Citazione di: Warp il 24 Lug 2012, 21:16
hai citato 3 gruppi americani io 4 inglesi.
Per me la new wave è principalmente inglese e in seconda battuta tedesca, agli americani (dell'epoca) lascio giusto talking heads, tuxedomoon e wall of voodoo, il resto (tra cui pere ubu e devo) lo vedo come materiale derivativo di quello inglese inframmezzato da ampi cenni di cultura US (la minimal music per i chrome, come certe cose di branca o di wave tedesca, un pò di kraftwerk e faust, e un pizzico di pop per i devo).
Un discorso a parte meriterebbero i geniali Residents e Negativland, ma si tratta di gente che gia faceva musica prima del punk, e viene da esperienze più variegate.
I pere ubu e (soprattutto) i devo, onestanente ti dico che li ho sempre trovati insulsi (ma è un problema mio lo riconosco), e senza nulla togliere alla bontà della loro musica (magari averne oggi) si tratta comunque di gruppi un paio di gradini sotto i 4 citati.
Per vedere roba di livello americana, bisognerà aspettare i sonic youth, insomma gli anni 80, per me pure tutto il giro no wave era un grosso bluff, 4/5 gruppetti di scoppiati che non sapeva fare una nota una e che si atteggiava a maledetto solo perchè si facevano di eroina a new york. Mentre dall'altro lato della strada i dj facevano la storia, loro facevano la geografia buoni a farsi fotografare con i jeans bucati e la faccia sfatta. Losers
Ah la butti sulla rivalita' UK-USA eh?

Innanzitutto sulla no-wave non potrei essere piu' d'accordo con te.
Insulsaggine intellettualoide. Ho sempre odiato in particolare Arto Lindasy in tutte le sue incarnazioni, e un par d'anni fa per puro caso me lo sono sorbito a villa ada e devo dire due cog.lioni è dire poco.
Lo stesso Branca, messo forzatamente nel calderone viene e va da altre parti.
New York fine 70 dice ben altre cose interessanti non solo nell'hip-hop ma sopratutto nel reparto dance-sperimentazione (arthur russell francois kevorkian larry levan).
Sul nucleo del tuo discorso invece dissento.
Per prima cosa è importante capire che il post-punk diciamo "new wave" prende comunque le mosse dall'underground americano (leggi VU e Stooges).
E dimentichi un altro gruppo pre-tutto: i Suicide, che per esempio sono stati una massiccia influenza per i CV, al pari di tutto il kraut elettronico.
Come anche i TG si sono abbeverati alle fonti dei minimalisti alla Steve Reich ma anche dai Silver Apples.
Insomma uk e usa sono nella storia del "rock" costantemente uniti in una dialettica molto ravvicinata.
Ma aldila' dei campanilismi, è proprio la teoria dei 4 pilastri, che secondo me non regge.
1) I TG non sono un gruppo post-punk, ne' cronologicamente ( iniziano a fare le prime cose a meta' 70' )
ne' stilisticamente, ne' ideologicamente. Di fatto inventano un nuovo filone, ovvero la musica industriale, che ha codici, linguaggi e sopratutto meccanismi mediatici-produttivi veramente "altri" rispetto al rock, al contrario del punk e della new wave, che invece si inseriscono perfettamente nel binario.
2) I CV non sono stati cosi' importanti secondo me.
All'inizio sicuramente hanno rappresentato un punto di congiunzione tra la scena industriale, l'elettronica tedesca e il white funk, ma la loro influenza non mi sembra sia stata cosi' grande, sopratutto in ambito post-punk. Casomai è stata la generazione elettronica inglese che li ha ripescati nei 90', e grazie ai loro lavori di meta' 80' prodotti da marshall jefferson a chicago ( ah l'america che ritorna!)
3) I Pop Group mi piacciono tanto, senz'altro, sopratutto concettualmente.
Ma anche qui: non sono stati certo gli unici a contaminare col dub, e sicuramente non i primi.
Gli stessi Pere Ubu negli stessi mesi maneggiavano "Dub Housing" , ma sopratutto i PIL con Metal Box sono stati way out more influent! Insomma dire che tutto è derivazione di mi sembra un po' azzardato...
4) Ecco forse per i Joy Division il tuo discorso puo' valere.
Hanno influenzato ( e continuano a farlo ) generazioni di wavers, da quelli che copiano paro paro a quelli che ne prendono aspetti ogni volta diversi e peculiari: le atmosfere cupe oppure
quel modo di suonare il basso, quel tipo di produzione densa di vuoti di Martin Hannett...
Pero' i JD NON hanno influenzato affatto tutto il post-punk.
Ci sono molti altri ceppi che hanno usato colori diversi, atmosfere, soluzioni liriche e strumentali molto differenti e non meno importanti.
I primi che mi vengono in mente sono gli immensi Wire dei primi 3 dischi, a cui è debitore quasi tutto l'indie americano dei 90' e anche buona parte del brit-pop.
I Magazine, anzi piu' propriamente John Mc Geoch, chitarrista-icona del post punk, a cui Bernard Sumner deve piu' di un'idea, poi colonna dei dischi migliori di Siouxsie e poi ancora nei secondi PIL.
Di Talking Heads e Gang of Four hai gia' detto tu.
I Fall, altro gruppo molto particolare e assolutamente non derivativo.
I This Heat, altri sperimentatori in cerca di una propria strada.
Gli stessi Cure e Bauhaus hanno il loro proprio sound e non è riconducibile a nessuno dei 4 pilastri da te citati...
vabbe' stiamo infestando il topic dedicato al reggae, e allora mettiamo sul piatto
una delle mie 5 canzoni preferite degli Wailers: