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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: arkham il 25 Giu 2012, 14:05

Titolo: Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 14:05
Allora il titolo non è dei migliori, lo scopo è quello di approfondire in un topic apposito quanto emerso in altri topic come quello su Zeman o quello su KC1927.
La questione mi pare l'abbia posta V. ed anche se sicuramente non è il problema maggiore della Lazio, credo che valga la pena di fare una riflessione sull'argomento.
Siamo circondati. Questo era il sunto.
Culturalmente il dandinismo cultural-politico, fatto di attori-artisti-scrittori-giornalisti che lavorano perchè passi il concetto che a Roma c'è solo l'asrioma e se c'è la lazio (volutamente minuscolo) è perchè serve sempre un ricettacolo di sfighe per emergere, sembra essere dilagante.
Dico sembra perchè mica è sicuro, che sia così.
Eppure i segnali sono tanti: Elio Germano si mette a parlare di pallone, di Mastandrea manco ne parlo, Zoro passa da irriverente piddino a sfegatato romanista, e poi via via tutti gli altri, che dietro a KC1927 o ad altre situazioni (conoscete Johnny Palomba?), non perdono occasione per ribadire che "tutto andrà bene, tanto c'è la maggica".
E così succede che se in un libro uno scrittore straniero mette la Lazio, nella trasposizione cinematografica magicamente subentra la roma. Perchè è la roma il messaggio positivo, quello che funziona. roma=popolare, Lazio=sfigato, o peggio, cattivo.
Ma se guardiamo un po' meglio ci accorgiamo, secondo me, che non si tratta solo di questo.
Il problema non sono i romanisti che si espongono, rendendo il loro tifare per la roma quasi un'aggiunta di merito al loro talento. C'è addirittura una formazione che si chiama AS Roma Artisti: sono parecchio bravi e in una città normale chiamarsi in quel modo dovrebbe essere un limite. Invece è quasi la loro arma principale!
Il problema è anche fatto dalla difficoltà che i laziali incontrano nel fare lo stesso.
Si è parlato tanto (negli altri topic) di Boris, ignorando che da quel telefilm emerge principalmente Pannofino, un laziale, potenzialmente il laziale più popolare e simpatico che si sia visto negli ultimi anni.
Da le Iene emerge Brignano, altro personaggio tutto sommato ben visto dal pubblico nazionale.
Di caratura minore mi pare Insegno.
Ma questa è la città che ha visto Rutelli sindaco. Ci sono scrittori laziali bravissimi (V. citava Trevi e Piperno, che si giocheranno lo Strega) ma anche Giancarlo e Massimiliano Governi. Per non parlare di Mazza e Mimum.
Insomma, qua e là ci sono parecchi laziali in posizione di poter fare da contraltare ai dandinisti-piddisti-romanisti, eppure non lo fanno. Pare che non vogliano farlo, e avranno le loro ragioni.
In tanti chiedono una società più forte dal punto di vista della comunicazione, ma io credo che la S.S. Lazio, in questo, possa vere un ruolo solo marginale.
Forse un po' dipende anche da noi. Dal nostro modo di approcciare il calcio.
Mi chiedo, perchè non sono certo di avere la risposta, se non sia il caso di iniziare a prendersi la città, per le strade prima che in campo.
Esporre i nostri simboli, comprare le nostre maglie, far sentire a chi ha la possibilità di farlo, che essere riconosciuti come icona laziale è un vantaggio.
Non lo so, come dico nel titolo, credo che il problema sia culturale.
Angelo Mellone ha scritto un libro, "Romani", nel quale cerca di far capire la differenza fra l'essere romano e l'essere cesaronico.
Mellone è laziale, ovviamente.
E' anche di destra, se l'informazione può servire a qualcuno.
Però è una voce diversa, che infatti trova spazio pochissimo nei salotti di cui sopra.
Ecco, io penso che se questo libro vendesse parecchio, sarebbe una bella cosa per chi è laziale.
Per il resto mi piacerebbe che deste dei suggerimenti anche voi, che organizzassimo un po' le contromosse, se reputate che ce ne sia bisogno.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:15
mah, arka', alla fine il Laziale è quello che ti parla di prius (no la toyota), di storia, di nobiltà e di tante altre amenità buone solo per riempirsi la bocca e sentirsi meno soli

del tipo: a custer j'ho rotto er culo a little big horn
però, me lo stai a racconta' dalla riserva, eh

tanti dimenticano, forse volutamente, sicuramente per stupidità (visto che la storia, quella vera, sta lì, basta legge) che la Lazio è popolare e popolana e che il patrimonio dei "burini" (come scrisse una volta il divino loophole) sarebbe non solo da rivalutare ma da rafforzare, anche per ricordare (e pure questa è storia, ma de quella che se studia a le medie) che roma, l'Urbe, è stata fondata da contadini per giunta burini e che prendersi il "latium" era la vera mission dei nuovi romani

quindi, ricordiamocelo: popolana e burina
se ci mettiamo a fare a chi è più romano con chi s'è fregato il marchio della città, e l'ha trasformata (anche attraverso il dandinismo) in una città coatta, non ne usciamo
o meglio, si, ne usciamo ma con le ossa e le corna rotte

con molta nobiltà, però
tipo che ce lo metteranno inderposto mentre noi stiamo a discettare de 'sti cazzo de 27 anni de niente, col mignolo alzato
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 14:18
E quindi? Che devo fare? Per evitare che i tifosi dell'Atletico Madrid scrivano nel loro forum che la Lazio non è una squadra di Roma, che dobbiamo fare?
Per rivendicare la presenza sul territorio, per rendere meno automaticanella testa del piccolo tifoso l'equazione Vivo a Roma, tifo la rioma?
Me vado acomprà 'na maja e ce vado al centro commerciale?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:23
cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:25
(e cmq ci vuole una faccia come il culo particolare, per
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 14:18
i tifosi dell'Atletico Madrid scrivano nel loro forum che la Lazio non è una squadra di Roma, che dobbiamo fare?

loro parlano?
strano che non se siano ancora harakirizzate tutte, 'stemmerde)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: sweeper77 il 25 Giu 2012, 14:33
Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:23
cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo

vangelo...
è la vittoria, il primo posto, la coppa, il ben figurare in campo europeo, che danno risalto alla LAZIO, non certo un comico, un grande doppiatore, un bravissimo scrittore, o un dirigente rai.
E cmq per me, mastrandrea, zoro, elio germano.....in svizzera non sanno manco chi sono  :)
Dell'atletico poi arkham... t'ha risposto porga, loro parlano??? ancora je brucia quell'eliminazione e bobo vieri, non li devo certo convincere, o almeno non è la mia aspirazione.
e loro si che stanno peggio :) almeno da noi ballo solo no scudo, tra l'altro vinto grazie al regime.
Coraggio Laziali, se ci sono due cose che non possono toglierci, sono la fierezza e la nobiltà!
loro sono fogna!  :asrm
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: AquilaLidense il 25 Giu 2012, 14:34
Ci vogliono subalterni ed è dal 1927 che è così.
per il resto quoto in tutto e per tutto PORGASCOGNE: bisogna solo vincere.

purtroppo ad oggi mancano tutte e tre le componenti: Società, intesa come Proprietà; Rosa(inadeguata); tifoseria.
Di queste tre componenti l'unica opzionale è la tifoseria, nel senso che non è per nulla fondamentale per la vittoria, però, dal punto di vista economico, potrebbe essere una spintarella in più (incassi, merchandaising).

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Tib90 il 25 Giu 2012, 14:36
Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:23
cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo

Sono d'accordo, l'unico modo è vincere e vincere tanto! Poi quando ti ritrovi in città una squadra che vince tanto ed una che non vince niente, la Lazio comincerebbe ad avere più tifosi nei bambini, cosa che negli anni potrebbe portare ad un riequilibrio.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 14:38
Però una cosa è come la vedete voi, un'altra è come le cose stanno realmente.
Abbiamo vinto parecchio più di loro, negli ultimi vent'anni.
Eppure mi pare che non si stia meglio, in quanto a rapporto fra tifosi delle due squadre e percezione esterna che la Lazio proietta, rispetto a quando noi si stava in B con Garlini e loro si giocavano lo scudetto con Falcao.
Siamo pochi. Orgogliosi e tutto il cazzo che vi pare, non è che mi dovete convincere, però siamo pochi e siamo pochissimo percepiti all'esterno, se rapportati alle merde.
Un telefilm con dei simpaticoni che tifano Lazio, non lo farebbero mai, mentre con la rioma i Cesroni ci vanno a nozze. E non vi soffermete sulla caratterizzazione che danno ai Cesaroni, non è questo il punto.
E' ovvio che vincere aiuta, però evidentemente non basta.
In primis, perchè mica ci si riecse così spesso.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Tib90 il 25 Giu 2012, 14:49
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 14:38
Però una cosa è come la vedete voi, un'altra è come le cose stanno realmente.
Abbiamo vinto parecchio più di loro, negli ultimi vent'anni.
Eppure mi pare che non si stia meglio, in quanto a rapporto fra tifosi delle due squadre e percezione esterna che la Lazio proietta, rispetto a quando noi si stava in B con Garlini e loro si giocavano lo scudetto con Falcao.
Siamo pochi. Orgogliosi e tutto il cazzo che vi pare, non è che mi dovete convincere, però siamo pochi e siamo pochissimo percepiti all'esterno, se rapportati alle merde.
Un telefilm con dei simpaticoni che tifano Lazio, non lo farebbero mai, mentre con la rioma i Cesroni ci vanno a nozze. E non vi soffermete sulla caratterizzazione che danno ai Cesaroni, non è questo il punto.
E' ovvio che vincere aiuta, però evidentemente non basta.
In primis, perchè mica ci si riecse così spesso.

No aspetta, noi abbiamo vinto tanto nel giro di tre anni (dal '98 al 2000) e tra l'altro la Roma non era certo una squadretta allora, tanto è vero che abbiamo avuto la sfiga di vederli vincere lo scudetto l'anno dopo della Lazio. Quando io dico vincere, intendo vincere con continuità, come il Milan per intenderci e questa cosa è ovviamente utopia per una società come la nostra, a meno che non arrivino degli sceicchi. E anche in questo caso, dovremmo sperare che dall'altra parte continuino a non vincere nulla, in modo che sia palese agli occhi di tutti il divario tra le due squadre. Questa è la mia visione sull'argomento, sono molto pesimista a riguardo e credo sarà molto difficile che la situazione cambi.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Property il 25 Giu 2012, 14:50
La subalternita' culturale esiste perche' noi siamo deboli.
Punto primo: la lazio deve non per forza vincere ma dare continuita' di essere squadra importante, di stare sempre li', di ben figurare in europa. Con questo acquisisci credibilita' e forse qualche laziale in rai timido avra'meno paura a mostrare la lazialita'.
Punto secondo: e'cio' che ripeto da anni; ce' un problema di comunicazione presidente-societa'-tifosi che non si vuole risolvere. Il presidente deve avere il pubblico dalla sua, i tifosi e la societa' devono essere uniti, solo cosi' si crea un'identita' di pensiero e di azione che ci rende meno attaccabili.
Punto terzo: il marketing. E' ottima la strada dei lazio style intrapresa dalla societa' ma ora serve di più'. Un simbolo di roma vicino al nostro sarebbe importante, ma anche avere colori giusti sempre, il nostro logo ben fatto su tutto il materiale, non rinunciare alle interviste in tv e far vedere i nostri colori, un politica di marketing più' aggressiva.
Punto quarto: non e' accettabile per me vedere allo stadio almeno il 50per cento dei presenti non avere indossare qualcosa della lazio originale. Una maglia, una felpa, un giubbotto, una tuta. Le cose della lazio vanno comprate, con questo i tifosi darebbero una grande spinta al movimento lazio.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: orchetto il 25 Giu 2012, 14:57
Il problema è complesso e di non facile soluzione: entrano in gioco troppe varianti sottili e non è facile.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:58
Citazione di: Property il 25 Giu 2012, 14:50
La subalternita' culturale esiste perche' noi siamo deboli.
Punto primo: la lazio deve non per forza vincere ma dare continuita' di essere squadra importante, di stare sempre li', di ben figurare in europa. Con questo acquisisci credibilita' e forse qualche laziale in rai timido avra'meno paura a mostrare la lazialita'.
Punto secondo: e'cio' che ripeto da anni; ce' un problema di comunicazione presidente-societa'-tifosi che non si vuole risolvere. Il presidente deve avere il pubblico dalla sua, i tifosi e la societa' devono essere uniti, solo cosi' si crea un'identita' di pensiero e di azione che ci rende meno attaccabili.
Punto terzo: il marketing. E' ottima la strada dei lazio style intrapresa dalla societa' ma ora serve di più'. Un simbolo di roma vicino al nostro sarebbe importante, ma anche avere colori giusti sempre, il nostro logo ben fatto su tutto il materiale, non rinunciare alle interviste in tv e far vedere i nostri colori, un politica di marketing più' aggressiva.
Punto quarto: non e' accettabile per me vedere allo stadio almeno il 50per cento dei presenti non avere indossare qualcosa della lazio originale. Una maglia, una felpa, un giubbotto, una tuta. Le cose della lazio vanno comprate, con questo i tifosi darebbero una grande spinta al movimento lazio.

abbastanza d'accordo
("vincere" era inteso proprio come "squadra importante")

Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 14:38
Siamo pochi. Orgogliosi e tutto il cazzo che vi pare, non è che mi dovete convincere, però siamo pochi e siamo pochissimo percepiti all'esterno, se rapportati alle merde.
Un telefilm con dei simpaticoni che tifano Lazio, non lo farebbero mai, mentre con la rioma i Cesroni ci vanno a nozze. E non vi soffermete sulla caratterizzazione che danno ai Cesaroni, non è questo il punto.

ok, ma pensa ad una cosa: a chi conviene giocare la partita sul campo del "chi è deppiù a roma?"...a te o a chi roma ce se chiama?
ok, l'hanno usurpato, ok, c'eravamo prima noi, ok, graziarcazzo
però, siccome adesso roma ce se chiamano loro, che famo? ci guardiamo l'album dei ricordi bigiarellliani e beviamo un rosolio aggrappati alle tende, oppure ci alziamo fieri ANCHE del fatto di avere tantissimi burini fra le ns fila?

io non me ce metto a fare a chi è più romano con loro
è proprio il campo sul quale loro amano giocare, anche se se chiamano lo popolo, mazzaferri o esposito
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Warp il 25 Giu 2012, 15:09
Mi scuso per la lungaggine.

L'argomento come detto gia ampiamente trattato altrove è molto interessante perchè analizza un aspetto che spesso non si prende in considerazione quando si parla di certe cose.
Alcuni si chiudono nel vittimismo paranoico-autoreferenziale quello di tipo anni 70 che defiiremmo modello "La CIA ci spia", altri invece ritengono queste cose delle pip.pe paranoico autoreferenziali e accusano i primi di non riuscire a non pensare ad "essi".
In mezzo ci sono varie posizioni tra cui la mia, che incentro sul concetto di "Appeal" o "Gradimento",

Si è detto che l'area dandiniana-piddina-saloon socialist non fa vendere maglie alla rioma, trae solo essa stessa vantaggio dall'attaccarsi al carrozzone giallerosso

Io invece ritengo che questa forma di continuo citazionismo della reuma comporti una simpatia collettiva, una opera di costruzione del gradimento.

Se ricordate i vecchi film degli anni 50/60/70 il romanista era sempre il trucidone borgataro,(il gassman dei mostri che corre allo stadio mentre la famiglia è malata, il sordi di cui si è detto, il milian-commissario Giraldi, il manzotin di febbre da cavallo, l'amendola di vacanze di natale, personaggi popolareschi, a volte volgari, sempre di mediocre estrazione, non a caso nel film un giorno in pretura al sordi-tarzan si oppone il DeFIlippo-giudice laziale).

Negli ultimi anni si è assistito ad un ribaltamento della figura del romanista proprio per mano di questa lobby e altri affiliati.

E allora il romarolo è diventato il bravo ragazzetto, il professionista, l'imprenditore, "il compagno", figure che fino ad alcuni anni fa non rientravano nella "caratteristica di genere".
Questo ribaltamento ha causato come rovescio della medaglia che il laziale è diventato "l'antagonista", "il cavaliere oscuro". Non è più la figura "professionale", "borghese" che era.

Questa attività di consenso ha causato anche in attori laziali una voglia di non esacerbare la loro tifoseria, un po perchè la maggior parte dello showbiz romano è romanista (es.la Fandango di Procacci, mentore di palomba,mastandrea,zorro e legata a doppio filo alla lobby dandiniana).
Gli stessi Mimun,Mazza,Paglia noti laziali non esibiscono troppo la appartenenza perchè sanno di essere minoranza e verresti visto male dai "neutrali" che in quanto neutrali subiscono il fascino dell'appeal romanista. E quindi vedono di miglior occhio il romarolo che non il laziale, spesso identificato come personaggio, minoritario, frustrato e di tendenze politiche antidemocratiche.

Il discorso di V. pertanto coglie il segno nel mettere al centro questa questione che è poi la visione dove si muovono i vari repubblica, fatto, alias, isbn, pd, rai, tutti guarda caso orbitanti nella stessa area culturale.

Questa cosa dovrebbe spaventare prevalentemente i laziali di sinistra (quelli di destra se ne possono allegramente fott.ere), ma i laziali di sinistra che si cerca di nascondere, di cancellare culturalmente e socialmente, mettendo in risalto ed esaltando ogni aspetto destrorso, razzista e fascista del tifo laziale, devono cominciare a rendersi visibili, allo stadio, nel media, nella società, in qualche modo.

A questo si deve affiancare l'attività della società che la deve smettere di aprire gli store, a valmontone a fiumicino o a alatri, ma deve aprirli a Via Nazionale a Via del corso, fare uno store vivo, non con 4 magliette sfigate , ma un negozio dove si possa andare anche a mangiare a pranzo, dove si fanno eventi marketing e dove ogni tanto becchi qualche giocatore. Bisogna stare in centro ed essere visibili.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Alex 73 il 25 Giu 2012, 15:10
I deboli sono loro... gli sfigati tristi sono loro... loro non sono "tifosi"... sono solo un fenomeno di massa. Dopo che hanno vinto lo scudo ho iniziato a vedere pischelle parlare di calcio... a girare con felpe e amenità del genere... ma prima chi l'aveva mai sentite parlare di pallone alzi la mano!
Per essere fighe... per attirare lo sguardo dell'organismo unicellulare (e non perchè c'ha solo un telefono!) hanno sentito il bisogno di far parte della melma... dei più.
Io sono della Lazio perchè ok mio padre è della lazio, ma lo sarei stato cmq... pure se loro fossero nati nel 1900 e noi "solo" 27 anni dopo... sono della Lazio per i colori... per LA storia che abbiamo... per la lealtà... per la sportività che abbiamo... insomma roba di DNA. Loro sono falsi dalla nascita... hanno avuto sempre avuto bisogno di aiuti... di impicci... di collette... di leccare il culo a qualcuno... beh noi no!
I Cesaroni li lascio a loro. PUNTO!
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Tarallo il 25 Giu 2012, 15:15
Citazione di: Warp il 25 Giu 2012, 15:09
Io invece ritengo che questa forma di continuo citazionismo della reuma comporti una simpatia collettiva, una opera di costruzione del gradimento.

Condivido, ma se uno allarga il discorso al di fuori de
Citazionel'area dandiniana-piddina-saloon socialist
poi viene tacciato di complottismo.

E' lo stesso meccanismo per cui in strada se si chiede chi e' il migliore in campo si risponde da automi De Rossi.
Pero', carissimi, e' lo stesso meccanismo per cui un giudice parla di Lazio-Genoa e poi quando glielo si fa notare dice ops mi sa che volevo riferirmi a Genoa-roma. Quello guarda la Dandini e si fa influenzare?

Oppure e' come L'Invasione Degli Ultracorpi e stanno dappertutto?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 25 Giu 2012, 15:23
(mi sbaglierò: ma credo che arkham ricercasse AL NS INTERNO i problemi di una sottoesposizione, e non quelli di una sovraesposizione della merda)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: radar il 25 Giu 2012, 15:23
La cosa che mi viene in mente, facendo mie le parole di porga e di property, è che bisogna esportare il marchio Lazio legando indissolubilmente alla visita alla città di roma, l'esperienza Lazio

per esempio, potrebbe essere cosa carina fare un accordo con le principali compagnie low cost (Ryan Air ed easyjet ma non solo) facendo in modo che sul loro sito un cittadino NON ITALIANO possa acquistare sul loro sito un biglietto nominativo per le partite della Lazio (Magari per mandarlo in tevere, la zona sempre inquadrata dalle Tv) ad un prezzo poco più che simbolico (tipo 10 euro). Una volta allo stadio poi vedi se non esportano nel lor paese la Lazio, se non cominciano a creare un mercato eccetera.

Un'altra idea potrebbe essere quella di cercare link con le comunità straniere presenti in città, con iniziative sociali che leghino la Lazio alla loro vita

E tante altre cose.

Che se le fai, queste o qualcuna meglio, poi del dandinismo e del sinistro-terrazzismo, ce ne sbattiamo ampiamente i colleoni
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Warp il 25 Giu 2012, 15:27
Citazione di: Tarallo il 25 Giu 2012, 15:15
E' lo stesso meccanismo per cui in strada se si chiede chi e' il migliore in campo si risponde da automi De Rossi.

Pero', carissimi, e' lo stesso meccanismo per cui un giudice parla di Lazio-Genoa e poi quando glielo si fa notare dice ops mi sa che volevo riferirmi a Genoa-roma. Quello guarda la Dandini e si fa influenzare?

Nel secondo casi (di genoa-roma) no, lì entrano altri fattori che non hanno a che vedere csolo con la costruzione del gradimento

Nel primo caso invece si, è come in Blade Runner si fornisce a chi ne è sprovvisto un cuscinetto di memorie e giudizi predefiniti da usare all'occorrenza. Nei regimi totalitari si fa da secoli.

porga: io una proposta di ampliamento dell'esposizoine del marchio Lazio l'ho proposto. Store-bar-ristorante-caruccio in centro.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 25 Giu 2012, 15:27
Citazione di: radar il 25 Giu 2012, 15:23
Un'altra idea potrebbe essere quella di cercare link con le comunità straniere presenti in città, con iniziative sociali che leghino la Lazio alla loro vita

ottimo
per dire: io farei abbonamenti stracciati ai "nuovi" Laziali (romeni, albanesi, kosovari, moldavi, tunisini, marocchini, ecc.: tutta gente affamata di calcio e di condivisione)

e la stessa cosa la farei riportando i burini, quelli veri, allo stadio
c'è gente che viene da roccasecca o isola farnese ogni 15 gg a roma per vedere la sua Lazio: so' kilometri e so' soldi

glielo volemo fa un abbonamento a prezzi bassi o no?

(quelli de valmontone no, so' mezzosangue)
:=))
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 15:29
la vedo dura, se seguitiamo a rispondergli solo con asromammerda e l'eterno dilemma.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: poiuytr il 25 Giu 2012, 15:31
la situazione attuale purtroppo è il frutto di decenni di opera di propaganda che l asrioma ha messo in atto con l'aiuto di una serie di poteri che l'appoggiano.
per diventare una grande società hanno bisogno che noi ci ridimensioniamo o addirittura spariamo, questo è l'obiettivo purtroppo.

una giusta contromossa è quella di mettere in evidenza sempre più la nostra appartenenza a roma, mettendo per esempio un semplice spqr sulle maglie e sui prodotti ufficiali
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 15:35
Per chi parla di vittorie: veniamo dai 15 anni più vincenti della nostra storia (noi 10 trofei, loro 5 se prendiamo gli ultimi 20 anni), questo è il periodo più lungo di permanenza in Serie A escluso quello che va dalla fondazione alla prima retrocessione. Abbiamo dato decine di giocatori alle nazionali di tutto il mondo negli ultimi anni e abbiamo vinto più o meno lo stesso numero di derby.
In questo stesso lasso di tempo siamo arrivati davanti alla reumo più o meno la metà delle volte.
Non credo che ci siano i margini per costruire sul campo un consenso tanto maggiore, sappiamo bene che non sarà vincendo un EL (volesse il cielo) che cambieremo gli equilibri.

Tarallo mette in campo argomenti ben più ampi che però riguardano solo marginalmente la questione. I triplici fraterni abbraccianti tifano Unicredit, mica rioma.
Incidentalmente in questa fase le due cose coincidono.

Warp invece, riassumendo quanto detto in altri topic, per me centra la questione.
Per me c'è un problema culturale, lo ripeto. L'essere della rioma sta diventando una componente determinante per essere avvertiti come "simpatici".
Si sta facendo lo stesso giochino mediatico che da sempre si fa con il "meraviglioso pubblico napoletano" (limortacciloro!).
Solo che qui a farne le spese siamo noi. Se fanno un documentario su Sordi, che era romanista (tiepidissimo tra l'altro, mia madre ci ha lavorato negli ultimi anni della sua vita e dice che Sordi non seguiva affatto il calcio) lo dicono sicuramente.
Se ne facessero uno sulla roma popolare e citassero sora Lella, sicuramente il suo attaccamento ai nostri colori non verrebbe menzionato.
Una volta era Verdone contro Montesano. Ora è Tutti contro nessuno.
Per questo hanno cercato di demolire Zarate quando ancora non sapevano che si sarebbe demolito da solo. Per questo devono costruire al più presto l'erede di Totti. Il circo nel quiale tutta la città si identifica e nella quale il resto d'Italia identifica la città non deve fermarsi mai.
Noi siamo una stecca fra le ruote.
Per carità, gratificante, ma mi inizio a romepre il catzo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 15:36
Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 15:23
(mi sbaglierò: ma credo che arkham ricercasse AL NS INTERNO i problemi di una sottoesposizione, e non quelli di una sovraesposizione della merda)

Infatti.
Ma onestamente non sono certo che le cose stiano così.
se così fosse però, forse sarebbe più facile trovare le soluzioni.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: poiuytr il 25 Giu 2012, 15:38
arkham quelli che tu descrivi sono gli effetti di un disegno che è noto a tutti: a roma ce deve sta na squadra sola perchè solo così possono competere veramente con le grandi del nord
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 15:39
Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 15:29
la vedo dura, se seguitiamo a rispondergli solo con asromammerda e l'eterno dilemma.

Bianchina, tu sei una che non ragiona per slogan, che proponi?
Dov'è il problema e qual'è la soluzione?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Tarallo il 25 Giu 2012, 15:44
Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 15:23
(mi sbaglierò: ma credo che arkham ricercasse AL NS INTERNO i problemi di una sottoesposizione, e non quelli di una sovraesposizione della merda)

E ma lo spazio quello e'.
Cioe' non e' che adesso tutti gli show comici o le sit com familiari cominciano a spingere l'agenda (inglesismo vado de fretta0 della Lazio O della roma.
Scelgono la roma per motivi ben definiti, che hanno a che fare con
Citazione di: poiuytr il 25 Giu 2012, 15:38
arkham quelli che tu descrivi sono gli effetti di un disegno che è noto a tutti: a roma ce deve sta na squadra sola perchè solo così possono competere veramente con le grandi del nord
.

Avere UN mafioso politico laziale alla Costanzo o sarebbe piu' efficace di 10 CL.
Ormai so' tutti romanisti, per tornare indietro serviranno generazioni. La RAI, sky, stanno dappertutto.
Serve un pezzo grosso non il cabaret.
Il cabaret e' l'effetto, mica la causa.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: alteadler il 25 Giu 2012, 15:46
Bel topic. O, almeno, di quelli che piacciono a me.
E allora:
1) Cultura - C'è poco da fare, siamo diversi da quelli dellà. Anche nei momenti magici, siamo di quelli che se lagnano sempre. Piangiamo a catinelle se sfioriamo la Champions, mentre dellà s'esaltano per una amichevole a Disneyworld vinta contro i Toronto Tigers per 3-2. Noi prendiamo Ederson e Breno? Commento (nostro): "sempre seghe a costo zero!", Loro s'accattano Josè Angel? "Ecco il nuovo Cafù!" Non ce stà gnente da fà.... Noi sempre a chiedere a Lotito "caccia li sordi", loro completamente indifferenti al fatto che gli ammerekami, più che a portare dollari (l'aumento di capitale chi l'hs visto?), sembrano venuti a magnasse qualche euro. E' una differenza culturale autentica, marcata. E' un imprinting che esiste da secoli. Noi siamo quelli dell'aquila (cfr, film), loro quelli di "panem et circenses" con cui gli imperatori rabbonivano le masse plebee.
2) Romanità - Se andate a rileggere qualche pagina antica, scoprirete che al di là della fusione, la As falliti intruppa tifosi negli anni '30 tra chi immigra nella capitale specie dal sud. Sono gli anni in cui la capitale del regno si rifà il maquillage (solo per citare qualcosa, Parioli, Eur, Foro Italico). Servono braccia ed ecco che chi arriva dalla Campania, dalla Calabria o dalle zone più povere del paese, per farsi accettare - chi l'ha detto he il razzismo nasce solo oggi? - s'inventa tifoso della "magggica". Roma-uguale-As1927, il ragionamento di chi arriva dallo sprofondo. E in parte ciò è ingigantito dal fatto che tutti i nobili della capitale (Odescalchi, Torlonia e via dicendo) so' laziali (e vi assicuro che so ciò che dico), in parte dal fatto che l'As falliti vive nella periferia sud della città dove fioriscono i condomini popolari per gli operai: al Tiburtino, al Prenestino, sulla Casilina è un fiorire di giallo-rosici campani e calabresi, mentre non a caso Prati e Parioli sono orgogliosamente laziali.
3) Media - Ho già fatto questo discorso, ma mi tocca ripetermi. Intanto il laziale vero non ha bisogno di esporsi, non sente la necessità di gridare il suo tifo al mondo come fanno dellà, dove (bruco sul lunotto insegna) fa premio il dichiararsi della tribù. Ma poi le dolenti note sono colpa nostra, o, meglio, dei nostri comunicatori. Nelle trasmissioni, laziali, che parlano di noi, vanno sempre i soliti quattro gatti, per di più assolutamente sconosciuti alle masse. Spesso vere e proprie macchiette senza arte nè parte, meritevoli in quanto amici del conduttore. Avete presente Guidone? E' l'archetipo del Tafazzi biancazzurro. I soliti cinque-sei amichetti che blaterano di quisquilie e poi giù con le lamentazioni di come la società non pesi, non faccia, non cresca, non invogli. Mai, ad esempio, che si sia invitato un Piperno a paragonare la Lazio all'universo proustiano (faccio pe' dì, eh!) o mai che ci si sia scomodati a fare servizi sui lazialissimi sora Lella o Paolo Ferrari; mai che ci si sia scomodati a sentire il figlio di Napolitano  (lazialissimo pure lui) nella sua veste di giurista sui processi sportivi o a cercare di cavare qualcosa dall'ex-dg della Rai che dietro la scrivania aveva il nostro gaglardetto. Macchè! Eppure di occasioni ce ne sarebbero: se sentite Bargnani a Toronto e ne ricavate qualcosa, perchè non passare le sue parole ad una agenzia di stampa (non è così difficile, se volete, in privato, vi spiego come si fa) che le rilancerebbe a Sky e compagnia cantante? Possibile che all'apparire della foto Gallinari-Mauri con scambio di maglie, nessuno abbia pensato di ascoltare il cestista dei Denver Nuggets per chiedergli se ha ancora la divisa della Lazio e perchè si era incontrato col vice-capitano? Molte sono le nostre/vostre lamentele sulla inesistenza della Lazio a livello mediatico, ma a parte le colpe della società - che ci sono perchè Lotito è un padre-padrone che non tollera inserimenti - quello che mi fa specie (e pena) è il livello miserando dei cosiddetti nostri comunicatori. Che poi sono anche loro dei piccoli Lotito, pronti a chiamare chi non fa loro ombra ma recalcitranti a un lavoro vero e ad allargare la platea. Cosa voglio dire? una quindicina d'anni fa organizzai delle cene tra giornalisti laziali (non sportivi) e Cragnotti dopo che con tre-quatro amici decidemmo che dovevamo dare un premio al presidente per averci riportato in alto. Alla prima cena eravamo una trentina, alla seconda 40, alla terza 60. C'era gente che si occupava di politica, di economia, di cultura, tutti lazialissimi (tra cui Guido Paglia che lì conobbe Cragnotti che poi lo contattò per l'ufficio stampa) e tutti capaci di leggere le cifre di un bilancio o di captare il curus di una normativa per lo sport (cfr. stadi). Ne avessi mai sentito uno in una trasmissione radio o tv che si fregia d'esser laziale!

