politica i cui poi effetti benefici sulla squadra si stenta a percepire e poi individua - con insistenza che sfinisce i più - nello stadio il futuro radioso della società e poi impone il tetto degli ingaggi per la c.d. "moralizzazione" del calcio.
Insomma, un messaggio contraddittorio, quindi non persuasivo e alla lunga inefficace.
 

italicbold

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Tralaltro io credo che la difficoltà di analisi sia data oltre che dalla complessità del personaggio Lotito e di quel fenomeno di identificazione mancata di cui parla Papalliano, anche dalla complessità di riduzione della figura del "tifoso" a uno schema preciso. Il tifoso laziale, come paradigma, non esiste. Oggi ancor meno di ieri quando una rapida equazione, già comunque abusata e imprecisa, romano e di destra dava un quadro abbastanza sufficiente.
E questo é dovuto anche alla estrema oscillazione del bioritmo sportivo laziale in questi ultimi 30 anni come scritto da Vladimir69.
La Lazio forse é l'unico caso di squadra che in questi ultimi 30 anni abbia vissuto una storia sportiva cosi' altalenante. Dallo scudetto all''orlo della serie C e ritorno in 26 anni.E quindi ritorno alla lotta per retroceder in 10. Con 2 coppe Italia nel frattempo. Una storia sportiva tutt'altro che lineare. In cui Paradiso e Inferno si sono alternati con una frequenza assolutamente unica nel panorama sportivo.
Queste montagne russe hanno impedito una "formattazione" del tifoso laziale creando i presupposti per una eterogeneità estremamente importante. Mi viene in mente che il bambino che fosse nato nell'istante stesso in cui Fiorini mette il pallone alle spalle di Dal Bianco, oggi avrebbe 23 anni compiuti. Un uomo. Con le sue idee, ma con una storia laziale completamente diversa da me che quel giorno stavo allo stadio e sognavo di strappare uno spareggio con il Taranto e il Campobasso. E allo stesso tempo la mia storia laziale é diversa da chi, ad esempio, 40 anni fa, si chiedeva se non fosse stato meglio tenere Lorenzo piuttosto che prendere l'ex allenatore del Foggia.
Questo fa si che la "Lazio", il concetto di "Lazio" sia anche estremamente diverso da tifoso a tifoso molto più di quanto non avvenga per la gran parte delle altre squadre di calcio.
Mi viene in mente forse il Napoli con una storia simile, ma con due differenze sostanziali, l'assenza di "alternativa" cittadina che ha spesso ridotto il senso di frustrazione mentre i nostri rovesci (e viceversa) trovano sempre un effetto moltiplicatore nello specchio della rivalità interna con la roma, e anche il fatto che i due scudetti partenopei sono stati racchiusi in un lasso di tempo molto più ristretto (4 anni), tale da poter esprimere  graficamente la storia sportiva del Napoli in una banale curva di Gauss mentre la nostra é una vera e propria montagna russa.

E il problema che appare oggi é che la massificazione tanto ben riuscita per, ad esempio, con i tifosi della roma non riesce con i laziali.

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fish_mark

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Citazione di: maumarta il 07 Lug 2010, 14:16
...


Lotito però riconosce solo la sua immagine e quello che ne viene prodotto ed emanato.

Quindi il passato invece di essere, come deve, la base del futuro è diventato un cancro da eliminare, da dimenticare in fretta.
Di conseguenza il nostro presente è nato praticamente dal nulla, come se la società fosse veramente fallita e rinata grazie al Lodo... Lotito.

Rinunciare all'input verso l'alto che ti poteva dare l'epopea Cragnotti, e rinnegarlo come se fosse stato il periodo più cupo dei nostri 110 anni, è stato il primo errore strategico di Lotito, passato inzialmente sotto silenzio solo per l'emergenza inequivocabile.

Oggi, tecnicamente, siamo tornati a livelli vicini agli albori di quegli anni '80 ma l'opera di "pulizia culturale" fatta dal presidente ha creato un buco nero nel mondo Lazio che si è inevitabilemente riempito di rancore e polemiche.

...

Parlavo di messaggio contraddittori e mi viene in soccorso Maumarta. La c.d. pulizia è stata fatta con il napalm e gli effetti è la desertificazione simbolica della Lazio. Ovvio che in molti possa dar fastidio, ma in questo si risolve l'incapacità di un messaggio unificante da parte di una proprietà e una dirigenza, operazione riuscita sistematicamnete nel passato, ed oggi abortita, proprio perché l'approccio è di tipo antagonista, il che produce il fenomeno di rigetto di cui ho parlato poc'anzi.

