Ska, Rocksteady, Reggae

Aperto da Baldrick, 18 Lug 2012, 11:19

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kelly slater

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E se la musica reggae nasce dal calore e dalla solarita' dello ska e del calypso, forse con Burning Spear tocca invece vette di oscurita' e malinconia inaspettate.
Come in questa We are going, uno dei miei pezzi preferiti dell'uomo, qui in una versione live
dallo statosferico Live in Paris, Zenith del 1988.


richard

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non sono un esperto nel genere, ma questa mi piace:



e pure questa:


richard

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m'è partito il post, intendevo pure questa:


Aquila Romana

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Citazione di: kelly slater il 07 Ago 2012, 15:16

L'album è Social Living .... un capolavoro di atmosfere profonde e meditative, psichedelico e conscious allo stesso tempo.


In effetti, non potevi descriverlo meglio...


Io invece chiuderei la parentesi fiati dei primi grandi musicisti della musica giamaicana, e dopo aver ascoltato McCook, Alphonso e Rico passerei ad una tromba.... quella di Raymond Harper, ennesimo talento sgrezzato (tanto per cambiare) nella famosa Alpha Boys School.

Raymond nella sua carriera suona al fianco dei più grandi musicisti giamaicani, divenendo anche il trombettista preferito di Prince Buster, naturalmente le note più acute del suo strumento, rispetto al sax o al trombone, non possono che trasportarci all'interno di un ritmo tipicamente ska (così pure Sigurd se fa un idea di massima   :)..), questa è "Cool Breeze" dei primi anni '60



 
Mentre in questa "Safari" è accompagnato dai The Melody Makers




di Raymond Harper si perderanno progressivamente le traccie, fino a vederlo sparire totalmente dalla scena e, come si racconta, a morire da barbone.

Una vera ingiustizia per un musicista del suo livello


Tipi tin - Raymond Harper & The Skatalites

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kelly slater

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Se la musica giamaicana ha avuto un impatto cosi' forte sul mondo, lo si deve al riflesso che ha avuto
sulla nazione di cui era colonia, ovvero la Gran Bretagna.
E questo in primis perche' l'immigrazione caraibica fu nei 60' e 70' massiccia e significativa.
I bianchi inglesi recepivano e assimilavano il reggae perche' i loro vicini di ghetto lo suonavano
e lo diffondevano, tra un riot e l'altro.
Il discorso sarebbe lungo: molto meglio, per chi ha interesse, seguire questo
signor documentario di BBC 4:


Aquila Romana

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In attesa del terzino, divaghiamo in musica...  :beer:

Il buon Kelly, commentando Burning Spear, ha giustamente parlato di atmosfere profonde e meditative; visto che in precedenza si è accennato alla comunità rasta di Count Ossie, viene da sé introdurre il filone spirituale del rastafarianesimo.

Count Ossie (vero nome Oswald Williams) nasce in Giamaica nel 1926 ed è considerato tra gli artefici principali dell'unione tra musica reggae e religione Rasta; abbraccia il Rastafarianesimo sin da piccolo, in quanto cresce in una comunità Rasta, dove acquisisce la capacità di suonare i tamburi e di intonare preghiere e lodi a Jah Rastafari.

Verso la fine degli anni '50 il produttore Prince Buster è alla ricerca di suoni originali e pensa che che quel percussionista Rasta che vive sulle colline potrebbe tornargli utile, sale dunque sulle Wareika Hills e ne ridiscende con al seguito sia il giovane Count Ossie che altri suonatori di tamburo.

Da questa collaborazione nasce "Oh Carolina", un classico assoluto della musica giamaicana, ripreso in seguito da numerosi altri artisti e suonato in questa versione assieme ai Mystic Revelation Of Rastafari (la formazione che nasce appunto sotto la guida di Count Ossie).




Con i Mystic Revelation Of Rastafari collabora anche Cedric "I-m" Brooks, qui impegnato in "Right On Rasta".




