Ahò, e nun fate come il papa!
Esiste il relativismo o, se preferite, motivi di opportunità, contesti, situazioni...
Se mi trovo a fare il fantacalcio con altri amici zozzoni con le birre in mano, da quella nottata usciranno un linguaggio da trivio, battute scorrettissime e gare di rutti e peti; se devo sostenere un esame all'università o un colloquio di lavoro, sicuramente il linguaggio sarà più consono. Non è questione di ipocrisia, ma semplice motivo di opportunità (in questo caso a tutela dei miei interessi, certo).
Questo perché ci sono contesti in cui non è assolutamente opportuno usare certe espressioni. Personalmente ho un amico omosessuale al quale, qualche volta, mi rivolgo chiamandolo "vecchio ricchione". So che posso permettermelo, perché ci capiamo, sa perfettamente lo spirito con cui lo dico, so che non si offende e il tutto riguarda solo me e lui, è un contesto definito e "codificato". Così come, mi racconta lui, certe espressioni le usano anche tra di loro. Questo non fa di me un omofobo.
Se sei un personaggio pubblico (e Zarate lo è e la discussione se twitter sia pubblico o privato non ha senso) NON puoi assolutamente usare certe espressioni, perché, di fatto, le legittimi agli occhi di una moltitudine ignorante e tendenzialmente omofoba che andrebbe educata e non fomentata. Sono responsabilità che ognuno di noi si deve prendere a seconda del suo ruolo e della sua esposizione.
Pertanto non ritengo Zarate un omofobo (perlomeno non lo deduco in assoluto da questo episodio), ma sicuramente lo ritengo una persona poco intelligente che non conosce il CONTROLLO di certe espressioni e di certi atteggiamenti, al pari di Cassano che se n'è uscito con quelle minchiate in conferenza stampa. L'omofobia è una cosa seria e certe uscite vanno condannate fermamente e certi personaggi, se non ci arrivano da soli (e sì che so' grandicelli...), vanno educati come i bambini, ai quali si insegna a non dire le parolacce. Poi si diventa grandi e si capisce come e quando poterle dire...
Ormai e invalsa la condanna del politically correct e con questo si cerca di sdoganare e legittimare qualsiasi puttanata; ma questo fa sì che si dimenticano le proprie responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni.
Per quanto riguarda l'atteggiamento della stampa, mi pare che siamo tutti abbastanza d'accordo sull'ipocrisia e la strumentalizzazione che i giornalisti fanno delle notizie. Zarate è laziale e quindi giù merda; il papa è un intoccabile e quindi (quasi) tutti zitti.
Su questo forum cerchiamo di essere migliori di certa stampa e vediamo di essere d'accordo su una ferma condanna di certe espressioni: certi interventi mettono i brividi, cazzo.