Grazie Maumarta. Anche io sono un sessantasettino e anche io me lo sono ciucciato gli anni 80 e che dolori!
L'ho detto tante volte, ma la mia immagine di quel periodo è piazza dei Cinquecento invasa dalla folla giallorossa, mentre scendevo dal 121 assieme ad altri impavidi biancocelesti di cui uno munito di bandierone. Un energumeno con il 132 (un bel tipo, esile come il mezzo che guidava) strappa la bandiera dalle man del partigiano baincoceleste.
Il messaggio era ora e sempre: non ci prenderete, non vincerete, noi siamo qui e qui resteremo!

GoodbyeStranger

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* 11.916
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Citazione di: maumarta il 07 Lug 2010, 14:16
Io sono un sessantottino, ma nel senso che sono nato nel '68.
.....
Chiunque fosse arrivato dopo Cragnotti avrebbe sì ereditato i suoi debiti (e non solo i suoi) ma anche il nuovo skill nel quale si era insediata la Lazio, almeno per un ragionevole numero di anni.
Sfruttando quell'aura dorata il nome ed il marchio Lazio sarebbe restato grande anche a prescindere dal numero di coppe alzate in seguito.

Sarebbe bastato riconoscerla quell'aura.
....

Da sessantottino a sessantottino... il tuo mi pare un discorso bello
a leggersi ma alquanto complicato a tradursi in azioni concrete...
Secondo te avremmo dovuto rimanere grandi pur non vincendo
più nulla o quasi in virtù dell'aura?

Credo che serva molto di più dell'aura, c'è una sola realtà che non
vince una mazza ed è grande "a prescindere", è sostenuta non
dall'aura ma dal potere (quello che non ti fa fallire mai) e dei media
(quelli che decidono che hai vinto sempre e comunque moralmente).

Hai qualche esempio del potere dell'aura che si sia già palesato in
altre realtà?

Vladimir69

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* 822
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Citazione di: italicbold il 07 Lug 2010, 14:25
.........
Perfetto.
E' esattamente ciò che  intendevo anch'io.

papalliano

*
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* 1.269
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Citazione di: italicbold il 07 Lug 2010, 14:25
Questo fa si che la "Lazio", il concetto di "Lazio" sia anche estremamente diverso da tifoso a tifoso molto più di quanto non avvenga per la gran parte delle altre squadre di calcio.
...
E il problema che appare oggi é che la massificazione tanto ben riuscita per, ad esempio, con i tifosi della roma non riesce con i laziali.

concordo con la disamina storica, IB, ma a maggior ragione mi preoccupa oggi questo scagliarsi cieco, emotivo, contro il personaggio Lotito.
Che Lotito possa alla fine rivelarsi il catalizzatore in grado di massificare, omologare anche noi?!
"Odio-Lotito" come slogan della nostra tribù di consumatori?

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cartesio

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In questo topic si alternano due visioni differenti del personaggio Lotito.
Una lo vede come azzeratore dell'immaginario e del passato laziale.
L'altra come specchio (non riconosciuto) del tifoso.
Sono compatibili, o una delle due rappresenta la realtà più dell'altra?


italicbold

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Citazione di: fish_mark il 07 Lug 2010, 14:28[...]
Il messaggio era ora e sempre: non ci prenderete, non vincerete, noi siamo qui e qui resteremo!

Secondo me sto messaggio é il tuo e di Maumarta (intendo quella generazione, che incidentalmente é anche la mia).
Ed é un messaggio a cui non tutti i laziali danno lo stesso valore. Giustamente.
Oggi chi ha trent'anni ne aveva 6 quel giorno. E 17 quando Beppe Signori segno' l'ultimo gol con la maglietta della Lazio. E di storia laziale in questi anni ne é passata tanta. troppa per avere una simbologia omogenea.
Quando tu parli di desertificazione simbolica della Lazio a mio avviso dimentichi che un bel po di iconoclastia fosse necessaria, fondamentale per la sopravvivenza della Lazio, a mio avviso.
I laziali, a causa di 40 anni di vita sportiva tra le più turbolenti e ondivaghe del mondo, si sono forgiati una decina di Pantheon diversi l'uno dall'altro. C'é chi vorrebbe Jugovic come direttore sportivo e chi invece pensa che un personaggio come Nanni non possa che far del bene al settore giovanile, c'é chi é convinto che Lovati dovrebbe essere presidente onorario e chi pensa che Beppe Signori, il cui ultimo gol nella Lazio ha ormai 13 anni, sarebbe un uomo immagine perfetto.
Lotito ha deciso di rompere con tutto questo.
Sempre a mio avviso é stato il minore dei suoi sbagli.

