Ska, Rocksteady, Reggae

Aperto da Baldrick, 18 Lug 2012, 11:19

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Aquila Romana

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E un pizzico di caro buon vecchio dub targato anni '70


Sly & The Revolutionaries With Jah Thomas - Collie

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Nyabinghi

Il nome nyabinghi deriva da un movimento dell'est dell'Africa attivo nel periodo tra gli anni 1850 e 1950 che fu guidato dalle popolazioni che si opponevano all'imperialismo europeo.

Questa forma di nyabinghi girava attorno alla figura di Muhumusa, una donna guaritrice dell'Uganda che organizzò una resistenza contro i colonialisti tedeschi. I britannici in Africa combatterono i nyabinghi, classificandoli come stregoni dopo che era stata varata l'"Ordinanza sulle stregonerie" nel 1912.
Muhumusa venne catturata nel 1913.

La resistenza nyabinghi ispirò molti giamaicani anti-colonialisti che si opponevano all'occupazione britannica, e venivano spesso organizzate delle danze e dei canti nyabinghi per invocare il potere di Jah contro l'oppressore. Il termine venne così attribuito anche ad una musica folkloristica giamaicana, diventando la più caratteristica forma di musica relativa alla religione rasta.

Il nyabinghi era suonato alle cerimonie sacre chiamate "grounations", che includevano percussioni, canti e balli, assieme alla preghiera e all'uso della marijuana. Nella musica nyabinghi venivano usati tre tipi di percussioni: bass (grancassa), funde e akete. L'akete suonava una sincope improvvisata, il funde suonava un battito regolare in due battute, mentre la grancassa suonava fortemente sulla prima battuta, e più leggermente nel terzo (o quarto) battito.

Count Ossie (Oswald Williams) fu il primo artista a registrare della musica nyabinghi, e contribuì allo sviluppo della cultura rasta. I canti nyabinghi influenzarono in seguito la musica popolare giamaicana come lo ska, il rocksteady e soprattutto il reggae. Il tamburo è il simbolo dell'africanità dei rastafari, e molti sostengono che lo spirito divino di jah sia presente nel tamburo.


Karl Bryan & Count Ossie - Black Up - 1972 (circa..)

La musica africana sopravvisse alla schiavitù perché i colonizzatori incoraggiavano a suonarla come metodo per tenere alto il morale degli schiavi. La musica afro-americana sorse con l'afflusso di influenze dei nativi giamaicani, come anche quelle dei colonizzatori europei.

Il Nyabinghi tuttavia è anche il nome di una setta rasta. Questi sostengono "morte agli oppressori bianchi e neri", ma non credono nella violenza, poiché sostengono che Jah sia l'unico ad avere il diritto di distruggere.


Aquila Romana

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E dunque nel 1981, a proposito di canti nyabinghi e relative percussioni...


Ras Michael & The Sons Of Negus - Disarmament

Vocals : Ras Michael
Backing Band : The Sons Of Negus
Drums : Santa Davis & Ras Michael & Alvin Jack Hewitt
Bass : Maskil
Lead Guitar : Earl Chinna Smith
Rhythm Guitar : Hux Brown
Organ : Lamey
Horns : George Maddon
Funde : I Marts
Bass Drum : Sydney Wolf
Percussions : Ras Michael

Good vibrations....  ;)

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kelly slater

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Citazione di: Warp il 21 Lug 2012, 13:23

a mio modo di vedere la musica post punk si fonda su 4 pilastri che sono Pop Group, Thriobbing Gristle, Joy Division e Cabaret Voltaire, tutto il resto è derivazione di questi 4 ceppi o recupero di stilemi precedenti (ska, reggae, garage, jazz, funk, glam etc)

ah si?
e i Pere Ubu da che filone discendono?
e i Chrome?
e i Devo?

Warp

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Citazione di: kelly slater il 24 Lug 2012, 20:17

hai citato 3 gruppi americani io 4 inglesi.  :) Per me la new wave è principalmente inglese e in seconda battuta tedesca, agli americani (dell'epoca) lascio giusto talking heads, tuxedomoon e wall of voodoo, il resto (tra cui pere ubu e devo) lo vedo come materiale derivativo di quello inglese inframmezzato da ampi cenni di cultura US (la minimal music per i chrome, come certe cose di branca o di wave tedesca, un pò di kraftwerk e faust, e un pizzico di pop per i devo).