E, almeno per ora, chiudo qui. Scusandomi per l'eccessiva lunghezza.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: poiuytr il 25 Giu 2012, 15:50
Citazione di: Tarallo il 25 Giu 2012, 15:44
Avere UN mafioso politico laziale alla Costanzo o sarebbe piu' efficace di 10 CL.
Ormai so' tutti romanisti, per tornare indietro serviranno generazioni. La RAI, sky, stanno dappertutto.
Serve un pezzo grosso non il cabaret.
Il cabaret e' l'effetto, mica la causa.

sono d'accordo, ormai i danni so fatti, bisogna puntare secondo me sul porre ancor più in evidenza la nostra appartenenza a roma ma contemporaneamente sottolineando ciò che ci distingue da quell'altri, perchè comunque fuori da roma i riomici sono visti come dei cafoni mentre ai laziali viene riconosciuto un certo stile
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: maverickiv2007 il 25 Giu 2012, 15:53
E invece ti dirò, quando vado all'estero, la gente conosce la S.S. LAZIO 1900 e non i bruchi de trigoria. Quando vado a Londra dai miei amici che tifano Chelsea, Arsenal, West Ham, Tottenham o a Manchester, loro conoscono la LAZIO e mi dicono con stima "Forza Lazio". Alcuni hanno splendidi ricordi della nostra squadra, altri magari una sciarpa o una spilla e io sono felice così.
Non me ne frega una mazza se in questo "paese" ci ridono dietro per quanto mi riguarda la LAZIO è stimata e rispettata e poi parliamoci chiaro essere laziali è qualcosa che va oltre le dicerie della gente, della TV, delle radio, dei giornali, è un modo di nascere e di vivere e a me questo basta. :since :asrm
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 15:54
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 15:39
Bianchina, tu sei una che non ragiona per slogan, che proponi?
Dov'è il problema e qual'è la soluzione?

grazie
;)
ma, sai, qualsiasi movimento di liberazione comincia col guardarsi dentro. Col capire in cosa e quanto dell'oppressore abbiamo introiettato.
Io, lo confesso, fra i nuovi Laziali non mi ci ritrovo piu'. C'era una sola cosa, quando, da sola, affrontavo una classe di esagitati presuntuosi (sono sempre stati cosi') che mi ha aiutato a sopravvivere in questa citta'.
L'assoluta convinzione di essere diversa. Nel linguaggio, nell'approccio al calcio, nel tifo.
Ora mi sento assimilata.
Siamo sempre piu' uguali, sempre piu' incazzati, sempre piu' "tifosi' nell'accezione peggiore del termine.
Siamo diventati tanto tifosi da litigare persino fra di noi: se non ci insultiamo vicendevolmente su qualsiasi argomento non ci divertiamo.
E siamo di memoria corta (mi domando ad esempio quanti di noi abbiano dimenticato che Mauri veniva regolarmente fischiato all'apparire della formazione: ora tifiamo gli avversari della nazionale perche "nun hanno convocato Mauri").
Siamo scesi sul loro terreno. E siamo perdenti, perche' loro sono cosi' da molto piu' tempo di noi e sono enormemente piu' forti e organizzati.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 16:00
Solo un appunto sulla capacità o la voglia di fare lobbysmo da parte della società.
Per due anni ho tormentato De Martino (volenteroso e capace, secondo me) perchè volevo che si riattivasse o si aprisse ex novo il Lazio Club Montecitorio.
Alla fine ci siamo incontrati nel suo ufficio di Formello. Ho esposto il progetto, sembrava interessato. Avevo illustrato la possibilità di avere visibilità con iniziative che fossero praticamente a costo zero. un paio di idee per rilanciare l'immagine della Lazio, o per lo meno per rivendicare il nostro spazio nella parte migliore della città.
"Ci risentiamo a settembre".
Sto ancora aspettando.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Gianluko il 25 Giu 2012, 16:01
Citazione di: alteadler il 25 Giu 2012, 15:46
Bel topic. O, almeno, di quelli che piacciono a me.
E allora:
1) Cultura - C'è poco da fare, siamo diversi da quelli dellà. Anche nei momenti magici, siamo di quelli che se lagnano sempre. Piangiamo a catinelle se sfioriamo la Champions, mentre dellà s'esaltano per una amichevole a Disneyworld vinta contro i Toronto Tigers per 3-2. Noi prendiamo Ederson e Breno? Commento (nostro): "sempre seghe a costo zero!", Loro s'accattano Josè Angel? "Ecco il nuovo Cafù!" Non ce stà gnente da fà.... Noi sempre a chiedere a Lotito "caccia li sordi", loro completamente indifferenti al fatto che gli ammerekami, più che a portare dollari (l'aumento di capitale chi l'hs visto?), sembrano venuti a magnasse qualche euro. E' una differenza culturale autentica, marcata. E' un imprinting che esiste da secoli. Noi siamo quelli dell'aquila (cfr, film), loro quelli di "panem et circenses" con cui gli imperatori rabbonivano le masse plebee.
2) Romanità - Se andate a rileggere qualche pagina antica, scoprirete che al di là della fusione, la As falliti intruppa tifosi negli anni '30 tra chi immigra nella capitale specie dal sud. Sono gli anni in cui la capitale del regno si rifà il maquillage (solo per citare qualcosa, Parioli, Eur, Foro Italico). Servono braccia ed ecco che chi arriva dalla Campania, dalla Calabria o dalle zone più povere del paese, per farsi accettare - chi l'ha detto he il razzismo nasce solo oggi? - s'inventa tifoso della "magggica". Roma-uguale-As1927, il ragionamento di chi arriva dallo sprofondo. E in parte ciò è ingigantito dal fatto che tutti i nobili della capitale (Odescalchi, Torlonia e via dicendo) so' laziali (e vi assicuro che so ciò che dico), in parte dal fatto che l'As falliti vive nella periferia sud della città dove fioriscono i condomini popolari per gli operai: al Tiburtino, al Prenestino, sulla Casilina è un fiorire di giallo-rosici campani e calabresi, mentre non a caso Prati e Parioli sono orgogliosamente laziali.
3) Media - Ho già fatto questo discorso, ma mi tocca ripetermi. Intanto il laziale vero non ha bisogno di esporsi, non sente la necessità di gridare il suo tifo al mondo come fanno dellà, dove (bruco sul lunotto insegna) fa premio il dichiararsi della tribù. Ma poi le dolenti note sono colpa nostra, o, meglio, dei nostri comunicatori. Nelle trasmissioni, laziali, che parlano di noi, vanno sempre i soliti quattro gatti, per di più assolutamente sconosciuti alle masse. Spesso vere e proprie macchiette senza arte nè parte, meritevoli in quanto amici del conduttore. Avete presente Guidone? E' l'archetipo del Tafazzi biancazzurro. I soliti cinque-sei amichetti che blaterano di quisquilie e poi giù con le lamentazioni di come la società non pesi, non faccia, non cresca, non invogli. Mai, ad esempio, che si sia invitato un Piperno a paragonare la Lazio all'universo proustiano (faccio pe' dì, eh!) o mai che ci si sia scomodati a fare servizi sui lazialissimi sora Lella o Paolo Ferrari; mai che ci si sia scomodati a sentire il figlio di Napolitano  (lazialissimo pure lui) nella sua veste di giurista sui processi sportivi o a cercare di cavare qualcosa dall'ex-dg della Rai che dietro la scrivania aveva il nostro gaglardetto. Macchè! Eppure di occasioni ce ne sarebbero: se sentite Bargnani a Toronto e ne ricavate qualcosa, perchè non passare le sue parole ad una agenzia di stampa (non è così difficile, se volete, in privato, vi spiego come si fa) che le rilancerebbe a Sky e compagnia cantante? Possibile che all'apparire della foto Gallinari-Mauri con scambio di maglie, nessuno abbia pensato di ascoltare il cestista dei Denver Nuggets per chiedergli se ha ancora la divisa della Lazio e perchè si era incontrato col vice-capitano? Molte sono le nostre/vostre lamentele sulla inesistenza della Lazio a livello mediatico, ma a parte le colpe della società - che ci sono perchè Lotito è un padre-padrone che non tollera inserimenti - quello che mi fa specie (e pena) è il livello miserando dei cosiddetti nostri comunicatori. Che poi sono anche loro dei piccoli Lotito, pronti a chiamare chi non fa loro ombra ma recalcitranti a un lavoro vero e ad allargare la platea. Cosa voglio dire? una quindicina d'anni fa organizzai delle cene tra giornalisti laziali (non sportivi) e Cragnotti dopo che con tre-quatro amici decidemmo che dovevamo dare un premio al presidente per averci riportato in alto. Alla prima cena eravamo una trentina, alla seconda 40, alla terza 60. C'era gente che si occupava di politica, di economia, di cultura, tutti lazialissimi (tra cui Guido Paglia che lì conobbe Cragnotti che poi lo contattò per l'ufficio stampa) e tutti capaci di leggere le cifre di un bilancio o di captare il curus di una normativa per lo sport (cfr. stadi). Ne avessi mai sentito uno in una trasmissione radio o tv che si fregia d'esser laziale!

E, almeno per ora, chiudo qui. Scusandomi per l'eccessiva lunghezza.

Bravo, sottoscrivo tutto.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: ABBAUDO il 25 Giu 2012, 16:04
Salve a tutti. Non essendo un giovincello ho un ricordo molto labile che fa ben comprendere a mio parere, il perchè avvenga tutto quello di cui si discute su questo topic. Quando ero un giovincello trasmisero alla Rai uno spettacolo teatrale di Enrico Montesano...ci fu un passaggio di quello spettacolo che mi rimase impresso ...una battuta molto simpatica ma che celava secondo me una ironia molto pungente ed un messaggio molto chiaro...proverò a descrivervi la scena poichè come vi dicevo prima il ricordo non è chiarissimo:
Montesano parla con il figlio il quale si era recato dietro le quinte per assistere allo spettacolo del padre, padre che non ricordo per quale motivo stava piangendo..da li inizia il seguente dialogo:
Figlio: "Papà perchè stai piangendo?"
Padre: "No niente stai tranquillo sono lacrime di gioia"
Figlio: "Ma perchè papà si può anche piangere per la gioia?"
Padre: "Si certo figlio mio si ride e si piange di gioia"
Figlio: "Ma allora perchè quando la Roma ha perso l'altra sera (Era il periodo della famosissima e benedetta Roma-Liverpool) piangevano tutti e nessuno rideva?
Padre: "Eeeh mica proprio tutti eh?"
Figlio: "A papà ma che sei della Lazio?"
Padre: "Zitto, zitto non te fa senti che qui so tutti della Roma e se scoprono che so Laziale non me fanno più lavorà!!!"

Credo che non ci siano altre parole da aggiungere se non che stiamo parlando di uno spettacolo degli anni 80...e ho detto tutto.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: ABBAUDO il 25 Giu 2012, 16:07
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 16:00
Solo un appunto sulla capacità o la voglia di fare lobbysmo da parte della società.
Per due anni ho tormentato De Martino (volenteroso e capace, secondo me) perchè volevo che si riattivasse o si aprisse ex novo il Lazio Club Montecitorio.
Alla fine ci siamo incontrati nel suo ufficio di Formello. Ho esposto il progetto, sembrava interessato. Avevo illustrato la possibilità di avere visibilità con iniziative che fossero praticamente a costo zero. un paio di idee per rilanciare l'immagine della Lazio, o per lo meno per rivendicare il nostro spazio nella parte migliore della città.
"Ci risentiamo a settembre".
Sto ancora aspettando.


Ma niente niente non t'ha detto "manname na mail" e tu te sei scordato de mandajela?!!?  :) se scherza eh
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: GazzaA il 25 Giu 2012, 16:09
senza i media non si va lontano,servirebbe unita almeno nella difesa della nostra storia
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: And159 il 25 Giu 2012, 16:10
l'unico sistema per ribaltare la situazione è il razzismo sitematico nei loro confronti in ogni ambito,sopratutto lavorativo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:21
Citazione di: And159 il 25 Giu 2012, 16:10
l'unico sistema per ribaltare la situazione è il razzismo sitematico nei loro confronti in ogni ambito,sopratutto lavorativo.

io la penso (per quel che vale) esattamente al contraio.
Aneddoto per aneddoto: nel 2007 organizzammo, per la Rai, una serata all'Auditorium per commemorare Mario Riva, a 50 anni dal Musichiere.
Per il Mario Riva Laziale avevo preparato un siparietto con due pezzi di repertorio: uno, delizioso, con Paola Bolognani (Lascia o Raddoppia, esperta di calcio) nel quale Riva rivendicava la nobilta' delle origini Laziali e un altro alla vigilia di un Lazio Roma con Panetti (as trigoria) e Lovati che cantavano insieme: Vogliamoci tanto bene.
Naturalmente avevo invitato Lovati, che mi aveva, fino all'ultimo, confermato la sua presenza.
Solo che ne' io, ne' lui, avevamo calcolato che quella stessa sera  la Lazio avrebbe giocato in CL.
E Bob Lovati non si presento': al pubblico dell'auditorium aveva preferito la partita della Lazio.
Noi siamo fatti cosi': Laziali dentro e fino in fondo.
Se ci cambiate diventiamo un ibrido, un organismo geneticamente modificato e siamo perdenti.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: AquilaLidense il 25 Giu 2012, 16:21
vorrei rafforzare quanto detto da PORGASCOIGNE: Bisogna vincere!

nel 2000 ero ancora sposato, lo ero con una ragazza per metà svedese e per l'altra metà "difettosa" :)
un estate, andando a zonzo per Malmo in Svezia, mentre passeggiavo per il centro vidi in lontananza un papà che portava a spasso due pargoletti dalla testa bionda e avevano due maglie bianco celesti. All'inzio pensai che fossero dmaglie del FC Malmo, ma come scorsi i numeri 13 e 10 mi venne un sospetto; mi avvicinai un po' di più fino a leggere pure i nomi: Nesta e Mancini.

Ora secondo voi a quel papà che caxxo gliene fregava dei Cesaroni?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: And159 il 25 Giu 2012, 16:32
Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:21
io la penso (per quel che vale) esattamente al contraio.
Aneddoto per aneddoto: nel 2007 organizzammo, per la Rai, una serata all'Auditorium per commemorare Mario Riva, a 50 anni dal Musichiere.
Per il Mario Riva Laziale avevo preparato un siparietto con due pezzi di repertorio: uno, delizioso, con Paola Bolognani (Lascia o Raddoppia, esperta di calcio) nel quale Riva rivendicava la nobilta' delle origini Laziali e un altro alla vigilia di un Lazio Roma con Panetti (as trigoria) e Lovati che cantavano insieme: Vogliamoci tanto bene.
Naturalmente avevo invitato Lovati, che mi aveva, fino all'ultimo, confermato la sua presenza.
Solo che ne' io, ne' lui, avevamo calcolato che quella stessa sera  la Lazio avrebbe giocato in CL.
E Bob Lovati non si presento': al pubblico dell'auditorium aveva preferito la partita della Lazio.
Noi siamo fatti cosi': Laziali dentro e fino in fondo.
Se ci cambiate diventiamo un ibrido, un organismo geneticamente modificato e siamo perdenti.
Pure te però uno sguardo al calendario dallo.nessun laziale vero salterebbe una partita della Lazio
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:39
Citazione di: And159 il 25 Giu 2012, 16:32
Pure te però uno sguardo al calendario dallo.nessun laziale vero salterebbe una partita della Lazio

esatto.
L'auditorium era pieno di celebrities, di giornalisti e di fotografi (Gianni Borgna e' un altro Laziale "dentro").
Ma Bob Lovati se ne stette a casa a vedersi la sua Lazio (che, per inciso, perse).
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 16:45
Ok, cerchiamo di fare un salto di qualità nella discussione, diamo per scontato che:
1-se vincessimo di più, tutto sarebbe più facile (anche se personalmente non condivido)
2-La società dovrebbe fare di più per avere maggiore visibilità
3-Siamo comunque meglio di loro, siamo diversi e rivendichiamo questa diversità.

Dettop questo, fatemi capire:
1-Perchè Mario Riva laziale non è pompato quanto il Sordi romanista? Perchè Francesco Pannofino non diventa icona di romanità dopo aver interpretato un personaggio che pare fatto apposta? Perchè dalle Iene esce il romanista biascicone più di quanto emerga il conduttore che è laziale? Perchè dal dandinismo imparante non esce anche uno Stefano Disegni (in quanto laziale, intendo), che da quelle parti bazzica? Perchè nessuno degli scrittori, dell'elite culturale cittadina che tifa Lazio lo dichiara? e soprattutto, perchè nessuno dglielo domanda?

E soprattutto, che poi è il fulcro del topic, serve che tutto questo avvenga? Dobbiamo usare le nostre armi, anche su un campo in cui, come dice porga, partiamo perdenti? O è meglio lascire libero il campo e, come dice Bianchina, far notare la nostra diversità?

Ma a forza di lasciare libero il campo, non sarà che stiamo diventando una setta autoreferenziata? A parte i nostri figli, che sentono da noi la descrizione dei riomici e la rivendicazione (quante volte si può usare la stessa parola in un topic?) della nostra diversità, chi altro potrà diventare laziale? (contribuendo al fatturato e di conseguenza anche alle vittorie, tanto per chiudere il cerchio...).

Oggi cos'è la Lazio per i non laziali? Perchè tifare Lazio? Perchè è bello tifare Lazio? Che dobbiamo fare per far capire a tutti che è bello tifare Lazio? Che la Lazio esiste e non è (solo) quella che viene raccontata?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: And159 il 25 Giu 2012, 16:50
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 16:45
Ma a forza di lasciare libero il campo, non sarà che stiamo diventando una setta autoreferenziata? A parte i nostri figli, che sentono da noi la descrizione dei riomici e la rivendicazione (quante volte si può usare la stessa parola in un topic?) della nostra diversità, chi altro potrà diventare laziale? (contribuendo al fatturato e di conseguenza anche alle vittorie, tanto per chiudere il cerchio...).

Oggi cos'è la Lazio per i non laziali? Perchè tifare Lazio? Perchè è bello tifare Lazio? Che dobbiamo fare per far capire a tutti che è bello tifare Lazio? Che la Lazio esiste e non è (solo) quella che viene raccontata?
hai centrato il punto.noi bastiamo a noi stessi,loro,hanno bisogno di essere riconoscibili anche all esterno.come non importa l'importante è che si parli di loro.per fare in modo che questo non succeda loro non devono più esistere,non devono avere più lo spazio che hanno per far sapere al mondo che lro sò daaaaaroma.razzismo.discriminazione,ghettizazione.loro sono il male e come tale devono essere percepiti anche dagli altri
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: JSM il 25 Giu 2012, 16:50
Condivido l'analisi di Altadler. Sono un po' di fretta, ma intengo perché questo argomento mi interessa molto. Questa società dovrebbe dare molto più spazio ai nostri tifosi noti.
Si faceva riferimento a Piperno, uno che si definisce "ultrà laziale", uno che ha una bella testa, che fa cultura in un modo che piace, e che potrebbe scardinare molti pregiudizi sul nostro conto. Possibile che non sia mai intervistato in radio, che non trovi spazio sulle nostre riviste, o in trasmissioni come Lazialità in Tv?
Penso anche ad Alessandro Portelli, professore alla Sapienza. Ricordo che una volta iniziò la presentazione di un libro maledicendo gli organizzatori dell'iniziativa perché "m'avete fatto perde il finale di Lazio-Udinese!".

Penso poi agli attori (Pannofino, che ora va per la maggiore, Violante Placido), ai registi (quello di "Immaturi", ad esempio), ai cantanti (Fabrizio Moro ad esempio mi pare si fosse esposto). Questa è gente che ha bisogno di essere anche coccolata, piaccia o non piaccia. Non ci vorrebbe molto ad invitarli ad iniziative pubbliche, farli diventare padrini o madrine delle campagne abbonamenti (come capitava ai tempi di Cragnotti), regalare loro qualche abbonamento. Andrebbero realizzate iniziative ad hoc per ricordare personaggi del passato (la Sora Lella, ad esempio) in quanto personaggi laziali.
Questo compete sia alla società, sia ai comunicatori laziali, Guidone et similia.

Si dovrebbe anche tentare di recuperare il rapporto con gli ex giocatori di anni recenti: non si possono vedere o sentire sempre i soliti Wilson, Oddi, Garlaschelli, Piscedda, Giordano, Agostinelli,...il più recente tra i soliti è Rambaudi. Ma che fine hanno fatto gli altri? Quelli dello scudetto 2000 (almeno gli italiani)? Si è creato un fossato insuperabile?

Non c'è uno che possa dare vita a qualcosa simile a KC 1927, se di questo c'è bisogno? Possiamo farlo noi?
Poi, è giusto, vincere attira tifosi, ma quello che serve è creare un retroterra stabile, un pantheon vivente, dare il senso della comunità, che superi l'intermittenza inevitabile dei risultati sportivi.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 16:52
Citazione di: And159 il 25 Giu 2012, 16:50
razzismo.discriminazione,ghettizazione.loro sono il male e come tale devono essere percepiti anche dagli altri

Scusa Andi, ma io, al di là dei toni che si possono utilizzare su un forum della Lazio, 'sta cosa non la penso affatto. Loro sono il male me pare una cazzata. E parole come razzismo, discriminazione e ghettizzazione mi fa paura solo scriverle.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: mansiz il 25 Giu 2012, 16:54
no no e no. Questi sono tra i migliori anni di Lazio della mia vita e non me li faccio rovinare da loro. Intanto finiamola co sto snobbismo da quattro soldi: i nostri tifosi sono malati come i loro e noi non siamo più bravi, belli, puri e simpatici. Mi ricordo di maledetti anni di totale disinteresse da parte dei media...
Non portiamo il nostro marchio impresso ovunque non perche siamo diversi, ma per sentirci diversi; vogliamo fare i professionisti prima di tutto e poi ci lamentiamo se gli altri prendono posto più avanti. Allora io penso: abbiamoo fatto la scelta di essere speciali a tutti icosti? Questo discorso vale per noi e per i vari d'amico, pannofino, marchegiani che vanno in tv.
vorrei scrivere meglio e di più ma col cellulare mi viene male
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: And159 il 25 Giu 2012, 16:56
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 16:52
Scusa Andi, ma io, al di là dei toni che si possono utilizzare su un forum della Lazio, 'sta cosa non la penso affatto. Loro sono il male me pare una cazzata. E parole come razzismo, discriminazione e ghettizzazione mi fa paura solo scriverle.
capisco.ma io parto dal presupposto che noi e loro non siamo uguali.quindi essendo questo razzismo evito di fare l'ipocrita senza girqarci troppo intorno
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Cesio il 25 Giu 2012, 16:58
Citazione di: Warp il 25 Giu 2012, 15:09
Mi scuso per la lungaggine.

L'argomento come detto gia ampiamente trattato altrove è molto interessante perchè analizza un aspetto che spesso non si prende in considerazione quando si parla di certe cose.
Alcuni si chiudono nel vittimismo paranoico-autoreferenziale quello di tipo anni 70 che defiiremmo modello "La CIA ci spia", altri invece ritengono queste cose delle pip.pe paranoico autoreferenziali e accusano i primi di non riuscire a non pensare ad "essi".
In mezzo ci sono varie posizioni tra cui la mia, che incentro sul concetto di "Appeal" o "Gradimento",

Si è detto che l'area dandiniana-piddina-saloon socialist non fa vendere maglie alla rioma, trae solo essa stessa vantaggio dall'attaccarsi al carrozzone giallerosso

Io invece ritengo che questa forma di continuo citazionismo della reuma comporti una simpatia collettiva, una opera di costruzione del gradimento.

Se ricordate i vecchi film degli anni 50/60/70 il romanista era sempre il trucidone borgataro,(il gassman dei mostri che corre allo stadio mentre la famiglia è malata, il sordi di cui si è detto, il milian-commissario Giraldi, il manzotin di febbre da cavallo, l'amendola di vacanze di natale, personaggi popolareschi, a volte volgari, sempre di mediocre estrazione, non a caso nel film un giorno in pretura al sordi-tarzan si oppone il DeFIlippo-giudice laziale).

Negli ultimi anni si è assistito ad un ribaltamento della figura del romanista proprio per mano di questa lobby e altri affiliati.

E allora il romarolo è diventato il bravo ragazzetto, il professionista, l'imprenditore, "il compagno", figure che fino ad alcuni anni fa non rientravano nella "caratteristica di genere".
Questo ribaltamento ha causato come rovescio della medaglia che il laziale è diventato "l'antagonista", "il cavaliere oscuro". Non è più la figura "professionale", "borghese" che era.

Questa attività di consenso ha causato anche in attori laziali una voglia di non esacerbare la loro tifoseria, un po perchè la maggior parte dello showbiz romano è romanista (es.la Fandango di Procacci, mentore di palomba,mastandrea,zorro e legata a doppio filo alla lobby dandiniana).
Gli stessi Mimun,Mazza,Paglia noti laziali non esibiscono troppo la appartenenza perchè sanno di essere minoranza e verresti visto male dai "neutrali" che in quanto neutrali subiscono il fascino dell'appeal romanista. E quindi vedono di miglior occhio il romarolo che non il laziale, spesso identificato come personaggio, minoritario, frustrato e di tendenze politiche antidemocratiche.

Il discorso di V. pertanto coglie il segno nel mettere al centro questa questione che è poi la visione dove si muovono i vari repubblica, fatto, alias, isbn, pd, rai, tutti guarda caso orbitanti nella stessa area culturale.

Questa cosa dovrebbe spaventare prevalentemente i laziali di sinistra (quelli di destra se ne possono allegramente fott.ere), ma i laziali di sinistra che si cerca di nascondere, di cancellare culturalmente e socialmente, mettendo in risalto ed esaltando ogni aspetto destrorso, razzista e fascista del tifo laziale, devono cominciare a rendersi visibili, allo stadio, nel media, nella società, in qualche modo.

A questo si deve affiancare l'attività della società che la deve smettere di aprire gli store, a valmontone a fiumicino o a alatri, ma deve aprirli a Via Nazionale a Via del corso, fare uno store vivo, non con 4 magliette sfigate , ma un negozio dove si possa andare anche a mangiare a pranzo, dove si fanno eventi marketing e dove ogni tanto becchi qualche giocatore. Bisogna stare in centro ed essere visibili.

Sono d'accordo con tutto ciò che è stato scritto, personalmente scinderei il pensiero in due parti: Il gradimento all'estero e quello nazionale. Per avere appeal internazionale bisogna vincere, o quanto meno restare il più a lungo possibile in una fascia di visibilità ampia. Se la Lazio vincesse una Champion's League, un' Europa League o anche soltanto riuscisse ad accedere con regolarità alle fasi finali di una di queste competizioni (ottavi, quarti, ecc...) comincerebbe a giocare tutti gli anni con squadre di grosso calibro, il chè indirettamente ti consentirebbe di essere visto e di relazionare il nome Lazio con la città di Roma.

Riscuotere consenso in Italia è relativamente più difficile ( dico relativamente perchè  costruire una squadra che ti permetta di realizzare quanto sopra non è proprio una passeggiata). Purtroppo al livello mediatico hanno gente dappertutto e quindi si possono permettere di martellare il pubblico con messaggi positivi sulla loro squadra, sui loro tifosi e compagnia bella. A noi mancano personaggi che riescano a infiltrarsi in questo sistema per scardinarlo e quantunque esistano ( vedasi  Pannofino, Mimun, Brignano ecc..) preferiscono non manifestare la loro fede calcistica per non incorrere nel giudizio negativo altrui. Per vincere in questa battaglia dobbiamo giocare con le loro armi ( cercando sempre di distinguerci, sia chiaro) e imporci prepotentemente in ogni ambito. Se in ogni occasione che si presenta ( che si tratti di un'intervista, di una conferenza stampa o qualsiasi altra situazione)  si fa riferimento al calcio con qualche domandina buttata lì, lo scrittore/attore/regista deve rispondere rivendicando la propria fede Laziale in modo deciso senza nascondersi. Tutti i tifosi devono cominciare a farlo e a maggior ragione chi ha un ruolo di visibilità nella società. 

Infine al livello territoriale l'unica cosa che può fare la Lazio, intesa come società, è concentrarsi sulle zone nevralgiche della città ed imporre il proprio marchio con alcuni store di modo che i cittadini stessi e i turisti si abituino a leggere Lazio e vedere le nostre maglie, i nostri colori, il nostro simbolo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 25 Giu 2012, 16:59
anni fa operazioni del genere furono tentate con personaggi come Enrico Brignano, che alla fine non ne volle sapere più niente.
La comunicazione laziale - dico in senso molto lato - è in mano a gente spesso incompetente, quanto impresentabile.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:59
e io invece dico che stiamo pericolosamente diventando uguali a loro (che e' poi quel che comunemente si intende per subalternita' culturale, non le presenze dei divi in tivvu' o il numero di maglie vendute).
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: mansiz il 25 Giu 2012, 17:04
Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:59
e io invece dico che stiamo pericolosamente diventando uguali a loro.
lo so che e' dura, ma, se non altro, pensiamoci.
come ho già scritto, siamo sempre stati uguali a loro; ma ci è sempre piaciuto fare i diversi e a questi risultati siamo giunti. Abbiamo fatto la scelta di essere speciali ma non vogliamo pagarne le conseguenze...
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 17:08
Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:59
e io invece dico che stiamo pericolosamente diventando uguali a loro (che e' poi quel che comunemente si intende per subalternita' culturale, non le presenze dei divi in tivvu' o il numero di maglie vendute).
Citazione di: mansiz il 25 Giu 2012, 17:04
come ho già scritto, siamo sempre stati uguali a loro; ma ci è sempre piaciuto fare i diversi e a questi risultati siamo giunti. Abbiamo fatto la scelta di essere speciali ma non vogliamo pagarne le conseguenze...

Abbiamo scelto? O ci è toccato di scegliere? E' stato un bene?
Io ho maturato questa posizione: se la diversità si traduce in chiusura a riccio nel nostro mondo, allora non voglio essere diverso. Non mi metterò la tuta della Lazio per andare al cinema, però magari per andare in palestra si. La Lazio c'è, non solo quella che gli altri vogliono raccontare. A forza di prendere le distanze e fare i "differenti" abbiamo mollato una Curva e una città. Io mi sarei rotto il cazz.o de marcà le differenze. Io vorrei che l'dea di una S.S. Lazio Artisti non sembrasse ridicola. Uguale a loro? Po' esse.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: TomYorke il 25 Giu 2012, 17:09
Ho sempre trovate bizzarre le cose per cui si esaltano i riomici, proprio quelle che ho letto nel post inziale di Arkham.
Trovano il modo per entrare e succhiare linfa vitale da qualsiasi cosa, proprio come fanno i parassiti e sicuramente questo li rende più "simpatici"...ma solo tra di loro, cioè si guardano e si dicono: "certo che semo popo li mejo, famo l'as rioma attori"
Onestamente questo glielo lascio volentieri, a me di farmi stare simpatici per forza una serie di personaggi solo perchè condividono la passione per la Lazio non va, preferisco poter continuare a definire rutelli un sindaco imbarazzante piuttosto che un grande laziale.

Poi c'è il lato più preoccupante della questione, il lato politico dove loro riescono meglio, nonostante tra di loro si raccontino la favola della squadra che non ha agganci politici e per questo non vince mai.
Devo dire che fino a qualche tempo fa credevo si trattasse più di una sindrome di accerchiamento da nostra che una situazione reale, ora non lo credo più. E' evidente la loro tracotanza e il loro legame con certi poteri del calcio. Poi c'è la stampa a finire il lavoro, e per loro fideiussioni, rolex, passaporti, numero massimo di calciatori extracomunitari, buu razzisti etc etc non saranno mai un problema.
Io preferiscono continuare ad affrontare tutte le sfaccettature dell'essere laziale senza aver bisogno di nessuno che mi dica che "va tutto bene, semo li mejo", so assumermi la responsabilità di certe cose negative, posso gioire delle cose positive senza dover dire grazie a zoro o personaggi similari, perchè poi rischi sempre che arrivi un "2004" e tutti quei personaggi che t'eri fatto sta simpatico a forza non lo vedì più, e se lo incontri magari si nascondono , o magari tornano alla carica dopo qualche anno per un racconto nostalgico.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: JSM il 25 Giu 2012, 17:09
Magari è una strunzata, ma perché, come lazionetters, non invitiamo pubblicamente i tifosi laziali v.i.p. a venire allo scoperto, in un momento in cui la società è messa in un angolo?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 17:13
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 17:08
Abbiamo scelto? O ci è toccato di scegliere? E' stato un bene?
Io ho maturato questa posizione: se la diversità si traduce in chiusura a riccio nel nostro mondo, allora non voglio essere diverso. Non mi metterò la tuta della Lazio per andare al cinema, però magari per andare in palestra si. La Lazio c'è, non solo quella che gli altri vogliono raccontare. A forza di prendere le distanze e fare i "differenti" abbiamo mollato una Curva e una città. Io mi sarei rotto il cazz.o de marcà le differenze. Io vorrei che l'dea di una S.S. Lazio Artisti non sembrasse ridicola. Uguale a loro? Po' esse.

ma non si tratta di tute (che' poi il giallo e il rosso insieme fanno schifo, chiunque li indossi) e nemmeno di S.S. Lazio Artisti.
Si tratta non di sentirsi, ma di essere diversi.
Perche' poi sto romanistismo sbruffone e autoreferenziale, al raccordo anulare finisce.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: sweeper77 il 25 Giu 2012, 17:15
corriere dello sport, edizione web, notizia data ora:

La sexy Santarelli tifa Roma? Bikini giallo e bandana rossa....(guardatevi la gallery) http://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/euro_2012/italia/2012/06/25-47460_0/La+sexy+Santarelli+tifa+Roma%3F+Bikini+giallo+e+bandana+rossa (http://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/euro_2012/italia/2012/06/25-47460_0/La+sexy+Santarelli+tifa+Roma%3F+Bikini+giallo+e+bandana+rossa)


......no dico...non penso che siamo così bianchì...ancora no  :)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 25 Giu 2012, 17:16
Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 17:13
ma non si tratta di tute (che' poi il giallo e il rosso insieme fanno schifo, chiunque li indossi) e nemmeno di S.S. Lazio Artisti.
Si tratta non di sentirsi, ma di essere diversi.
Perche' poi sto romanistismo sbruffone e autoreferenziale, al raccordo anulare finisce.