Aquila Romana

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La fusione tra musica e fede diventa assoluta e imprescindibile, il richiamo ancestrale all'Africa è uno dei segni evidenti della proposta musicale della "Mystic band", sul suono guida dei tamburi si inserisce quello degli strumenti a fiato e del basso. Una miscela ipnotica che va annoverata tra le invenzioni sonore più geniali che la Giamaica abbia mai espresso (e che influenzerà molti artisti dell'epoca).

Molti brani di Count Ossie e della sua band sono raccolti negli unici due album prodotti prima della morte del percussionista e che, per il loro forte carattere spirituale, potrebbero risultare non facilmente digeribili da parte dei non-patiti del genere...

Il primo album ad essere pubblicato è "Grounation" (1973), considerato un capolavoro assoluto di poesia e vibrazioni primitive, di grande impatto per le coscienze e le menti di chiunque lo ascolti; che personalmente posterei per intero, ma proverò a non esagerare, evitando di proporre brani come "Bongo man", "Poem" o "Narration", preferendo piuttosto pezzi meno "ortodossi" (e qualcuno dirà "e meno male che questi sò meno "ortodossi"...!")


Count Ossie & Mystic Revelation of Rastafari - Lumba


Count Ossie & The Mystic Revelation of Rastafari - So long


Nel 1975 esce il secondo album "Tales Of Mozambique", in cui reputo ci siano due pezzi "abbordabili" ed assolutamente imperdibili per gli amanti del genere


Count Ossie & Mystic Revelation of Rastafari - Sams Intro


Count Ossie & Mystic Revelation of Rastafari - Run One Mile


Aquila Romana

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Nella religione Rasta, dunque anche nella musica che l'avvolge, si sente spesso nominare due termini : Babilonia e Zion; una breve spiegazione per chi avesse voglia di togliersi la curiosità.

ll re di Babilonia Nabucodonosor nel VI secolo a.C. conquista Gerusalemme, distrugge il Tempio di Salomone e deporta molti ebrei nella capitale (per questa ragione la città è spesso menzionata nella Bibbia come simbolo dei nemici di Dio e del suo popolo e rappresenta l'unione del paganesimo e dell'idolatria con la potenza politica); durante la cattività babilonese nasce dunque la contrapposizione tra Babilonia (luogo del paganesimo e dei vizi) e la Gerusalemme celeste (regno della pace e delle virtù).

Attorno a questo contrasto si svilupperà in seguito il filone dell'attesa messianica e la metafora verrà ripresa soprattutto dalle chiese millenariste e da altre chiese come i Testimoni di Geova, gli Evangelici ed (appunto) i Rastafariani.

Il Rastafarianesimo identifica dunque con il termine Babilonia il mondo occidentale bianco, il sistema economico, la cultura e il linguaggio imposti da questa società (ritenuta oppressiva) vengono messi in contrapposizione con Zion, la terra promessa (identificata con l'Etiopia) che un giorno accoglierà il popolo del dio Jah.

Non casualmente Babilonia e Zion li troviamo in questi due brani di Count Ossie (l'album è sempre "Tales Of Mozambique")


Count Ossie & The Mystic Revelation Of Rastafari - Wicked Babylon


Count Ossie & The Mystic Revelation Of Rastafari - No night in Zion


Count Ossie muore nel 1976, a soli 50 anni, sulle cause del decesso i comunicati ufficiali parlano di incidente stradale, mentre altre versioni dicono che il grande musicista perse la vita dopo una fuga collettiva dallo stadio di Kingston a causa di improvvisi scontri tra le contrapposte fazioni politiche.

Nel 2003 la Trojan pubblica una raccolta di canti nyahbinghi che contiene anche questo brano di Count, molto molto "spirituale"


Prince Roland Downer & Count Ossie with His Band - Ah Ju Ju Wah

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kelly slater

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Bello questo viaggio alle radici mistiche del reggae, Aquila.
Procedendo per binari temporali paralleli, ma rimanendo sul tema del reggae mistico
parliamo di uno dei 3-4 gruppi britannici che hanno fatto la storia di questa musica.
I Misty in Roots dei fratelli Tyson suonano dai primi 70' ma giungono
all'esordio discografico solo nell'anno di grazia 1979, e lo fanno con un album dal vivo, uno
dei migliori album, imho, della seconda generazione del reggae: "Live at the counter eurovision".
Le liriche sono dedicate esclusivamente a tematiche del rastafarianesimo "biblico": si parla poco
di Marcus Garvey ma anche di Haile Selassie, si citano invece direttamente passi del vecchio testamento
come lettura del conflittuale presente nella societa' dell'epoca ( la fine degli anni 70' è molto simile
al momento attuale con una crisi economica e sociale spaventosa ).
La musica è roots reggae profondo e meditativo, con poche concessioni a umori allegri e spensierati.
L'organo e i fiati hanno un ruolo predominante.

La facciata A si apre con una intro parlata memorabile:

"When we trod this land, we walk for one reason. The reason is to try to help another man to think for himself. The music of our hearts is roots music: music which recalls history, because without the knowledge of your history, you cannot determine your destiny; the music about the present, because if you are not conscious of the present, you are like a cabbage in this society; music which tells about the future and the judgement which is to come."


kelly slater

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Altro esordio memorabile, altra pietra miliare, solo due anni prima: il 1977.
Torniamo in Jamaica, torniamo ad atmosfere solari, aperture armoniche, ritmi gioiosi
e una voce calda e appassionata ( dal timbro simile a quello di Burning Spear ) ma sempre
rimanendo su tematiche mistiche e profetiche.
Il disco in questione è Two seven clash dei Culture, trio vocale scoperto e prodotto da Joe Gibbs
che recluta per le basi musicisti come Ansell Collins e Cedric Brooks
ma sopratutto gli onnipresenti Sly & Robbie ( sui quali occorrera' tornare prima o poi )
ovvero una delle migliori sezioni ritmiche in assoluto quando si parla di reggae ( secondi solo, forse, ai fratelli Barrett ).
Il concept del disco si basa su una predizione di Marcus Garvey secondo la quale
il 7/07/77 si sarebbe verificato "lo scontro dei quattro 7" ovvero il caos avrebbe preso possesso del mondo.
Fortunatamente ( o sfortunamente, chissa' ) la profezia non si è avverata
ma questo splendido album è rimasto.
La traccia numero 2 , coverizzata tra l'altro (male) dai Pogues
faceva cosi':


è



Aquila Romana

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Lasciando il topic calciomercato e affini, una boccata di spensieratezza musicale

Gli artisti che rappresentano la base della musica giamaicana negli anni '60 li troviamo spesso sotto il nome di una generica band, se suonavano per Coxsone, erano "Clue J. e His Blues Blasters"


Clue J & His Blues Blasters - Shufflin Jug

se suonavano per "The Duke" si facevano chiamare "The Duke Reid's Group"


Duke Reid's Group - Our Man Flint


Duke Reid's Group - Moody


Duke Reid's Group - Moon Invader

se venivano ingaggiati per Lloyd Daley diventavano i "The Matador All Stars".


Matador All Stars (ft Rico Rodriguez) - Continental Shuffle


Bridgeview Shuffle - Matador All Stars & R Alphonso - It's Shuffle'N Ska Time

Buon ascolto.. :beer:

Aquila Romana

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Dopo tanti strumenti qualche "voce", tornando sul già citato Laurel Aitken: "The Godfather of Ska" nasce nel 1927 a Cuba (da madre cubana e padre giamaicano) e si trasferisce in Giamaica con i suoi cinque fratelli nel 1938.

