Lazio: culturalmente subalterni?

Aperto da arkham, 25 Giu 2012, 14:05

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happyeagle

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Citazione di: V. il 28 Giu 2012, 18:49
meno male che c'è aquilante che vi riassume.
io la penso completamente all'opposto e mi meraviglio di certe cose, ma non le contesto, non ho più forza.
vedo che persistono luoghi comuni. che poi guardacaso c'è sempre un filo di speranza, non si muore mai.
sì certo, la speranza, ma poi le battaglie chi ce le vince?

loro vogliono roma, non l'italia. poi se a bologna li giudicano ignoranti non importa.
a nessuno interessa che noi siamo antichi. e noi non siamo europei: la nostra tifoseria organizzata è mussoliniana.
tra venti anni i 27 anni di differenza non conteranno più.
questi romanisti hanno riacceso i fari perchè da qualche anno si è svegliata Napoli che gli fa concorrenza, e Napoli non ha derby.

il tutto allora viene ridotto alla dura legge dello share , consumo ergo sum ,

cominciamo a cambiare gestore telefonico ed a disdire gli abbonamenti alle pay tv , ma una cosa organizzata e in massa , con l'aria che tira vedrai se quella quota marginale che gli fa pareggiare i conti non cominceranno a prenderla in considerazione .

A la guerre comme a la guerre , i miei euro te li devi sudare . 

aquilante

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v., io non credo che le loro ambizioni egemoniche e la riorganizzazzione dei loro apparati culturali siano strumenti sufficienti per decretare la "morte" della Lazio. il torino (che comunque, vorrei dire, non è affatto morto) non è stato "ucciso" dalla forza della juve - che pure è forza reale e non, miseramente, forza immaginaria -: alla decadenza granata hanno contribuito una serie ampia di fattori interni (primo fra tutti, lo ricordi tu, una serie di presidenti che manco li cani)

se anche noi dovessimo precipitare - e tocco tutto ciò che c'è da toccare - non sarà certo per i convegni o i dibattiti o i libri promossi, o prodotti, dalla sinistra romana, veltroniana o vendoliana che sia. i nostri rischi sono che petkovic si riveli un incapace, o anche soltanto inadeguato al calcio di serie A; che ederson ripeta a Roma le ultime sue due stagioni al lione; che dias e klose si assestino sul rendimento della seconda parte dello scorso girone di ritorno; che lotito perda il filo e cominci a sbilanciare le economie della Lazio; che tare si incaponisca su acquisti senza senso; che l'olimpico si svuoti di nuovo e che torni a divampare l'odio fratricida sugli spalti a ogni nostra partita interna. nessuna di queste ipotesi - e tante altre se ne potrebbero fare - ahinoi è inverosimile, i sei mesi di ballardini dicono che tutto davvero è possibile. ora come ora però è decisamente presto per fasciarsi la testa; adesso è il momento di rinnovare gli abbonamenti, di seguire il mercato e di veder crescere la squadra nelle fasi del precampionato. e di mantenere alta la vigilanza sulle pulsioni di palazzi

tenedno presente poi che di la, la figura di zeman, per quanto ringalluzzatrice la si voglia raccontare, non li immunizza affatto da derive luisenrichiane, cioè da carenza di risultati, da sequenze di brutte figure, da beffeggiamenti in serie. è già successo, con zeman, qualche lustro fa. potrebbe ripetersi, eccome. allora me li saluti, i convegni, i libri e le conferenze

perché, in fondo, un calcio senza campo e senza partite nessuno è ancora riuscito a inventarlo

gipoda, la Lazio non è la juventus, non lo è mai stata, non lo sarà mai, ne sono consapevole. io cercavo soltanto di tracciare i lineamenti sui quali, a mio parere, sarebbe opportuno costruire il modello culturale per la Lazio nella Europa contemporanea. partendo da Roma, da piazza della libertà, per guardare avanti


V.