Dici? La Dandini fuori dal raccordo non la pijano?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: vaz il 25 Giu 2012, 17:18
Parlo per me.
se iniziassi a vedere tifosi della Lazio ostentare la propria appartenenza come quelli dellà penserei seriamente di smettere a seguire il calcio con passione.
Mi piace essere diverso. Diverso da loro. Mi piace accorgermi in mezzo a 100 persone delle 10 della Lazio solo guardandole nel loro stile.
Si tenessero gli Zoro (mai nick fu più appropriato), io mi tengo gli Ingegner Vacca.
Si pompassero, ci tirassero merd.a addosso e facessero i caroselli.
Se poi dovessimo vincere noi (come è successo negli ultimi 20 anni) li guarderò, con compassione. Ma pure se non dovessimo vincere una ceppa.
Sono superiore.
:ssl
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Warp il 25 Giu 2012, 17:19
Citazione di: mansiz il 25 Giu 2012, 17:04
come ho già scritto, siamo sempre stati uguali a loro; ma ci è sempre piaciuto fare i diversi e a questi risultati siamo giunti. Abbiamo fatto la scelta di essere speciali ma non vogliamo pagarne le conseguenze...

d'accordo con mansiz

Ma perchè dovremmo essere diversi? Io conosco tanti romanisti che sono persone molto più civili, educate, di tanti laziali, rosiconi e ottusi. Voi identificate il romanista con il borgataro in tuta e casco de totti perchè fa comodo. Ma non sono tutti cosi.
Non sarà che questo supposto sentirsi diversi ci ha fatto da corazza per mascherare il fatto che OBIETTIVAMENTE siamo di meno, abbiamo sempre o quasi contato niente, nel panorama calcistico?

Stiamo facendo un pò come gli scozzesi che ad ogni dove hanno campi di battaglia o rievocano gloriosi scontri contro gli inglesi, tutti regolarmente persi.

Dobbiamo uscire da questa logica da eterni underdog perchè non fa bene neanche all'immagine della Lazio se poi gli unici tifosi che hanno visibilità sono i nazisti dell'illinois, di che ci lamentiamo poi?

Se noi rifuggiamo e disprezziamo snobisticamente ogni "mescolanza con la vile razza dannata mediatica" con chi ce la prendiamo se poi i vili dannati parlano di altri laziali che invece non vedono l'ora di farsi inquadrare col braccetto teso?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 25 Giu 2012, 17:38
Citazione di: Warp il 25 Giu 2012, 17:19
d'accordo con mansiz

Ma perchè dovremmo essere diversi? Io conosco tanti romanisti che sono persone molto più civili, educate, di tanti laziali, rosiconi e ottusi. Voi identificate il romanista con il borgataro in tuta e casco de totti perchè fa comodo. Ma non sono tutti cosi.
Non sarà che questo supposto sentirsi diversi ci ha fatto da corazza per mascherare il fatto che OBIETTIVAMENTE siamo di meno, abbiamo sempre o quasi contato niente, nel panorama calcistico?

Stiamo facendo un pò come gli scozzesi che ad ogni dove hanno campi di battaglia o rievocano gloriosi scontri contro gli inglesi, tutti regolarmente persi.

Dobbiamo uscire da questa logica da eterni underdog perchè non fa bene neanche all'immagine della Lazio se poi gli unici tifosi che hanno visibilità sono i nazisti dell'illinois, di che ci lamentiamo poi?

Se noi rifuggiamo e disprezziamo snobisticamente ogni "mescolanza con la vile razza dannata mediatica" con chi ce la prendiamo se poi i vili dannati parlano di altri laziali che invece non vedono l'ora di farsi inquadrare col braccetto teso?

GRANDE!
Non se ne può più di questa retorica della minorità!
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 17:42
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 17:16
Dici? La Dandini fuori dal raccordo non la pijano?

non e' che non la pijano. e' che non ci fanno caso. o magari da' fastidio anche a loro (vedi damascelli).
e, a proposito di tute, ma e' mai possibile che ci siamo tolti anche l'ultima parvenza di internazionalita', con la sostituzione dello sponsor tecnico, fra l'altro proprio adesso che la Puma ha cambiato lo styling e fa cose bellissime?
E mo' che gli porto a mio nipote a Santa Monica, o a mio figlio a Seattle, una maglia della Macron (affezione a parte)?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: poda_again il 25 Giu 2012, 17:46
La forza mediatica della rioma è difficile da contrastare.

Prendiamo per esempio la partita di ieri. Per tutti il mondo Pirlo è stato il migliore in campo. Prendo delle perle  Rai a caso:
- Grande partita di De Rossi
- De Rossi migliore in campo
- Peccato che non c'è De Rossi per i rigori
- Cucchiaio alla Totti
- Inquadrato il padre di De Rossi due volte dalla telecamere della Rai dopo che è uscito. L'unica altra parente di giocatore inquadrata è stata la moglie di Montolivo dopo il rigore sbagliato.

Come si fa a contrastare tutto questo?
Come si fa a contrastare dei telecronisti che dopo che la Grecia ha massacrato i giocatori tedeschi, al primo fallo di Klose, tr'altro ostruzione, dicono "bruttissimo fallo di Klose".

Non possiamo. Non abbiamo la forza mediatica che hanno loro. Una nostra vittoria non fa vendere i giornali.

Forse noi siamo meno creduloni e abbiamo meno bisogno di sentirci dire quanto siamo forti anche se non lo siamo. Noi criticavamo anche quando eravamo forti.

Secondo me siamo due mondi opposti: loro hano sempre bisogno di essere confortati, e noi di mettere in dubbio anche le certezze. Dunque forse non abbiamo bisogno di una contro-rivoluzione mediatica.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: TomYorke il 25 Giu 2012, 17:48
Ma a voi vi piacerebbe veramente essere esaltati da mazzocchi?
Cioè, una volta che hai stabilito che mazzocchi è "uno dei tuoi" poi ce devi vive co sto pensiero :)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 17:52
Citazione di: TomYorke il 25 Giu 2012, 17:48
Ma a voi vi piacerebbe veramente essere esaltati da mazzocchi?
Cioè, una volta che hai stabilito che mazzocchi è "uno dei tuoi" poi ce devi vive co sto pensiero :)

lo e' stato.
senior, ma lo e' stato
:DD
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: TomYorke il 25 Giu 2012, 17:54
Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 17:52
lo e' stato.
senior, ma lo e' stato
:DD

eh infatti, c'ho pensato subito dopo averlo scritto!!
oggi finalmente posso uscire di casa e dire al mio amico romanista:"mazzocchi tuo"!! :)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: DajeLazioMia il 25 Giu 2012, 19:50
Quando si andava al mare in vacanza anni fa...
-Sono di Roma?
-Tifi per la roma o per la Lazio?

Vorrei si tornasse a questo, e non c'entravano nulla le vittorie.
Riconquistare spazio non vuol dire essere come loro, ma essere noi potendolo dire anche agli altri, comunicando il nostro mondo. Cosa c'è di coatto?

Come ha detto qualcuno, un tempo era Sordi-Sora Lella, Verdone-Montesano,etc...

Oggi, e mi capita... (fuori Roma)
- È di Roma... MA è della Lazio.
Lottiamo per ritrasformare quel MA IN UN E. A modo nostro. Di iniziative ne ho lette di interessantissime.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Cesio il 25 Giu 2012, 20:06
Citazione di: TomYorke il 25 Giu 2012, 17:48
Ma a voi vi piacerebbe veramente essere esaltati da mazzocchi?
Cioè, una volta che hai stabilito che mazzocchi è "uno dei tuoi" poi ce devi vive co sto pensiero :)

A me piacerebbe che quando mazzocchi, o chi per lui, faccia la classica domanda su totti sebbene  non c'entri una mazza gli si risponda:" io sono della Lazio. I caroselli glieli lascio volentieri ma vorrei che chi è Laziale esca allo scoperto, certo non sempre come fanno loro in ogni occasione, ma quando gli si fa una domanda che rimanda indirettamente al capetano o al magnifico popolo
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: GiPoda il 25 Giu 2012, 20:21
Ho letto con attenzione tutti gli interventi, e, come altre volte dibattuto su argomenti simili, esistono sempre due scuole di pensiero: fiera diversità  e voglia di visibilità.
Io sono per la seconda, per il semplice motivo che le fortune di un marchio calcistico si fanno anche promuovendo quel marchio, sdoganandolo da locale a nazionale.
Bisogna rendersi conto che gli anni 80 sono finiti, le aziende calcistiche devono assolutamente trovare altre fonti di ricavo e anche se il dandinismo non concorre direttamente all'aumento della vendita delle magliette sicuramente accresce la visibilità del simbolo sopra stampato.
Visibilità che si traduce in un miglior appeal e quindi  in potenziale aumento se non di tifosi almeno di simpatizzanti con le ovvie ricadute positive tra sponsorizzazioni e diritti d'immagine.
Per me la strada è questa, guai a sottovalutare questo aspetto arroccandosi nel fortino della diversità.
La parte più difficile però, è proprio questa.
La Società sta facendo ma può fare meglio ( l'aneddoto sul Lazio Club Montecitorio è illuminante ad esempio), ma  chi è spaventosamente arretrato, anche con comportamenti voluti, è la comunicazione romana.
De Angelis ne è il prototipo, grande Laziale ma culturalmente  incapace di invertire il modo in cui fino adesso ha raccontato la Lazio.
Prima della radio ufficiale, chiedevo (speravo) che la Lazio addivenisse ad un dialogo con questi comunicatori; dopo Lazio Style Radio non posso più chiederglielo, essendo concorrenti.
E allora dovremmo cominciare a rivolgerci agli editori di tali radio, chiedendo loro uno stile meno ipercritico e meno piagnone nei toni, pena l'abbandono dell'ascolto per gonfiore eccessivo dei nostri testicoli.
Nel frattempo, potrebbero cominciare a leggerci (io su questo forum farei proprio una sezione dedicata alla c.d. comunicazione laziale) e magari rendersi conto che il loro "target" di clientela desidera una comunicazione più positiva di quella spesso propinata.


Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Biafra il 25 Giu 2012, 20:21
OT
(perchè odio 'sti topic piagnoni pur comprendendone il senso, non s'offenda nessuno... :beer:)

Per come la vedo io, dopo oltre dieci anni di propaganda continua a mezzo Rai, repubblica, dandone e falliti  vari:

- come presenze allo stadio siamo alla pari;
- in classifica stanno sotto da due anni;
- come bacheca europea stanno sotto da sempre;
- a livello di tifo collezionano da decenni continue e cosmiche figure de merda;
- in Italia non se li fila nessuno. Al massimo li schifano, loro e i pupazzi televisivi che continuano questa stucchevole e ridicola propaganda (in Europa che te lo dico a fa?Giusto a Manchester se li ricorda qualcuno...)

Ci servono così, che la propaganda continui distruggendo ogni limite del ridicolo..
Loro devono restare così per sempre,
sono nati solo ed esclusivamente per esaltare la Lazialità,
sono nati solo per farsi prendere per il culo da noi,
da sempre e per sempre,
questa è la loro unica funzione.

E a voi dico, la Lazio non è per tutti, la Lazio non è per la "massa" e mai dovrà esserlo.

Non è una frase fatta non è uno slogan,
non si è orgogliosa minoranza sin dall'asilo per caso,
"Laziali si nasce".

Noi siamo Laziali e abbiamo su di noi una responsabilità che arriva a noi da 112 anni di storia e decine di generazioni di Laziali.

E poi ricordatevelo sempre:

"La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è ! Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per altri,  c'erano tifosi e gli è stata data una squadra da tifare"   

PS: Subalterni de sto grandissimo ca...  :band1:

EOT (continuate pure, e scusatemi io sono troppo sentimentale)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Palo il 25 Giu 2012, 20:22
Citazione di: sweeper77 il 25 Giu 2012, 14:33

E cmq per me, mastrandrea, zoro, elio germano.....in svizzera fuori dal GRA non sanno manco chi sono  :)

Mastrandrea credo che fosse quello che andava a fare lo sfigato dall'omino coi triplici baffi fraterni, no?
Quell'artri due ... mai coperti! Chi cazzo sono?

Johnny Palomba lo conosco solo per assonanza (...)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: GuyMontag il 25 Giu 2012, 21:32
Prima di tutto ringrazio arkham per l'opportunità.
Argomento ghiotto (anche se non mi piace il titolo: "culturalmente subalterni", specie in considerazione dei soggetti in questione).

Culturalmente diversi, sì, però. Nel fiorire delle argomentazioni, emerge una varietà di "tipi laziali" che quelli dellà se li scordano.

C'è il menefreghista. A me se la dandini oppure zoro o alberto sordi o de rossi migliore in campo mi scuce la fodera del cazzo. Non li vedo e non li sento. Tanto co tutta sta propaganda che hanno tirato fuori? Una squadra piena di buffi osannata da una manica di [...]. E co tutta sta propaganda so due anni che ce stanno sotto, e - comunque - non avete mai vinto una ceppa. Muti. Siete come gli spicci. Tanti, fate rumore e nun valete un cazzo. Fuori dal raccordo si parla di cucchiaio alla Panenka. Solo qui dentro si parla di cucchiaio alla totti.

C'è il complottista. Rolex. Fidejussioni. Rigori a go-go. Grandi vecchi, baffini e baffetti, massonerie giallorosse. Salvati quando non dovrebbero, indenni da tutte le porcherie anche se tutti sanno che ci stavano dentro fino al collo, dai dimartini che si dimenticano le partite loro, ai calciopoli che misteriosamente fanno fuori le avversarie. A partire dalla madre di tutte le corruzioni, il caso di Vautrot dove la roma - condannata per tentata corruzione ad un arbitro - non si sa come ora è la paladina del calcio pulito.

C'è l'accerchiato. I complotti non sono necessariamente contro di noi. L'accerchiamento è essenzialmente anti-laziale. Redazioni intere di giornali, sportivi e non, che scrivono dopo essersi sparati una peperonata, cronisti di televisioni nazionali che si comportano come galoppini di romaciannel, e commentatori che nun gliela fanno proprio a non declamare il loro giallorottismo ogni due per tre. Ministri e sottosegretari che vanno con la sciarpetta al collo (gasparri non è in questa categoria, sta fra i comici, è quello che imita neri marcorè), la roma è simpatica, i loro vandalismi sono puncicate, i loro buu sapientemente sfumati, mentre noi siamo sempre in mezzo. brutti, sporchi, cattivi.

C'è l'apostolo della mancanza di comunicazione. La Lazio e i laziali non sanno comunicare. O hanno paura di farlo. Abbiamo gente che a quelli dellà manco li guarda, ma non si espone. Meglio lo status quo, in definitiva. Manca una strategia, c'è un sottile filo di invidia perché loro sanno comunicare. Spalleggiati dai media, credenti in un dio di plastilina, riescono a creare "lo sputo a totti", "il calcione di balotelli", manca poco che il razzista balotelli a ponte milvio ha bersagliato di banane i poveri tifosi giallozozzi. Ma ci arriveranno. E la Lazio? La Lazio non fa nulla, il mondo laziale attende supino le iniziative altrui...

Non è che queste scuole di pensiero siano monolitiche, si contaminano a vicenda, anche io passo da un superiore menefreghismo ad un furore belluino per l'idiota di turno che deve definire de rossi migliore in campo a prescindere e per la regia che inquadra a profusione il padre del suddetto, a vedere complotti nel modo in cui il mio giornalaio sorride quando vende l'onanista o a sentirmi circondato quando la repubblica spara un articolo al giorno sulle emorroidi del fesso o il cortrig si esibisce in vette sublimi con la roma di robben.

In generale, però, mi sento apostolo della diversità. E quello che ci rende diversi non è tanto il numero di vip che fanno outing o quello che pensa il triangolo di monteverde (che ci ho pure abitato, comunque, e monteverde E' biancoceleste). E' la nostra storia, che per me è come un continuo libro delle fiabe, sono le belle facce di cui parla arkham, è la nostra filosofia che - per autolesionista che sia, e autolesionisti come noi ce ne sono pochi - ci impedisce di accostarci al calcio con i paraocchi da somaro giallozozzo. C'è chi dice che i tifosi sono tutti uguali. Non sono d'accordo, però è in atto un tentativo di omologazione. Ci stiamo romanistizzando. E di questo non sono loro i responsabili, non sono gli zori, i dandiniguzzanti e nani e ballerine danzanti. Guardiamoci dentro, lo stadio biancoceleste, il NOSTRO stadio, è diventato un posto brutto, brutta è la lingua che vi si parla, parliamo come i cesaroni senza essere cesaroni...

Questa è la nostra battaglia. Interna, non esterna. Non siamo culturalmente subalterni nei confronti di nessuno, certo non del pattume sulla sponda sbagliata del tevere. Cominciamo a pensarlo, ad assumere i loro stilemi, e diventeremo una brutta copia di loro. Perché per fare i romanisti bisogna saperlo fare, e noi - al momento - ancora non ci riusciamo bene. Liberiamoci del pattume mediatico che abbiamo intorno, non di repubblica o di un cotrig che - tanto lo sappiamo - sono nemici dichiarati, e comunque non hanno portato né un punto né un tifoso a quelli dellà, ma dei comunicatori de noantri, dei condottieri radiotelevisivi che abbiamo, dei giornalisti che hanno paura a dichiararsi perché ciò famiglia, cominciamo a fare davvero... i laziali.

E comunque pikkio a zoro se lo lega al pisello.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: NandoViola il 25 Giu 2012, 21:39
Ricordatevi sempre, a proposito di diversita`, che da quella curva dimmerda e` partito un razzo che ha ammazzato un padre di famiglia, uno di noi. E da quella cloaca maleodorante che e` la tifoseria romanista, tutta indistintamente, non ho mai visto ne` sentito mea culpa, rimorsi, tantomeno scuse vere. Noi al contrario ci saremmo vergognati come cani, e l`avremmo vissuta negli anni sempre peggio, la pagina nera della nostra storia. Per loro e` una medaglia. Quando parlate di differenze che non ci sono, partite da qui, e dateve na regolata.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Biafra il 25 Giu 2012, 21:41
Citazione di: GuyMontag il 25 Giu 2012, 21:32

Culturalmente diversi, sì, però. Nel fiorire delle argomentazioni, emerge una varietà di "tipi laziali" che quelli dellà se li scordano.

C'è il menefreghista. A me se la dandini oppure zoro o alberto sordi o de rossi migliore in campo mi scuce la fodera del cazzo. Non li vedo e non li sento. Tanto co tutta sta propaganda che hanno tirato fuori? Una squadra piena di buffi osannata da una manica di [...]. E co tutta sta propaganda so due anni che ce stanno sotto, e - comunque - non avete mai vinto una ceppa. Muti. Siete come gli spicci. Tanti, fate rumore e nun valete un cazzo. Fuori dal raccordo si parla di cucchiaio alla Panenka. Solo qui dentro si parla di cucchiaio alla totti.


GuyMontag rules!

Orgoglioso di essere menefreghista.

E in fondo in fondo, mi sa che lo sei anche tu. :beer:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Cervino il 25 Giu 2012, 21:44
Citazione di: poda_again il 25 Giu 2012, 17:46
La forza mediatica della rioma è difficile da contrastare.

Prendiamo per esempio la partita di ieri. Per tutti il mondo Pirlo è stato il migliore in campo. Prendo delle perle  Rai a caso:
- Grande partita di De Rossi
- De Rossi migliore in campo
- Peccato che non c'è De Rossi per i rigori
- Cucchiaio alla Totti
- Inquadrato il padre di De Rossi due volte dalla telecamere della Rai dopo che è uscito. L'unica altra parente di giocatore inquadrata è stata la moglie di Montolivo dopo il rigore sbagliato.

Come si fa a contrastare tutto questo?
Come si fa a contrastare dei telecronisti che dopo che la Grecia ha massacrato i giocatori tedeschi, al primo fallo di Klose, tr'altro ostruzione, dicono "bruttissimo fallo di Klose".



E' tutto qui il problema:

- De Rossi e' danielederossi, e' il migliore in campo, ubiquo e instancabile anche se ha gettato la spugna a manco meta' secondo tempo e si e' mangiato un gol a porta vuota (ovviamente perche' "pensava di essere in fuorigioco"),

- il cucchiaio di Pirlo accompagnato da un urlo sguaiato di "alla francescottotti" salvo poi ravvedersi per lesa maesta' e ripiegare su un piu' irregimentato "un mezzo cucchiao" (!), roba che perfino Dossena si e' sentito in dovere di dire a quel fenomeno ("dai, puoi anche dire che e' un cucchaio intero"),

- peccato che non c'e De Rossi per i rigori (ma ci rendiamo conto? Se ci fosse stato Tonetto ne avrebbero invocato il suo utilizzo per tirare il quinto e decisivo rigore). Il padre di questo losco figuro legato alla criminalita' organizzata inquadrato dalla RAI e' solo la ciliegina sulla torta che fa capire di come la militarizzazione sia completa e totale.


A noi manca quello che in quelle inascoltabili cronache e in quei patetici salottini in studio dica cose del tipo "Hart cerca di innervosire il tiratore italiano con le stesse smorfie e gesta dell'indimentcabile Bruce Grobbelaar, il portiere rhodesiano del Liverpool che prese per i fondelli Conti e Graziani, impauri' Falcao al punto di rifiutarsi di tirare il rigore e consenti' alla sua squadra di vincere una Coppa dei Campioni in casa della asroma)"

Certo, non basta. Ma intanto cominciamo da questo: due/tre cronisti/commentatori in Rai e Sky, e due/tre giornalisti tra Gazzetta, Corriere della Sera e un altro a scelta. In quesi posti servono le persone, non perdiamo tempo con chiedere interventi a "vip" che il 99,99% del pubblico non sa nemmeno chi siano

Per me sarebbe gia' qualcosa se noi tifosi riattivassimo in qualche modo quel sito di raccolta di tutte le malefatte della asroma che lo scorso agosto un netter lancio' per la bellezza di 15 o 16 minuti.

Io mi offro per qualsiasi tipo di supporto. Sono d'accordo con quello che dice Biafra, ma c'e' un limite a tutto. E vivo all'estero da quasi 20 anni.   

Sempre e solo Forza Lazio.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 25 Giu 2012, 21:47
Citazione di: Biafra il 25 Giu 2012, 21:41
GuyMontag rules!

Orgoglioso di essere menefreghista.

E in fondo in fondo, mi sa che lo sei anche tu. :beer:

mi portate con voi?
;)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: mansiz il 25 Giu 2012, 21:59
ebbene faccio parte del girone degli ACCERCHIATI ma la colpa è solo nostra
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: valpa62 il 25 Giu 2012, 22:07
Citazione di: Biafra il 25 Giu 2012, 20:21
OT
(perchè odio 'sti topic piagnoni pur comprendendone il senso, non s'offenda nessuno... :beer:)

Per come la vedo io, dopo oltre dieci anni di propaganda continua a mezzo Rai, repubblica, dandone e falliti  vari:

- come presenze allo stadio siamo alla pari;
- in classifica stanno sotto da due anni;
- come bacheca europea stanno sotto da sempre;
- a livello di tifo collezionano da decenni continue e cosmiche figure de merda;
- in Italia non se li fila nessuno. Al massimo li schifano, loro e i pupazzi televisivi che continuano questa stucchevole e ridicola propaganda (in Europa che te lo dico a fa?Giusto a Manchester se li ricorda qualcuno...)

Ci servono così, che la propaganda continui distruggendo ogni limite del ridicolo..
Loro devono restare così per sempre,
sono nati solo ed esclusivamente per esaltare la Lazialità,
sono nati solo per farsi prendere per il culo da noi,
da sempre e per sempre,
questa è la loro unica funzione.

E a voi dico, la Lazio non è per tutti, la Lazio non è per la "massa" e mai dovrà esserlo.

Non è una frase fatta non è uno slogan,
non si è orgogliosa minoranza sin dall'asilo per caso,
"Laziali si nasce".

Noi siamo Laziali e abbiamo su di noi una responsabilità che arriva a noi da 112 anni di storia e decine di generazioni di Laziali.

E poi ricordatevelo sempre:

"La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è ! Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per altri,  c'erano tifosi e gli è stata data una squadra da tifare"   

PS: Subalterni de sto grandissimo ca...  :band1:

EOT (continuate pure, e scusatemi io sono troppo sentimentale)

:beer:  :band1:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: AquilaLidense il 25 Giu 2012, 22:44
Orgoglioso di condividere il girone con biafra.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Remember il 26 Giu 2012, 00:03
Citazione di: NandoViola il 25 Giu 2012, 21:39
Ricordatevi sempre, a proposito di diversita`, che da quella curva dimmerda e` partito un razzo che ha ammazzato un padre di famiglia, uno di noi. E da quella cloaca maleodorante che e` la tifoseria romanista, tutta indistintamente, non ho mai visto ne` sentito mea culpa, rimorsi, tantomeno scuse vere. Noi al contrario ci saremmo vergognati come cani, e l`avremmo vissuta negli anni sempre peggio, la pagina nera della nostra storia. Per loro e` una medaglia. Quando parlate di differenze che non ci sono, partite da qui, e dateve na regolata.
da imparare come l'Ave Maria
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 26 Giu 2012, 00:15
Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:23
cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo

Ho aperto stotopic e mi so' fermato qui.
Pagina 1
Dopo pochi post.
Punto.
Cragnotti a questi stronzi j'ha fatto male.
Hanno passato anni a mastica' bile, io li rivojo vede' cosi'
Vacce a fa' la spesa co' la tuta daa magica...
Vincere, solo questo conta.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: castroman77 il 26 Giu 2012, 03:00
Citazione di: blow il 26 Giu 2012, 00:15
Ho aperto stotopic e mi so' fermato qui.
Pagina 1
Dopo pochi post.
Punto.
Cragnotti a questi stronzi j'ha fatto male.
Hanno passato anni a mastica' bile, io li rivojo vede' cosi'
Vacce a fa' la spesa co' la tuta daa magica...
Vincere, solo questo conta.

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Tema: Manchester United and Manchester City
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: ernestocalisti il 26 Giu 2012, 03:13
Citazione di: Biafra il 25 Giu 2012, 20:21
OT
(perchè odio 'sti topic piagnoni pur comprendendone il senso, non s'offenda nessuno... :beer:)

Per come la vedo io, dopo oltre dieci anni di propaganda continua a mezzo Rai, repubblica, dandone e falliti  vari:

- come presenze allo stadio siamo alla pari;
- in classifica stanno sotto da due anni;
- come bacheca europea stanno sotto da sempre;
- a livello di tifo collezionano da decenni continue e cosmiche figure de merda;
- in Italia non se li fila nessuno. Al massimo li schifano, loro e i pupazzi televisivi che continuano questa stucchevole e ridicola propaganda (in Europa che te lo dico a fa?Giusto a Manchester se li ricorda qualcuno...)

Ci servono così, che la propaganda continui distruggendo ogni limite del ridicolo..
Loro devono restare così per sempre,
sono nati solo ed esclusivamente per esaltare la Lazialità,
sono nati solo per farsi prendere per il culo da noi,
da sempre e per sempre,
questa è la loro unica funzione.

E a voi dico, la Lazio non è per tutti, la Lazio non è per la "massa" e mai dovrà esserlo.

Non è una frase fatta non è uno slogan,
non si è orgogliosa minoranza sin dall'asilo per caso,
"Laziali si nasce".

Noi siamo Laziali e abbiamo su di noi una responsabilità che arriva a noi da 112 anni di storia e decine di generazioni di Laziali.

E poi ricordatevelo sempre:

"La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è ! Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per altri,  c'erano tifosi e gli è stata data una squadra da tifare"   

PS: Subalterni de sto grandissimo ca...  :band1:

EOT (continuate pure, e scusatemi io sono troppo sentimentale)


  :since
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: volerevolare il 26 Giu 2012, 07:23
Citazione di: DajeLazioMia il 25 Giu 2012, 19:50
Quando si andava al mare in vacanza anni fa...
-Sono di Roma?
-Tifi per la roma o per la Lazio?

Vorrei si tornasse a questo, e non c'entravano nulla le vittorie.
Riconquistare spazio non vuol dire essere come loro, ma essere noi potendolo dire anche agli altri, comunicando il nostro mondo. Cosa c'è di coatto?

Come ha detto qualcuno, un tempo era Sordi-Sora Lella, Verdone-Montesano,etc...

Oggi, e mi capita... (fuori Roma)
- È di Roma... MA è della Lazio.
Lottiamo per ritrasformare quel MA IN UN E. A modo nostro. Di iniziative ne ho lette di interessantissime.

Quel MA e' a mio avviso l'essenza della distinzione tra Noi e loro.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Warp il 26 Giu 2012, 09:21
Citazione di: Cervino il 25 Giu 2012, 21:44
Il padre di questo losco figuro legato alla criminalita' organizzata inquadrato dalla RAI e' solo la ciliegina sulla torta che fa capire di come la militarizzazione sia completa e totale.

il padre di derossi è allenatore della rioma primavera, quello legato alla criminalità è l'ex suocero, non diciamo inesattezze  ;)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Zoppo il 26 Giu 2012, 09:34
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 16:45
Ok, cerchiamo di fare un salto di qualità nella discussione, diamo per scontato che:
1-se vincessimo di più, tutto sarebbe più facile (anche se personalmente non condivido)
2-La società dovrebbe fare di più per avere maggiore visibilità
3-Siamo comunque meglio di loro, siamo diversi e rivendichiamo questa diversità.

Dettop questo, fatemi capire:
1-Perchè Mario Riva laziale non è pompato quanto il Sordi romanista? Perchè Francesco Pannofino non diventa icona di romanità dopo aver interpretato un personaggio che pare fatto apposta? Perchè dalle Iene esce il romanista biascicone più di quanto emerga il conduttore che è laziale? Perchè dal dandinismo imparante non esce anche uno Stefano Disegni (in quanto laziale, intendo), che da quelle parti bazzica? Perchè nessuno degli scrittori, dell'elite culturale cittadina che tifa Lazio lo dichiara? e soprattutto, perchè nessuno dglielo domanda?

E soprattutto, che poi è il fulcro del topic, serve che tutto questo avvenga? Dobbiamo usare le nostre armi, anche su un campo in cui, come dice porga, partiamo perdenti? O è meglio lascire libero il campo e, come dice Bianchina, far notare la nostra diversità?

Ma a forza di lasciare libero il campo, non sarà che stiamo diventando una setta autoreferenziata? A parte i nostri figli, che sentono da noi la descrizione dei riomici e la rivendicazione (quante volte si può usare la stessa parola in un topic?) della nostra diversità, chi altro potrà diventare laziale? (contribuendo al fatturato e di conseguenza anche alle vittorie, tanto per chiudere il cerchio...).

Oggi cos'è la Lazio per i non laziali? Perchè tifare Lazio? Perchè è bello tifare Lazio? Che dobbiamo fare per far capire a tutti che è bello tifare Lazio? Che la Lazio esiste e non è (solo) quella che viene raccontata?

Interessantissimo topic.
Bravo arkham ad aprirlo (ne stavamo giusto parlando alla cena).

E' difficile parlare di questo problema, che secondo me c'è e non va sottovalutato.
Biafra ha ragione, ma il problema si sente, sopratutto se si abita a Roma...
E non sono d'accordo nemmeno con Daniela, perchè come è vero che la nostra tifoseria è peggiorata, e tanto, è anche vero che una differenza tra noi e loro c'è, c'è ancora. E anche parecchia...

Purtroppo penso che noi soffriamo il loro modo di fare. Per anni sapevamo come difenderci, e lo facevamo piuttosto bene o comunque lo sapevamo fare - e l'era cragnottiana ci ha dato una grossa mano facendoci anche vivere di rendita per un po'. Personalmente questo cambiamento della loro campagna mediatica (e non) l'ho sofferto. Si sono evoluti ancor di più da "fede" calcistica a moda. E la cosa mi preoccupa, perchè nell'era dove l' "andare di moda" è la cosa più importante questi ci stanno sguazzando...

E per difenderci da questa campagna ci stiamo chiudendo, diventando a mano a mano una tifoseria sempre più frustrata, con la scusa dell'essere diversi, lasciandogli il campo, uno stadio, e purtroppo una città, come dice giustamente arkham. E non porsi il problema secondo me è sbagliato. Io non voglio lasciargli nulla, e iniziative da fare ce ne sono eccome. Solo in questo topic ne sono uscite alcune molto belle.
E quà entra in gioco la società, che da questo punto di vista fa ben poco, e che non è all'altezza di ciò che gli è dall'altra parte. Ormai anche lei si difende come i suoi tifosi, si chiude a riccio, lasciando il campo. Qualche iniziativa, ma niente di che. Una gita alla scuola, un aquila che vola, una scritta sulla maglia per mettere le cose in chiaro; tutte belle cose, che sicuramente ci fanno inorgoglire, ma che, senza il giusto lavoro e le giuste persone, servono solo a gingillarsi un po'. Purtroppo non basterà...
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Zoppo il 26 Giu 2012, 09:45
E aggiungo...
Questa estenuante e eterna guerra tra laziali li sta facendo "lavorare" fin troppo facilmente


P.S. Scusate il doppio post  :beer:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 26 Giu 2012, 10:39
Citazione di: blow il 26 Giu 2012, 00:15
Ho aperto stotopic e mi so' fermato qui.
Pagina 1
Dopo pochi post.
Punto.
Cragnotti a questi stronzi j'ha fatto male.
Hanno passato anni a mastica' bile, io li rivojo vede' cosi'
Vacce a fa' la spesa co' la tuta daa magica...
Vincere, solo questo conta.