Negli anni quaranta si guadagna la vita cantando canzoni calypso agli sbarchi di crocieristi nel porto di Kingston e a 15 anni entra come cantante in gara ad una specie di X factor dell'epoca (che si svolgeva in un teatro della capitale), vincendo la competizione su artisti già affermati.

Nel 1960 all'apice del successo Laurel si trasferisce a Londra, dove cavalcherà la moda dello 'skinhead reggae' diventando molto popolare sia tra gli immigrati West-Indians sia tra gli skinheads inglesi; anche grazie a brani come questa Everybody suffering


1969 LAUREL AITKEN - EVERYBODY SUFFERING

Con l'avvento del roots reggae la figura di Laurel Aitken finisce in secondo piano per un certo periodo per poi riemergere alle fine degli anni settanta (grazie allo ska-revival di nuovi gruppi come Specials, Madness o The Selecter) cominciando così a riproporre i suoi vecchi classici.

Laurel era molto attaccato alle sue radici cubane e nel 1999 riesce finalmente a coronare il suo progetto di registrare un album in lingua spagnola (accompagnato dagli Skarlatines ed intitolato "En Espanol"), questo un brano dell'album che ci riporta alla memoria un terzino campione d'Italia con la maglia della Lazio...


Negro

Per chiudere questa vivacissima "Cockroach" dall'album "Jamboree", pubblicato nel 2000 (cinque anni prima di lasciarci)


LAUREL AITKEN & COURT JESTER CREW - Cockroach

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kelly slater

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Citazione di: Aquila Romana il 26 Lug 2012, 00:15
Un pò di storia.

Dunque, la Giamaica fu colonia inglese dalla fine del 1600 e vi vennero trasportati migliaia di schiavi africani; le condizioni di vita degli schiavi erano durissime e molti di loro cominciavano a ribellarsi e a fuggire nella foresta (i cosiddetti "Maroons" che iniziarono a vivere in comunità mantenendo vive le loro radici culturali africane).

La ritmica africana giunta nell'isola con gli schiavi (che la tengono viva per non perdere il contatto con le radici africane) si fonde con il calypso centroamericano dando vita alla caratteristica forma musicale giamaicana del "mento" (una variante ruvida del calypso, dovuta proprio alle influenze africane)

Tanto per farsi un'idea



MENTO 1) HILL AND GULLY RIDER - 2) HOLD HIM JOE (REGGAE)

Negli anni '50 il mento subisce la forte influenza del RnB e del jazz (diffusi dalle vicine stazioni radiofoniche statunitensi di New Orleans e Miami) dando vita allo ska, un genere caratterizzato dal martellante e voloce ritmo della chitarra (dal quale si svilupperà il reggae) che si diffonde rapidamente grazie ai sound system (grandi impianti stereofonici installati su dei camion) e che accompagnerà la conquista dell'indipendenza dal colonialismo inglese (1962).



Nascono le prime leggende locali, su tutti Coxsone Dodd (futuro fondatore degli Studio One)

Si dice che Dodd passeggiasse con una borsa con su scritto TNT, questo perché fra i Sound System Operators scoppiò subito una lotta per la supremazia del mercato discografico appena generato. I proprietari del Sound System molto spesso erano accompagnati da guardie del corpo, che li proteggevano dai "Dance Hall Crashers" (pagati dal Sound System rivale) o dalle manganellate della polizia (frequenti quando il Sound System Operator non era protetto politicamente).

Nei piatti molto spesso giravano dischi senza etichetta, questo per non far leggere al Sound System rivale il nome del cantante e il titolo della canzone, ottenendo così l'esclusiva per tutta Kingston.

Ritiriamo su sto topic, va, e lo vorrei fare cercando di riassumere, approfondire e integrare, per dare un quadro piu'esaustivo sulle origini dello ska, tutti questi splendidi post di AR ( sperando che lui gradisca ovviamente ).