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certo che guardo al campo e oggi il campo dice che tra la sorpresa (...) petkovic e la minestra zeman chi rischia meno sono loro, che nel frattempo hanno messo su il teatrino di parole. riconfermare la stagione di enrichetto ci vuole poco. sono arrivati fuori dalle coppe ma non è stato un disastro. toglici i derby e l'annata è salva, se arriva il circo zeman a tappare la falla. noi dovremo riconquistarci tutto (la grana mauri non è mica finita) e a loro basterà poco per galleggiare. una cosa per volta. un buco per volta.

a me poi l'europeo senza un laziale mi ha messo ansia, ma le preoccupazioni non valgono tra tifosi. o passi per crumiro o per cassandra crossing. cmq vada te mandano al reparto castrazioni  :pp

però in un mondo che prevede l'esistenza di vicente del bosque tutto è possibile

NandoViola

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Lazionetter
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Citazione di: V. il 28 Giu 2012, 18:42
cosa ti aspettavi? sofocle che dialoga con martin amis? è questo che giudichi?
ha ragione kim gordon: noi qui dentro siamo già una nicchia rispetto al tifo ultras laziale.
e ci permettiamo anche di fare spallucce al fatto che dall'altra sponda si stanno riorganizzando.

tu e altri ragionate come gente che ha un telecomando e sceglie cosa vedere e non vedere.
siete dilettanti nel senso buono del termine. vi muove la passione.
chi vuole parlare di televisione non lo può fare. ogni cosa va tenuta in considerazione anche per essere bocciata.
e gli ascolti contano, si leggono, si giudicano.

più lo si scrive meno domande fate perchè non vi interessa la questione.
vi sentite più forti della questione. ve lo fate sgrullare, girate largo, esorcizzate dicendo che non è vero.
oppure fate i duri e puri.

non stiamo votando se quel filmato qua sopra ci piace o vorremmo fosse nostro.
ma stiamo osservando che noi non ci siamo più.

Il Torino è finito perchè accanto a presidenti sciagurati e mascalzoni è nato il filone piagnone post-superga alimentato da quattro giornalisti a cui ha fatto comodo. di tutto il resto del Torino non c'è più traccia nei RACCONTI. salvo l'epopea Asta, Lucarelli, Camolese nei derby (epopea che alla juve ha dato molto fastidio).

quello che non capite è che al di là della passione che vi fa schiacciare il tasto del telecomando per cambiare canale,  esistono palinsesti ragionati, collegamenti, intrecci. e noi in questo palinsesto non esistiamo, anzi, abbiamo già pronta la casella corrotti e fascisti. e non vale dire che da sempre è così, perchè il caso mauri ha riscoperchiato la voglia di incularci.
E ripeto: tu la forza di difendere un Mauri facendo la guerra non ce l'hai, inutile che strepiti di libertà.

vi farei passare un mese a contatto co sta gente e con quelli che sono il pubblico curioso de sta gente, non quello ortodosso, ma quello laterale i quali spesso sono anche editori non tifosi.
con le vostre argomentazioni non durereste manco il tempo di un primo a una cena.
è questo che non volete capire: stanno rosicchiando il tempo di una conversazione a cena, sottolineando che quelli laggiù in fondo siamo noi, quelli corrotti e fascisti.
non c'è tempo per spiegare 112 anni di Lazio, è una utopia.
i tempi sono di una cena.
per stare a decifrare le vostre bavarole intrise di orgoglio non c'è tempo.
il terreno comune di conversazione l'hanno inquinato e continueranno a farlo.

hanno deciso: a sinistra ce stanno loro e non è la sinistra dei cesaroni.
se poi tu pensi de buttatte a difende la marmaglia antisemita che stava a gubbio...
tu in questo gioco non hai partito: anche Sel ha scelto Zeman.
per chi invece qui dentro vota a destra il problema non si pone, beati loro!

la colpa è di cragnotti che non li ha stroncati. gli emiri non verranno mai perchè in italia il tifo è violento e gli stadi non sono sicuri.
meglio tardi che mai.