.
Credo che vi stiate rigirando da soli un discorso abbastanza semplice.
Ho letto tutto il topic e mi sembra di aver letto qualcuno che ha scritto :
"Se vinci una Champions League a livello di immagine ne guadagni", una cosa del genere.
Cioè, voi vincete la Champion's League e ve preoccupate dell'immagine ?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: jp1900 il 26 Giu 2012, 10:58
Citazione di: italicbold il 26 Giu 2012, 10:39
.
Credo che vi stiate rigirando da soli un discorso abbastanza semplice.
Ho letto tutto il topic e mi sembra di aver letto qualcuno che ha scritto :
"Se vinci una Champions League a livello di immagine ne guadagni", una cosa del genere.
Cioè, voi vincete la Champion's League e ve preoccupate dell'immagine ?
:D
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 26 Giu 2012, 11:25
Io non voglio convincere nessuno dell'esistenza del problema, che sia chiaro.
Però vorrei spazzare via dal campo le argomentazioni che vertono sull'assioma che siamo diversi e che la nostra diversità ci rende migliori.
Grazie arkhà.
Se pensassi che non siamo migliori, nemmeno ci sprecherei un minuto.
Io credo che il problema sia un altro: secondo me questa presunta diversità, questa superiorità morale e culturale che ci autoriconosciamo, non traspare all'esterno del mondo Lazio.
Non dico in Italia, dico che nemmeno penetra nella città, dove la propaganda ci definisce tristi, piagnoni, sfigati e frustrati.

Si parlava dei successi come medicina.
Grazie arkhà 2! (la vendetta)
Quando con Cragnotti dominavamo in Italia e in Europa, vincendo quasi tutto e schierando i migliori giocatori del mondo, ovviamente la propaganda riomica se attaccava dove meglio credeva.
Eppure, in quelle condizioni, sarebbero dovuti sparire. Noi probabilmente ci saremmo andati vicino.
Invece sono rimasti in piedi, anzi hanno trovato chi desse loro una mano per prendersi una rivincita.
Ovviamente l'influenza mediatica del riomanismo in quegli anni era attenuata (anche se tutti ricordiamo come il Corrierre dello Sport ignorò il nostro centenario, tutti ricordiamo la dozzina di poster celebrativi dello scudetto della rioma a fronte di un unico poster per quello nostro, uscito con una settimana di ritardo).
Ma pensate davvero che possa essere una strategia perseguibile, quella di zittirli con le vittorie?
Ma siete i primi a non conoscere la nostra storia?
Il decennio Cragnottiano, salvo miracoli, è irripetibile.

Non è sul campo che si gioca questa partita.
Mistificano la storia (su Wikipedia c'è una guerra con chi modifica in continuazione le origine dei due club, per nobilitare il loro incrocio e smussare la nostra primogenitura).
La Lazio non è considerata patrimonio della città. Non una parola ha speso il sindaco per tutelarla allo scoppiare del calcioscommesse, tanto per fare un esempio.
Il problema c'è, a parer mio. Se la soluzione è quella di percorrere la loro stessa strada non lo so.
Quello che so è che non è nascondendo la testa sotto la sabbia come uno struzzo che potremo difendere l'appartenenza a questa città.
Perchè qui non si tratta manco più di ribadire che la città ci appartiene.
Qui si tratta di difendere il dato che noi si appartenga alla città.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Cesio il 26 Giu 2012, 12:04
Citazione di: italicbold il 26 Giu 2012, 10:39
.
Credo che vi stiate rigirando da soli un discorso abbastanza semplice.
Ho letto tutto il topic e mi sembra di aver letto qualcuno che ha scritto :
"Se vinci una Champions League a livello di immagine ne guadagni", una cosa del genere.
Cioè, voi vincete la Champion's League e ve preoccupate dell'immagine ?

Non si vince la Champion's per quello "aò speramo de vince che domani stamo su tutti i giornali"  :) siccome parliamo di visibilità la vittoria della Champion's a tra le tante conseguenze comporta anche il fatto di essere notato di più. Il succo del discorso è che se all'estero vuoi avere un appeal devi giocare con chi conta, se giochi partite contro il Manchester United, il Liverpool ecc.. è un conto, se giochi con il Vaslui è un altro
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 26 Giu 2012, 12:11
Citazione di: italicbold il 26 Giu 2012, 10:39
.
Credo che vi stiate rigirando da soli un discorso abbastanza semplice.
Ho letto tutto il topic e mi sembra di aver letto qualcuno che ha scritto :
"Se vinci una Champions League a livello di immagine ne guadagni", una cosa del genere.
Cioè, voi vincete la Champion's League e ve preoccupate dell'immagine ?

no, appunto.
se io vinco la Champions stai sereno che manco me ne curo dell'immagine, quella cammina da sola...così ho interpretato il "basta vincere" di Porga.
io mi ero fermato là, all'inizio del topic, perchè era tardi, oggi sono andato avanti nella lettura di un topic interessante e ben articolato, però continuo ad essere fermo alla posizione iniziale, basterebbe vincere per metterlo nel culo a sti' 4 pupazzi.
Tu IB, l'hai vista sulla rai la partita dell'Italia dell'atra sera? Spero per te di no, ma è stata disgustosa e non è una questione di sentirsi accerchiato, perchè io non me li intruppo de' pezza, non leggo i loro giornali, non ascolto le loro radio, li evito, ma poi sono costretto a subirmi una telecronaca imperniata sulla roma, dove avrò sentito più la parola roma, che Italia...per fortuna c'è la stampa estera che rimette le cose a posto, perchè le pagelle del giorno dopo sui giornali italiani sono state fatte da 4 cani romanisti.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Warp il 26 Giu 2012, 12:14
secondo me è anche colpa nostra che in tutti questi anni (gli ultimi 20/25) ci siamo autoesiliati, prima andandocene a Formello (grosso errore, li ci puoi fare il centro sportivo, ma la sede deve stare nel cuore della città). cragnotti di roma se ne fregava (giustamente) perchè lui aveva uno sguardo sul mondo, a lui interessava più vendere magliette a Copacabana che a viale Marconi. E noi eravamo paradossalmente una squadra riconosciuta nel mondo ma negletta in casa.

Con l'avvento di Lotito abbiamo perso l'una e l'altra prospettiva. Ci siamo chiusi a Formello, alcuni tifosi rivendicano una nobiltà di sangue che allo stato non pare giustificabile, a meno di non crearsi delle realtà virtuali (mica penserete che i romanisti sono tutti come fotia o come qualche trucidone che gira al centro commerciale della romanina con la tutadetotti).

Ci sono buone iniziative come il ritorno nelle scuole, ma serve di più.

Serve un grande spazio in centro che catalizzi l'attenzione dei turisti e dei passanti, con eventi, ogni tanto mettite fuori regala 100 t-shirt col simbolo, distribuisci 1000 portachiavi ai passanti, renditi visibile, fai in modo che il turista non se compra il cappelletto per il sole della roma pensando che sia DI roma, lo voi er cappelletto?, tiè te lo regalo io, "Lazio, what is Lazio? Oh Nice" Daje bello, la voi la maja? 50 sacchi e te porti in Texas la maglia di calcio della squadra più antica di roma.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 26 Giu 2012, 12:15
ma voi ricordate come abbiamo vissuto le gioie per le vittorie dell'era cragnotti?
io ricordo un popolo fiero della sua squadra, che avrebbe dovuto far festa per mesi, tanto non aveva mai vinto un cazzo, invece ci bastava una serata e forse il giorno dopo, perchè già pensavamo alla prossima sfida.
loro festeggiarono per mesi, neanche fossero a fuorigrotta..."j'aaaavemo scucito" e là se so' fermati.
stemmerde.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: AquilaLidense il 26 Giu 2012, 12:47
Citazione di: Warp il 26 Giu 2012, 09:21
il padre di derossi è allenatore della rioma primavera, quello legato alla criminalità è l'ex suocero, non diciamo inesattezze  ;)

Negli anni '70 la situazione era pure peggio.
Arrestarono la sorella di giordano ed il corriere dello sport mise la notizia in prima pagina a sette colonne. Qualche anno dopo spararono al papa ma il corriere dello sport mise solo un trafiletto in basso a destra.

a parte un malanimadelimortaccivostra che altro si poteva dire o fare?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: AquilaLidense il 26 Giu 2012, 12:53
Citazione di: blow il 26 Giu 2012, 12:15
ma voi ricordate come abbiamo vissuto le gioie per le vittorie dell'era cragnotti?
io ricordo un popolo fiero della sua squadra, che avrebbe dovuto far festa per mesi, tanto non aveva mai vinto un cazzo, invece ci bastava una serata e forse il giorno dopo, perchè già pensavamo alla prossima sfida.
loro festeggiarono per mesi, neanche fossero a fuorigrotta..."j'aaaavemo scucito" e là se so' fermati.
stemmerde.

questo post mi ha ricordato "'st'amico qui" ...



Noi non siamo subalterni siamo diversi, siamo migliori non dimentichiamolo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 26 Giu 2012, 13:02
Ragazzi, culturalmente subalterni va inteso nel senso che la nostra cultura è una cultura di nicchia, che è fagocitata dalla loro.
Non è una valutazione del valore intrinseco delle due "culture", che se avevo dubbi in proposito mo' stavo sul forum di Carlo Zampa, mica qui.
Non vi sentite attaccati, non dobbiamo sottolineare ogni cinque minuti che siamo diversi e migliori. Io il complesso di rivendicare la mia superiorità non ce l'ho.
Il punto è: SE siamo diversi e migliori, perchè questo non emerge? Perchè essere romano e laziale sta diventando un'anomalia nell'immaginario collettivo, a fronte degli scarsissimi risultati dei dirimpettai?
Cosa significa essere laziale?
Quanto passa all'esterno, il nostro modo di essere laziale?
Ci hanno ddipinto nel modo a loro più congeniale  e ci hanno messo nel cantuccio dove non diamo fastidio, utili semmai per giustificare con la vittoria di un derby i peana sui campionissimi che non vincono mai una ceppa.
Ho lavorato in redazioni sportive nelle quali essere di Roma significava automaticamente seguire la Roma, e quando ho fatto qualcosa sulla Lazio sono stato accusato di fare servizi e collegamenti che "non interessano un cazzo a nessuno".
A Roma, da un dirigente napoletano, in una televisione sgangherata.
Poi non ci stupiamo se Studio Sport o Sportitalia ci massacrano, se i personaggi simpatici in ogni opera di fiction se sono romani sono anche romanisti, se quando c'è un laziale è sfigato nel migliore dei casi, brutto sporco e cattivo nel peggiore.
Ogni pezzo contribuisce al mosaico.

Poi speriamo che Klose la butta dentro e stiamo bene così, ma io di ragazzini con la maglia di Klose in giro non ne ho visto neanche uno.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 26 Giu 2012, 13:49
Citazione di: blow il 26 Giu 2012, 12:11
no, appunto.
se io vinco la Champions stai sereno che manco me ne curo dell'immagine, quella cammina da sola...così ho interpretato il "basta vincere" di Porga.
io mi ero fermato là, all'inizio del topic, perchè era tardi, oggi sono andato avanti nella lettura di un topic interessante e ben articolato, però continuo ad essere fermo alla posizione iniziale, basterebbe vincere per metterlo nel culo a sti' 4 pupazzi.
Tu IB, l'hai vista sulla rai la partita dell'Italia dell'atra sera? Spero per te di no, ma è stata disgustosa e non è una questione di sentirsi accerchiato, perchè io non me li intruppo de' pezza, non leggo i loro giornali, non ascolto le loro radio, li evito, ma poi sono costretto a subirmi una telecronaca imperniata sulla roma, dove avrò sentito più la parola roma, che Italia...per fortuna c'è la stampa estera che rimette le cose a posto, perchè le pagelle del giorno dopo sui giornali italiani sono state fatte da 4 cani romanisti.

Su, l'ho vista in Rai.
E francamente non ho visto, né ascoltato tutto questo.
Sinceramente, mi ci ero messo di buzzo buono eh, ma niente, ho ascoltato una telecronaca abbastanza soporifera di Gentili, che non amo, ma francamente tutta questa telecronaca imperniata sulla roma non l'ho vista.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 26 Giu 2012, 13:55
Arkham, culturalmente subalterni, per come io lo intendo, e' quando assimili una cultura che ti viene imposta e dimentichi la tua. E ho paura che sia proprio quello che ci sta accadendo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Panzabianca il 26 Giu 2012, 14:01
Scusate, vi ho letto attentamente e credo che a partire da Porga e Arkham, dai concetti di dandinismo a quello della costruzione del gradimento (Tarallo), le opinioni siano tutte rispettabilissime per carità, tuttavia, credo altresì che si stia tracciando un profilo forse distorto del modo di vivere lo sport e, in tale ambito, del calcio, per quanto esso mi e ci coinvolga in modo talora estremo.
Si potrebbe discutere di subalternità culturale allorché il calcio connotasse anche minimamente la nostra cultura, o qualche frangia sostanziale di essa e non fosse invece, come nei fatti, uno dei tanti oppiacei, strumentali alla distrazione della crisi. Una crisi culturale, ora economica, insomma sistemica.
Io mi domando, il Laziale ed il suo modo di vivere la Lazio non sono la risposta più legittima, credibile, realistica, serena alla domanda su quale posto debba occupare il calcio e le sue manifestazioni più sguaiate nelle vita di ognuno di noi???
Quanto alla cultura della quale dovremmo esser subalterni? beh, una forma di Mujahidinismo che solo a Roma (purtroppo anche da alcuni di noi) viene visto come sistema "educativo" del gradimento per una squadra che è sempre stata ai margini  e che vorrebbe essere più di quanto non sia mai stata e non sarà mai, volendo essa velletariamente occupare ed invadere sfere di società civile in cui tutt'al più farebbe folclore. A leggere l'intervento introduttivo di Arkhan mi viene da pensare che il nostro cinema, la nostra tv, la nostra letteratura, da tempo abbondantemente in crisi, ora siano in picchiata.
Ora alla parola cultura viene spesso sovrapposto il folclore.   
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: AquilaLidense il 26 Giu 2012, 14:33
Citazione di: Bianchina il 26 Giu 2012, 13:55
Arkham, culturalmente subalterni, per come io lo intendo, e' quando assimili una cultura che ti viene imposta e dimentichi la tua. E ho paura che sia proprio quello che ci sta accadendo.

le similitudini sono realitve al fatto che siamo entrambi romani, per la parte relativa al calcio vedo solo differenze.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 26 Giu 2012, 14:54
Citazione di: italicbold il 26 Giu 2012, 13:49
Su, l'ho vista in Rai.
E francamente non ho visto, né ascoltato tutto questo.
Sinceramente, mi ci ero messo di buzzo buono eh, ma niente, ho ascoltato una telecronaca abbastanza soporifera di Gentili, che non amo, ma francamente tutta questa telecronaca imperniata sulla roma non l'ho vista.
perchè te ce sei messo da francese che non capisce l'italiano, guardavi solo le immagini  :)

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 26 Giu 2012, 14:55
Citazione di: blow il 26 Giu 2012, 14:54
perchè te ce sei messo da francese che non capisce l'italiano, guardavi solo le immagini  :)

:ass: :lol:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 26 Giu 2012, 14:58
Citazione di: Bianchina il 26 Giu 2012, 13:55
Arkham, culturalmente subalterni, per come io lo intendo, e' quando assimili una cultura che ti viene imposta e dimentichi la tua. E ho paura che sia proprio quello che ci sta accadendo.

Ho capito il tuo punto di vista Bianchina. Ma è un'interpretazione che non mi convince, perchè il modello alternativo a me pare perdente a tutto campo.

La riflessione di Panzabianca invece mi trova concorde: credo che, a partire da me stesso, forse è il caso di ricordarsi a intervalli regolari che "stamo a parlà de pallone".
Però, su un forum de pallone, io de pallone parlo. E all'interno del limitato mondo del pallone, piccolo come una capocchia di spillo, noi abbiamo un problema grosso come una casa.
Io vedo un fenomeno. Cerco di capire come si è sviluppato. Provo a cercare una controffensiva.
Ora, se incontro chi mi dice che la controffensiva immaginata non è quella giusta, mi fa piacere confrontarmici, perchè è facile che sia io a sbagliare.
Mi rimane più difficile affrontare la questione con chi mi dice che il fenomeno non esiste o è marginale oppure c'è ma chi se ne frega che tanto noi siamo diversi.
Perche io, e ovviamente è una visione personalissima, il fenomeno lo avverto, lo soffro e lo voglio contrastare.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Bianchina il 26 Giu 2012, 15:00
Citazione di: blow il 26 Giu 2012, 14:54
perchè te ce sei messo da francese che non capisce l'italiano, guardavi solo le immagini  :)

E' stato talmente bello il rigore di Pirlo che quell "alla totti" e' suonato cosi' stonato e ridicolo da ritorcersi contro chi l'ha pronunciato. Stanno talmente esagerando che fuori dal raccordo e'da tempo iniziato il rigetto. Questi europei saranno la loro tomba.
Mosche cocchiere. Una risata li seppellira'.
  :ssl
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 26 Giu 2012, 15:19
Citazione di: Bianchina il 26 Giu 2012, 15:00
E' stato talmente bello il rigore di Pirlo che quell "alla totti" e' suonato cosi' stonato e ridicolo da ritorcersi contro chi l'ha pronunciato. Stanno talmente esagerando che fuori dal raccordo e'da tempo iniziato il rigetto. Questi europei saranno la loro tomba.
Mosche cocchiere. Una risata li seppellira'.
  :ssl

sto fuori dal raccordo che già qualcuno ha citato non è vero.
voi avete letto le pagelle dei giornali italiani? corriere della sera, repubblica?
de rossi 7,5 vs. pirlo 6  :o
la situazione torna alla normalità fuori dai nostri confini, dove inglesi e spagnoli hanno cantato le gesta di andrea pirlo, giocatore universale, di dagnelino non c'è manco mezza riga o su twitter dove fabregas, van persie, xavi hanno twittato il loro elogio al centrocampista italiano.
quindi questa vostra convinzione che fuori dal raccordo non esce non mi sembra reale.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: matador72 il 26 Giu 2012, 15:31
L'altro giorno alla radio al quadrato Damascelli faceva notare questa cosa della "romanizzazione" della rai, dicendo che non è possibile durante una partita della nazionale citare così tante volte le merde, e facendo notare che i giornalisti sportivi della rai non si levano la sciarpetta giallozozza neppure quando commentano la nazionale.
Naturalmente il suo intervento in merito è stato ignorato dai conduttori del vapore......
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: sweeper77 il 26 Giu 2012, 15:41
merpubblica è dall'inizio dell'europeo che in ogni notizia riguardante l'italia mette la foto di de rossi in bella vista.
porelli.....forse hanno capito che con il calcioscommesse ja detto male!  :asrm

MERDEE
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: orchetto il 26 Giu 2012, 18:39
Esiste forse una terza via.
Ragioniamo
Si ok, elitari, e Roma Nord che è Laziale....vabbè ma come è possibile che io conosco molti più Laziali alla Magliana, al Trullo, a Trastevere...financo a Garbatella? Mio padre, che mi ha trasmesso la passione per la Lazio, era della Garbatella e quando sente sti pipponi su Roma Nord che è Laziale, si incavola come na bestia, li considera discorsi da Laziali che non si volgiono sporcare le mani (che poi boh io quelli di Prati che conosco so quasi tutti della riomma). Insomma no al trucidismo, va bene ma insomma quando abbiamo vinto lo scudetto nel 2000 girare alla Magliana piena di bandiere della Lazio era una soddisfazione: e a quelli che bisognava dirgli? No voi non siete di Roma Nord?
Poi la romanità. Ok, va bene siamo nati a Roma e siamo romani ma sto nome Lazio, volenti o nolenti coincide col nome della regione (e anche col nome Latium): lo vogliamo o no farlo diventare un punto di forza per farci fare una vera e propia campagna di diffusione e consocenza della Lazio fuori raccordo? Io quando vado in provincia di Rieti o di Viterbo o ai catselli, quando la Lazio gioca fuori casa e trovo tutti i locali pinei co la partita della Lazio so contento, non è ch eentro e comincio a dire, eh ma noi non semo burini semo nati a Roma e piripì e parapà; quindi giusto rivendicare la nascita ma anche quì non facciamolo diventare un fattore limitante.
Poi altro discorso degli immigrati da altre parti di Italia che affollano le borgate. Spesso sento dire da altri Laziali che i riommici so tuti abruzzesi, calabresi ecc. ecc.; ora io conosco abruzesi e calabresi della Lazio, come pensate che si sentano quando odono questi discorsi? Va a vantaggio o a svantaggio della Lazio una cosa del genere? Ok il legame con le origine e il territorio ma non dimentichiamoci che la Lazio nasce con i valori olimpici nel DNA e quindi non ha confini.
Discorso politico.
C'è chi si danna per il fatto che la curva nord penda a destra e chi oramai ci si rassegna. Innanzi tutto cominciamo col dire alcune cose. In curva nord non ci vanno solo i fascisti; quasi tutte le curve calcistiche in Italia pendono a destra comrpesa quella della Roma. Detto questo, è ovvio che è necessario un riequilibrio per cominicare a scrollarci di dosso l'etichetta ingiustissima di fascisti (chi conosce la nostra storia bene sa che non è così) e l'unico riequilibrio possibile lo possono solo dare chi, tra la gente famosa è Laziale e di sinistra, purtroppo in Italia sono queste le logiche.
Concludo sulla comunicazione dicendo che non possiamo rischiare di avere poi i nostri trucidi giornalai speculari a giallorosici, più che altro ci vuole competenza e serietà e questa spesso manca. Bisognerebbe più puntare a che gironalisti con la G maiuscola ( se ancora ce ne sono) parlino bene di noi, ovvero ne parlino in maniera obbiettiva.   
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Cervino il 26 Giu 2012, 19:33
Citazione di: blow il 26 Giu 2012, 15:19
sto fuori dal raccordo che già qualcuno ha citato non è vero.
voi avete letto le pagelle dei giornali italiani? corriere della sera, repubblica?
de rossi 7,5 vs. pirlo 6  :o

D'accordo con te. Il Corriere in particolare si e' superato con il titolo a tutta pagina "D. padrone della partita". Padrone della partita avendone giocata la meta' ed essendosi mangiato il gol a oggi piu' clamoroso del torneo. Ma come si fa?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: esappio il 26 Giu 2012, 21:13
dobbiamo reagire, dobbiamo farlo...  il futuro della città è l'espansione della popolazione di origine straniera (che lo vogliate o no..), quindi, coinvolgiamoli, facciamoli sentire parte di un gruppo, puntiamo sui loro bimbi che parleranno con accento romanesco e avranno il passaporto italiano! Leviamocelo dalla testa che saremo più forti e più numerosi in città, non avverrà mai.. ma almeno possiamo consolidarci, creare un nutrito ed eterogeneo gruppo di tifosi, romani e neo-romani, provinciali e, perchè no, anche oltre regione. A patto di cominciare ad isolare quei centinaia di ignoranti che si sentono forti a ululare e cantare canzoni fasciste.... Ma tutto ciò, spetta soprattutto alla Società, e a quella specie di Area marketing che si ritrova.... :S
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: GiPoda il 26 Giu 2012, 21:55
Citazione di: arkham il 26 Giu 2012, 14:58
Ho capito il tuo punto di vista Bianchina. Ma è un'interpretazione che non mi convince, perchè il modello alternativo a me pare perdente a tutto campo.

La riflessione di Panzabianca invece mi trova concorde: credo che, a partire da me stesso, forse è il caso di ricordarsi a intervalli regolari che "stamo a parlà de pallone".
Però, su un forum de pallone, io de pallone parlo. E all'interno del limitato mondo del pallone, piccolo come una capocchia di spillo, noi abbiamo un problema grosso come una casa.
Io vedo un fenomeno. Cerco di capire come si è sviluppato. Provo a cercare una controffensiva.
Ora, se incontro chi mi dice che la controffensiva immaginata non è quella giusta, mi fa piacere confrontarmici, perchè è facile che sia io a sbagliare.
Mi rimane più difficile affrontare la questione con chi mi dice che il fenomeno non esiste o è marginale oppure c'è ma chi se ne frega che tanto noi siamo diversi.
Perche io, e ovviamente è una visione personalissima, il fenomeno lo avverto, lo soffro e lo voglio contrastare.

arkham, credo che panzabianca (e mi scuso con lui se ho interpretato male) volesse dirci che noi siamo già un modello virtuoso di come dovrebbe essere un tifoso di calcio.

Ed è sicuramente vero, ma essendo il calcio show-business, noi abbiamo bisogno di rilanciarci a livello d'immagine anche cedendo parte della ns. naturale riservatezza.

Io non posso credere che Lotito ritenga esaurita la sua strategia di comunicazione inventandosi la radio, la rivista e la tv ufficiale.

La tv generalista, free o pay, non può vederci emarginati e mi sentirei meglio se qualcuno in Società condividesse queste ns. preoccupazioni come punto di partenza per uscire da questa impasse mediatica.

Ma temo, che per il ns. Presidente, la battaglia inizia e finisce fondando organi ufficiali.

Spero di sbagliarmi.



Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: radar il 26 Giu 2012, 22:27
Citazione di: esappio il 26 Giu 2012, 21:13
dobbiamo reagire, dobbiamo farlo...  il futuro della città è l'espansione della popolazione di origine straniera (che lo vogliate o no..), quindi, coinvolgiamoli, facciamoli sentire parte di un gruppo, puntiamo sui loro bimbi che parleranno con accento romanesco e avranno il passaporto italiano! Leviamocelo dalla testa che saremo più forti e più numerosi in città, non avverrà mai.. ma almeno possiamo consolidarci, creare un nutrito ed eterogeneo gruppo di tifosi, romani e neo-romani, provinciali e, perchè no, anche oltre regione. A patto di cominciare ad isolare quei centinaia di ignoranti che si sentono forti a ululare e cantare canzoni fasciste.... Ma tutto ciò, spetta soprattutto alla Società, e a quella specie di Area marketing che si ritrova.... :S

E se prima eravamo in pochi a cantare l'HulliGully....  :beer:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Minimoog il 27 Giu 2012, 02:08
Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:23
cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo

10000000%

E per PROVARE a vincere servono i giocatori FORTI, una società FORTE e una comunicazione FORTE.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 27 Giu 2012, 08:49
Citazione di: orchetto il 26 Giu 2012, 18:39
Esiste forse una terza via.
Ragioniamo
Si ok, elitari, e Roma Nord che è Laziale....vabbè ma come è possibile che io conosco molti più Laziali alla Magliana, al Trullo, a Trastevere...financo a Garbatella? Mio padre, che mi ha trasmesso la passione per la Lazio, era della Garbatella e quando sente sti pipponi su Roma Nord che è Laziale, si incavola come na bestia, li considera discorsi da Laziali che non si volgiono sporcare le mani (che poi boh io quelli di Prati che conosco so quasi tutti della riomma). Insomma no al trucidismo, va bene ma insomma quando abbiamo vinto lo scudetto nel 2000 girare alla Magliana piena di bandiere della Lazio era una soddisfazione: e a quelli che bisognava dirgli? No voi non siete di Roma Nord?
Poi la romanità. Ok, va bene siamo nati a Roma e siamo romani ma sto nome Lazio, volenti o nolenti coincide col nome della regione (e anche col nome Latium): lo vogliamo o no farlo diventare un punto di forza per farci fare una vera e propia campagna di diffusione e consocenza della Lazio fuori raccordo? Io quando vado in provincia di Rieti o di Viterbo o ai catselli, quando la Lazio gioca fuori casa e trovo tutti i locali pinei co la partita della Lazio so contento, non è ch eentro e comincio a dire, eh ma noi non semo burini semo nati a Roma e piripì e parapà; quindi giusto rivendicare la nascita ma anche quì non facciamolo diventare un fattore limitante.
Poi altro discorso degli immigrati da altre parti di Italia che affollano le borgate. Spesso sento dire da altri Laziali che i riommici so tuti abruzzesi, calabresi ecc. ecc.; ora io conosco abruzesi e calabresi della Lazio, come pensate che si sentano quando odono questi discorsi? Va a vantaggio o a svantaggio della Lazio una cosa del genere? Ok il legame con le origine e il territorio ma non dimentichiamoci che la Lazio nasce con i valori olimpici nel DNA e quindi non ha confini.
Discorso politico.
C'è chi si danna per il fatto che la curva nord penda a destra e chi oramai ci si rassegna. Innanzi tutto cominciamo col dire alcune cose. In curva nord non ci vanno solo i fascisti; quasi tutte le curve calcistiche in Italia pendono a destra comrpesa quella della Roma. Detto questo, è ovvio che è necessario un riequilibrio per cominicare a scrollarci di dosso l'etichetta ingiustissima di fascisti (chi conosce la nostra storia bene sa che non è così) e l'unico riequilibrio possibile lo possono solo dare chi, tra la gente famosa è Laziale e di sinistra, purtroppo in Italia sono queste le logiche.
Concludo sulla comunicazione dicendo che non possiamo rischiare di avere poi i nostri trucidi giornalai speculari a giallorosici, più che altro ci vuole competenza e serietà e questa spesso manca. Bisognerebbe più puntare a che gironalisti con la G maiuscola ( se ancora ce ne sono) parlino bene di noi, ovvero ne parlino in maniera obbiettiva.

non avrei potuto dirlo meglio
e, peraltro, l'idea di riprendersi il Lazio (ho visto abomini tipo i vari riomaclebbe in ogni dove) la sposo in pieno

ebbasta co' 'sta diversità, co' 'sta noblesse, co' 'sta cazzo de sufficienza elitaria
me pare de vede' uno sketch dei monty python, uno de quelli coi nobili inglesi che se prendono il the' in un castello fatiscente, mentre il giardiniere je se scopa la figlia
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 27 Giu 2012, 08:54
Citazione di: esappio il 26 Giu 2012, 21:13
dobbiamo reagire, dobbiamo farlo...  il futuro della città è l'espansione della popolazione di origine straniera (che lo vogliate o no..), quindi, coinvolgiamoli, facciamoli sentire parte di un gruppo, puntiamo sui loro bimbi che parleranno con accento romanesco e avranno il passaporto italiano! Leviamocelo dalla testa che saremo più forti e più numerosi in città, non avverrà mai.. ma almeno possiamo consolidarci, creare un nutrito ed eterogeneo gruppo di tifosi, romani e neo-romani, provinciali e, perchè no, anche oltre regione. A patto di cominciare ad isolare quei centinaia di ignoranti che si sentono forti a ululare e cantare canzoni fasciste

altra cosa da sviluppare

voglio dire: a star sempre a sottolineare la ns diversità, il quanto semo fichi ad esse pochi, il bigiarellinismo e la rava e la fava, perdiamo terreno
io vedo, perchè NOTIZIONA ci sono già, ragazzi dell'est europeo che vengono a vedere la ns Lazio, magari attratti da radu, tare, lulic o ai tempi pandev, ma lo fanno de nascosto, quasi
poi, in metro, vedo pischelli bangla o cinesi con la maja delle merde

negli ultimi 10 anni avrò visto, si e no, un par de volte degli immigrati coi ns colori
e questo, mi duole dirlo, è al 70% colpa del voler essere una tifoseria de cazzi duri

ma, imho, per il 30% è proprio colpa dell'elitarismo (per me confinante con l'etilismo, a volte)
8)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: alteadler il 27 Giu 2012, 10:46
Citazione di: orchetto il 26 Giu 2012, 18:39
Esiste forse una terza via. Ragioniamo Si ok, elitari, e Roma Nord che è Laziale...., 

Forse non mi sono espresso bene, forse non hai capito il mio ragionamento. Quello che sostenevo su Roma Nord e sugli immigrati era quanto succedeva negli anni '30 all'atto dell'unificazione dei piscioruggine. Logico che ad oggi le cose stiano diversamente (anche se al Fleming, per fare un esempio, i laziali restano maggioranza, così come a Testaccio saranno più quelli dellà....).

Detto questo e leggendo con attenzione tutto il topic, mi rendo conto che sempre più emerge - tra pseudoelitari e chiaramente anti-elitari - una stessa domanda vecchia di quasi 100 anni.

Che fare?
Lo diceva nonno Lenin, ed è un interrogativo che ritorna periodicamente in molti ambiti e diverse epoche. Qualcosa lo si potrebbe tantare. Anche qui da Lazionet. Magari dedicare un premio (da consegnare nella cena annuale; a proposito, quest'anno niente bisboccia?) a chi, laziale, si è molto contraddistinto in un evento sociale, economico, culturale e via dicendo.

Si possono organizzare diverse cose, magari anche alleandosi con dei media, con delle aziende, con istituzioni diverse (anche se il discredito piombato sulla politica e sui suoi costi non aiuta certo) come le università o qualche centro di ricerca. Insomma, come si è fatto sul caso Mauri nessuno può vietarci di mettere in piedi qualche idea per "reclamizzare" il prodotto Lazio (come ha provato a fare Bianchina, come nel mio piccolo ha tentato anch'io tempo fa) che la società non ha il tempo (o la voglia) di fare. Basta poco, pochissimo direi.

Il problema è passare dalle parole ai fatti.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Kim Gordon il 27 Giu 2012, 11:28
cominciamo subito al fulmdicotone??

partiamo dagli esiti, andiamo al contrario, poi finiremo con le analisi.(arkham chiede risposte)

I VIP, very important people, della Lazio, una sola cosa buona fanno. Non parlare della ssLAzio.
eppure molti vorebbero che cominciassero.
io dico, continuassero così.

basso profilo versus "parata del nulla".

poi, dopo l'analisi del nulla fatta di congiuntura pd, falsa sinistra, feste sui terrazzi, programmi tv e radio "illuminati" nuovi vate del nuovo che ride, rimane la sentenza proninciata da Porga.

nel Calcio conta chi Vince.
o chi più ci si avvicina.
tutti gli altri, erano già tifosi prima, e quindi, irrecuprabili.



Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 27 Giu 2012, 11:30
Citazione di: porgascogne il 27 Giu 2012, 08:54

negli ultimi 10 anni avrò visto, si e no, un par de volte degli immigrati coi ns colori
e questo, mi duole dirlo, è al 70% colpa del voler essere una tifoseria de cazzi duri

però famo proseliti nell'area balcanica, soprattutto croati.
;)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: paolo71 il 27 Giu 2012, 12:14
Io ieri all' uscita coop con maglietta Lazio vengo salutato da un rumeno con un Forza Lazio, simpatizzante ns perchè c'è Radu...ma io stò a Ravenna e girare con l' Aquila sul petto fa veramente fico ;) perchè se non son l' unico poco ci manca...ma per me è una bellissima cosa portare i miei colori e vedere gli occhi degli altri su quel simbolo così inusuale per una cittadina del nord est... è meraviglioso! E credo pure susciti simpatia perchè la cosa si vede e si sente.
Come l' altro giorno, mentro correvo a piedi nei prati dietro casa, una ragazzetta mi guarda e sorride, beh dico io che c'è...lei, sono Laziale anch'io, io bene!! come mai? lei, mio padre carabiniere lo è da sempre, benissimo faccio io, lo sai che abbiamo il club a Ravenna? Si lo sò...ottimo e sono andato.

Mi piaceva farvelo sapere, tutto qua!
La Lazio c'è esiste, ci sono cuori biancocelesti in ogni dove.

Chi vuole il tramonto della Lazio non vedrà mai la sera.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: happyeagle il 27 Giu 2012, 12:44
commercialmente subalterni , questi siamo , non c'è nessuna cultura dietro il dandinismo i cesaroni la P1927 e tutto il cazzo che se li frega ,

ma chi se li straimcula , cominciate a non spendere un euro dai romoletti e per i romoletti , quando li vedete in tv cambiate canale (prima segnate chi fa la pubblicità) , c'è vita oltre quella fogna a cielo aperto , chi la frequenta inquina anche te , digli di smettere !   
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: maverickiv2007 il 27 Giu 2012, 12:53
Citazione di: orchetto il 26 Giu 2012, 18:39
Esiste forse una terza via.
Ragioniamo
Si ok, elitari, e Roma Nord che è Laziale....vabbè ma come è possibile che io conosco molti più Laziali alla Magliana, al Trullo, a Trastevere...financo a Garbatella? Mio padre, che mi ha trasmesso la passione per la Lazio, era della Garbatella e quando sente sti pipponi su Roma Nord che è Laziale, si incavola come na bestia, li considera discorsi da Laziali che non si volgiono sporcare le mani (che poi boh io quelli di Prati che conosco so quasi tutti della riomma). Insomma no al trucidismo, va bene ma insomma quando abbiamo vinto lo scudetto nel 2000 girare alla Magliana piena di bandiere della Lazio era una soddisfazione: e a quelli che bisognava dirgli? No voi non siete di Roma Nord?
Poi la romanità. Ok, va bene siamo nati a Roma e siamo romani ma sto nome Lazio, volenti o nolenti coincide col nome della regione (e anche col nome Latium): lo vogliamo o no farlo diventare un punto di forza per farci fare una vera e propia campagna di diffusione e consocenza della Lazio fuori raccordo? Io quando vado in provincia di Rieti o di Viterbo o ai catselli, quando la Lazio gioca fuori casa e trovo tutti i locali pinei co la partita della Lazio so contento, non è ch eentro e comincio a dire, eh ma noi non semo burini semo nati a Roma e piripì e parapà; quindi giusto rivendicare la nascita ma anche quì non facciamolo diventare un fattore limitante.
Poi altro discorso degli immigrati da altre parti di Italia che affollano le borgate. Spesso sento dire da altri Laziali che i riommici so tuti abruzzesi, calabresi ecc. ecc.; ora io conosco abruzesi e calabresi della Lazio, come pensate che si sentano quando odono questi discorsi? Va a vantaggio o a svantaggio della Lazio una cosa del genere? Ok il legame con le origine e il territorio ma non dimentichiamoci che la Lazio nasce con i valori olimpici nel DNA e quindi non ha confini.
Discorso politico.
C'è chi si danna per il fatto che la curva nord penda a destra e chi oramai ci si rassegna. Innanzi tutto cominciamo col dire alcune cose. In curva nord non ci vanno solo i fascisti; quasi tutte le curve calcistiche in Italia pendono a destra comrpesa quella della Roma. Detto questo, è ovvio che è necessario un riequilibrio per cominicare a scrollarci di dosso l'etichetta ingiustissima di fascisti (chi conosce la nostra storia bene sa che non è così) e l'unico riequilibrio possibile lo possono solo dare chi, tra la gente famosa è Laziale e di sinistra, purtroppo in Italia sono queste le logiche.
Concludo sulla comunicazione dicendo che non possiamo rischiare di avere poi i nostri trucidi giornalai speculari a giallorosici, più che altro ci vuole competenza e serietà e questa spesso manca. Bisognerebbe più puntare a che gironalisti con la G maiuscola ( se ancora ce ne sono) parlino bene di noi, ovvero ne parlino in maniera obbiettiva.
Complimenti per la disamina, veramente completa e chiarissima.
Aggiungo io che a me personalmente, anche vedere stranieri (tipo rumeni per farla breve) con la maglia della Lazio piace e parecchio perché è segno evidente che la nostra Lazio va al di la dei confini politici, sociali, culturali, religiosi e metteteci tutti gli aggettivi che vi pare.
Più siamo meglio è sia per noi che per la Società.
Non ci possiamo proprio permettere, secondo me, di fare gli spocchiosi e discriminare chi non è il prototipo del Laziale perfetto.
Noi siamo diversi si, ma siamo diversi nel senso che siamo migliori degli altri!
Mettiamoci in testa che qui bisogna pensare che la LAZIO è al primo posto e quindi pensare al suo bene.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Kim Gordon il 27 Giu 2012, 13:05
io un modo ve l'avrei proposto l'altra sera a cena.
passare con piattino.

le elemosina è rivoluzione.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: WhiteBluesBrother il 27 Giu 2012, 13:27
C'è solo un modo: una società piena di soldi, vincente, che cancelli sportivamente le merda ce facendoli diventare il Torino dei 7colli, e quelli che non si rassegnano e continuano a parlare male di noi li paghi per cambiare registro, tanto stanno tutti su piazzi da mignotte di regime quali sono: ah, già, dimenticavo... Ci vuole lo sceicco. se non c'è teniamoci quello che abbiamo e andiamo avanti combattendo ogni giorno...
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arturo il 27 Giu 2012, 13:39
Citazione di: Kim Gordon il 27 Giu 2012, 13:05
io un modo ve l'avrei proposto l'altra sera a cena.
passare con piattino.

le elemosina è rivoluzione.

infatti non ti abbiamo dato manco un cent.
al Sistina te sarebbe andata meglio.... :p
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Kim Gordon il 27 Giu 2012, 14:34
Citazione di: WhiteBluesBrother il 27 Giu 2012, 13:27
C'è solo un modo: una società piena di soldi, vincente, che cancelli sportivamente le merda ce facendoli diventare il Torino dei 7colli, e quelli che non si rassegnano e continuano a parlare male di noi li paghi per cambiare registro, tanto stanno tutti su piazzi da mignotte di regime quali sono: ah, già, dimenticavo... Ci vuole lo sceicco. se non c'è teniamoci quello che abbiamo e andiamo avanti combattendo ogni giorno...


approposito di "calcio moderno"

ot
lo stadio di varsavia che pare sia l'avanguardia in fatto di stadi ospita un cubo, immanente, al centro del campo...con 4 maxi schermi...

approposito di " a kimme, te fai troppi film.."
unparodepalle, me faccio il film.
eot

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: V. il 27 Giu 2012, 16:41
tranquilli.
tanto fuori dal gra non contano
e nemmeno fuori dal brennero
ma a loro non interessa uscire dal raccordo, stanno pure su wikipedia a rosicchiare le fondamenta.
tranquilli tanto non vendono magliette in più
come se noi quando accendiamo qualsiasi device - tv, pc, cellulari, tablet- cerchiamo magliette e non storie, personaggi, idoli.
tranquilli "perchè se torniamo a vincere non ce n'è per nessuno" disse il presidente della nocerina
o un tifoso dell'Astimacobi. lo dicono tutti.
tranquilli perchè i salotti non contano, conta il merito, i curriculum, peccato non volerli leggere questi curriculum
vedreste collegamenti che fanno paura: per contatti, peso, autorevolezza.
tranquilli perchè un giorno il crepaccio, l'asteroide, il nucleare: sì certo, vivremo in eterno dentro un bunker con appesa la foto di bigiarelli e i suoi occhi storti. fuori tutti morti, però noi liberi, felici, nobili.
tranquilli, stiamo tutti tranquilli. lo dicono anche quelli che vivono all'estero.
di zeman manco a parlarne, fallirà, morirà, bla bla bla.
tranquilli.

e potrei all'improvviso darvi ragione, prendere il banco intero e spingerlo con le mani verso di voi.
arrendermi completamente e cessare il fuoco.
a una sola condizione però: che venga alla Lazio un nuovo Giorgio Chinaglia.
la scritta laziali bast.ardi c'è sempre, anzi di più. a noi ci serve un uomo nuovo sotto quella scritta.
non me ne faccio niente della classe cristallina, dei fenomeni d'oltre oceano, dei guanti bianchi.
a noi serve un capo come Chinaglia, una immedesimazione che parla la nostra lingua, che sbatte i pugni, che rompe, che spacca, perchè queste sono le corde che ci appartengono, che ci fanno diventare affilati, che ci riempiono i polmoni.

questa Lazio lotitiana così vicina alle origini del 1900 (chi gioca gioca, senza preclusioni, molti stranieri, -insomma il ragionamento autarchico indipendente che aquilante vede in gstione tare lotito) ha bisogno di un capo, di un parafulmine, di un personaggio che non dia del lei, che non sia solo giudicato sui risultati, dalla bellezza del gioco, dal senso del dovere e dei compitini svolti alla perfezione.

dire "molliamo i bigiarelli e  riprendiamoci gli ancherani" sembra una citazione da sumeri.
tagliamo corto allora.
noi per vivere abbiamo bisogno di scorza e non di primi della classe.
noi siamo Giorgio Chinaglia.
noi per loro siamo Giorgio Chinaglia.
non dimentichiamocelo.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: est1900 il 27 Giu 2012, 17:19
Questo topic mi provoca pruriti e rodimenti inenarrabili alla sola lettura del titolo.
Non sono subalterno a nessuno, semmai sono superiore.
E da superiore a inferiore li tratto ogni santo giorno.
Insultandoli, denigrandoli, prendendoli per il culo sui 105.000 difetti che hanno e li caratterizzano in ogni dove come delle squallide macchiette.
Me li stoppo ar cazzo da quando sono nato, da mo che leggo il giornale disinterrato sotto alle loro scritte.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 27 Giu 2012, 18:04
Se il problema è il titolo (che comunque ha un punto interrogativo) per me si può pure cambiare.
Ma subalterni non è inteso come inferiori o peggiori.
Bensì come minoritari.
E' indubbio che il messaggio Roma passi in maniera assai più incisiva del messaggio Lazio.
Dire il contrario vuol dire credere che Sabatini stia davvero trattando Robben.
E se fate un altro post in cui discettate del fatto che il messaggio Lazio è migliore del messaggio Roma tanto vale lucchettà il topic, perchè evidentemente l'argomento è troppo fumoso per essere afferrato, o forse sono io che non sono in grado di spiegarmi.
Nel frattempo, per citare un amico "stanno preparando l'adunata".
Dice: "se, vabbè, ma tanto figurate se c'avranno occasione..."
Intanto loro ci stanno lavorando. Noi no. Nemmeno un po'.
Poi, se va bene così, come se dice:"contenti noi, contenti tutti".
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: est1900 il 27 Giu 2012, 19:33
Non mi hai capito.
Non è questione di titolo ma di concetto che non deve esistere.
Tanto più se a pensarlo e condividerlo è un Laziale.
Loro hanno un solo grandissimo e innegabile vantaggio: sono di più.
Essendo di più (e sfruttando la centralità territoriale delle istituzioni) si sono annidati in posti strategici più di noi.
Essendo di più Sky o MP, prima di parlarne male o affatto ci pensano due volte in più che con la Lazio.
È la loro unica supremazia (quella numerica) a definire i contorni di questa cortina di fumo che altro non è che il loro universo parallelo, con tanto di pillole colorate di Morpheus.
Ma rimangono quello che sono: dei cazzoni pompati le cui certezze si sgretolano davanti a una citazione di Grobbelaar o di Turone.
Questo almeno vale per chi quotidianamente li affronta spogliandoli di quella corazza virtuale.
Chi invece si caga sotto perché l'ammerigani c'hanno li sordi o perché hanno preso er boemo sarà sempre loro subalterno.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 27 Giu 2012, 20:53
est, me pari un po' troppo tranchant e, francamente, per come la vedo io, questa supposta superiorità è proprio alla base della riserva indiana nella quale ci siamo cacciati da soli

per me siamo "altri", no superiori
se fossimo stati davvero superiori avremmo assistito a ben altri spettacolini che a me sembrano solo la reiterazione di un appiattimento su posizioni non nostre

tipo questo tuo, per dire
non sai quanti riomoletti conosco che ragionano proprio esattamente così
8)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Omar65 il 27 Giu 2012, 21:15
Citazione di: porgascogne il 27 Giu 2012, 20:53
est, me pari un po' troppo tranchant e, francamente, per come la vedo io, questa supposta superiorità è proprio alla base della riserva indiana nella quale ci siamo cacciati da soli

per me siamo "altri", no superiori
se fossimo stati davvero superiori avremmo assistito a ben altri spettacolini che a me sembrano solo la reiterazione di un appiattimento su posizioni non nostre

tipo questo tuo, per dire
non sai quanti riomoletti conosco che ragionano proprio esattamente così
8)

Sono sostanzialmente d'accordo. Per essere piu' precisi, siamo "altro", oltre che "altri". Quindi, sostanzialmente, nemmeno confrontabili. Quanti eravamo l'altra sera? Una trentina? Non si e' sentito un urlo, un rutto, una parolaccia pesante o una bestemmia. Immaginate un tavolo di romanisti, sarebbe stato cosi? Al povero cantante gez l'avrebbero fatto nero. Ok, forse esagero, ma non credo di essere tanto lontano dalla realta'. Certo, danno fastidio e sono insopportabili. Come le zanzare e l'afa d'estate, come una fistola o una ragade. Che fare? Non incocomerarseli di pezza, come cerco di fare io. Io so' daa Roma! E sti cazzi. Bravo, beato te, sei sicuramente mejo. Poi e' chiaro che mi incazz.o pure io di fronte a certe cose. Ma lo faccio qui, sul forum, o con chi e' laziale o, al limite, tifa per altri. Ma a loro questa soddisfazione non gliela do.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: mansiz il 27 Giu 2012, 21:48
Citazione di: Omar65 il 27 Giu 2012, 21:15
Sono sostanzialmente d'accordo. Per essere piu' precisi, siamo "altro", oltre che "altri". Quindi, sostanzialmente, nemmeno confrontabili. Quanti eravamo l'altra sera? Una trentina? Non si e' sentito un urlo, un rutto, una parolaccia pesante o una bestemmia. Immaginate un tavolo di romanisti, sarebbe stato cosi? Al povero cantante gez l'avrebbero fatto nero. Ok, forse esagero, ma non credo di essere tanto lontano dalla realta'. Certo, danno fastidio e sono insopportabili. Come le zanzare e l'afa d'estate, come una fistola o una ragade. Che fare? Non incocomerarseli di pezza, come cerco di fare io. Io so' daa Roma! E sti cazzi. Bravo, beato te, sei sicuramente mejo. Poi e' chiaro che mi incazz.o pure io di fronte a certe cose. Ma lo faccio qui, sul forum, o con chi e' laziale o, al limite, tifa per altri. Ma a loro questa soddisfazione non gliela do.

insisto e me ne dai conferma: siamo maledettamente snob, siamo Gli altri, ma alla fine vogliamo essere loro. Siamo meno, vinciamo poco e non facciamo altro che compatirci.
Ah, Ti do una notizia: La trentina di cui parli, esiste anche nel mondo giallorosico.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Biafra il 27 Giu 2012, 21:58
Citazione di: mansiz il 27 Giu 2012, 21:48
insisto e me ne dai conferma: siamo maledettamente snob, siamo Gli altri, ma alla fine vogliamo essere loro. Siamo meno, vinciamo poco e non facciamo altro che compatirci.
Ah, Ti do una notizia: La trentina di cui parli, esiste anche nel mondo giallorosico.

Io sono un Laziale snob, lo ammetto, e come me ne conosco tanti altri.
La mia vita da Laziale è cominciata ai tempi del -9, un ragazzino avvelenatissimo e guai a chi mi toccava la Lazio,  e il periodo di maggior distacco dalla mia Lazio è coinciso con il periodo d'oro cragnottiano.

Razionalmente non riesco a darmi una spiegazione. Probabilmente vivo la mia Lazialità come un amore privato, quando le cose vanno benissimo la osservo distaccato e magari m'infastidisco per i  tanti che risplverano la loro Lazialità in occasione dei successi, quando le cose vanno meno bene corro da lei avvelenato e con la bava alla bocca.

Devo trovarmi uno psicologo.. :S


Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Omar65 il 27 Giu 2012, 22:07
Citazione di: mansiz il 27 Giu 2012, 21:48
insisto e me ne dai conferma: siamo maledettamente snob, siamo Gli altri, ma alla fine vogliamo essere loro. Siamo meno, vinciamo poco e non facciamo altro che compatirci.
Ah, Ti do una notizia: La trentina di cui parli, esiste anche nel mondo giallorosico.

Mah, io non voglio essere come loro e non mi compatisco, non e' un mio problema. Se poi essere snob significa non sopportare la loro arroganza, la loro protervia e la loro prepotenza "mediatica" ebbene si', sono un maledetto snob.
Poi quella trentina dei loro esistera' sicuramente. Io purtroppo ne conosco solo un paio che si salvano...
(te do 'na notizia pure io... l'ho pure specificato che la mia era un'iperbole, la prossima volta faccio un disegno...)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: est1900 il 27 Giu 2012, 23:37
Citazione di: porgascogne il 27 Giu 2012, 20:53
est, me pari un po' troppo tranchant e, francamente, per come la vedo io, questa supposta superiorità è proprio alla base della riserva indiana nella quale ci siamo cacciati da soli

per me siamo "altri", no superiori
se fossimo stati davvero superiori avremmo assistito a ben altri spettacolini che a me sembrano solo la reiterazione di un appiattimento su posizioni non nostre

tipo questo tuo, per dire
non sai quanti riomoletti conosco che ragionano proprio esattamente così
8)

No, porga, ma quale riserva indiana! Voi confondete la causa con l'effetto.
Legittimarli, anche solo interrogarsi circa una nostra esistenza subalterna alla loro, è instillare nella loro e nella nostra capoccia che, in fondo in fondo, è vero che siamo un qualcosina di più sfigato rispetto a loro.
Col cazzo. Io, oltre a essere altro sono anche e sopratutto meglio.
Questa ACCLARATA superiorità è la spinta, la ragione più nitida che fa sì che gli spiattellargli in faccia la loro pochezza.
Non mi sento mai superiore a nessuno, normalmente. Al lavoro, nell'amicizia, nei rapporti.
Nella mia vita capita questo solo quando parlo di calcio con un romanista. Perchè so che davanti ho, nella migliore delle ipotesi, un mistificatore o un credulone.
Nessuno snobismo, nessuna trincea.
Solo l'assoluta convinzione che con quelli là, al massimo, me ce faccio due risate.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 00:14
so'un branco de [...]i. Puoi prendere anche la persona più colta, brillante, capace, onesta che ti sia mai capitato di incontrare sulla faccia della terra: se tifa reuma, a parte il non perdere mai o il non essere mai schiavo del risultato, in una discussione sul calcio, faticherai sempre a distinguerlo da una signora carla qualsiasi che interviene a Centro Suono Sporc: è inevitabile.

Ma a quale giornalista di un certo livello di una qualsiasi fede sportiva sarebbe venuto in mente di scrivere quello che ha scritto Caracciolo su LIMES, mica sul riommanista, il giorno dopo Lazio-Inter? Dovremmo sentirci noi subalterni culturalmente a questi mostri qui?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: GuyMontag il 28 Giu 2012, 00:24
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 00:14
so'un branco de [...]i. Puoi prendere anche la persona più colta, brillante, capace, onesta che ti sia mai capitato di incontrare sulla faccia della terra: se tifa reuma, a parte il non perdere mai o il non essere mai schiavo del risultato, in una discussione sul calcio, faticherai sempre a distinguerlo da una signora carla qualsiasi che interviene a Centro Suono Sporc: è inevitabile.

E' l'idiotina
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 00:29
c'hai ragione...ma io ancora non me capacito come gente col dottorato, articoli su riviste scientifiche internazionali, se ne vanno in giro ascoltando quel sacco de mer.da de nar1 dicendome: "è l'unica fonte d'informazione libera che c'è in Italia"

ma porc...
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: westman il 28 Giu 2012, 00:30
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 00:14
so'un branco de [...]i. Puoi prendere anche la persona più colta, brillante, capace, onesta che ti sia mai capitato di incontrare sulla faccia della terra: se tifa reuma, a parte il non perdere mai o il non essere mai schiavo del risultato, in una discussione sul calcio, faticherai sempre a distinguerlo da una signora carla qualsiasi che interviene a Centro Suono Sporc: è inevitabile.
questa è una cosa che ho potuto constatare e visto questo commento reputo la regola valida al 99,9% :pp
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 00:40
Io c'ho uno zio (veramente tutti gli zii da parte di madre, da bravi immigrati dal mezzogiorno d'Italia, hanno fatto questa scelta rassicurante e omologante) con i colori della polenta ar sugo nel cuore che è stato deputato alla regione per i DS (dopo essere stato per una vita democristo) e, quando se ne esce con la storia del Laziale=fascista e compagnia cantante...beh voi non potete capire la soddisfazione di agitargli la mano a paletta sotto il grugno, giusto per il gusto di smontargli ogni velleità di ferirmi con questi pregiudizi di merda. Gli piace lo stereotipo? E caxxo, dico io, diamogli quello che vogliono. Se ci incazziamo, facciamo solo il loro gioco.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: westman il 28 Giu 2012, 00:44
ahah mi hai fatto piegare :pp
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 28 Giu 2012, 07:01
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 00:40
con i colori della polenta ar sugo nel cuore

:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 09:19
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 00:14
so'un branco de [...]i. Puoi prendere anche la persona più colta, brillante, capace, onesta che ti sia mai capitato di incontrare sulla faccia della terra: se tifa reuma, a parte il non perdere mai o il non essere mai schiavo del risultato, in una discussione sul calcio, faticherai sempre a distinguerlo da una signora carla qualsiasi che interviene a Centro Suono Sporc: è inevitabile.

Ma a quale giornalista di un certo livello di una qualsiasi fede sportiva sarebbe venuto in mente di scrivere quello che ha scritto Caracciolo su LIMES, mica sul riommanista, il giorno dopo Lazio-Inter? Dovremmo sentirci noi subalterni culturalmente a questi mostri qui?

bravo

questosignifica che noi siamo "altro"

non conosco NESSUNO che, dalla parte nostra, prenda per oro colato quanto esce da certe radio
magari si, sugli slogan, sulle tirate vs lotito hanno seguito, ma poi, per dire, su altri argomenti non se li incula nessuno

uno dei problemi, che forse è fonte di un altro topic, è proprio quello della liason che s'è creata fra il popolino riomanista e gli intellettuali di quella sponda

in questo sono l'avverarsi del sogno proibito gramsciano: ogni uomo è un intellettuale
loro lo sono di merda
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 09:27
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 09:19
non conosco NESSUNO che, dalla parte nostra, prenda per oro colato quanto esce da certe radio
magari si, sugli slogan, sulle tirate vs lotito hanno seguito, ma poi, per dire, su altri argomenti non se li incula nessuno

E m'hai detto cotica.
Io ne conosco una caterva, anche qui dentro.
Ma che se li semo dimenticati lo stipendio a Stendardo, er fax, i paletti e tanti altri belle ragioni, sempre trovate in questi 8 anni, per mettere a ferro e a fuoco Formello con tutto il cucuzzaro ? quest'anno va di moda il rinnovo a Biava e Scaloni per dire ?
Ma so solo io che leggevo, anche qui sopra, di mediocrità, società de merda, e chi più ne ha più ne metta, nonostante la classifica dica esattamente il contrario.
Er trend, ma che se lo semo dimenticati er trend ?

No, purtroppo non hanno l'esclusiva della ottusaggine.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Zoppo il 28 Giu 2012, 09:34
Citazione di: italicbold il 28 Giu 2012, 09:27
No, purtroppo non hanno l'esclusiva della ottusaggine.

Ti sei dimenticato il bel gioco...in due anni di punto in bianco siamo diventati la tifoseria che è attenta al bel gioco della squadra.
Questo purtroppo è verissimo...
E qui legherei anche il discorso di Daniela, che su questo ha ragione. Ma la diversità in tutto il resto rimane.

Purtroppo noi guardiamo sempre troppo l'erba del vicino. Senza vedere, o meglio dire non vedendo volontariamente, o meglio ancora per la volontà di qualcuno, che la nostra aiuola accia accia non è...

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: soeagle il 28 Giu 2012, 09:41
Scusate, voglio dire la mia in proposito.
Probabilmente adesso mi faccio qualche "nemico"...  :p ma è solo il mio pensiero.
Io sto in provincia e quindi sarei "burino" per definizione, ma non mi ci sento affatto.
VOI ROMANI (sia Laziali che romanisti) siete tutti uguali, e mi spiego.
Cioè vi sentite "superiori" a prescindere, è una cosa innata in voi (la storia insegna...) e quindi i romanisti a dire che i Laziali so burini e i Laziali a dire che i romanisti so coatti e che siamo la prima squadra della capitale e che siam l'Elite o "de Roma nord" perchè c'è il bisogno di sentirsi superiori!
Capito cosa voglio dire?
Questa cosa non finirà mai perchè siete fatti così.
Io come tutti quelli che abitano in provincia non ci facciamo caso, prendiamo la cosa per quello che è cioè fuffa, cioè è così e basta.
Allora cosa dovrebbero dire i Romanisti di Frosinone che sentono i loro compari dire che i veri tifosi daa maggica sono de Roma e che i Laziali so de Frosinone? dovrebbero cambiare squadra...
Ciao e Forza Lazio, sempre. :ssl
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: sweeper77 il 28 Giu 2012, 09:45
la differenza sta solo nel nostro pessimismo cosmico e nella loro esaltazione planetaria.
STOP
il bel gioco, i fax, i paletti, i rinnovi fanno solo parte del nostro disfattismo, tipico del nostro essere laziali.
A sto punto preferisco essere un pò peones e gode come un riccio quando capita, che sta sempre a cazzo dritto senza godere.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 09:48
Citazione di: italicbold il 28 Giu 2012, 09:27
E m'hai detto cotica.
Io ne conosco una caterva, anche qui dentro.
Ma che se li semo dimenticati lo stipendio a Stendardo, er fax, i paletti e tanti altri belle ragioni, sempre trovate in questi 8 anni, per mettere a ferro e a fuoco Formello con tutto il cucuzzaro ? quest'anno va di moda il rinnovo a Biava e Scaloni per dire ?
Ma so solo io che leggevo, anche qui sopra, di mediocrità, società de merda, e chi più ne ha più ne metta, nonostante la classifica dica esattamente il contrario.
Er trend, ma che se lo semo dimenticati er trend ?

No, purtroppo non hanno l'esclusiva della ottusaggine.

si, ok, ma distingui le cose
c'è da anni in atto una lotta intestina (e l'intestino se sa' che cosa produce...) FRA Laziali

tu immagina se non ci fosse 'sta lotta: arriveremmo MAI ai picchi caraccioliani citati da madbob?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: happyeagle il 28 Giu 2012, 09:52
Citazione di: sweeper77 il 28 Giu 2012, 09:45
la differenza sta solo nel nostro pessimismo cosmico e nella loro esaltazione planetaria.
STOP
il bel gioco, i fax, i paletti, i rinnovi fanno solo parte del nostro disfattismo, tipico del nostro essere laziali.
A sto punto preferisco essere un pò peones e gode come un riccio quando capita, che sta sempre a cazzo dritto senza godere.

il disfattismo ed il pessimismo non sono naturali sono indotti da anni di propaganda , negli ultimi anni peggiorata dalla qualità dei cronisti che spesso non sono neanche tifosi o simpatizzanti della Lazio ,

aggiungi anche la contestazione a Lotito ed i suoi rapporti pessimi con parte dei tifosi e dei giornalisti ed esce fuori il regno dei Cavalieri dell'Angoscia
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 28 Giu 2012, 09:52
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 09:19

uno dei problemi, che forse è fonte di un altro topic, è proprio quello della liason che s'è creata fra il popolino riomanista e gli intellettuali di quella sponda


Ma quale altro topic! E' proprio questo il tema di QUESTO topic.
Essere della rioma è un plus, essere della Lazio non lo è. A volte è addirittura un minus.
Conosco la famiglia Ferilli, Sabrina era una tiepida tifosa laziale, come quasi tutta la sua famiglia.
Gli è stato detto che era meglio se fosse stata romanista.
E' stata creata ad uso e consumo di un popolo.
'sticazzi, direte voi, e in fondo io pure.
Però è il meccanismo che facciamo finta di non vedere.

Ancora co' sta storia delle differenze, che noi semo mejo e loro so' merde.
A parte che non è questo il punto, vi do una notizia: i tifosi dell'Avellino, si sentono i migliori del mondo. Quelli del Livorno pure. E non ho controllato, ma mi sa che pure gli ultras dello Juve Stabia rivendicano diversità e superiorità.

Quando abbiamo finito di farci le pipp.e fra di noi, sarebbe interessante capire perchè tutta questa superiorità, altrità, mejità, non fa presa. Non ha appeal pubblicitario. Non ha appeal sui nuovi tifosi.
Se pensate a questo quando cercate gli sceicchi in giro per il mondo, o meglio ancora i cavalieri bianchi vagamente laziali col veliero all'orizzonte, potete pure capire perchè dalle nostre parti non ce guardano manco col binocolo.

O pensate che Lotito sia perculato perchè è buffo?
La mancanza di rispetto che hanno costantemente nei confronti del Presidente della Lazio, che certo non è peggio di mister proseguisce col cappello da giullare) è una cosa mai vista prima.
Sabatini quando stava con noi era uno oscuro sfruttatore de ragazzini negri, mo' è il miglior dirigente del calcio italiano.
Con la soffiata sulla massoneria alle iene a noi c'avrebbero ricoperto di merda.
E non è perchè sono di più, che sono nei posti strategici. Nei posti strategici, spesso e volentieri, ci stanno i nostri e il risultato non cambia.