Un discorso a parte meriterebbero i geniali Residents e Negativland, ma si tratta di gente che gia faceva musica prima del punk, e viene da esperienze più variegate.

I pere ubu e (soprattutto) i devo, onestanente ti dico che li ho sempre trovati insulsi (ma è un problema mio lo riconosco), e senza nulla togliere alla bontà della loro musica (magari averne oggi) si tratta comunque di gruppi un paio di gradini sotto i 4 citati.

Per vedere roba di livello americana, bisognerà aspettare i sonic youth, insomma gli anni 80, per me pure tutto il giro no wave era un grosso bluff, 4/5 gruppetti di scoppiati che non sapeva fare una nota una e che si atteggiava a maledetto solo perchè si facevano di eroina a new york. Mentre dall'altro lato della strada i dj facevano la storia, loro facevano la geografia buoni a farsi fotografare con i jeans bucati e la faccia sfatta. Losers

kelly slater

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Citazione di: Warp il 24 Lug 2012, 21:16
hai citato 3 gruppi americani io 4 inglesi.  :) Per me la new wave è principalmente inglese e in seconda battuta tedesca, agli americani (dell'epoca) lascio giusto talking heads, tuxedomoon e wall of voodoo, il resto (tra cui pere ubu e devo) lo vedo come materiale derivativo di quello inglese inframmezzato da ampi cenni di cultura US (la minimal music per i chrome, come certe cose di branca o di wave tedesca, un pò di kraftwerk e faust, e un pizzico di pop per i devo).

Un discorso a parte meriterebbero i geniali Residents e Negativland, ma si tratta di gente che gia faceva musica prima del punk, e viene da esperienze più variegate.

I pere ubu e (soprattutto) i devo, onestanente ti dico che li ho sempre trovati insulsi (ma è un problema mio lo riconosco), e senza nulla togliere alla bontà della loro musica (magari averne oggi) si tratta comunque di gruppi un paio di gradini sotto i 4 citati.

Per vedere roba di livello americana, bisognerà aspettare i sonic youth, insomma gli anni 80, per me pure tutto il giro no wave era un grosso bluff, 4/5 gruppetti di scoppiati che non sapeva fare una nota una e che si atteggiava a maledetto solo perchè si facevano di eroina a new york. Mentre dall'altro lato della strada i dj facevano la storia, loro facevano la geografia buoni a farsi fotografare con i jeans bucati e la faccia sfatta. Losers

Ah la butti sulla rivalita' UK-USA eh?  :beer:

Innanzitutto sulla no-wave non potrei essere piu' d'accordo con te.
Insulsaggine intellettualoide. Ho sempre odiato in particolare Arto Lindasy in tutte le sue incarnazioni, e un par d'anni fa per puro caso me lo sono sorbito a villa ada e devo dire due cog.lioni è dire poco.
Lo stesso Branca, messo forzatamente nel calderone viene e va da altre parti.
New York fine 70 dice ben altre cose interessanti non solo nell'hip-hop ma sopratutto nel reparto dance-sperimentazione (arthur russell francois kevorkian larry levan).

Sul nucleo del tuo discorso invece dissento.
Per prima cosa è importante capire che il post-punk diciamo "new wave" prende comunque le mosse dall'underground americano (leggi VU e Stooges).
E dimentichi un altro gruppo pre-tutto: i Suicide, che per esempio sono stati una massiccia influenza per i CV, al pari di tutto il kraut elettronico.
Come anche i TG si sono abbeverati alle fonti dei minimalisti alla Steve Reich ma anche dai Silver Apples.
Insomma uk e usa sono nella storia del "rock" costantemente uniti in una dialettica molto ravvicinata.

Ma aldila' dei campanilismi, è proprio la teoria dei 4 pilastri, che secondo me non regge.
1) I TG non sono un gruppo post-punk, ne' cronologicamente ( iniziano a fare le prime cose a meta' 70' )
ne' stilisticamente, ne' ideologicamente. Di fatto inventano un nuovo filone, ovvero la musica industriale, che ha codici, linguaggi e sopratutto meccanismi mediatici-produttivi veramente "altri" rispetto al rock, al contrario del punk e della new wave, che invece si inseriscono perfettamente nel binario.