a me interessa la Lazio, in un universo fatto di tanti mondi che si intrecciano, sgomitano e si nutrono, l'uno dell'altro.
so che il tuo mondo è diverso dal mio, e che tu ci fai conti tutti i giorni, ti ci ammali, muori e resusciti, day by day. so pure che hai ragione a dire che noi, li, non ci siamo più e questo è un/il problema, che va prima capito e poi affrontato, a cominciare dalla società.
però ho, abbiamo, le nostre ragioni per stare al mondo, e se non ti vogliono ascoltare, perchè non hanno tempo, voglia, onestà intellettuale, a quel tavolo brinda col bicchiere più in alto, un bel sorriso, ed un rottino accennato. a ricordagli che Laziale non mangia maiale.
la sinistra, a tinte giallorosse, che a torto o a ragione, temi, che amminestra redazioni, palinsesti, carriere, preoccupa solo perchè trova piazze ed avamposti, i nostri, sguarniti, che noi non presidiamo più, oralmente e fisicamente.
ma è quella stessa sinistra con gli ideali in fondo al cassetto e l'onestà intellettuale morta insieme a Berlinguer: non è niente di serio.
basterebbe un pò di difesa personale ben praticata.
loro potranno essere letàli, solo quando il filo che unisce tutti i Laziali sarà spezzato per sempre.
sportivamente parlando, ho molte più cose in comune con un Laziale, uno qualsiasi,  che con qualsivoglia unico erede dell'impero (per ricordarci di chi stamo a parlà).
la messa all'angolo gli riesce perchè noi, tutti, non facciamo il nostro, non perchè hanno chissà quale talento o potere. in questo contesto prendere un Ylmaz e vedergli fare 20 goal a stagione, aiuterebbe a rinfrancare la truppa.

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porgascogne

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mi trovo nel guad(n)o fra i ragionamenti di aquilante e quelli di vuppunto
fermo restando (per V.) che il "ce lo sgrullate" che viene richiamato era un grido dell'orgoglio personale e non collettivo del Laziale post-derby perso due anni fa
se diventa pensiero collettivo, si trasforma in una macchietta

detto e chiarito ciò, resto della mia idea: vincere e basta

la vittoria, purchessia, è la sanatrice di tutti i mali, interni ed esterni
loro sono riusciti a cancellare 4 derby persi ed anni di subalternità attraverso un derby da noi quasi vinto e poi pareggiato, seppure per loro perso

figuriamoci cosa avrebbero fatto se l'avessero vinto sul serio, quel 3 a 3 (che, imho, resta un 4-1 per noi)

sono, invece, più d'accordo con V. quando parla del ns "non esserci"
noi non ci siamo, è indubbio
ed è questo profilo basso, questo credersi superiori, questo immaginare che basti un'alzatina di spalle per buttarli in depressione che mi manda in bestia

ma qui, da Tifoso Laziale, posso poco
potrebbe di più e molto la Società, ma questo è un altro discorso


arkham

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Lazionetter
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Avrei voluto citare diversi vostri interventi, ma alla fine erano così tanti che ho rinunciato.

Mi pare però che emerga una questione, che poi secondo me è LA questione:

Invece di dibattere se ci piace la loro immagine, se è convincente ed efficace il teatrino che stanno alacremente costruendo, io credo che dovremmo concentrarci su di noi.
La nostra arma deve essere la passione e l'appartenenza, guidata però anche dall'intelligenza nel vendere e promuovere la nostra immagine.

Si è detto delle vittorie: io archivierei l'argomento, per me è quasi impossibile che la Lazio riesca a costruirsi un'immagine positiva con i risultati e d'altronde non mi pare che siano i risultati a dare un'indubbia visibilità alla rioma.

Io credo che si debba costruire una nova immagine del laziale.
Mio malgrado trovo decisamente bislacca la soluzione (non ricordo dfa chi proposta) di buttarla sui valori, in particolare la lealtà e l'etica sportiva: volenti o nolenti all'immagine della Lazio oggi sono legati elementi che non hanno nulla a che vedere con questi valori. Ovviamente dobbiamo improntare la nostra azione a "ripulire" l'idea di Lazio che gli altri si sono fatti, ma strategicamente puntare sulla Lazio in quento "la squadra del calcio pulito" a me pare un suicidio. Come se la Skoda, che ovviamente cerca di fare automobili sempre più eleganti, puntasse a vendere con lo slogan "il design più esclusivo!". Il primo pensiero che faremmo tutti sarebbe "ma chi, quelli della Felicia?"

Io dico che dobbiamo fare gruppo. Riempire lo stadio, in primis. Far girare il marchandaising: noi stessi dobbiamo essere testimonial della lazialità. Il che non vuol dire andare in tutta al centro commerciale, però mettere unamaglia il giorno della partita, indossare una sobria sciarpetta il lunedì successivo ad un derby vinto, portare amici tiepidi allo stadio (chi non conosce ragazzini da far appassionare?", e chissà quante altre piccole iniziative che adesso non mi vengono in mente.

Ma anche, e soprattutto: far pesare i nostri soldi, boicottare prodotti di aziende che danneggiano la nostra immagine o pompano quella dei riomers, promuovere e proteggere i laziali che possono dare unabella immagine di noi. Citati 250 volte: trevi e Piperno si giocano lo Strega? Andiamo a fargli due domande sulla Lazio, tanto per scrivere una riga che renda nota la loro passione. Per chi non è fascista e cerca chi possa aiutarlo a far passare il concetto che non tutti i laziali lo sono, questo mi pare indispensabile. Se oggi si sbandiera ai quattro venti il riomanismo e si vive con discrezione la lazialità è anche perchè si sa che la Lazio è subito collegata ad immagini negative, a personaggi discutibili, a mentalità imbarazzanti.

E poi liberiamoci dei caravanserragli guideschi, o meglio non leghiamo solo a loro la nostra difesa. Boicottiamo il Corriere dello Sport ogni volta che non ci tratta come meritiamo, scriviamo alle redazioni per protestare contro atteggiamenti che ci danneggiano (vedi caso delfino).

Infine, e questo sarebbe l'obiettivo primario per cui probabilmente il meno percorribile: facciamo Lobby. Loro lo fanno. In alcuni ambienti lo fanno quasi scientificamente, ve lo assicuro. Essere della Roma o essere disposti a promuovere l'immagine del romano e romanista, in qualsiasi contesto, oggi è un valore aggiunto. E non perchè chi lo chiede ha la sciarpetta al collo, ma perchè chi lo chiede sta "costruendo" il clichè perfetto da appioppare a nuovi clienti. Ti dico che essere della roma è fico, poi ti faccio vedere personaggi fichi che sono della roma. Tu diventi della roma e a quel punto ti vendo personaggi che sono fichi perchè sono della roma.

arturo

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arkham

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Citazione di: arkham il 02 Lug 2012, 10:48

Mi scuso per l'intervento precedente, scritto di getto e pieno di errori di battitura.

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papalliano

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Citazione di: arkham il 02 Lug 2012, 10:48
E non perchè chi lo chiede ha la sciarpetta al collo, ma perchè chi lo chiede sta "costruendo" il clichè perfetto da appioppare a nuovi clienti. Ti dico che essere della roma è fico, poi ti faccio vedere personaggi fichi che sono della roma. Tu diventi della roma e a quel punto ti vendo personaggi che sono fichi perchè sono della roma.
ben detto.
ho letto tutto il topic, ma l'aspetto commerciale del problema è stato solo sfiorato.
continuo a credere che invece il consumo e il consolidamento di una comunità di consumatori tranquillizzante e riconoscibile sia il motore principale.
se il cesarone vende, al supermarket trovi il cesarone.
o il tottino.

Warp

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bella discussione, ora sono all-estero ma brevemente dico la mia.Trovo comunque la visione di V. piu' centrata.
Come ho detto all-inizio della discussione, cragnotti aveva la visione di aquilante, pensava all'estero, a vendere in brasile, con Lotito abbiamo perso questo appeal internazionale (in 8 anni un giretto in champions e una paio di comparsate in EL, non ti fai un pedigree internazionale in questo modo). ROma nel frattempo di era riorganizzata e ci hanno messo fuori dall' "immaginario cinematografico/cittadino/culturale".
Noi siamo i corrotti di calciopoli, Mauri, nazisti, fschiatori di negri. Poi hai voglia a dire che siamo pure di sinistra.
Ma dove lo dici? su Lazionet, ma chi legge lazionet?
Lotito e'amico di Alemanno del pdl, lo si vede in ogni Cafonal di dagospia con i personaggi e le posture piu'improbabili.
A roma siamo ancora in piena epopea McLUhaniana il mezzo e'il messaggio. loro stanno in tv in quel modo, positivi, piacione, quindi vengono perrcepiti in questo modo. Finche non si arriva ad un rigetto di questo mezzo, per cui si smette di guardare la tv e ascsoltare quella gente, la v edo difficile far passare messaggi diversi.

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