Citazione di: Baldrick il 05 Lug 2012, 12:29
E' che ce l'avete con gli snob, ma pure voi lo siete, a modo vostro. Ricordo che qualche tempo fa tu scrivesti (assai felicemente) che nei ristoranti di Roma il servizio non esiste più: piuttosto, te portano da magna'. Da discendente di ristoratori non potrei essere più d'accordo, ma voi mette er calore del servizio popolare, co' l'oste che fa le battute su quanto è troja tu' moje e la pajata che sa davvero demmerda, ché tanto merda è?
Questo per dire che lo snobismo, a piccole dosi, non è la malattia: è una possibile cura. E infatti non faccio mistero di essere pure io snob, nei contesti che ritengo più opportuni e a mio modo. L'articolo, in questo senso, m'ha fatto ridere.
Ma allarghiamo un po' il discorso: io non conosco nessuno che sia dotato di un livello di istruzione (o di un'educazione) non dico alti, ma anche solo medio-alti, e che non abbia mai storto il naso di fronte alla rumorosa voglia di essere raffinati daa ggente, i cui costumi spesso (e qui FatDanny, nel suo slancio solidarista, un po' manca il punto) sono deformazioni lottizzate e serializzate delle mejo abitudini della creme de la creme, e non il contrario.
Io preferisco magna' come magnava mi' nonna, ma in primo luogo perché laggente me fa schifo e dentro casa mia posso evitare di farla entrare; secondo poi perché le mejo abbitudini di cui sopra me le sbatto riccamente ar cazzo.
Per farla breve, il silenzio e la lontanza dagli altri esseri umani sono cosa buona giusta IMHO, ma non li pagherei mai 20 euri. Come non pagherei mai 20 euri un piatto che mi' nonna lo fa da paura, e manco me fa aspetta'.
Ma insomma, la critica al puzzonismo dell'articolo me suona puzzona a sua volta. Una cifra de sinistra, certo, ma comunque puzzona.
ah ah ah
hai, as usual (magno pure
increse), ragione
ma non su tutto (e vorrei vede')
io, perlomeno, consideravo il fatto che,s e devi fare una critica enograstronomica (e non un pezzo di costume, che quello è), il piatto LO DEVI rimandare indietro e citare il fatto come un problema del servizio
poi, invece, giudichi il piatto quando ti arriva mangiabile
nessun critico culinario mangia una cosa immangiabile col solo intento di criticarla per la sua immangiabilità
però, perdonami, qui (nell'articolo, intendo) si critica tutto il fenomeno eataly partendo da una
particulare, molto particolare: un piatto in un ristorante di nicchia che occupa uno dei 4 piani dell'
evento-luogocome dire che critico matisse all'orsay perché un custode ci ha la forfora

sul prezzo, siamo d'accordo
io sono per una ristorazione che mi
parcellizzi dalla massa de rompicoj@ni (e so' snob puro io), pur mantenendo un accoglienza "normale", sobria e non
affettata ed effettata
a me suona puzzona anche la critica alla critica della critica puzzona, però