A mio parere Zeman si è calato ormai nel ruolo del santone, del vate sempre scomodo (in patria e fuori, anche se all'estero ha suscitato meno polveroni).
Gioca di sponda con i cronisti che sanno bene di poter ricevere da lui dichiarazioni mai banali: in questo assomiglia a Mou.
La differenza fondamentale è che Mourinho ha dalla sua un palmares considerevole ormai, mentre le dichiarazioni di Zeman puzzano sempre un po' di bruciato: sembra parlare di terzi solo per giustificare una carriera in fin dei conti mediocre.
Che poi non ci sarebbe nulla di male! Tanti allenatori vivono onestamente accumulando stagioni buone e meno buone, senza per questo sentire la necessità di far parlare di sé. Lui non ci riesce proprio, a quanto pare.
E allora parte il gioco della frase sibillina, della cazzata mascherata da vaticinio, con parole centellinate manco fosse un oracolo.
Questo gli fa accumulare punti nel curriculum, è l'eroe dei bastian contrari e chi lo assume sa che comunque passerà una stagione intensa sempre in prima pagina: anche se la Riomma andasse male, non si perderà occasione per parlare di loro - più di prima, se mai fosse possibile!
Diciamo che gli abbuono le mancate denunce del passato, lo aspetto al varco ora il caro Zdenek: è attualmente impiegato in una delle congreghe più luride che si trovino in giro.
Vediamo se parlerà delle strane collusioni con le banche, degli stranissimi giri di soldi, della prostituzione intellettuale su cui da anni campano sereni...
Quando si trovò a passare da Trigoria, prima di essere cacciato a favore di Capello "per vincere qualcosa", gli mancò il coraggio di sputare nel piatto in cui aveva mangiato.