Poi per carità, se volete continuare a metterla sul piano della coattitudine romanara e Marionesca e della superiorità papalina e bigiarelliana, per me possiamo pure continuare.
Però uno come Pikkio, per dirne una, manco se volesse arriverebbe ad un certo pubblico.
Palomba e KC1927 stanno lì a riscrivere la storia de 'na stagione demmerda che sarà ricordata come epica.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 09:54
Citazione di: soeagle il 28 Giu 2012, 09:41
Scusate, voglio dire la mia in proposito.
Probabilmente adesso mi faccio qualche "nemico"...  :p ma è solo il mio pensiero.
Io sto in provincia e quindi sarei "burino" per definizione, ma non mi ci sento affatto.
VOI ROMANI (sia Laziali che romanisti) siete tutti uguali, e mi spiego.
Cioè vi sentite "superiori" a prescindere, è una cosa innata in voi (la storia insegna...) e quindi i romanisti a dire che i Laziali so burini e i Laziali a dire che i romanisti so coatti e che siamo la prima squadra della capitale e che siam l'Elite o "de Roma nord" perchè c'è il bisogno di sentirsi superiori!
Capito cosa voglio dire?
Questa cosa non finirà mai perchè siete fatti così.
Io come tutti quelli che abitano in provincia non ci facciamo caso, prendiamo la cosa per quello che è cioè fuffa, cioè è così e basta.
Allora cosa dovrebbero dire i Romanisti di Frosinone che sentono i loro compari dire che i veri tifosi daa maggica sono de Roma e che i Laziali so de Frosinone? dovrebbero cambiare squadra...
Ciao e Forza Lazio, sempre. :ssl

soe',
però non fare di tutta un'erba un fascio, eh

per me i c.d. "burini" sono un VALORE per la Lazio
soprattutto per la Lazio
io non me ne vergogno, assolutamente
io quando vedo uno striscione lazioclubbellegra o lazioclubvetralla sorrido e penso "ma dimme questi che se fanno due ore de macchina a botta...lo farei, io?!"

nell'accezione del tifoso riomanista (dei-tifosi-sempre-er-più...steronzo), loro si sentono tutti romani
anche se vengheno da roccasecca
(ricordo una discussione in ufficio con un romoletto di zagarolo che me chiamava "Laziale burino"...a parte che ancora sta a còre, ma gli feci notare come fosse lui a rinnegare ciò che era, non io)

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: sweeper77 il 28 Giu 2012, 09:59
Citazione di: happyeagle il 28 Giu 2012, 09:52
il disfattismo ed il pessimismo non sono naturali sono indotti da anni di propaganda , negli ultimi anni peggiorata dalla qualità dei cronisti che spesso non sono neanche tifosi o simpatizzanti della Lazio ,

aggiungi anche la contestazione a Lotito ed i suoi rapporti pessimi con parte dei tifosi e dei giornalisti ed esce fuori il regno dei Cavalieri dell'Angoscia

mah non credo, me ricordo critiche perfino dopo la lazio scudettata, dopo i titoli di cannoniere vinti da signori, dopo la vittoria in coppa delle coppe e in supercoppa europea a monaco.
CI fu un signore accanto a me nella suddetta finale che ebbe il coraggio di dire al fischio finale
"si vabbè avemo vinto col manchester, però loro non avevano tutti i titolari e noi abbiamo fatto un tiro in porta"
Che poi sia in atto sta guerra intestinale ti do pienamente ragione, e sta cosa stufa anche me per entrambi gli schieramenti....il bello è che non riusciamo a capire che andiamo incontro ad una mutua distruzione assicurata...da entrambo le parti.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: happyeagle il 28 Giu 2012, 10:07
e credi che quel tifoso del dopo Supercoppa abbia elaborato da solo quella tesi o che l'abbia letta o sentita da qualcuno che aveva interesse a sminuire le Nostre vittorie ?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: sweeper77 il 28 Giu 2012, 10:11
Citazione di: happyeagle il 28 Giu 2012, 10:07
e credi che quel tifoso del dopo Supercoppa abbia elaborato da solo quella tesi o che l'abbia letta o sentita da qualcuno che aveva interesse a sminuire le Nostre vittorie ?

l'auricolare non ce l'aveva  :)
non so amico, è vero che la comunicazione non esalta, ma il più delle volte sminuisce...ma pure noi certe volte...non ce và mai bene un kaiser  :beer:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: happyeagle il 28 Giu 2012, 10:20
come dietro l'etichetta "laziale razzista" c'è (c'era) un preciso disegno per colpire la Lazio , quando gli altri fanno lo stesso o peggio o li ignorano o fanno passare la notizia nelle brevi o la stravolgono addirittura invocando chissà quale provocazione ,

il manager di qualche attricetta emergente troverà molto più opportuno non far apparire la suddetta come simpatizzante o tifosa della Lazio e preferirà legarla al carro guidato dall'omino coi baffi con relative presenze tv ed altro , e come l'attricetta la cantante che viene consigliata di non dichiarare il suo tifo o simpatia ,

è tutto marketing negativo per noi che è cominciato quando era presidente Cragnotti , con le nostre vittorie a qualcuno è cominciato a mancare il terreno sotto i piedi , e introiti in edicola e nei botteghini , da buoni allievi di Goebbels non hanno avuto difficoltà a creare degli stereotipi sui Laziali , in verità qualcuno si è pure impegnato a dargli una mano , ma il loro sporco lavoro non aveva altro scopo che un pugno di euro .
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 10:27
Citazione di: sweeper77 il 28 Giu 2012, 10:11
l'auricolare non ce l'aveva  :)
non so amico, è vero che la comunicazione non esalta, ma il più delle volte sminuisce...ma pure noi certe volte...non ce và mai bene un kaiser  :beer:

Io ricordo ancora con orrore un episodio accadutomi l'8 agosto del 2009.
Avevo appena visto la mia Lazio battere l'Inter e vincere la Supercoppa Italiana.
Per ragioni vacanziere mi trovavo nel salone dell'hotel dove c'era solo una televisione.
Durante la premiazione io avevo le lacrime agli occhi, assieme a me c'era anche una signora di una certa età, visibilmente emozionata anche lei e un altro laziale, più o meno della mia età.
Dietro di noi c'erano dei vacanzieri napoletani che aspettavano di poter vedere un'amichevole dei partenopei, credo contro l'Aston Villa, che sarebbe andata in onda su un altro canale. I tifosi napoletani, gente peraltro gentilissima, provavano a nascondere l'evidente invidia con commenti da tifosi.
A un certo punto se uscirono con un commento su Lotito e ricordo, come se fosse oggi, il tifoso laziale girarsi e affermare, alzando sconsolatamente le spalle : " E si, che ci vuoi fare, é vero, con Lotito dove vuoi che andiamo...".
Lo guardai con furore, credo anche la vecchia signora lo fece.
Avevamo vinto la supercoppa italiana da meno di 4 minuti, neanche ce l'avevano ancora messa nelle mani e già avevo trovato, senza neanche venire sul forum ( :DD)  un imbecille che stava a pensà a Lotito.

No, non siamo mai stati diversi, non lo saremo mai.
Perché noi, in peggio, abbiamo anche la fantastica capacità di distruggere noi stessi.
Noi non c'abbiamo bisogno di avversari.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:27
Citazione di: arkham il 28 Giu 2012, 09:52
Ma quale altro topic! E' proprio questo il tema di QUESTO topic.
Essere della rioma è un plus, essere della Lazio non lo è. A volte è addirittura un minus.
Conosco la famiglia Ferilli, Sabrina era una tiepida tifosa laziale, come quasi tutta la sua famiglia.
Gli è stato detto che era meglio se fosse stata romanista.
E' stata creata ad uso e consumo di un popolo.
'sticazzi, direte voi, e in fondo io pure.
Però è il meccanismo che facciamo finta di non vedere.

Ancora co' sta storia delle differenze, che noi semo mejo e loro so' merde.
A parte che non è questo il punto, vi do una notizia: i tifosi dell'Avellino, si sentono i migliori del mondo. Quelli del Livorno pure. E non ho controllato, ma mi sa che pure gli ultras dello Juve Stabia rivendicano diversità e superiorità.

Quando abbiamo finito di farci le pipp.e fra di noi, sarebbe interessante capire perchè tutta questa superiorità, altrità, mejità, non fa presa. Non ha appeal pubblicitario. Non ha appeal sui nuovi tifosi.
Se pensate a questo quando cercate gli sceicchi in giro per il mondo, o meglio ancora i cavalieri bianchi vagamente laziali col veliero all'orizzonte, potete pure capire perchè dalle nostre parti non ce guardano manco col binocolo.

O pensate che Lotito sia perculato perchè è buffo?
La mancanza di rispetto che hanno costantemente nei confronti del Presidente della Lazio, che certo non è peggio di mister proseguisce col cappello da giullare) è una cosa mai vista prima.
Sabatini quando stava con noi era uno oscuro sfruttatore de ragazzini negri, mo' è il miglior dirigente del calcio italiano.
Con la soffiata sulla massoneria alle iene a noi c'avrebbero ricoperto di merda.
E non è perchè sono di più, che sono nei posti strategici. Nei posti strategici, spesso e volentieri, ci stanno i nostri e il risultato non cambia.

Poi per carità, se volete continuare a metterla sul piano della coattitudine romanara e Marionesca e della superiorità papalina e bigiarelliana, per me possiamo pure continuare.
Però uno come Pikkio, per dirne una, manco se volesse arriverebbe ad un certo pubblico.
Palomba e KC1927 stanno lì a riscrivere la storia de 'na stagione demmerda che sarà ricordata come epica.

non te incazza'
:=))

guarda che dici le istesse cose mie
a me l'idea della superiorità me fa cacare: io ho specificato che mi sento altro da loro
e la parola altro comprende anche aspetti peggiori dei loro, se vogliamo

la subalternità della quale tu parli, e che qualcuno (vero est?!) ha confuso con il sentirsi inferiori, ma che così non è, si riassume in un teorema, quindi
il teorema è che loro, non potendo anticipare più di tanto la loro fondazione, non essendo riusciti ad inglobarci e farci sparire seppur aiutati da un regime, avendo vinto uno scudetto grazie a tale regime del quale loro stessi si vergognano, ed avendo vinto complessivamente meno di noi, ovvero di quelli de undiciannidebbi', non riescono a capire come possano esistere ancora i Laziali

ed ogni anno, ogni fallimento, ogni avverarsi dell'eterno dilemma, aumentano la dose di medicine che debbono ingurgitare per non cadere nell'incubo

tutta la sovrastruttura dandinica (citazioni negli show, gruppi musicali sul palco del primo maggio, attori che si scoprono romoletti, politici, professoroni con la sciarpetta che passano dai problemi dei balcani all'acquisto di marchigno) serve solo a loro

serve a loro
serve a loro, non a noi

serve a loro crearsi 'sto mondo mediatico/spettacolistico pieno de bu.f.f.oni, cialtroni, gente che solo nei film de ozpetek la trovi nella realtà, gente che utilizza anche le tragedie, i drammi (il lavoro, le occupazioni, la fame nel mondo, le guerre) per presentarsi co' la sciarpetta ar collo, gente che utilizza lo scranno conquistato per altri motivi (un programma tv, floris, o una cattedra o una rivista, lucio caracciolo) per mettere un po' di roma e sbeffeggiare la Lazio

per loro noi siamo un INCUBO
un perenne, gelido, incontrollabile INCUBO

fanno di tutto per sminuirci: seriebbi', grazieLotito, Lazio, scommesse, burini, trattore
poi basta 'na coppetta italia, una supercoppa a pechino, l'acquisto di klose e cisse', una EL conquistata e loro ripiombano nel dramma

"ma come fanno a resiste?" se chiedono sempre, e mettono in campo sempre maggiori armi
ma 'ste armi a noi ce fanno 'na bella, sugosa, duratura pippa
a loro servono per conquistare nuovi scherani, nuovi mercenari (diciamocelo: chi diventa tifoso a 30 anni provenendo da altre squadre o città è 'no schifoso venduto), e fare numero

ammucchia gasperi'

in questo io rivendico la NECESSITA' di essere meno di loro
(meno inteso come meno esposti, ma non come numero, sul quale ci sarebbe da discute)
certo, non bisogna sparire, anzi, bisogna raccogliere nuove forze: quelle interne ad ogni famiglia (figli, nipoti di Laziali DEBBONO essere Laziali), ma anche nuova linfa: extracomunitari, anzi, nuovi-italiani, ecco me piace de più, ed un ritorno del BURINO, che io adoro

lasciamoje lucio caracciolo: ma chi se lo incula 'sto pipparolo bleso che leggono in 13 e ripiamose remigio cocchiaroli, fu romolo, da priverno
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 10:34
Citazione di: soeagle il 28 Giu 2012, 09:41
Scusate, voglio dire la mia in proposito.
Probabilmente adesso mi faccio qualche "nemico"...  :p ma è solo il mio pensiero.
Io sto in provincia e quindi sarei "burino" per definizione, ma non mi ci sento affatto.
VOI ROMANI (sia Laziali che romanisti) siete tutti uguali, e mi spiego.
Cioè vi sentite "superiori" a prescindere, è una cosa innata in voi (la storia insegna...) e quindi i romanisti a dire che i Laziali so burini e i Laziali a dire che i romanisti so coatti e che siamo la prima squadra della capitale e che siam l'Elite o "de Roma nord" perchè c'è il bisogno di sentirsi superiori!
Capito cosa voglio dire?
Questa cosa non finirà mai perchè siete fatti così.
Io come tutti quelli che abitano in provincia non ci facciamo caso, prendiamo la cosa per quello che è cioè fuffa, cioè è così e basta.
Allora cosa dovrebbero dire i Romanisti di Frosinone che sentono i loro compari dire che i veri tifosi daa maggica sono de Roma e che i Laziali so de Frosinone? dovrebbero cambiare squadra...
Ciao e Forza Lazio, sempre. :ssl

Con me non ha mai attaccato: esistono teorie storiche (chiedo conferma però a chi è più preparato sul periodo pre-imperiale, visto che io sono leggermente meno ignorante sui quattro secoli dopo Cristo) secondo le quali Roma sarebbe stata fondata da coscritti di Albalonga (Albano Laziale) e del Mons Cabum (Rocca di Papa), da dove vengo io. Sul Mons Cabum c'era uno dei luoghi più sacri, il tempio di Giove Laziale. Ottaviano Augusto era nato a Velletri. Col caxxo che fa presa su di me il cliché del burino. Da quel punto di vista, me lo sgrullano riommerds, Laziali, juventini, interisti, milanisti e tifosi della Cisco.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:37
OT
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 10:34
Con me non ha mai attaccato: esistono teorie storiche (chiedo conferma però a chi è più preparato sul periodo pre-imperiale, visto che io sono leggermente meno ignorante sui quattro secoli dopo Cristo) secondo le quali Roma sarebbe stata fondata da coscritti di Albalonga (Albano Laziale) e del Mons Cabum (Rocca di Papa), da dove vengo io. Sul Mons Cabum c'era uno dei luoghi più sacri, il tempio di Giove Laziale. Ottaviano Augusto era nato a Velletri. Col caxxo che fa presa su di me il cliché del burino. Da quel punto di vista, me lo sgrullano riommerds, Laziali, juventini, interisti, milanisti e tifosi della Cisco.

si' rocchiciano?

:o
EOT
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 10:42
Citazione di: arkham il 28 Giu 2012, 09:52
Palomba e KC1927 stanno lì a riscrivere la storia de 'na stagione demmerda che sarà ricordata come epica.

Ma da chi? Da chi sarà ricordata come epica? Rispondiamo a 'sta domanda, ma facciamolo in maniera razionale, così capiamo tutti quanti la direzione del topic.

A me, nonostante l'occupazione manu militari dei mezzi d'informazione, sembra sempre che i numeri, in terminî di seguito della squadra allo stadio e in televisione, siano inesorabilmente quelli. C'è l'operazione riomma-simpaty operata dal sinistrame romano? L'Europa è piena di squadre simpatiche, magari sponsorizzate da ambienti pseudo-culturali, che non vincono un caxxo e che non vinceranno mai un caxxo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 10:43
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:37
OT
si' rocchiciano?

:o
EOT

OT
mortaxxi de te, manco te ricordi? Guarda che se semo pure conosciuti a na cena de Lazionet a rionord...sei proprio un vecchiodemme...
EOT
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 10:44
Citazione di: happyeagle il 28 Giu 2012, 10:20
è tutto marketing negativo per noi che è cominciato quando era presidente Cragnotti , con le nostre vittorie a qualcuno è cominciato a mancare il terreno sotto i piedi , e introiti in edicola e nei botteghini , da buoni allievi di Goebbels non hanno avuto difficoltà a creare degli stereotipi sui Laziali , in verità qualcuno si è pure impegnato a dargli una mano , ma il loro sporco lavoro non aveva altro scopo che un pugno di euro .

Negli anni di Cragnotti, fascista o non fascista, le magliette della Lazio le trovavi dovunque.
Londra ne era piena fin dai tempi di Gascoigne, andavi nel più lurido negozietto sportivo e la trovavi.
Negli anni 1998-2001 trovavo magliette della Lazio nei posti più impensabili. Una volta a Disneyland Paris ne contai 4.
Trovai la maglietta della Lazio in vetrina anche in un negozio di abbigliamento sportivo a Saumur.

Sul marketing negativo, laziale-fascista, io credo che qualcuno gli diede molto più che una mano. Coscientemente.
Secondo me ci fu un marketing positivo (dal loro punto di vista) che funziono' a meraviglia.
Non dimentichiamoci che parallelamente alla nascita e alla crescita, ma soprattutto all'affermazione a livello mediatico di questa equazione, per noi dannosa, ci fu anche un' impresa commerciale che si affianco' e, anzi, sostituì' con successo il merchandising ufficiale della società, sfruttando la miopia e fondamentalmente l'assenza della società allora in sella.
E che cavalcava, in maniera cosciente e finalmente efficace in termini di vendite, la voglia dei laziali di essere "scozzese in terra d'Inghilterra"*.

* Una boiata cosmica, IMHO.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:44
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 10:43
OT
mortaxxi de te, manco te ricordi? Guarda che se semo pure conosciuti a na cena de Lazionet a rionord...sei proprio un vecchiodemme...
EOT

no, me te ricordo, anche se avrei voluto rimove
:=))
no me ricordavo che, atavicamente, 1/4 mio è parente
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: NandoViola il 28 Giu 2012, 10:48
Citazione di: arkham il 28 Giu 2012, 09:52
Ma quale altro topic! E' proprio questo il tema di QUESTO topic.
Essere della rioma è un plus, essere della Lazio non lo è. A volte è addirittura un minus.
Conosco la famiglia Ferilli, Sabrina era una tiepida tifosa laziale, come quasi tutta la sua famiglia.
Gli è stato detto che era meglio se fosse stata romanista.
E' stata creata ad uso e consumo di un popolo.
'sticazzi, direte voi, e in fondo io pure.
Però è il meccanismo che facciamo finta di non vedere.

Ancora co' sta storia delle differenze, che noi semo mejo e loro so' merde.
A parte che non è questo il punto, vi do una notizia: i tifosi dell'Avellino, si sentono i migliori del mondo. Quelli del Livorno pure. E non ho controllato, ma mi sa che pure gli ultras dello Juve Stabia rivendicano diversità e superiorità.

Quando abbiamo finito di farci le pipp.e fra di noi, sarebbe interessante capire perchè tutta questa superiorità, altrità, mejità, non fa presa. Non ha appeal pubblicitario. Non ha appeal sui nuovi tifosi.
Se pensate a questo quando cercate gli sceicchi in giro per il mondo, o meglio ancora i cavalieri bianchi vagamente laziali col veliero all'orizzonte, potete pure capire perchè dalle nostre parti non ce guardano manco col binocolo.

O pensate che Lotito sia perculato perchè è buffo?
La mancanza di rispetto che hanno costantemente nei confronti del Presidente della Lazio, che certo non è peggio di mister proseguisce col cappello da giullare) è una cosa mai vista prima.
Sabatini quando stava con noi era uno oscuro sfruttatore de ragazzini negri, mo' è il miglior dirigente del calcio italiano.
Con la soffiata sulla massoneria alle iene a noi c'avrebbero ricoperto di merda.
E non è perchè sono di più, che sono nei posti strategici. Nei posti strategici, spesso e volentieri, ci stanno i nostri e il risultato non cambia.

Poi per carità, se volete continuare a metterla sul piano della coattitudine romanara e Marionesca e della superiorità papalina e bigiarelliana, per me possiamo pure continuare.
Però uno come Pikkio, per dirne una, manco se volesse arriverebbe ad un certo pubblico.
Palomba e KC1927 stanno lì a riscrivere la storia de 'na stagione demmerda che sarà ricordata come epica.
ho capito da dove parti, non ho capito dove vuoi arrivare.
soprattutto cosa proponi?
cominciamo pure noi a mettere alla gogna un giocatore loro, a caso, dicendo che si vende le partite? pensi che possa esistere un Mensurati laziale? tanti di noi sapevano che capitan barbuto tempo fa se la passava male, che varie volte l'hanno raccolto in giro per roma (ed ostia) con in corpo più alcool che sangue, eppure...
oppure diciamo che andiamo a pisciare nelle fontane dopo aver perso un derby?
perchè questo sono loro. prima aroomaa, poi il resto, puoi essere cardiologo, generale, financo giornalista.
dobbiamo attrezzarci un pò meglio quello si, sono dell'idea che uno cazzuto ci voglia in società, uno che sta sul pezzo e risponda colpo su colpo. in più dovremmo tornare ad essere più uniti noi suoi tifosi, nel difendere la Lazio, sempre e dovunque.
il resto è miro klose al 95', punto. mettine in fila 4/5 e torna a vincere qualche trofeo, quello è dirimente nonchè devastante per loro e la loro relativa parata carnevalesca.
e se non trovate più le ragioni e le differenze tra noi e loro, guarda io ho figli e forse ci faccio caso, ma tu pensi che ci si possa paragonare a chi è capace di dire ad un bambino "ma che davero sei daa lazzie?".
noi non facciamo presa perchè dopo il nostro scudetto hanno militarizzato tutto (il famoso incontro sensi-capello, giornalisti del '2000), e sparano a qualsiasi cosa sia Laziale, usando qualsiasi mezzo, ecco perchè noi non usciamo. i nostri nei posti strategici, un pò per vigliaccheria, un pò mi piace pensare per onestà, stanno alla larga da certe mascalzonate.
tutto questo al netto di un morto ammazzato, che, vedo, oramai non interessa più nessuno: sarà morto di freddo.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: est1900 il 28 Giu 2012, 10:49
Citazione di: arkham il 28 Giu 2012, 09:52
Ma quale altro topic! E' proprio questo il tema di QUESTO topic.
Essere della rioma è un plus, essere della Lazio non lo è. A volte è addirittura un minus.
Conosco la famiglia Ferilli, Sabrina era una tiepida tifosa laziale, come quasi tutta la sua famiglia.
Gli è stato detto che era meglio se fosse stata romanista.
E' stata creata ad uso e consumo di un popolo.
'sticazzi, direte voi, e in fondo io pure.
Però è il meccanismo che facciamo finta di non vedere.

Ancora co' sta storia delle differenze, che noi semo mejo e loro so' merde.
A parte che non è questo il punto, vi do una notizia: i tifosi dell'Avellino, si sentono i migliori del mondo. Quelli del Livorno pure. E non ho controllato, ma mi sa che pure gli ultras dello Juve Stabia rivendicano diversità e superiorità.

Quando abbiamo finito di farci le pipp.e fra di noi, sarebbe interessante capire perchè tutta questa superiorità, altrità, mejità, non fa presa. Non ha appeal pubblicitario. Non ha appeal sui nuovi tifosi.
Se pensate a questo quando cercate gli sceicchi in giro per il mondo, o meglio ancora i cavalieri bianchi vagamente laziali col veliero all'orizzonte, potete pure capire perchè dalle nostre parti non ce guardano manco col binocolo.

O pensate che Lotito sia perculato perchè è buffo?
La mancanza di rispetto che hanno costantemente nei confronti del Presidente della Lazio, che certo non è peggio di mister proseguisce col cappello da giullare) è una cosa mai vista prima.
Sabatini quando stava con noi era uno oscuro sfruttatore de ragazzini negri, mo' è il miglior dirigente del calcio italiano.
Con la soffiata sulla massoneria alle iene a noi c'avrebbero ricoperto di merda.
E non è perchè sono di più, che sono nei posti strategici. Nei posti strategici, spesso e volentieri, ci stanno i nostri e il risultato non cambia.

Poi per carità, se volete continuare a metterla sul piano della coattitudine romanara e Marionesca e della superiorità papalina e bigiarelliana, per me possiamo pure continuare.
Però uno come Pikkio, per dirne una, manco se volesse arriverebbe ad un certo pubblico.
Palomba e KC1927 stanno lì a riscrivere la storia de 'na stagione demmerda che sarà ricordata come epica.

Continuo a non capire.
Non capisco a cosa porti tutto sto carozzone che si sono costruiti. Li fa vincere? Li fa grandi? Li rende rispettati e temuti per il mondo?
Non contano un cazzo. Per nessuno. Non per est1900, per nessuno al mondo.
Quelli della Juve Stabia vivono la loro realtà. Magari ultimamente si sono un po' rigasati ma vivono la loro dimensione.
Questi so' convinti di valere lo United o il Barcellona...perchè gliel'ha detto Tacopina...stai a capi'!?!?
Dici che nei posti strategici ci siamo noi? Nei posti strategici ci sono proprio quei laziali subalterni.
Quelli che quasi si vergognano di essere laziali o di dirlo.
Che somigliano tanto a quei laziali che nascondo la sciarpa per strada il giorno del derby.
O magari hanno paura a farsi una partita di calcetto con la maglia della Lazio.
Per concludere: purtroppo esistono laziali subalterni. Questo è innegabile e se questo è il senso del topic ci hai preso in pieno.
Se però chiedi a me se lo sono o se dovremmo esserlo per qualche motivo mi avveleno.
Perchè sta cosa NON PUO' E NON DEVE ESISTERE.
E, ripeto, senza confondere causa ed effetto, se i laziali subalterni la smettessero di cagarsi sotto perchè comprano Lamela e iniziassero a farsi sentire ovunque, tutti i giorni e con chiunque, ridimensionandoli e combattendoli (altro che riserva indiana) quelle merde non sarebbero così.
O al massimo continuerebbero ad essere pompati ma nessuno si sognerebbe di toccare la Lazio.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 10:51
Citazione di: est1900 il 28 Giu 2012, 10:49

O magari hanno paura a farsi una partita di calcetto con la maglia della Lazio..

Venerdi' scorso, a parte ovviamente sul campo dove abbiamo giocato noi, io ho visto, sugli tutti gli altri campi due magliette della Lazio e nessuna delle merde.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: est1900 il 28 Giu 2012, 10:52
Citazione di: italicbold il 28 Giu 2012, 10:51
Venerdi' scorso, a parte ovviamente sul campo dove abbiamo giocato noi, io ho visto, sugli tutti gli altri campi due magliette della Lazio e nessuna delle merde.

IB, se vuoi convincermi che per Roma si contano più vestiari laziali che romanisti non ci riesci...
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:53
Citazione di: NandoViola il 28 Giu 2012, 10:48
e se non trovate più le ragioni e le differenze tra noi e loro, guarda io ho figli e forse ci faccio caso, ma tu pensi che ci si possa paragonare a chi è capace di dire ad un bambino "ma che davero sei daa lazzie?".
noi non facciamo presa perchè dopo il nostro scudetto hanno militarizzato tutto (il famoso incontro sensi-capello, giornalisti del '2000), e sparano a qualsiasi cosa sia Laziale, usando qualsiasi mezzo, ecco perchè noi non usciamo. i nostri nei posti strategici, un pò per vigliaccheria, un pò mi piace pensare per onestà, stanno alla larga da certe mascalzonate.
tutto questo al netto di un morto ammazzato, che, vedo, oramai non interessa più nessuno: sarà morto di freddo.

la cosa del bambino è, ahime', vera, vista, rivista e credo sia da classificare come un crimine vs l'infanzia
sono dei pedofili mentali, quando fanno così

io non ho visto MAI nessun Laziale, con figli o senza, infierire su bambini romoletti (che poi li riconosci subito, che so' vestiti come giullari, pori fiji)

sull'onestà dei ns comunicatori, però, nandino, lo sai che ad essere onesti in italia prendi solo inculate, no?
quindi, onesti si, ma non fregnoni, che questo siamo a volte
fregnoni

su paparelli hai tristemente ragione
però, è bastato che un par de loro partecipassero alla scopertura della lapide, ed è tutto passato: senza abiura dei cori (CHE ANCORA CANTANO, 'STI VERMI MALEDETTI), senza scuse pubbliche

ma in questo sono i Nostri ad essere colpevoli: sono loro che hanno "legato" co' 'ste pantegane
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 10:57
Citazione di: est1900 il 28 Giu 2012, 10:52
IB, se vuoi convincermi che per Roma si contano più vestiari laziali che romanisti non ci riesci...

Era solo un'informazione che volevo dare.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:57
Citazione di: est1900 il 28 Giu 2012, 10:49
Continuo a non capire.
Non capisco a cosa porti tutto sto carozzone che si sono costruiti. Li fa vincere? Li fa grandi? Li rende rispettati e temuti per il mondo?

te l'ho detto: serve a loro
LORO

è come la morfina: serve a non fargli sentire la ns presenza
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: sweeper77 il 28 Giu 2012, 10:59
Citazione di: est1900 il 28 Giu 2012, 10:52
IB, se vuoi convincermi che per Roma si contano più vestiari laziali che romanisti non ci riesci...
Citazione di: italicbold il 28 Giu 2012, 10:57
Era solo un'informazione che volevo dare.


ma non stai in francia IB? o non c'ho capito un kaiser pure io?....vedi come sò laziale?  :beer:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: NandoViola il 28 Giu 2012, 11:01
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:57
te l'ho detto: serve a loro
LORO

è come la morfina: serve a non fargli sentire la ns presenza
non solo.
serve a guadagnare metri, il loro obiettivo è una città una squadra.
sappiamo come si risolverà: al solito, nel dilemma
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 11:03
Citazione di: sweeper77 il 28 Giu 2012, 10:59
ma non stai in francia IB? o non c'ho capito un kaiser pure io?....vedi come sò laziale?  :beer:

Ogni tanto na scappata ce la faccio in Italia.... :)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: gigiazzo il 28 Giu 2012, 11:08
Io ciò un'idea mia che non mi abbandona più ormai da anni; sicuramente superficiale e un po' ingenua, ma ve la vado a esporre. Contenti?
Nel 1995 esce Viaggi di nozze di Verdone con l'episodio di Jessica e Ivano, rappresentazione di una coppia di coatti romani che immediatamente colpisce il pubblico.  Dopo poco inizia una sorta di sdoganamento del coattismo. Porta a porta, qualche tempo dopo, vi dedica una puntata e si fa strada l'idea che ci si potesse definitivamente liberare dalle faticose costrizioni "culturali" di, genericamente parlando, "buona educazione". Da quel momento tutto era permesso; rotti gli argini, si è legittimato di tutto: arroganza, ignoranza, tracotanza, prevaricazione, furbizia, menefreghismo, egoismo, tutto ha stravolto e incasinato un malinteso senso di popolarità, semplicità e bontà. La cultura, il senso civico, il rispetto per le regole e per gli altri, non erano più necessari. La Lega può parlare di cazzo duro in un comizio politico, il presidente del consiglio può andare a mignotte, perfino Er Piotta mette il suo mattoncino a favore del coattismo, fino ad arrivare alla sublimazione delle coattelle di un Calippo e 'na bira che per qualche mese hanno goduto di assurda popolarità (per fortuna qui si è manifestato qualche timido segnale di rigetto).
Il calcio, o meglio, il tifo, per sua natura popolare, non poteva non trovare terreno fertilissimo per questa trasformazione, tanto che si sono drammaticamente banalizzati concetti culturali che meriterebbero maggior rispetto. Il senso di appartenenza, di comunità, di rispetto, di onestà, di lotta al potere, vengono intesi riferiti alla passione comune per una squadra, all'appartenenza a una curva, alle dinamiche ultras, a un allenatore che ha la fama di essere onesto, a una ribellione alla FIGC.
Laziali e romanisti sono diversi? Non lo so, a noi piace raccontarcelo e, seppure nelle discussioni con i peggiori di loro io sostenga la nostra superiorità, tra di noi stiamo cercando di essere più critici. Io, sinceramente, non riesco a dichiararlo apertamente, perché poi si viene tacciati di snobismo o, peggio, razzismo. Quello che preferisco pensare, perlomeno di me stesso, è che riusciamo a cogliere la differenza e a separare i due piani: allo stadio, chi più chi meno, siamo tutti delle bestie che si accalorano, imprecano, pronunciano slogan violenti e razzisti ("Vesuvio lavali cor fòco" mi è sgorgato a pieni polmoni all'ultimo Lazio Napoli), ma poi, finito tutto, si rientra nella vita civile e ci si vergogna anche un po' delle bestie che si è stati in quelle due ore (parlo per me). Fuori c'è la vita vera, la Cultura, le persone vere da rispettare, le regole e le incazzature per le prevaricazioni del potere che andrebbero veramente combattute. E la Lazio rimane il gingillo da custodire e da seguire in attesa che arrivi la domenica o la stagione dopo.
Forse è questa la differenza (non superiorità) che mi piace marcare con loro, quella che ci fa stare in una cena di 30 persone senza fare un urlo o un rutto ma, forse, ha un fondo di verità solo su i grandi numeri perché, come abbondantemente detto, non mancano vagonate di esempi di laziali altrettanto coatti (e uno si sono preoccupati di mandarlo all'Isola dei famosi...).
Ma il romanismo è ormai stereotipo: è la parte buona, popolare, genuina, onesta, furba e fregnona, còr còre grande così e non sorprende che la sinistra la stia occupando, cercando, forse, altre strade per il consenso popolare che stanno drammaticamente perdendo. E noi siamo il necessario contraltare, i brutti sporchi e cattivi.
Vabbè, mi fermo qui. Scusate la prolissità.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: est1900 il 28 Giu 2012, 11:08
Citazione di: NandoViola il 28 Giu 2012, 11:01
non solo.
serve a guadagnare metri, il loro obiettivo è una città una squadra.
sappiamo come si risolverà: al solito, nel dilemma

Esatto.
E allora, di preciso, de che parlamo?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 11:09
Citazione di: NandoViola il 28 Giu 2012, 11:01
non solo.
serve a guadagnare metri, il loro obiettivo è una città una squadra.
sappiamo come si risolverà: al solito, nel dilemma

beh, si, coi centimetri se fanno i metri, come dicevamo da piccoli di una che nel quartiere la dava allegramente via
8)

però, sai, loro creano ad arte immani aspettative, ogni anno, ogni anno, ogni anno
le aspettative, però, debbono essere (almeno una volta) raggiunte, sennò so' cazzi amari

noi, in questo, siamo certamente differenti: come dice IB, anche nel momento dell'orgasmo c'è uno che se preoccupa del gas lasciato aperto
creiamo poche aspettative ma ne raggiungiamo più di loro

ci vendiamo male, se vogliamo
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: NandoViola il 28 Giu 2012, 11:21
Citazione di: est1900 il 28 Giu 2012, 11:08
Esatto.
E allora, di preciso, de che parlamo?
per l'intanto, che io da tifoso laziale gradirei essere raccontato per quello che sono, non da come mi dipingono (a me ed alla Lazio) 'sti quattro stracciaroli con la paghetta per arrotondare. di ciò dovrebbe farsene carico la società. è questo che possiamo e dobbiamo chiedere, di monitorare ed intervenire, nei media e sui media, al fine di raddrizzare le stortùre, le panzàne, le fantaricostruzioni fatte ad uso e consumo di una strategia ben precisa (vedi mio post precedente); predilingendo la carota, ma se serve usando bene il bastone.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 11:23
Citazione di: NandoViola il 28 Giu 2012, 11:01
non solo.
serve a guadagnare metri, il loro obiettivo è una città una squadra.
sappiamo come si risolverà: al solito, nel dilemma

per forza che si risolve col dilemma. Ma santamadonna, non ce riesce il LIVERPOOL (!) con l'EVERTON, non ce riesce il REAL (!!) con l'ATLETICO (!), il RAYO (!!) e il GETAFE (!!!), non ce riesce il BARCA (!!!) con l'ESPANYOL (!!!!), ce riescono loro?

REALISMO.

Rode il culo pure a me nel vedere l'occupazione dei mezzi di informazione ed è innegabile che il loro fine sia quello, la nostra sparizione. Ma è sempre quello da quando l'hanno fusi e da quando il generale Vaccaro gli disse: "sgrullatecelo". L'unica cosa che può fare il Laziale è sbattergli in faccia la realtà quotidianamente, senza aspettare dei rinforzi (i giornali) che non arriveranno MAI.