2)  I CV non sono stati cosi' importanti secondo me.
All'inizio sicuramente hanno rappresentato un punto di congiunzione tra la scena industriale, l'elettronica tedesca e il white funk, ma la loro influenza non mi sembra sia stata cosi' grande, sopratutto in ambito post-punk. Casomai è stata la generazione elettronica inglese che li ha ripescati nei 90', e grazie ai loro lavori di meta' 80' prodotti da marshall jefferson a chicago ( ah l'america che ritorna!)

3) I Pop Group mi piacciono tanto, senz'altro, sopratutto concettualmente.
Ma anche qui: non sono stati certo gli unici a contaminare col dub, e sicuramente non i primi.
Gli stessi Pere Ubu negli stessi mesi maneggiavano "Dub Housing" , ma sopratutto i PIL con Metal Box sono stati way out more influent! Insomma dire che tutto è derivazione di mi sembra un po' azzardato...

4) Ecco forse per i Joy Division il tuo discorso puo' valere.
Hanno influenzato ( e continuano a farlo ) generazioni di wavers, da quelli che copiano paro paro a quelli che ne prendono aspetti ogni volta diversi e peculiari: le atmosfere cupe oppure quel modo di suonare il basso, quel tipo di produzione densa di vuoti di Martin Hannett...
Pero' i JD NON hanno influenzato affatto tutto il post-punk.
Ci sono molti altri ceppi che hanno usato colori diversi, atmosfere, soluzioni liriche e strumentali molto differenti e non meno importanti.
I primi che mi vengono in mente sono gli immensi Wire dei primi 3 dischi, a cui è debitore quasi tutto l'indie americano dei 90' e anche buona parte del brit-pop.
I Magazine, anzi piu' propriamente John Mc Geoch, chitarrista-icona del post punk, a cui Bernard Sumner deve piu' di un'idea, poi colonna dei dischi migliori di Siouxsie e poi ancora nei secondi PIL.
Di Talking Heads e Gang of Four hai gia' detto tu.
I Fall, altro gruppo molto particolare e assolutamente non derivativo.
I This Heat, altri sperimentatori in cerca di una propria strada.
Gli stessi Cure e Bauhaus hanno il loro proprio sound e non è riconducibile a nessuno dei 4 pilastri da te citati...

vabbe' stiamo infestando il topic dedicato al reggae, e allora mettiamo sul piatto
una delle mie 5 canzoni preferite degli Wailers:




Aquila Romana

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Citazione di: kelly slater il 24 Lug 2012, 23:24

vabbe' stiamo infestando il topic dedicato al reggae, e allora mettiamo sul piatto
una delle mie 5 canzoni preferite degli Wailers:



Ah... mò si.... questo topic stava deragliando...  ;)

PS : Ottima scelta  :up:  ma adesso sono curioso di conoscere le altre 4 della top 5 

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kelly slater

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Citazione di: Aquila Romana il 24 Lug 2012, 23:36
Ah... mò si.... questo topic stava deragliando...  ;)

PS : Ottima scelta  :up:  ma adesso sono curioso di conoscere le altre 4 della top 5

Ahh mi inviti a nozze!

Un'altra sicuramente è questa, e non posso evitare i brividi
ogni santa volta che l'ascolto.
In particolare mi fanno impazzire quelle pause in cui il basso si ferma, tutto è sospeso sugli alti del lick di chitarra e i piattini e poi il cuore ricomincia a pulsare...


kelly slater

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che poi parliamoci chiaro, Bob è un genio e chi lo nega
ma ci aveva pure sotto al culo una delle sezioni ritmiche piu' devastanti della storia della musica.
i fratelli gia' nella culla pulsavano insieme...
quando basso e batteria si fondono in un unica cosa...
Questo è un inno immortale per tutti quelli come me che da pischelli l'hanno fermati un miliardo de volte
e avevano sempre qualcosa da nascondere...


kelly slater

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Exodus è un disco troppo pop per i miei gusti.
Questa pero' è scura e roots al punto giusto, e l'assolo pentatonico di junior marvin
trova un altro senso negli incastri ritmici.
E poi è un testo di lotta e parla di non arrendersi mai..


kelly slater

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Il quinto pezzo della mia top five è un pezzo che parla di disperazione e dell'unica soluzione possibile.
"burnin all illusions tonight"... che altro dire?