Gli anni 50 in Giamaica sono anni di espansione economica e di preparazione all'indipendenza dalla Gran Bretagna prima da un punto di vista sostanziale e infine formale.
In questo periodo, la musica acquista un valore fondante per i Giamaicani delle citta' e delle campagne, e diventa una sorta di ossessione nazionale, e questo per merito dei cosiddetti Sound System.
I concerti delle big band jazziste ( dove si formeranno tutti i pionieri dello ska, come gia' ampiamente documentato da AR ) si tengono perlopiu' negli hotel o ai ricevimenti di lusso, mentre le orchestrine mento e i gruppi percussivi africani suonano perlopiu' nelle campagne.
La radio e i dischi hanno un'importanza molto relativa, dal momento che il costo degli apparecchi e' proibitivo per un giamaicano medio ( cioe' povero ), e del resto l'energia elettrica arriva al 20% delle case.
Un manipolo di piccoli imprenditori trova l'idea di organizzare feste a pagamento all'aperto piazzando rudimentali impianti mono composti da un giradischi, un amplificatore e diversi altoparlanti.

E' bene chiarire una cosa: se il roots reggae dei 70' investira' nel recupero dei ritmi percussivi africani, seguendo l'idea fondante del ritorno alle radici, lo ska, che e' la madre della musica rocksteady e reggae ) deve un buon 80% della sua origine alla musica afroamericana, segnatamente il Rhytm and Blues.

Infatti i Sound System, almeno fino a meta' decennio, propongono nella stragrande maggioranza questa musica, con rare eccezioni di aromi latini e mento.
I cosiddetti "operator" sono spesso emigranti stagionali negli usa che tornando a casa portano pile di dischi appena usciti, oppure stabiliscono accordi con le navi mercantili per l'approvigionamento dei vinili.
Ai proletari giamaicani la musica R&B piace un sacco, ci si scatena nelle dancehall, si beve tanta birra, ogni tanto scoppiano risse, e sopratutto ci si schiera, come da noi nel calcio, con questa o quell'altra squadra.
Ma sopratutto il Sound System, nella sua originalita' assoluta ha questa forma di dialettica " orizzontale" tra dj e pubblico.
Se un pezzo piace tanto la folla fa un baccano infernale, esulta e costringe a rimettere dall'inizio il pezzo in questione 2,3,4,5 volte nell'entusiasmo generale.
Ma se un pezzo non piace il pubblico lo esterna molto vivacemente con fischi urla e bottiglie volanti.
Da questi primigeni sound system si comincia anche a intravedere l'enorme portata comunicativa della parola sopra la musica, che nei 70 dara' luogo al dj style, ma sopratutto informera' l'Hip-Hop americano.
Cosi come Chuck D dei Public Enemy dira' " il rap e la cnn dei neri" , cosi almeno 25 anni prima il dj nei sound system giamaicani tra un pezzo e l'altro fungeva un po da radiogiornale del ghetto.

Ma torniamo alla musica: R&B dicevamo, per buona parte dei 50'.
Poi succedono alcune cose:  la seconda generazione dei sound system porta ad estreme conseguenze lo spirito di rivalita', sfociando spesso in violenza, ma al contempo inizia a trasformarsi in impresa discografica, col mutare delle condizioni economiche, sociali e culturali dell'isola.
Le ragioni sono molteplici: la nuova musica rocknroll che arriva dagli usa viene fischiata ( forse perche' troppo bianca ) ma sopratutto, con l'avvicinarsi dell'indipendenza,  nasce spontanea la domanda di una espressione musicale autoctona, genuinamente locale.
A fine decennio, inoltre, i costi di fabbricazione si sono ridotti, e l'elettricita' arriva nella maggioranza delle abitazioni, di conseguenza il numero di giradischi venduti aumenta esponenzialmente, favorendo la possibilita' di guadagno di una autonoma industria discografica locale.

