Citazione di: Vladimir69 il 07 Lug 2010, 13:52
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Chi siamo allora ci chiediamo, siamo tifosi di una realtà dignitosa come la storia ci ha insegnato, oppure tifosi di una squadra in pericolosa quanto possibile via d'estinzione degli anni 80 ? od ancora i tifosi della squadra che conquisterà il mondo ?
Chi SIAMO ???
Io nel 2000 in cuor mio optavo decisamente per la terza soluzione anche se la parte razionale del tifoso mi diceva chiaramente che la risposta esatta era la prima e che lì saremmo ritornati.
Oggi Lotito è chiamato all'ingrato compito di darci la risposta a questo quesito.
E non è facile.
E' sicuramente un compito assai più arduo di una qualsiasi campagna acquisti o di un rinnovo contrattuale.
E forse è più grande di lui.
Oggi ci sono tutte le generazioni di Laziali ad attendere questa risposta e con aspettative profondamente diverse. Chi ha vissuto gli anni 80 e si accontenta di tutto quello che viene perchè non può essere peggio di quel periodo ( forse anch'io mi colloco tra questi...) e chi ha vissuto solo i fasti Cragnottiani vorrebbe invece ritornare a vincere e a dominare la scena .
Il nodo a mio avviso è solo quello. Che risposta sarà in grado di darci ???
Ci sarà una terza via ? Probabile .
Qualunque sia la risposta che ha da darci, Presidente faccia in fretta.
Io sono un sessantottino, ma nel senso che sono nato nel '68.
Per un mero conto anagrafico gli anni '80 me li sono caricati tutti sulle spalle e sul cuore e li ho "spurgati" con le lacrime inconsulte del 14 maggio 2000.
In quel periodo non mi chiedevo cosa ero stato prima ma vedevo cosa ero diventato, e il tutto andava oltre lo scudetto.
Cragnotti aveva cambiato la nostra storia, in maniera netta, ma anche la storia sportiva di questa città.
Ed il problema è nato tutto da lì.
Dopo di lui, tra traghettatori e sanguisughe bancarie, è arrivato Lotito.
Chiunque fosse arrivato dopo Cragnotti avrebbe sì ereditato i suoi debiti (e non solo i suoi) ma anche il nuovo skill nel quale si era insediata la Lazio, almeno per un ragionevole numero di anni.
Sfruttando quell'aura dorata il nome ed il marchio Lazio sarebbe restato grande anche a prescindere dal numero di coppe alzate in seguito.
Sarebbe bastato riconoscerla quell'aura.
Lotito però riconosce solo la sua immagine e quello che ne viene prodotto ed emanato.
Quindi il passato invece di essere, come deve, la base del futuro è diventato un cancro da eliminare, da dimenticare in fretta.
Di conseguenza il nostro presente è nato praticamente dal nulla, come se la società fosse veramente fallita e rinata grazie al Lodo... Lotito.
Rinunciare all'input verso l'alto che ti poteva dare l'epopea Cragnotti, e rinnegarlo come se fosse stato il periodo più cupo dei nostri 110 anni, è stato il primo errore strategico di Lotito, passato inzialmente sotto silenzio solo per l'emergenza inequivocabile.
Oggi, tecnicamente, siamo tornati a livelli vicini agli albori di quegli anni '80 ma l'opera di "pulizia culturale" fatta dal presidente ha creato un buco nero nel mondo Lazio che si è inevitabilemente riempito di rancore e polemiche.
Anche perchè lui ci sguazza nella sindrome da accerchiamento, ne più ne meno di chi cominciò a contestarlo per mero interesse economico.