Ecco la verità sul caso Marin. Spieghiamo brevemente le regole sul tesseramento: quando un ragazzo che gioca in una società professionista compie 14 anni, firma con la squadra un tesseramento (badate bene, non un contratto), valido fino alla stagione sportiva nel quale il ragazzo compie i 19 anni. In questo periodo il giocatore è tesserato per la Lazio ma qualsiasi squadra può portarlo via facendogli firmare un contratto da professionista. La Lazio, in questo caso, dal canto suo può far firmare al giocatore un contratto nel momento in cui questo compie 16 anni. Ad alcuni, come ad esempio Rozzi, la Lazio ha riservato questo trattamento, cosa che invece non è stata fatta con Marin. Nei mesi scorsi, sembra, che la società biancocelste avesse offerto a Marin un contratto ai minimi sindacali (sui 20.000-25.000 € a stagione), accordo che Marin ha rifiutato potendo contare sul City, che si era interessato a lui tramite Attilio Lombardo dopo la Final Eight della Primavera.
In moti se la prendono con la società ma, in questo caso, Tare e compagni potevano fare davvero ben poco, altrimenti avrebbero dovuto offrire lo stesso trattamento a tutti i giovani classe '95 che sono saliti con la Primavera, ma così facendo la società avrebbe davvero avuto vita breve, facendo saltare il banco e legittimando tutti i talenti dai 16 anni in su a sentirsi padroni di chiedere un contratto da professionista.
Da questo affare, comunque, la Lazio tirerà fuori dei soldi, non tantissimi, ci mancherebbe, ma un compenso che si aggira intorno ai 324.000 €.
LaLazio24