Citazione di: papalliano il 07 Lug 2010, 14:46
concordo con la disamina storica, IB, ma a maggior ragione mi preoccupa oggi questo scagliarsi cieco, emotivo, contro il personaggio Lotito.
Che Lotito possa alla fine rivelarsi il catalizzatore in grado di massificare, omologare anche noi?!
"Odio-Lotito" come slogan della nostra tribù di consumatori?

Andiamo a tentoni, perché come hai già detto entriamo nel campo della sociologia di massa che é terreno per esperti che non siamo. Io mi chiedo se in fondo il "logos" Lotito non sia l'architrave su cui meglio riesce la "categorizzazione" del tifoso Laziale.
Più facile scegliere tra Lotitiano e anti-Lotitiano che mettersi a riflettere su età, esperienze, cultura, storia familiare, esperienza sportiva, conoscenza tecnica ecc...

italicbold

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Come sarebbe possibile che Gigetto91 possa avere la stessa visione della Lazio, del concetto di Lazio che ha, ad esempio Polentes48 ?
Come avrebbe potuto un presidente omega mantenere intatta la simbologia laziale che avesse incluso e soddisfatto entrambi ?


ZombyWoof

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e io che fino ad oggi neanche sapevo cosa fosse una madrassa.

porgascogne

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Citazione di: italicbold il 07 Lug 2010, 14:59
Come sarebbe possibile che Gigetto91 possa avere la stessa visione della Lazio, del concetto di Lazio che ha, ad esempio Polentes48 ?
Come avrebbe potuto un presidente omega mantenere intatta la simbologia laziale che avesse incluso e soddisfatto entrambi ?

vincendo
spendendo e spandendo
fregandosene del vivaio allo stesso modo nel quale lo faceva Cragnotti ma portandoti coppe e scudetti

solo così, annienti le differenze: chi pensa che tu sia un sordido gestore, esulta
nè più nè meno come chi pensa che tu sia la panacea

invece, nei momenti difficili, nei momenti di sbandamento, il laziale tipo Polentes 48 pensa e dice "vabbè, so' stato pure peggio" e Gigetto91 pensa e dice "e no, eh...questo ce manna in B!"

ho semplificato, estremizzando, ma credo che in linea di massima questa parte del discorso si possa riassumere così

porgascogne

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peraltro, io non credo che un imprenditore (che questo è Lotito) si sia imposto come obiettivo quello di dividere una tifoseria
alla fine, se divide, ha metà o meno del parco clienti a disposizione, no?!

credo che sia più una cosa nata da noi, da noi tifosi, intendo
non credo neanche a tutto 'sto potere dei ragazzi...magari su una buona parte della tifoseria organizzata, si
per il resto no

per il resto, credo che Lotito abbia dimostrato come CHIUNQUE possa fare il presidente di una società di calcio, se dotato di un discreto senso della misura, faccia tosta, qualche amicizia ed una formazione medio alta
gran parte dei Laziali sono così e si sono identificati
si sono identificati talmente tanto che credono sia normale (e giusto) criticare ogni cosa a pie' sospinto, come se loro avessero potuto farla meglio

forse Lotito è sceso troppo di livello, questo si
una gestione veramente aulica, eterea, distante avrebbe spiazzato molti
facendo (secondo alcui) la "macchietta" del saputello, è diventato quello della classe tua che te stava sul cazzo ed al quale non perdoni nulla, pure se t'ha passato un compito che t'ha salvato il culo

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Citazione di: italicbold il 07 Lug 2010, 14:53
Secondo me sto messaggio é il tuo e di Maumarta (intendo quella generazione, che incidentalmente é anche la mia).
Ed é un messaggio a cui non tutti i laziali danno lo stesso valore. Giustamente.
Oggi chi ha trent'anni ne aveva 6 quel giorno. E 17 quando Beppe Signori segno' l'ultimo gol con la maglietta della Lazio. E di storia laziale in questi anni ne é passata tanta. troppa per avere una simbologia omogenea.
Quando tu parli di desertificazione simbolica della Lazio a mio avviso dimentichi che un bel po di iconoclastia fosse necessaria, fondamentale per la sopravvivenza della Lazio, a mio avviso.
I laziali, a causa di 40 anni di vita sportiva tra le più turbolenti e ondivaghe del mondo, si sono forgiati una decina di Pantheon diversi l'uno dall'altro. C'é chi vorrebbe Jugovic come direttore sportivo e chi invece pensa che un personaggio come Nanni non possa che far del bene al settore giovanile, c'é chi é convinto che Lovati dovrebbe essere presidente onorario e chi pensa che Beppe Signori, il cui ultimo gol nella Lazio ha ormai 13 anni, sarebbe un uomo immagine perfetto.
Lotito ha deciso di rompere con tutto questo.
Sempre a mio avviso é stato il minore dei suoi sbagli.