Invece noi siamo i primi a leggittimarli: dopo Luis Enrique dovevamo essere più spietati e invece parecchi di noi a dire che, si, però, i giovani, il progetto è interessante: caxxate, hanno fatto ride tutta l'Italia. Hanno preso Zeman regà, famigerato pluritrombato della storia del calcio italiano, e qui la gente se sta a cacà sotto. Maddeché, a metà campionato tytty e co. lo fanno fori e se ritrovano er padre de Jack Daniels De Rossi in panca.

Poi il mio ultimo pensiero su sta famosa "cultura" di sinistra italiana che ora, in salsa romanesca, dovrebbe dare il colpo decisivo alla nostra sopravvivenza. Cioé, questi in 40 anni di supremazia culturale (quando veramente c'era gente con le palle nella televisione, teatro, letteratura, università, ovunque) non so riusciti ad evitare la deriva nel berlusconismo di una nazione e improvvisamente, i nipoti sfigatelli, riescono a sopprimere una delle tifoserie più avvelenate e più radicate nelle proprie tradizioni? Boh.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 11:37
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 11:23
per forza che si risolve col dilemma. Ma santamadonna, non ce riesce il LIVERPOOL (!) con l'EVERTON, non ce riesce il REAL (!!) con l'ATLETICO (!), il RAYO (!!) e il GETAFE (!!!), non ce riesce il BARCA (!!!) con l'ESPANYOL (!!!!), ce riescono loro?

REALISMO.

Rode il culo pure a me nel vedere l'occupazione dei mezzi di informazione ed è innegabile che il loro fine sia quello, la nostra sparizione. Ma è sempre quello da quando l'hanno fusi e da quando il generale Vaccaro gli disse: "sgrullatecelo". L'unica cosa che può fare il Laziale è sbattergli in faccia la realtà quotidianamente, senza aspettare dei rinforzi (i giornali) che non arriveranno MAI.

Invece noi siamo i primi a leggittimarli: dopo Luis Enrique dovevamo essere più spietati e invece parecchi di noi a dire che, si, però, i giovani, il progetto è interessante: caxxate, hanno fatto ride tutta l'Italia. Hanno preso Zeman regà, famigerato pluritrombato della storia del calcio italiano, e qui la gente se sta a cacà sotto. Maddeché, a metà campionato tytty e co. lo fanno fori e se ritrovano er padre de Jack Daniels De Rossi in panca.

Poi il mio ultimo pensiero su sta famosa "cultura" di sinistra italiana che ora, in salsa romanesca, dovrebbe dare il colpo decisivo alla nostra sopravvivenza. Cioé, questi in 40 anni di supremazia culturale (quando veramente c'era gente con le palle nella televisione, teatro, letteratura, università, ovunque) non so riusciti ad evitare la deriva nel berlusconismo di una nazione e improvvisamente, i nipoti sfigatelli, riescono a sopprimere una delle tifoserie più avvelenate e più radicate nelle proprie tradizioni? Boh.

sono d'accordo
non ce so' riusciti cor Musone
non ce so' riusciti cor Gobbo

te pare che ce riescono co' mastandrea, dandini e zingaretti?
eddai

(quanto me fa SCHIFO 'sta sinistrella tramezzinara)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 28 Giu 2012, 11:37
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 10:53
io non ho visto MAI nessun Laziale, con figli o senza, infierire su bambini romoletti (che poi li riconosci subito, che so' vestiti come giullari, pori fiji)

:pp
beh, io ogni tanto, se capita, un "'mazza che brutti colori" je lo butto là al romoletto.
dici che nun se fà?
:D

e questo lo straquoto:
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 11:23
Cioé, questi in 40 anni di supremazia culturale (quando veramente c'era gente con le palle nella televisione, teatro, letteratura, università, ovunque) non so riusciti ad evitare la deriva nel berlusconismo di una nazione e improvvisamente, i nipoti sfigatelli, riescono a sopprimere una delle tifoserie più avvelenate e più radicate nelle proprie tradizioni? Boh.

ma quanno mai?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 11:38
Citazione di: blow il 28 Giu 2012, 11:37
:pp
beh, io ogni tanto, se capita, un "'mazza che brutti colori" je lo butto là al romoletto.
dici che nun se fà?
:D

fabri', te conosco troppo bene per non sapere che il tuo tono è bonario e non, come fanno loro, di scherno, derisione e auspicata sottomissione
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: blow il 28 Giu 2012, 11:45
instillo il dubbio nella loro mente.
:)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Gio il 28 Giu 2012, 11:55
C'è qualcosa che io non capisco.
Penso che stiamo sbagliando a confrontarci con loro ed a prendere loro come riferimento .
Perchè il concetto di subalternità/superiorità presuppone che esistano due entità tra loro confrontabili.
Per essere superiori a loro dovremmo diventare come loro ?
Davvero vorremmo un mensurati Laziale più mensurati del loro ?
O un Amendola che ci rappresenti meglio del loro in "Natale a 'sto cavolo" ?
Io non lo vorrei mai.
A noi basta (è sempre bastato) essere della Lazio.
Non è mai stato un discorso di essere meglio di ...
Quello è il problema (innato) loro.

Negli anni'80 noi giocavamo in B o per non andarci.
Loro vincevano in Italia ed in Europa, ed avevano una visibilità maggiore di quella di oggi.
C'era addirittura l'VIII re di Roma. Come se Roma fosse cosa loro.
Eppure io non mi ricordo un periodo più Laziale di quello.
Neanche ai temi di Cragnotti.
Sarà che ero ragazzino ....



Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 11:58
guarda, per dire
eravamo, io e fede75, ad un evento organizzato da un comitato genitori all'esquilino (c'era pure dissi, dice)
eravamo lì per fotografare per shoot4change
insomma, verso la fine della ns permanenza siamo andati dove c'era la pesca di beneficienza: volevamo prendere qualcosa da regalare e contribuire alla raccolta fondi
vicino a fede c'era un buzzurro, anzi che dico, un coattone antico, che avevo già individuato perché stava a cerca' de scegliersi i premi, cercando di circuire una delle signore addette alla pesca per avere "a' maja der capitano"
:puke:
ad un certo punto ('sta cosa l'ha vista in diretta fede, e meno male perché io avrei reagito mooooolto peggio di lei), 'sto pezzo de merda ha beccato un numero che gli dava diritto ad un palloncino gonfiabile, con la scritta Lazio" sopra, all'interno del quale c'era un pelouche, una specie di simil aquilotto
questo escremento fatto padre (e questa E' la cosa incredibile) ha iniziato a sbraitare vs la sua sfiga ed ha gettato l'oggetto vinto alla pesca dentro un cestino
federica gli ha imbruttito (lo so: per lei è impossibile ma c'è riuscita) e l'ha cazziato, dicendogli che anche se i colori non gli piacciono (suo diritto, ci mancherebbe) avrebbe potuto essere più civile e magari regalarlo a qualche bambino della Lazio
ed ha raccolto il premio

questo per dire a che livello stanno
ad una festa di quartiere organizzata per bimbi, eh

'sto lercio

p.s.: il premio, opportunamente gonfiato è stato depositato dove c'è qualcuno che lo potrà apprezzare, malgrado il fatto che, si, sia abbastanza, come dire, kitsch  :p però, quei colori so' belli, troppo belli
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: mansiz il 28 Giu 2012, 12:25
intanto, anche se calcisticamente potremo rimetterci, il primo passo sarebbe il ritiro di titti e tutti i suoi girotondini
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: orchetto il 28 Giu 2012, 13:17
Alcune precisazioni;
si parla di questa sedicente sinistra che è filo riommica, ma in realtà a Roma, tra la sinistra vera, quella che si sporca le mani, che sta nelle strade  enei posti di lavoro,i Laziali sono tanti.
Giorgio Chinaglia, figura imprescindibiel, ma non scordiamoci ch eprima del suo avvento alla Lazio, avevamo già 70 anni di storia, non so se ci rendiamo conto.
Lo snobbismo in alternativa al trucidismo, sono due facce della stessa medaglia: l'obbiettivo è essere popolani non ridotti a macchietta, che è come tra l'altro vuole il potere, avere radici sapendo aprirsi (che poi chi ha radici vere è sicuro di sè e non ha bisogno di starlo sempre a rimarcare). Si può essere signori e nobili pur essendo del popolo. se si viene da una lunga e consolidata tra dizione.
Una battuta sulle cene: ok bene non ostentare il trucidismo però vojo dì, rilassamose, se mo a una cena ce scappa un rutto, o ancor meglio uno stornello salace ce sta tutto.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 14:03
Citazione di: orchetto il 28 Giu 2012, 13:17
si parla di questa sedicente sinistra che è filo riommica, ma in realtà a Roma, tra la sinistra vera, quella che si sporca le mani, che sta nelle strade  enei posti di lavoro,i Laziali sono tanti.

orche',
se parlava di una sinistra che, rispetto a quella che se lava le mani, si rende odiosa ed elitaria

quella sinistra tramezzinona, capalbiese, da sandalo etnico e foularino a piazza santa maria in trastevere
quella che raccoglie i fondi per il tibet ed a ponte di nona non l'ha mai vista nisuno
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: est1900 il 28 Giu 2012, 14:16
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 14:03
quella sinistra tramezzinona, capalbiese, da sandalo etnico e foularino a piazza santa maria in trastevere
quella che raccoglie i fondi per il tibet ed a ponte di nona non l'ha mai vista nisuno
.
Ma neanche al Quadraro.
Cmq sì, quella sinistra mi fa particolare ribrezzo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: NandoViola il 28 Giu 2012, 14:37

e sto mutuo forse se lo semo levàti.

se è questo quello che ci manca, il tifoso di professione, mi tengo la mia passione da dilettante.
o forse quelle righe valgono di più di tante scritte qui dentro, solo perchè sono pubblicate da una casa editrice?
a noi manca solo qualcuno che prenda sti quattro idioti (affatto stupidi) e li cominci a ridicolizzare, a farli vedere per quello che sono: spocchiosi senza averne ragione alcuna, autoreferenziali col pisello piccolo, autoassolutori verso qualsiasi nefandezza, basta sia di parte (la loro) e con il sense of humour finto radical chic, adùso piuttosto al pubblico prime time di una raiuno in decadenza.
non credo sia quello di cui abbiamo bisogno noi, tantomeno di sostituire od affiancare a questi, i nostri, in un gioco di specchi.
non conti perchè racconti, ma solo perchè dietro c'hai la contraerea che ti supporta e sulla mappa ha segnato già tutte le pietre miliari, sennò stavi ancora a pagà er mutuo.



p.s.: povero circolo, da anna calvi a calvi veri.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 14:37
e il saperla a maggioranza riommica, non dico ci faccia godere come licantropi, ma almeno ci fa tirare un grosso sospiro di sollievo...


...e adesso scusatemi, ma una mia giovane collega georgiana mi ha fatto capire di non aver capito la mia spiegazione di "mortaxxi sua, magari more"
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 14:53
Citazione di: NandoViola il 28 Giu 2012, 14:37
se è questo quello che ci manca, il tifoso di professione, mi tengo la mia passione da dilettante.
o forse quelle righe valgono di più di tante scritte qui dentro, solo perchè sono pubblicate da una casa editrice?
a noi manca solo qualcuno che prenda sti quattro idioti (affatto stupidi) e li cominci a ridicolizzare, a farli vedere per quello che sono: spocchiosi senza averne ragione alcuna, autoreferenziali col pisello piccolo, autoassolutori verso qualsiasi nefandezza, basta sia di parte (la loro) e con il sense of humour finto radical chic, adùso piuttosto al pubblico prime time di una raiuno in decadenza.
non credo sia quello di cui abbiamo bisogno noi, tantomeno di sostituire od affiancare a questi, i nostri, in un gioco di specchi.
non conti perchè racconti, ma solo perchè dietro c'hai la contraerea che ti supporta e sulla mappa ha segnato già tutte le pietre miliari, sennò stavi ancora a pagà er mutuo.

che paraculi
che gran paraculi

questi me sembrano quelli che organizzavano le gite a san giovanni rotondo e poi al ritorno te volevano vende le pentole

e se non compravi te lasciavano nella murgia
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:04
Ci si sorprende perché si fanno libri su fenomeni quasi sovrannaturali, tipo la "fantastica" stagione di Enrico Luigi oppure sul quasi acquisto di Soros, i cui estensori sono ancora convinti della consistenza della storia.

Ragazzi, poche storie. Chapeau! Loro fanno il loro sporco lavoro, di cui a noi non frega una mazza, ma che è sempre il loro sporco lavoro!
Piuttosto, noi facciamo il nostro sporco lavoro?

A mio modesto avviso, con la loro stolida pubblicistica fanno non bene, ma benissimo. Fanno autocelebrazione, rielaborazione autoreferenziale, rinfocolano il fuoco della loro passione, trasformando una sconfitta (l'ennesima) in una occasione narrativa sicuramente appassionante, visto che da sempre il perdente ha quel romantico fascino assente nella scontata ripetitività di un vincente.

Quindi è questo ciò di cui ha bisogno un tifoso!!!

Abbiamo noi storie e personaggi da raccontare e da amare?
Credo sicuramente di sì: dopo 112 anni abbiamo i cassetti pieni, ma sicuramente chiusi.
Cragnotti si lamentava di sentir sempre parlare di Fiorini, eroe di Lazio Vicenza, la partita che ci salvò dalla C, piuttosto che di un Nedved che ci consegnò il primo trofeo europeo della nostra storia.
Sta tutto qui l'incredibile paradosso del tifoso laziale.

Aprite i cassetti, scrivete libri, girate film: il laziale ne ha bisogno, ma ancora non lo sa.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:07
Citazione di: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:04
Quindi è questo ciò di cui ha bisogno un tifoso!!!

stupido
un tifoso stupido, specifica

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: colosseo2000 il 28 Giu 2012, 15:11
Citazione di: Gio il 28 Giu 2012, 11:55

Negli anni'80 noi giocavamo in B o per non andarci.
Loro vincevano in Italia ed in Europa, .......................

me devo esse perso qualcosa
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:15
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:07
stupido
un tifoso stupido, specifica

No, non è vero. Un tifoso, qualsiasi, anche e soprattutto intelligente, uno che si chiede: sono della Lazio, ma perché? soltanto perchè non vado in tuta nei centri commerciali? No, sono della Lazio perché ci hanno giocato gente come Chinaglia e Garlaschelli, Veron e Nesta, Caso e Magnocavallo, Piola e Lovati, e allenato gente come Maestrelli ed Eriksonn, Fascetti e Reja. Devo conoscere la mia storia per sapere perché sono un laziale.

Non si tratta di fare le trombette biancocelesti o di vestire diversamente quando ci si avvicina da IKEA.
Il tifoso bisogno di storie, di personaggi, di narrazione: dunque anche un libro su Reja alla Lazio o un DVD con i migliori gol di Cissè può essere utile al tifoso.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: NandoViola il 28 Giu 2012, 15:15
Citazione di: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:04

A mio modesto avviso, con la loro stolida pubblicistica fanno non bene, ma benissimo. Fanno autocelebrazione, rielaborazione autoreferenziale, rinfocolano il fuoco della loro passione, trasformando una sconfitta (l'ennesima) in una occasione narrativa sicuramente appassionante, visto che da sempre il perdente ha quel romantico fascino assente nella scontata ripetitività di un vincente.

Quindi è questo ciò di cui ha bisogno un tifoso!!!

ma che sia epìca e non mistica, soprattutto non sia fuffa, atta ad estinguere mutui.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:19
Citazione di: colosseo2000 il 28 Giu 2012, 15:11
me devo esse perso qualcosa

nella sintesi ha chiuso troppo, ma voleva dire che hanno quasi vinto in Europa.

Citazione di: NandoViola il 28 Giu 2012, 15:15
ma che sia epìca e non mistica, soprattutto non sia fuffa, atta ad estinguere mutui.

giusto viola ma sta qui la capacità del narratore, percHé le storie non devono essere per forza fantastiche.
Insomma, non è che se non vinci la Champions non hai niente da raccontare.
Così come ne ho piene le ... tasche di sentirmi raccontare del 4-2 con il Verona, dell'asciugacapelli di Martini o di quando Giorgione litigava al JackieO.
Voglio sapere cosa si sono detti Piscedda e Poli prima di entrare in campo a Napoli.
Voglio sentirmi raccontare cosa ha detto negli spogliatoi Riedle dopo la tripletta rifilata al Napoli, ma con la partita pareggiata.

Ne abbiamo di cose da raccontare!
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Kim Gordon il 28 Giu 2012, 15:22
Citazione di: Biafra il 27 Giu 2012, 21:58
Io sono un Laziale snob, lo ammetto, e come me ne conosco tanti altri.
La mia vita da Laziale è cominciata ai tempi del -9, un ragazzino avvelenatissimo e guai a chi mi toccava la Lazio,  e il periodo di maggior distacco dalla mia Lazio è coinciso con il periodo d'oro cragnottiano.

Razionalmente non riesco a darmi una spiegazione. Probabilmente vivo la mia Lazialità come un amore privato, quando le cose vanno benissimo la osservo distaccato e magari m'infastidisco per i  tanti che risplverano la loro Lazialità in occasione dei successi, quando le cose vanno meno bene corro da lei avvelenato e con la bava alla bocca.


in attesa di trovare lo psicologo. applausi sinceri. mi piace quello che hai scritto.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:22
mah, sempre de bigiarelli se sta a parla', così
c'è vita nell'oltrespareggi, eh

nell'epeca di twitter dovremmo perdere tempo a parlare de poli?
non basta "sfide"?

vabbé, che siamo Lazio
ma mica siamo provincia del progresso, eh
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:30
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:22
mah, sempre de bigiarelli se sta a parla', così
c'è vita nell'oltrespareggi, eh

nell'epeca di twitter dovremmo perdere tempo a parlare de poli?
non basta "sfide"?

vabbé, che siamo Lazio
ma mica siamo provincia del progresso, eh

Porga, con tutto il rispetto e l'amore

se non vuoi parlare di Bigiarelli, ne convengo,

se non rispondi all'invito a una retrospettiva su Poli, non ti posso biasimare

se parlare dell'esperienza tecnica e umana di Fascetti ti fa voltare dall'altra parte


mi spieghi io e te, da laziali, ... "che cazzo se dovemo dì" (cit.)?

in amicizia eh! :beer: :beer: :beer:

Non è che non basta Sfide. Serve 1, 100, 1000 "Sfide".
Il problema non è che loro lo fanno, ma che noi latitiamo.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:35
Citazione di: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:30
mi spieghi io e te, da laziali, ... "che cazzo se dovemo dì" (cit.)?

il problema è che i Laziali hanno un presente ed un futuro, ma sempre a guarda' er passato stanno

tu proponi una specie de lazio channel in mano a guidone

cristo
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 15:39
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 11:23
per forza che si risolve col dilemma. Ma santamadonna, non ce riesce il LIVERPOOL (!) con l'EVERTON, non ce riesce il REAL (!!) con l'ATLETICO (!), il RAYO (!!) e il GETAFE (!!!), non ce riesce il BARCA (!!!) con l'ESPANYOL (!!!!), ce riescono loro?

REALISMO.

Rode il culo pure a me nel vedere l'occupazione dei mezzi di informazione ed è innegabile che il loro fine sia quello, la nostra sparizione. Ma è sempre quello da quando l'hanno fusi e da quando il generale Vaccaro gli disse: "sgrullatecelo". L'unica cosa che può fare il Laziale è sbattergli in faccia la realtà quotidianamente, senza aspettare dei rinforzi (i giornali) che non arriveranno MAI.

Invece noi siamo i primi a leggittimarli: dopo Luis Enrique dovevamo essere più spietati e invece parecchi di noi a dire che, si, però, i giovani, il progetto è interessante: caxxate, hanno fatto ride tutta l'Italia. Hanno preso Zeman regà, famigerato pluritrombato della storia del calcio italiano, e qui la gente se sta a cacà sotto. Maddeché, a metà campionato tytty e co. lo fanno fori e se ritrovano er padre de Jack Daniels De Rossi in panca.

Poi il mio ultimo pensiero su sta famosa "cultura" di sinistra italiana che ora, in salsa romanesca, dovrebbe dare il colpo decisivo alla nostra sopravvivenza. Cioé, questi in 40 anni di supremazia culturale (quando veramente c'era gente con le palle nella televisione, teatro, letteratura, università, ovunque) non so riusciti ad evitare la deriva nel berlusconismo di una nazione e improvvisamente, i nipoti sfigatelli, riescono a sopprimere una delle tifoserie più avvelenate e più radicate nelle proprie tradizioni? Boh.

Ottimo e abbondante,
me sa che co questa io ho smesso de intervenni' in questo topic.
C'é scritto tutto quello che volevo di.
Che ve lo riscrivo a fa ?
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Kim Gordon il 28 Giu 2012, 15:43
Citazione di: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:04
Ci si sorprende perché si fanno libri su fenomeni quasi sovrannaturali, tipo la "fantastica" stagione di Enrico Luigi oppure sul quasi acquisto di Soros, i cui estensori sono ancora convinti della consistenza della storia.

Ragazzi, poche storie. Chapeau! Loro fanno il loro sporco lavoro, di cui a noi non frega una mazza, ma che è sempre il loro sporco lavoro!
Piuttosto, noi facciamo il nostro sporco lavoro?

A mio modesto avviso, con la loro stolida pubblicistica fanno non bene, ma benissimo. Fanno autocelebrazione, rielaborazione autoreferenziale, rinfocolano il fuoco della loro passione, trasformando una sconfitta (l'ennesima) in una occasione narrativa sicuramente appassionante, visto che da sempre il perdente ha quel romantico fascino assente nella scontata ripetitività di un vincente.

Quindi è questo ciò di cui ha bisogno un tifoso!!!

Abbiamo noi storie e personaggi da raccontare e da amare?
Credo sicuramente di sì: dopo 112 anni abbiamo i cassetti pieni, ma sicuramente chiusi.
Cragnotti si lamentava di sentir sempre parlare di Fiorini, eroe di Lazio Vicenza, la partita che ci salvò dalla C, piuttosto che di un Nedved che ci consegnò il primo trofeo europeo della nostra storia.
Sta tutto qui l'incredibile paradosso del tifoso laziale.

Aprite i cassetti, scrivete libri, girate film: il laziale ne ha bisogno, ma ancora non lo sa.

sono daccordissimo
( avevo già scritto tutto e me sè spento il pc, pd  :x)

il racconto è una parte fondante l'identità di ogni comunità.
il racconto è l'ultima parte di una linea circolare.

il racconto noi lo risolviamo individualmente, o meglio ancora, intimamente.

i romanisti invece no. non solo. si raccontano come comunità.

e fin qui, spero che mi avete seguito, che sono stato comprensibile.

perchè adesso viè er brutto.

in realtà, c'è un errore di partenza, una falsa partenza, ed è relativa al Tifoso che scrive qui.
un tifoso solo, perchè minoranza nella minoranza.
ciò significa però che esiste una maggioranza laziale, una maggioranza che sarà pure minoranza nella suddivisione cittadina, ma ha tutti i crismi per accordarsi come : comuità forte.



questo per dire che spesso ci si interroga sull'esperienza rispetto ai romanisti.
molo meno sull'esperienza di essere una subcultura all'interno della tifoseria laziale, ai suoi miti, valori, usi e costumi.

perchè è in questa relazione che comprae secondo me il termine subcultura, che la prola stessa ammette la subalternità.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 15:43
Ma non ve fate mai venì in mente che FORSE, LORO, de tutta st'epopea ne hanno bisogno perchè, altrimenti, oltre la retorica dei tifosipiûtifosidermonno, del meravigliozobobbolo, degli 88 milioni de tifosi e 234 milioni de simpatizzanti, probabilmente, senza la suddetta epopea, la domenica se interesserebbero de altro?

...e ritorniamo ai numeri, quelli interessantissimi di un vecchio post di F_M su come le due squadre fossero seguite...
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:44
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:35
il problema è che i Laziali hanno un presente ed un futuro, ma sempre a guarda' er passato stanno

tu proponi una specie de lazio channel in mano a guidone

cristo

io propongo una specie de movimento culturale laziale, in mano a gente seria e preparata.
Che è diverso, molto diverso, parbleu!
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: MadBob79 il 28 Giu 2012, 15:46
Citazione di: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:44
io propongo una specie de movimento culturale laziale, in mano a gente seria e preparata.
Che è diverso, molto diverso, parbleu!

gli efori Laziali, insomma :)
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 15:49
Appena vincemo la Champion's League ditemelo che scrivo un ditirambo.
Poi scrivo pure un ditiRambo II la Vendetta.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 28 Giu 2012, 15:50
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 15:43
Ma non ve fate mai venì in mente che FORSE, LORO, de tutta st'epopea ne hanno bisogno perchè, altrimenti, oltre la retorica dei tifosipiûtifosidermonno, del meravigliozobobbolo, degli 88 milioni de tifosi e 234 milioni de simpatizzanti, probabilmente, senza la suddetta epopea, la domenica se interesserebbero de altro?

...e ritorniamo ai numeri, quelli interessantissimi di un vecchio post di F_M su come le due squadre fossero seguite...

i dati sulle presenze da stadio dicono semplicemente una cosa: non siamo una minoranza in cattività, tutt'altro!
I pienoni nelle grandi occasioni li facciamo come loro, anche se nella rappresentazione pubblicistica l'Olimpico è pieno di "80 mila romanisti", mentre nse lo rimpiamo noi è pieno soltanto di "70 mila laziali".
Chissà perché uno stesso spazio si riempie in un caso di 80, nell'altro di 70, ma sempre pieno è.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:51
Citazione di: italicbold il 28 Giu 2012, 15:49
Appena vincemo la Champion's League ditemelo che scrivo un ditirambo.
Poi scrivo pure un ditiRambo II la Vendetta.

:lol:

vincere!
e vince Remo!
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: italicbold il 28 Giu 2012, 15:58
Citazione di: porgascogne il 28 Giu 2012, 15:51
:lol:

vincere!
e vince Remo!

Hai capito si.
Questa é poésia. Con l'accento sulla prima e.
Ma che ce famo co Messi, noi volemo Sepulveda.
O anche Moccia, s'accontentamo.

Tutto basta che nun se parla de calcio.
Questo é diventato la Lazio.
Tutto basta che nun se legge né la classifica né i risultati.
Senno' se rischia de esse contenti e felici per questa Lazio.
A noi Leopardi ce fa na pippa.
Bigiarellianamente, ma ce la fa.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: BoyRM76 il 28 Giu 2012, 17:19
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 14:38Un telefilm con dei simpaticoni che tifano Lazio, non lo farebbero mai, mentre con la rioma i Cesroni ci vanno a nozze. E non vi soffermete sulla caratterizzazione che danno ai Cesaroni, non è questo il punto.

...il motivo secondo me è che il riommmista fa ridere, è uno stereotipo, un sempliciotto, borgataro, coatto, dalla battuta facile, dai metodi spicci, insomma, non serve spiegare ad un attore ore e ore come deve recitare, non serve che impari un copione chilometrico, se tu gli dici, vai in scena e fai il romanista, lui già sa cosa deve fare, ormai il romanista è una maschera popolare come Pulcinella, ciò che serve nella fiction di quel troglodita di Amendola.

Il Laziale invece non è così stereotipabile, se non (PURTROPPO) con l'identità di destra che gli si affibbia con molta facilità, senza considerare che il tifo laziale è una MOLTITUDINE e come tale può essere composto da individui di idee diametralmente opposte tra loro.
Per il resto non fa ridere, non è una maschera, un personaggio...è una persona normale, che non serve in una fiction per far ridere.

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: fish_mark il 28 Giu 2012, 18:16
Citazione di: italicbold il 28 Giu 2012, 15:58
Hai capito si.
Questa é poésia. Con l'accento sulla prima e.
Ma che ce famo co Messi, noi volemo Sepulveda.
O anche Moccia, s'accontentamo.

Tutto basta che nun se parla de calcio.
Questo é diventato la Lazio.
Tutto basta che nun se legge né la classifica né i risultati.
Senno' se rischia de esse contenti e felici per questa Lazio.
A noi Leopardi ce fa na pippa.
Bigiarellianamente, ma ce la fa.

Ridurre una passione calcistica, il tifo per la propria squadra a una questione di classifica e albo d'oro
è come oppore alla propria amata le statistiche sui ritmi sessuali, mentre per il resto il rapporto viaggia sui binari della freddezza e della noia e dell'affitto e delle bollette da pagare, senza mai uno spaghetto in trattoria o un omaggio floreale.

No, non può essere questo tifare una squadra!
Tifare significa vivere aspettando il miracolo alla vigilia di un derby, di una finale o di uno scontro salvezza.
Amare senza chiedere nulla in cambio.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: aquilante il 28 Giu 2012, 18:20

debbo dire che, francamente, la roma e la tifoseria romanista capaci di esprimere egemonia culturale proprio non riesco a raffigurarmele. da quelle parti vedo molta autoreferenzialità e sicuramente un eccesso di autocelebrazione. il tutto corroborato da un dispiego spudorato (alla lettera, senza pudore alcuno) di mezzi (di media) e dalla esibizione di un consenso che, alla prova dei numeri, trova assai pochi riscontri nelle realtà

ma del resto, questa egemonia culturale su cosa dovrebbe fondarsi e chi dovrebbe esercitarla? titoli di cui menar vanto, poco o nulla; i grandi campioni da esibire (la cosiddetta hall of fame giallorossa), meno li si esibisce meglio è; la roma patria del bel gioco può albergare giusto nella mente di un roberto renga (il teorico della linea zonista liedolm-zeman-spalletti, saltando quella minestrara bianchi-mazzone-capello-ranieri), per credere poi alla favola del calcio pulito bisogna avere lo stomaco per sorvolare su voutrot, rolex, fideiussioni false e via di seguito. se poi gli intellettuali a cui affidare la diffuzione di cotanta immagine sono i caracciolo e le dandini, i gasparri e i caressa, paolo cento e la sanipoli, marione o ferrajolo, l'impresa, va da se, non può che rivelarsi fallimentare. come in effetti è. con buona pace di tutti i kansas city passati, presenti e futuri

sono una tifoseria relativamente numerosa che si autoalimenta a fatica, molto a fatica. segni di espansione non se ne vedono, restano un fenomeno locale, radicato e diffuso quanto si vuole ma pur sempre locale e assolutamente incapace di esercitare una qualsivoglia capacità significativa di attrazione a livello nazionale e internazionale. anzi, l'esercizio di romanità falsa e tracotante che li contraddistingue, in tante zone d'Italia diventa sempre più fattore alienante piuttosto che fonte di simpatia

noi siamo di meno, siamo meno appariscenti, abbiamo meno voce, meno spazio, meno facce da esibire. tutto questo però non basta per renderci culturalmente subalterni. l'egemonia o la subalternità non hanno nulla a che fare con i concetti di maggioranza o di minoranza (per dire, i radicali sono sempre stati "quattro gatti", eppure su alcuni temi hanno modificato i comportamenti di decine di milioni di italiani). i fattori che possono contribuire a rafforzare il nostro radicamento e la nostra diffusione, a mio parere, sono essenzialmente due. il primo, è già stato detto, essendo noi una società di calcio, è rappresentato dai risultati: più vinci più sei apprezzato. naturale. il secondo fattore è la definizione, in positivo e con riconoscibilità forte, di una identità propria

di questo tema si è già parlato in altri topic. riassumo brevemente quindi il mio punto di vista. la Lazio nasce a Roma, per iniziativa di giovani romani, ma non ha nel suo dna la voglia di essere la squadra di Roma. c'è piuttosto la voglia di fare sport, la voglia di offrire ai giovani di Roma questa opportunità. questa scelta, che è identitaria ma non localistica, dobbiamo avere la forza e l'orgoglio di rivendicarla. siamo una squadra di Roma, la prima, più antica, ma non siamo e non ci interessa essere la squadra di Roma. nel nostro modello culturale c'è Londra e le sue tante squadre piuttosto che la necessità di un regime (dei regimi) di affidare al calcio la costruzione del consenso politico e culturale. rilancio, provocatoriamente, la sfida proposta da warp: apriamo nuovi laziostyle per rendere più fruibili i nostri prodotti; io però il prossimo punto vendita laziostyle non lo aprirei a via del corso e neppure a piazza gioacchino belli, lo aprirei a Londra, o a Parigi, oppure a Istambul. per chiarire meglio a tutti la nostra scelta 112 anni fa e le nostre ambizioni nella nuova Europa

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: castroman65 il 28 Giu 2012, 18:35
Non intervenivo nel forum da un bel po', però questo tema è quello che ho più a cuore, pertanto volevo dire la mia sull'argomento.

A mio parere, il rapporto tra l'establishment politico-mediatico simpatizzante con la società (apparentemente) calcistica che condivide i suoi colori sociali con l'ATAC ed i supporters di detta  società è una sorta di circolo vizioso che tende ad espandersi nella società civile,  o quello che, purtroppo, resta di essa. 

Come opporsi a tutto ciò?

In primo luogo, è innegabile che le vittorie aiutano; non a caso i dirimpettai si sono evoluti nella loro strategia lobbistica all'apice del massimo splendore cragnottiano, quando hanno percepito il reale pericolo che i loro figli in età scolare potessero diventare laziali per emulazione dei vari Vieri, Nesta e compagnia, ed hanno sudato freddo...

Purtroppo, al momento attuale non mi sembra che siamo nella condizione di poter rivivere, almeno a breve, un ciclo come quello che è avvenuto a cavallo tra i due millenni.

Quindi, che fare?

