Citazione di: cosmo il 07 Lug 2010, 07:46
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bellissimo post, cosmo.
ti dico quello che è avvenuto nel mio caso.
ho avuto immediatamente un'avversione per
lotito: perché l'ha sponsorizzato storace.
ironia della sorte, l'antipatia si è acuita per l'appoggio degli irriducibili e l'acquisto di
paolo di canio, con le sue simpatie politiche ed i comportamenti conseguenti che hanno imbarazzato e creato un danno alla lazio.
passata questa blanda avversione, istintiva e primordiale, mi sono messo in attesa delle attività del presidente, e quello che ho visto non mi è piaciuto.
il presidente ha avviato una conduzione non in linea con le potenzialità della lazio. la sua stessa figura è inadeguata alla guida di un club con più di 80 milioni di euro di fatturato.
le sue fanfaronate, purtroppo, non rimangono nella sfera verbale.
100 miliardi, 200, 500, 1000 miliardi di debiti. abbiamo sentito un florilegio di cifre, sempre diverse, e sempre funzionali al discorso del momento, o al termometro dell'autostima.
nessuno nega che la lazio avesse una mole di debiti straordinaria. ma, come è stato fatto notare, il frutto di questi debiti è una considerazione internazionale che non avevamo mai avuto, e, di conseguenza, un contratto televisivo ed una riconoscibilità (spendibile, ad esempio, per sponsorizzazioni, amichevoli...) che nell'era pre-cragnotti non avevamo.
ritengo, inoltre, che il costume tutto italiano di lamentarsi di una
precedente gestione, sia un male da debellare. accade in politica (è colpa di marrazzo, storace, badaloni... fino ad arrivare allo stato pontificio e dietro ancora), ed accade in tutti gli incarichi con riverberi pubblici. se ti sei preso l'onore di candidarti (o di acquistare una società con una visibilità impensabili per qualsiasi altro tipo di attività con quel fatturato) adesso ti spetta l'onere di lavorare: sapevi le conseguenze, quindi giù a lavorare senza troppi strepiti.
lotito non ha la colpa di non essere cragnotti. lotito, ai miei occhi, ha la colpa di non essere un imprenditore di valore. purtroppo si entra in un discorso sdrucciolevole, perché si rischia di finire nel parco buoi che muggisce di
gestori e simili.
il presidente viene da un sottobosco imprenditoriale presente in tutta italia ed a roma in particolare, che vive di appalti pubblici e che nulla ha a che vedere con fattori come competitività e innovazione. lotito conosce solo il linguaggio della contrazione dei costi ed in più, venendo da quel mondo, tende a sottovalutare la competenza in favore del rapporto personale. Il
ghe pensi mi all'amatriciana non è solo frutto dell'esagerata considerazione di sé: ma anche di un modus operandi coltivato negli anni passati a guidare società che non devono confrontarsi sul mercato (se non per il
massimo ribasso).
gli ultimi anni non sono un caso e non sono una sorpresa. a mio parere sono il frutto inevitabile di un lavoro svolto in maniera pessima.
è, ripeto, solo un'opinione. i primi anni di lotito li inquadro in un contesto in cui, tra squadre ancora in b e calciopoli, c'era uno spazio di manovra superiore.
al di là dell'identificazione, dell'icona cheap, dell'analisi sociologica e psicologica, c'è anche chi non sopporta lotito perché ritiene che fa il male della lazio.