Andiamo a tentoni, perché come hai già detto entriamo nel campo della sociologia di massa che é terreno per esperti che non siamo. Io mi chiedo se in fondo il "logos" Lotito non sia l'architrave su cui meglio riesce la "categorizzazione" del tifoso Laziale.
Più facile scegliere tra Lotitiano e anti-Lotitiano che mettersi a riflettere su età, esperienze, cultura, storia familiare, esperienza sportiva, conoscenza tecnica ecc...

Tanto per rimanere in tema quel messaggio l'ho riutilizzato recentemente con alcuni amici dell'ATAC in occasione della sconfitta nel derby, quando ormai avevano in mano ago e filo per cucirsi addosso il quarto scudetto.
Hai ragione che ognuno di noi ha un ideale Pantheon che difficilmente trova in altri, anche perché un laziale di 70 anni ha un'esperienza di Lazio ovviamente diversa di quella di un laziale di altre età. Io - come te credo - ho mangiato pane e cipolla per lunghissimi anni. Spesso ho manifestato l'insofferenza verso la mitologia del 1974 perché è stato usato fin troppo e troppo spesso lo si continua a riproporre (non se ne può più), anche perché avevo 7 anni e non ricordo niente. Purtroppo ho ricordi vividi di Cava dei tirreni, di Sgarbossa, di Mandelli e Magnocavallo, a cui va tutta la nostra riconoscenza.
Quando poi si vincevano le coppe io avevo un sorriso sereno, come se mi avessero invitato a un pranzo di gala e ci fossi andato con lo smoking affittato. Sapevo che non doveva durare moltissimo ma intanto me la godevo. E peccato perchè - come dice Simeone - potevamo davvero arrivare in cima al mondo: in finale di CL ci potevamo arrivare noi al posto del Valencia nel 2000 (parigi, Stade de France), per la definitiva asportazione del fegato nei pazienti giallorossi.

Ho sottolineato in un precedente interento che la desertificazione simbolica è stata operata in altri e più prestigiosi contesti (l'A.C. Milan) ma a questa è  poi seguita la proposizione - vincente - di altri personaggi, il presidente, l'a.d. che corre esultando paonazzo sul tartan di Tokyo, il ministro della difesa prodotto del vivaio rossonero di 10 anni prima, gli emergenti Costa and Maldy, gli olandesi belli e bravi, il calcio totale come rivoluzione culturale della pelota capace di contenere un messaggio subliminale vincente di fiducia nel futuro quindi anche con riflessi politici in epoca non sospetta.
Cosa è stato proposto dopo la cacciata dei mercanti dal tempio? La chiusura del tempio, quando invece la religione va professata e ha sempre bisogno di linguaggio e di simboli sempre nuovi.

PS L'alternativa non è tra Moratti e il modello IKEA. In questo "un'altra LAZIO è sempre possibile".
Il Barcellona che vince la CL con 4-5 suoi giovani insegna qualcosa. Il fatto che Germania e Spagna stanno in semifinale con squadre di talenti e di giovani insegnano che per arrivare a certi risultati, non serve la bacchetta magica, ma una struttura che lavori e che funzioni. Non c'è niente di misterioso.
Cragnotti ha vinto con un certo tipo di Lazio, Lotito con un altro tipo di Lazio. Si può vincere anche con una squadra dove ci sono 4-5 giocatori DIRETTAMENTE provenienti dalle tue giovanili. Si può fare, si deve fare. Questo può essere un obiettivo UNIFICANTE. 

papalliano

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Citazione di: cartesio il 07 Lug 2010, 14:53
In questo topic si alternano due visioni differenti del personaggio Lotito.
Una lo vede come azzeratore dell'immaginario e del passato laziale.
L'altra come specchio (non riconosciuto) del tifoso.
Sono compatibili, o una delle due rappresenta la realtà più dell'altra?

bella domanda. posso provare a rispondere, ma come ha giustamente detto IB vado a tentoni perchè non sono un esperto della materia.
Se ho ben imparato da KG, dobbiamo verificare se il meccanismo di Proiezione sia compatibile con quello di Mancata Identificazione, e viceversa.
Boh.
Ad occhio, mi sembra che la Proiezione avvenga a più basso livello, è molto più "di panza", è una pulsione. Secondo me potrebbe spiegare l'astio veemente, esagerato, irrazionale, degno di miglior causa che è incredibilmente diffuso nel consumatore medio (laziale) nei confronti di Lotito.
Gli effetti della Mancata Identificazione potrebbero avvenire a livello superiore, quasi razionale, o appena sotto la razionalità, e potrebbero essere una copertura, in perfetta buona fede, degli effetti della Proiezione.
Dico questo perchè l'idea della Proiezione è mia, e mi ci sto affezionando.
Ma... boh, souncaspita.

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