Credo che una possibile risposta sia data dall'avere una visione testa ad affermare i valori della sportività (ovvero l'opposto del nostro competitor) ed una strategia di lungo termine coerente con tale visione.
A tale proposito, ritengo che la nostra società abbia ben chiara tale visione, nonostante quanto si ascolta giornalmente nell'etere romano. Questa , semplicemente, si riassume nel concetto di Lazio Style.
Ovviamente, è enormemente più complesso definire la strategia da intraprendere, poiché questa interessa diversi aspetti, come la sfera politica, quella economica, sociale, tecnologica, legale ed etica, come avviene per ogni organizzazione di qualsiasi tipo ed ad ogni livello.

Quello che posso sperare è che la società abbia ben chiara tale strategia, in tal caso il fatto che questa non sia evidente non è necessariamente un fatto negativo, anzi...
Poiché si tratta, eufemisticamente parlando, di una guerra, non credo porti a dei vantaggi lo sbandierare detta strategia ai quattro venti, poiché questo comporterebbe la definizione di contro-mosse da parte dei dirimpettai per ostacolare la realizzazione dell'obiettivo di lungo termine.

Pertanto, voglio sperare che dietro questa tanto vituperata società si celi in realtà una saggia gestione (questo alla faccia di che ama dare alla parola gestore una  connotazione negativa).
Gli indizi ci sono, basta sforzarsi un po', però non  mi sento di condividerli pubblicamente.. il nemico ci guarda...

Buona Lazio a tutti!
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: V. il 28 Giu 2012, 18:42
Citazione di: NandoViola il 28 Giu 2012, 14:37

e sto mutuo forse se lo semo levàti.

se è questo quello che ci manca, il tifoso di professione, mi tengo la mia passione da dilettante.
o forse quelle righe valgono di più di tante scritte qui dentro, solo perchè sono pubblicate da una casa editrice?
a noi manca solo qualcuno che prenda sti quattro idioti (affatto stupidi) e li cominci a ridicolizzare, a farli vedere per quello che sono: spocchiosi senza averne ragione alcuna, autoreferenziali col pisello piccolo, autoassolutori verso qualsiasi nefandezza, basta sia di parte (la loro) e con il sense of humour finto radical chic, adùso piuttosto al pubblico prime time di una raiuno in decadenza.
non credo sia quello di cui abbiamo bisogno noi, tantomeno di sostituire od affiancare a questi, i nostri, in un gioco di specchi.
non conti perchè racconti, ma solo perchè dietro c'hai la contraerea che ti supporta e sulla mappa ha segnato già tutte le pietre miliari, sennò stavi ancora a pagà er mutuo.

cosa ti aspettavi? sofocle che dialoga con martin amis? è questo che giudichi?
ha ragione kim gordon: noi qui dentro siamo già una nicchia rispetto al tifo ultras laziale.
e ci permettiamo anche di fare spallucce al fatto che dall'altra sponda si stanno riorganizzando.

tu e altri ragionate come gente che ha un telecomando e sceglie cosa vedere e non vedere.
siete dilettanti nel senso buono del termine. vi muove la passione.
chi vuole parlare di televisione non lo può fare. ogni cosa va tenuta in considerazione anche per essere bocciata.
e gli ascolti contano, si leggono, si giudicano.

più lo si scrive meno domande fate perchè non vi interessa la questione.
vi sentite più forti della questione. ve lo fate sgrullare, girate largo, esorcizzate dicendo che non è vero.
oppure fate i duri e puri.

non stiamo votando se quel filmato qua sopra ci piace o vorremmo fosse nostro.
ma stiamo osservando che noi non ci siamo più.

Il Torino è finito perchè accanto a presidenti sciagurati e mascalzoni è nato il filone piagnone post-superga alimentato da quattro giornalisti a cui ha fatto comodo. di tutto il resto del Torino non c'è più traccia nei RACCONTI. salvo l'epopea Asta, Lucarelli, Camolese nei derby (epopea che alla juve ha dato molto fastidio).

quello che non capite è che al di là della passione che vi fa schiacciare il tasto del telecomando per cambiare canale,  esistono palinsesti ragionati, collegamenti, intrecci. e noi in questo palinsesto non esistiamo, anzi, abbiamo già pronta la casella corrotti e fascisti. e non vale dire che da sempre è così, perchè il caso mauri ha riscoperchiato la voglia di incularci.
E ripeto: tu la forza di difendere un Mauri facendo la guerra non ce l'hai, inutile che strepiti di libertà.

vi farei passare un mese a contatto co sta gente e con quelli che sono il pubblico curioso de sta gente, non quello ortodosso, ma quello laterale i quali spesso sono anche editori non tifosi.
con le vostre argomentazioni non durereste manco il tempo di un primo a una cena.
è questo che non volete capire: stanno rosicchiando il tempo di una conversazione a cena, sottolineando che quelli laggiù in fondo siamo noi, quelli corrotti e fascisti.
non c'è tempo per spiegare 112 anni di Lazio, è una utopia.
i tempi sono di una cena.
per stare a decifrare le vostre bavarole intrise di orgoglio non c'è tempo.
il terreno comune di conversazione l'hanno inquinato e continueranno a farlo.

hanno deciso: a sinistra ce stanno loro e non è la sinistra dei cesaroni.
se poi tu pensi de buttatte a difende la marmaglia antisemita che stava a gubbio...
tu in questo gioco non hai partito: anche Sel ha scelto Zeman.
per chi invece qui dentro vota a destra il problema non si pone, beati loro!

la colpa è di cragnotti che non li ha stroncati. gli emiri non verranno mai perchè in italia il tifo è violento e gli stadi non sono sicuri.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: castroman65 il 28 Giu 2012, 18:43
Mi scuso per gli errori nel testo, ma ho scritto di getto!  :oops:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: GiPoda il 28 Giu 2012, 18:46
Citazione di: MadBob79 il 28 Giu 2012, 11:23
per forza che si risolve col dilemma. Ma santamadonna, non ce riesce il LIVERPOOL (!) con l'EVERTON, non ce riesce il REAL (!!) con l'ATLETICO (!), il RAYO (!!) e il GETAFE (!!!), non ce riesce il BARCA (!!!) con l'ESPANYOL (!!!!), ce riescono loro?

REALISMO.


Vero.
Però se vado sul sito dell'Atletico già mi rendo conto che quel che hanno "lo vendono" bene.
Così, a caso, leggendo sul loro sito:
una Fondazione Atletico Madrid con relativo premio annuale dal nome altisonante "A Team For the world"
un'Associazione di Veterani (ex giocatori) dell'Atletico
la figura del Socio Non Abbonato
un merchandasing con una linea di abbigliamento per il tempo libero curata direttamente dal Club e non affidata allo sponsor tecnico (in questo Nike)
e chissa quali altre cose.
Certo hanno lo Stadio, ma, ripeto, malgrado l'ingombrantissima presenza di uno dei Club più importanti al mondo, riescono a difendersi bene visto che poi allo stadio giocano spesso con 40-50.000 spettatori.
Noi fortunatamente conviviamo con dei vicini peracottari e grotteschi, e quindi teoricamente dovrebbe essere più semplice migliorare i nostri numeri.
A patto però che si torni a lavorare mettendo al centro il tifoso e lavorando sul senso di appartenenza.
E certamente, lo dico con grande dispiacere, non dicendo ad esempio  "Non me ne frega niente dei Pulici di turno e non mi sottopongo ai test della gente che non conta".




Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: V. il 28 Giu 2012, 18:49
Citazione di: aquilante il 28 Giu 2012, 18:20
debbo dire che, francamente, la roma e la tifoseria romanista capaci di esprimere egemonia culturale proprio non riesco a raffigurarmele. da quelle parti vedo molta autoreferenzialità e sicuramente un eccesso di autocelebrazione. il tutto corroborato da un dispiego spudorato (alla lettera, senza pudore alcuno) di mezzi (di media) e dalla esibizione di un consenso che, alla prova dei numeri, trova assai pochi riscontri nelle realtà

ma del resto, questa egemonia culturale su cosa dovrebbe fondarsi e chi dovrebbe esercitarla? titoli di cui menar vanto, poco o nulla; i grandi campioni da esibire (la cosiddetta hall of fame giallorossa), meno li si esibisce meglio è; la roma patria del bel gioco può albergare giusto nella mente di un roberto renga (il teorico della linea zonista liedolm-zeman-spalletti, saltando quella minestrara bianchi-mazzone-capello-ranieri), per credere poi alla favola del calcio pulito bisogna avere lo stomaco per sorvolare su voutrot, rolex, fideiussioni false e via di seguito. se poi gli intellettuali a cui affidare la diffuzione di cotanta immagine sono i caracciolo e le dandini, i gasparri e i caressa, paolo cento e la sanipoli, marione o ferrajolo, l'impresa, va da se, non può che rivelarsi fallimentare. come in effetti è. con buona pace di tutti i kansas city passati, presenti e futuri

sono una tifoseria relativamente numerosa che si autoalimenta a fatica, molto a fatica. segni di espansione non se ne vedono, restano un fenomeno locale, radicato e diffuso quanto si vuole ma pur sempre locale e assolutamente incapace di esercitare una qualsivoglia capacità significativa di attrazione a livello nazionale e internazionale. anzi, l'esercizio di romanità falsa e tracotante che li contraddistingue, in tante zone d'Italia diventa sempre più fattore alienante piuttosto che fonte di simpatia

noi siamo di meno, siamo meno appariscenti, abbiamo meno voce, meno spazio, meno facce da esibire. tutto questo però non basta per renderci culturalmente subalterni. l'egemonia o la subalternità non hanno nulla a che fare con i concetti di maggioranza o di minoranza (per dire, i radicali sono sempre stati "quattro gatti", eppure su alcuni temi hanno modificato i comportamenti di decine di milioni di italiani). i fattori che possono contribuire a rafforzare il nostro radicamento e la nostra diffusione, a mio parere, sono essenzialmente due. il primo, è già stato detto, essendo noi una società di calcio, è rappresentato dai risultati: più vinci più sei apprezzato. naturale. il secondo fattore è la definizione, in positivo e con riconoscibilità forte, di una identità propria

di questo tema si è già parlato in altri topic. riassumo brevemente quindi il mio punto di vista. la Lazio nasce a Roma, per iniziativa di giovani romani, ma non ha nel suo dna la voglia di essere la squadra di Roma. c'è piuttosto la voglia di fare sport, la voglia di offrire ai giovani di Roma questa opportunità. questa scelta, che è identitaria ma non localistica, dobbiamo avere la forza e l'orgoglio di rivendicarla. siamo una squadra di Roma, la prima, più antica, ma non siamo e non ci interessa essere la squadra di Roma. nel nostro modello culturale c'è Londra e le sue tante squadre piuttosto che la necessità di un regime (dei regimi) di affidare al calcio la costruzione del consenso politico e culturale. rilancio, provocatoriamente, la sfida proposta da warp: apriamo nuovi laziostyle per rendere più fruibili i nostri prodotti; io però il prossimo punto vendita laziostyle non lo aprirei a via del corso e neppure a piazza gioacchino belli, lo aprirei a Londra, o a Parigi, oppure a Istambul. per chiarire meglio a tutti la nostra scelta 112 anni fa e le nostre ambizioni nella nuova Europa

meno male che c'è aquilante che vi riassume.
io la penso completamente all'opposto e mi meraviglio di certe cose, ma non le contesto, non ho più forza.
vedo che persistono luoghi comuni. che poi guardacaso c'è sempre un filo di speranza, non si muore mai.
sì certo, la speranza, ma poi le battaglie chi ce le vince?

loro vogliono roma, non l'italia. poi se a bologna li giudicano ignoranti non importa.
a nessuno interessa che noi siamo antichi. e noi non siamo europei: la nostra tifoseria organizzata è mussoliniana.
tra venti anni i 27 anni di differenza non conteranno più.
questi romanisti hanno riacceso i fari perchè da qualche anno si è svegliata Napoli che gli fa concorrenza, e Napoli non ha derby.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: mansiz il 28 Giu 2012, 18:50
Citazione di: aquilante il 28 Giu 2012, 18:20
debbo dire che, francamente, la roma e la tifoseria romanista capaci di esprimere egemonia culturale proprio non riesco a raffigurarmele. da quelle parti vedo molta autoreferenzialità e sicuramente un eccesso di autocelebrazione. il tutto corroborato da un dispiego spudorato (alla lettera, senza pudore alcuno) di mezzi (di media) e dalla esibizione di un consenso che, alla prova dei numeri, trova assai pochi riscontri nelle realtà

ma del resto, questa egemonia culturale su cosa dovrebbe fondarsi e chi dovrebbe esercitarla? titoli di cui menar vanto, poco o nulla; i grandi campioni da esibire (la cosiddetta hall of fame giallorossa), meno li si esibisce meglio è; la roma patria del bel gioco può albergare giusto nella mente di un roberto renga (il teorico della linea zonista liedolm-zeman-spalletti, saltando quella minestrara bianchi-mazzone-capello-ranieri), per credere poi alla favola del calcio pulito bisogna avere lo stomaco per sorvolare su voutrot, rolex, fideiussioni false e via di seguito. se poi gli intellettuali a cui affidare la diffuzione di cotanta immagine sono i caracciolo e le dandini, i gasparri e i caressa, paolo cento e la sanipoli, marione o ferrajolo, l'impresa, va da se, non può che rivelarsi fallimentare. come in effetti è. con buona pace di tutti i kansas city passati, presenti e futuri

sono una tifoseria relativamente numerosa che si autoalimenta a fatica, molto a fatica. segni di espansione non se ne vedono, restano un fenomeno locale, radicato e diffuso quanto si vuole ma pur sempre locale e assolutamente incapace di esercitare una qualsivoglia capacità significativa di attrazione a livello nazionale e internazionale. anzi, l'esercizio di romanità falsa e tracotante che li contraddistingue, in tante zone d'Italia diventa sempre più fattore alienante piuttosto che fonte di simpatia

noi siamo di meno, siamo meno appariscenti, abbiamo meno voce, meno spazio, meno facce da esibire. tutto questo però non basta per renderci culturalmente subalterni. l'egemonia o la subalternità non hanno nulla a che fare con i concetti di maggioranza o di minoranza (per dire, i radicali sono sempre stati "quattro gatti", eppure su alcuni temi hanno modificato i comportamenti di decine di milioni di italiani). i fattori che possono contribuire a rafforzare il nostro radicamento e la nostra diffusione, a mio parere, sono essenzialmente due. il primo, è già stato detto, essendo noi una società di calcio, è rappresentato dai risultati: più vinci più sei apprezzato. naturale. il secondo fattore è la definizione, in positivo e con riconoscibilità forte, di una identità propria

di questo tema si è già parlato in altri topic. riassumo brevemente quindi il mio punto di vista. la Lazio nasce a Roma, per iniziativa di giovani romani, ma non ha nel suo dna la voglia di essere la squadra di Roma. c'è piuttosto la voglia di fare sport, la voglia di offrire ai giovani di Roma questa opportunità. questa scelta, che è identitaria ma non localistica, dobbiamo avere la forza e l'orgoglio di rivendicarla. siamo una squadra di Roma, la prima, più antica, ma non siamo e non ci interessa essere la squadra di Roma. nel nostro modello culturale c'è Londra e le sue tante squadre piuttosto che la necessità di un regime (dei regimi) di affidare al calcio la costruzione del consenso politico e culturale. rilancio, provocatoriamente, la sfida proposta da warp: apriamo nuovi laziostyle per rendere più fruibili i nostri prodotti; io però il prossimo punto vendita laziostyle non lo aprirei a via del corso e neppure a piazza gioacchino belli, lo aprirei a Londra, o a Parigi, oppure a Istambul. per chiarire meglio a tutti la nostra scelta 112 anni fa e le nostre ambizioni nella nuova Europa

Bella riflessione ma hai deviato un po' il tiro; tu ti sei ben riferito al "Noi/Lazio" e ci sta.
Il punto centrale però rimane il concetto del "Noi/Laziali" e secondo me qui sbagliamo già in partenza; intanto non può esistere un gruppo di "tifosi di una squadra di calcio" a cui riferirsi con un Noi, mi spiego meglio: ma oltre alla passione comune per una squadra, cosa mai altro posso avere io in comune con un altro tizio che neanche conosco??? perchè devo accomunarmi a lui con un "Noi"?? Al limite potrei riferirlo agli iscritti di questo forum che mi sembrano tutte personcine per bene.   8)
Davvero, io come Noi/Laziali non mi sento così speciale, mi sento speciale come individuo/Laziale questo si, ma giustificare tutti gli altri proprio no. Ne conosco di Laziali steronzi...
Sto uscendo dal seminato ma sto pure lavorando eh!  :beer:
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: GiPoda il 28 Giu 2012, 19:40
Citazione di: aquilante il 28 Giu 2012, 18:20


Aquilante, stai facendo il ritratto della juventus.
Una squadra trans-regionale e trans-nazionale.
Con quella potenza economica, la città di Torino era ovvio che gli stesse stretta.
Noi dobbiamo invece rivendicare il ns. spazio in città e regione, il nostro bacino d'utenza.
Non dimenticando la visione olimpica dei nostri fondatori certo, ma sempre legati a questa terra, perchè noi non abbiamo l'IFIL.


Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: happyeagle il 28 Giu 2012, 19:43
Citazione di: V. il 28 Giu 2012, 18:49
meno male che c'è aquilante che vi riassume.
io la penso completamente all'opposto e mi meraviglio di certe cose, ma non le contesto, non ho più forza.
vedo che persistono luoghi comuni. che poi guardacaso c'è sempre un filo di speranza, non si muore mai.
sì certo, la speranza, ma poi le battaglie chi ce le vince?

loro vogliono roma, non l'italia. poi se a bologna li giudicano ignoranti non importa.
a nessuno interessa che noi siamo antichi. e noi non siamo europei: la nostra tifoseria organizzata è mussoliniana.
tra venti anni i 27 anni di differenza non conteranno più.
questi romanisti hanno riacceso i fari perchè da qualche anno si è svegliata Napoli che gli fa concorrenza, e Napoli non ha derby.

il tutto allora viene ridotto alla dura legge dello share , consumo ergo sum ,

cominciamo a cambiare gestore telefonico ed a disdire gli abbonamenti alle pay tv , ma una cosa organizzata e in massa , con l'aria che tira vedrai se quella quota marginale che gli fa pareggiare i conti non cominceranno a prenderla in considerazione .

A la guerre comme a la guerre , i miei euro te li devi sudare . 
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: aquilante il 29 Giu 2012, 12:55

v., io non credo che le loro ambizioni egemoniche e la riorganizzazzione dei loro apparati culturali siano strumenti sufficienti per decretare la "morte" della Lazio. il torino (che comunque, vorrei dire, non è affatto morto) non è stato "ucciso" dalla forza della juve - che pure è forza reale e non, miseramente, forza immaginaria -: alla decadenza granata hanno contribuito una serie ampia di fattori interni (primo fra tutti, lo ricordi tu, una serie di presidenti che manco li cani)

se anche noi dovessimo precipitare - e tocco tutto ciò che c'è da toccare - non sarà certo per i convegni o i dibattiti o i libri promossi, o prodotti, dalla sinistra romana, veltroniana o vendoliana che sia. i nostri rischi sono che petkovic si riveli un incapace, o anche soltanto inadeguato al calcio di serie A; che ederson ripeta a Roma le ultime sue due stagioni al lione; che dias e klose si assestino sul rendimento della seconda parte dello scorso girone di ritorno; che lotito perda il filo e cominci a sbilanciare le economie della Lazio; che tare si incaponisca su acquisti senza senso; che l'olimpico si svuoti di nuovo e che torni a divampare l'odio fratricida sugli spalti a ogni nostra partita interna. nessuna di queste ipotesi - e tante altre se ne potrebbero fare - ahinoi è inverosimile, i sei mesi di ballardini dicono che tutto davvero è possibile. ora come ora però è decisamente presto per fasciarsi la testa; adesso è il momento di rinnovare gli abbonamenti, di seguire il mercato e di veder crescere la squadra nelle fasi del precampionato. e di mantenere alta la vigilanza sulle pulsioni di palazzi

tenedno presente poi che di la, la figura di zeman, per quanto ringalluzzatrice la si voglia raccontare, non li immunizza affatto da derive luisenrichiane, cioè da carenza di risultati, da sequenze di brutte figure, da beffeggiamenti in serie. è già successo, con zeman, qualche lustro fa. potrebbe ripetersi, eccome. allora me li saluti, i convegni, i libri e le conferenze

perché, in fondo, un calcio senza campo e senza partite nessuno è ancora riuscito a inventarlo

gipoda, la Lazio non è la juventus, non lo è mai stata, non lo sarà mai, ne sono consapevole. io cercavo soltanto di tracciare i lineamenti sui quali, a mio parere, sarebbe opportuno costruire il modello culturale per la Lazio nella Europa contemporanea. partendo da Roma, da piazza della libertà, per guardare avanti

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: V. il 02 Lug 2012, 01:29
certo che guardo al campo e oggi il campo dice che tra la sorpresa (...) petkovic e la minestra zeman chi rischia meno sono loro, che nel frattempo hanno messo su il teatrino di parole. riconfermare la stagione di enrichetto ci vuole poco. sono arrivati fuori dalle coppe ma non è stato un disastro. toglici i derby e l'annata è salva, se arriva il circo zeman a tappare la falla. noi dovremo riconquistarci tutto (la grana mauri non è mica finita) e a loro basterà poco per galleggiare. una cosa per volta. un buco per volta.

a me poi l'europeo senza un laziale mi ha messo ansia, ma le preoccupazioni non valgono tra tifosi. o passi per crumiro o per cassandra crossing. cmq vada te mandano al reparto castrazioni  :pp

però in un mondo che prevede l'esistenza di vicente del bosque tutto è possibile
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: NandoViola il 02 Lug 2012, 09:30
Citazione di: V. il 28 Giu 2012, 18:42
cosa ti aspettavi? sofocle che dialoga con martin amis? è questo che giudichi?
ha ragione kim gordon: noi qui dentro siamo già una nicchia rispetto al tifo ultras laziale.
e ci permettiamo anche di fare spallucce al fatto che dall'altra sponda si stanno riorganizzando.

tu e altri ragionate come gente che ha un telecomando e sceglie cosa vedere e non vedere.
siete dilettanti nel senso buono del termine. vi muove la passione.
chi vuole parlare di televisione non lo può fare. ogni cosa va tenuta in considerazione anche per essere bocciata.
e gli ascolti contano, si leggono, si giudicano.

più lo si scrive meno domande fate perchè non vi interessa la questione.
vi sentite più forti della questione. ve lo fate sgrullare, girate largo, esorcizzate dicendo che non è vero.
oppure fate i duri e puri.

non stiamo votando se quel filmato qua sopra ci piace o vorremmo fosse nostro.
ma stiamo osservando che noi non ci siamo più.

Il Torino è finito perchè accanto a presidenti sciagurati e mascalzoni è nato il filone piagnone post-superga alimentato da quattro giornalisti a cui ha fatto comodo. di tutto il resto del Torino non c'è più traccia nei RACCONTI. salvo l'epopea Asta, Lucarelli, Camolese nei derby (epopea che alla juve ha dato molto fastidio).

quello che non capite è che al di là della passione che vi fa schiacciare il tasto del telecomando per cambiare canale,  esistono palinsesti ragionati, collegamenti, intrecci. e noi in questo palinsesto non esistiamo, anzi, abbiamo già pronta la casella corrotti e fascisti. e non vale dire che da sempre è così, perchè il caso mauri ha riscoperchiato la voglia di incularci.
E ripeto: tu la forza di difendere un Mauri facendo la guerra non ce l'hai, inutile che strepiti di libertà.

vi farei passare un mese a contatto co sta gente e con quelli che sono il pubblico curioso de sta gente, non quello ortodosso, ma quello laterale i quali spesso sono anche editori non tifosi.
con le vostre argomentazioni non durereste manco il tempo di un primo a una cena.
è questo che non volete capire: stanno rosicchiando il tempo di una conversazione a cena, sottolineando che quelli laggiù in fondo siamo noi, quelli corrotti e fascisti.
non c'è tempo per spiegare 112 anni di Lazio, è una utopia.
i tempi sono di una cena.
per stare a decifrare le vostre bavarole intrise di orgoglio non c'è tempo.
il terreno comune di conversazione l'hanno inquinato e continueranno a farlo.

hanno deciso: a sinistra ce stanno loro e non è la sinistra dei cesaroni.
se poi tu pensi de buttatte a difende la marmaglia antisemita che stava a gubbio...
tu in questo gioco non hai partito: anche Sel ha scelto Zeman.
per chi invece qui dentro vota a destra il problema non si pone, beati loro!

la colpa è di cragnotti che non li ha stroncati. gli emiri non verranno mai perchè in italia il tifo è violento e gli stadi non sono sicuri.
meglio tardi che mai.

a me interessa la Lazio, in un universo fatto di tanti mondi che si intrecciano, sgomitano e si nutrono, l'uno dell'altro.
so che il tuo mondo è diverso dal mio, e che tu ci fai conti tutti i giorni, ti ci ammali, muori e resusciti, day by day. so pure che hai ragione a dire che noi, li, non ci siamo più e questo è un/il problema, che va prima capito e poi affrontato, a cominciare dalla società.
però ho, abbiamo, le nostre ragioni per stare al mondo, e se non ti vogliono ascoltare, perchè non hanno tempo, voglia, onestà intellettuale, a quel tavolo brinda col bicchiere più in alto, un bel sorriso, ed un rottino accennato. a ricordagli che Laziale non mangia maiale.
la sinistra, a tinte giallorosse, che a torto o a ragione, temi, che amminestra redazioni, palinsesti, carriere, preoccupa solo perchè trova piazze ed avamposti, i nostri, sguarniti, che noi non presidiamo più, oralmente e fisicamente.
ma è quella stessa sinistra con gli ideali in fondo al cassetto e l'onestà intellettuale morta insieme a Berlinguer: non è niente di serio.
basterebbe un pò di difesa personale ben praticata.
loro potranno essere letàli, solo quando il filo che unisce tutti i Laziali sarà spezzato per sempre.
sportivamente parlando, ho molte più cose in comune con un Laziale, uno qualsiasi,  che con qualsivoglia unico erede dell'impero (per ricordarci di chi stamo a parlà).
la messa all'angolo gli riesce perchè noi, tutti, non facciamo il nostro, non perchè hanno chissà quale talento o potere. in questo contesto prendere un Ylmaz e vedergli fare 20 goal a stagione, aiuterebbe a rinfrancare la truppa.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: porgascogne il 02 Lug 2012, 09:57
mi trovo nel guad(n)o fra i ragionamenti di aquilante e quelli di vuppunto
fermo restando (per V.) che il "ce lo sgrullate" che viene richiamato era un grido dell'orgoglio personale e non collettivo del Laziale post-derby perso due anni fa
se diventa pensiero collettivo, si trasforma in una macchietta

detto e chiarito ciò, resto della mia idea: vincere e basta

la vittoria, purchessia, è la sanatrice di tutti i mali, interni ed esterni
loro sono riusciti a cancellare 4 derby persi ed anni di subalternità attraverso un derby da noi quasi vinto e poi pareggiato, seppure per loro perso

figuriamoci cosa avrebbero fatto se l'avessero vinto sul serio, quel 3 a 3 (che, imho, resta un 4-1 per noi)

sono, invece, più d'accordo con V. quando parla del ns "non esserci"
noi non ci siamo, è indubbio
ed è questo profilo basso, questo credersi superiori, questo immaginare che basti un'alzatina di spalle per buttarli in depressione che mi manda in bestia

ma qui, da Tifoso Laziale, posso poco
potrebbe di più e molto la Società, ma questo è un altro discorso

Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 02 Lug 2012, 10:48
Avrei voluto citare diversi vostri interventi, ma alla fine erano così tanti che ho rinunciato.

Mi pare però che emerga una questione, che poi secondo me è LA questione:

Invece di dibattere se ci piace la loro immagine, se è convincente ed efficace il teatrino che stanno alacremente costruendo, io credo che dovremmo concentrarci su di noi.
La nostra arma deve essere la passione e l'appartenenza, guidata però anche dall'intelligenza nel vendere e promuovere la nostra immagine.

Si è detto delle vittorie: io archivierei l'argomento, per me è quasi impossibile che la Lazio riesca a costruirsi un'immagine positiva con i risultati e d'altronde non mi pare che siano i risultati a dare un'indubbia visibilità alla rioma.

Io credo che si debba costruire una nova immagine del laziale.
Mio malgrado trovo decisamente bislacca la soluzione (non ricordo dfa chi proposta) di buttarla sui valori, in particolare la lealtà e l'etica sportiva: volenti o nolenti all'immagine della Lazio oggi sono legati elementi che non hanno nulla a che vedere con questi valori. Ovviamente dobbiamo improntare la nostra azione a "ripulire" l'idea di Lazio che gli altri si sono fatti, ma strategicamente puntare sulla Lazio in quento "la squadra del calcio pulito" a me pare un suicidio. Come se la Skoda, che ovviamente cerca di fare automobili sempre più eleganti, puntasse a vendere con lo slogan "il design più esclusivo!". Il primo pensiero che faremmo tutti sarebbe "ma chi, quelli della Felicia?"

Io dico che dobbiamo fare gruppo. Riempire lo stadio, in primis. Far girare il marchandaising: noi stessi dobbiamo essere testimonial della lazialità. Il che non vuol dire andare in tutta al centro commerciale, però mettere unamaglia il giorno della partita, indossare una sobria sciarpetta il lunedì successivo ad un derby vinto, portare amici tiepidi allo stadio (chi non conosce ragazzini da far appassionare?", e chissà quante altre piccole iniziative che adesso non mi vengono in mente.

Ma anche, e soprattutto: far pesare i nostri soldi, boicottare prodotti di aziende che danneggiano la nostra immagine o pompano quella dei riomers, promuovere e proteggere i laziali che possono dare unabella immagine di noi. Citati 250 volte: trevi e Piperno si giocano lo Strega? Andiamo a fargli due domande sulla Lazio, tanto per scrivere una riga che renda nota la loro passione. Per chi non è fascista e cerca chi possa aiutarlo a far passare il concetto che non tutti i laziali lo sono, questo mi pare indispensabile. Se oggi si sbandiera ai quattro venti il riomanismo e si vive con discrezione la lazialità è anche perchè si sa che la Lazio è subito collegata ad immagini negative, a personaggi discutibili, a mentalità imbarazzanti.

E poi liberiamoci dei caravanserragli guideschi, o meglio non leghiamo solo a loro la nostra difesa. Boicottiamo il Corriere dello Sport ogni volta che non ci tratta come meritiamo, scriviamo alle redazioni per protestare contro atteggiamenti che ci danneggiano (vedi caso delfino).

Infine, e questo sarebbe l'obiettivo primario per cui probabilmente il meno percorribile: facciamo Lobby. Loro lo fanno. In alcuni ambienti lo fanno quasi scientificamente, ve lo assicuro. Essere della Roma o essere disposti a promuovere l'immagine del romano e romanista, in qualsiasi contesto, oggi è un valore aggiunto. E non perchè chi lo chiede ha la sciarpetta al collo, ma perchè chi lo chiede sta "costruendo" il clichè perfetto da appioppare a nuovi clienti. Ti dico che essere della roma è fico, poi ti faccio vedere personaggi fichi che sono della roma. Tu diventi della roma e a quel punto ti vendo personaggi che sono fichi perchè sono della roma.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arturo il 02 Lug 2012, 11:55
Ottima sintesi,arkhan!!
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: arkham il 02 Lug 2012, 12:15
Citazione di: arkham il 02 Lug 2012, 10:48

Mi scuso per l'intervento precedente, scritto di getto e pieno di errori di battitura.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: papalliano il 02 Lug 2012, 17:04
Citazione di: arkham il 02 Lug 2012, 10:48
E non perchè chi lo chiede ha la sciarpetta al collo, ma perchè chi lo chiede sta "costruendo" il clichè perfetto da appioppare a nuovi clienti. Ti dico che essere della roma è fico, poi ti faccio vedere personaggi fichi che sono della roma. Tu diventi della roma e a quel punto ti vendo personaggi che sono fichi perchè sono della roma.
ben detto.
ho letto tutto il topic, ma l'aspetto commerciale del problema è stato solo sfiorato.
continuo a credere che invece il consumo e il consolidamento di una comunità di consumatori tranquillizzante e riconoscibile sia il motore principale.
se il cesarone vende, al supermarket trovi il cesarone.
o il tottino.
Titolo: Re:Lazio: culturalmente subalterni?
Inserito da: Warp il 02 Lug 2012, 19:44
bella discussione, ora sono all-estero ma brevemente dico la mia.Trovo comunque la visione di V. piu' centrata.
Come ho detto all-inizio della discussione, cragnotti aveva la visione di aquilante, pensava all'estero, a vendere in brasile, con Lotito abbiamo perso questo appeal internazionale (in 8 anni un giretto in champions e una paio di comparsate in EL, non ti fai un pedigree internazionale in questo modo). ROma nel frattempo di era riorganizzata e ci hanno messo fuori dall' "immaginario cinematografico/cittadino/culturale".
Noi siamo i corrotti di calciopoli, Mauri, nazisti, fschiatori di negri. Poi hai voglia a dire che siamo pure di sinistra.
Ma dove lo dici? su Lazionet, ma chi legge lazionet?
Lotito e'amico di Alemanno del pdl, lo si vede in ogni Cafonal di dagospia con i personaggi e le posture piu'improbabili.
A roma siamo ancora in piena epopea McLUhaniana il mezzo e'il messaggio. loro stanno in tv in quel modo, positivi, piacione, quindi vengono perrcepiti in questo modo. Finche non si arriva ad un rigetto di questo mezzo, per cui si smette di guardare la tv e ascsoltare quella gente, la v edo difficile far passare messaggi diversi.