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chirizzi

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Citazione di: kelly slater il 24 Lug 2012, 23:51




100 % - Un brano che accarezza l'anima

Citazione di: kelly slater il 24 Lug 2012, 23:51

il basso si ferma, tutto è sospeso sugli alti del lick di chitarra e i piattini e poi il cuore ricomincia a pulsare...


E hai detto tutto...  :up:


Svennis

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Topic meraviglioso!
Grazie ragazzi! È da ieri che ascolto le canzoni una dopo l'altra.

Sullo Skinheads Reggae segnalo i Symarip, un gruppo al quale sono molto legato. Sono stato due anni insieme a una modette che li ascoltava a ripetizione.









---Aspetto con ansia il filone Northen Soul!


Svennis

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(ops, passavo casualmente da ste parti e rileggendo il mio post mi sono accorto che manca una r)

Non so, forse sto uscendo un pò troppo dai binari e sta cosa non vi piacerà ma non posso non postare alcuni classici Northern Soul.


Frank Wilson


Inno puro
Al Wilson


Garnet Mimms


The Tomangoes (non ho trovato il link wiki)



--Spero mi perdoniate!









Svennis

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ultimo, giuro, sono sicuro che baldrick apprezzerà :))

Dena Barnes



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Un pò di storia.

Dunque, la Giamaica fu colonia inglese dalla fine del 1600 e vi vennero trasportati migliaia di schiavi africani; le condizioni di vita degli schiavi erano durissime e molti di loro cominciavano a ribellarsi e a fuggire nella foresta (i cosiddetti "Maroons" che iniziarono a vivere in comunità mantenendo vive le loro radici culturali africane).

La ritmica africana giunta nell'isola con gli schiavi (che la tengono viva per non perdere il contatto con le radici africane) si fonde con il calypso centroamericano dando vita alla caratteristica forma musicale giamaicana del "mento" (una variante ruvida del calypso, dovuta proprio alle influenze africane)

Tanto per farsi un'idea



MENTO 1) HILL AND GULLY RIDER - 2) HOLD HIM JOE (REGGAE)

Negli anni '50 il mento subisce la forte influenza del RnB e del jazz (diffusi dalle vicine stazioni radiofoniche statunitensi di New Orleans e Miami) dando vita allo ska, un genere caratterizzato dal martellante e voloce ritmo della chitarra (dal quale si svilupperà il reggae) che si diffonde rapidamente grazie ai sound system (grandi impianti stereofonici installati su dei camion) e che accompagnerà la conquista dell'indipendenza dal colonialismo inglese (1962).



Nascono le prime leggende locali, su tutti Coxsone Dodd (futuro fondatore degli Studio One)

Si dice che Dodd passeggiasse con una borsa con su scritto TNT, questo perché fra i Sound System Operators scoppiò subito una lotta per la supremazia del mercato discografico appena generato. I proprietari del Sound System molto spesso erano accompagnati da guardie del corpo, che li proteggevano dai "Dance Hall Crashers" (pagati dal Sound System rivale) o dalle manganellate della polizia (frequenti quando il Sound System Operator non era protetto politicamente).

Nei piatti molto spesso giravano dischi senza etichetta, questo per non far leggere al Sound System rivale il nome del cantante e il titolo della canzone, ottenendo così l'esclusiva per tutta Kingston.



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Aquila Romana

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Uno dei primi gruppi a registrare per Coxsone sono i "Blues Blasters", nella cui band suonava il il chitarrista, Ernest Ranglin, e per capire di chi sto parlando credo non servano parole ma semplicemente ascoltare...




Below the bassline – Ernest Ranglin




Black disciples – Ernest Ranglin




Double talk – Ernest Ranglin

Close your eyes and good vibrations...  ;)

kelly slater

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