In questo momento i maggiori sound system sono tre: il Trojan di Duke Reid, ex poliziotto ora mezzo gangster, appassionato di R&B, il Downbeat di Clement Dodd, jazzofilo sin da adolescente, quando metteva i dischi nel negozio di liquori della madre, e il Voice of the People di Prince Buster, ex pugile ed ex-buttafuori di Dodd, dei tre il piu' vicino
a ideali di orgoglio nero e proletario.

Tutti e tre questi soggetti si pongono l'obiettivo di far incidere alla stessa banda di musicisti, che poi sono quelli gia'ampiamente celebrati da AR, ovvero i vari Ranglin, Alphonso, Drummond etc... qualcosa di NUOVO e ORIGINALE.

Tecnicamente il primo a riuscirci e'pero' un altro personaggio, ovvero Edward Seaga, un antropologo per passione e imprenditore per professione ( e in seguito leader politico ) col brano Oh Manny di Higgs e Wilson, brano R&B con leggerissimi innesti di mento, riconoscibili in un leggero accento in controtempo della chitarra.

A ruota Coxsone Dodd rinchiude tutto il nucleo degli Skatalites in studio e a parole spiega a Ranglin di aumentare l'enfasi sulla seconda battuta della chitarra, partorendo la gia' citata Easy Snappin di Theo Beckford.

Ma la mossa decisiva la compie Prince Buster, e a livello simbolico e culturale prima che musicale.

Premessa: la seconda meta' dei 50 segna l'esplosione dello sfruttamento della bauxite, dinamica che impoverisce l'occupazione ex-contadina, la quale non avendoo piu' terra da coltivare si ammassa nei ghetti di Kingston.
Parallelamente le piccole comunita' rastafariane vengono prima perseguitate e poi smantellate, causando anche qui l'emigrazione e l'urbanizzazione dei rasta.
Il momento e' propizio affinche' il principe chiami a raccolta il conte.

Citazione di: Aquila Romana il 09 Ago 2012, 18:18


Count Ossie (vero nome Oswald Williams) nasce in Giamaica nel 1926 ed è considerato tra gli artefici principali dell'unione tra musica reggae e religione Rasta; abbraccia il Rastafarianesimo sin da piccolo, in quanto cresce in una comunità Rasta, dove acquisisce la capacità di suonare i tamburi e di intonare preghiere e lodi a Jah Rastafari.

Verso la fine degli anni '50 il produttore Prince Buster è alla ricerca di suoni originali e pensa che che quel percussionista Rasta che vive sulle colline potrebbe tornargli utile, sale dunque sulle Wareika Hills e ne ridiscende con al seguito sia il giovane Count Ossie che altri suonatori di tamburo.

Da questa collaborazione nasce "Oh Carolina", un classico assoluto della musica giamaicana.


Per cercare qualcosa di veramente originalmente autoctono Prince Buster porta in sala d'incisione un musicista di fede rastafariana, in un momento in cui la cultura rasta e' fortemente ostracizzata dalle autorita', per l'alto potenziale di ribellione che essa porta con se.
E gli fa incidere delle percussioni africane in un brano di struttura R&B in levare.
In altre parole, all'interno della nuova musica si inserisce, come tratto distintivo dell'identita' culturale giamaicana il recupero delle tradizioni africane.
Praticamente cio' che non era riuscito a Marcus Garvey negli anni 30 riesce, attraverso la musica con questa canzonetta che parla d'amore, ma pone le basi per una rivoluzione musicale.

E cosi', anche se pensando ai solari e scanzonati brani ska ci vengono in mente liriche magari colorite ma disimpegnate, che parlano d'amore e di ragazze, di amici e di risse, e di fatto le liriche parlavano di questi temi per davvero, accanto a questi ultimi fiorivano titoli come Back to Africa, Addis Ababa, Carry go bring come, 6 and 7 books of moses.
Insomma il botto che fece Oh Carolina dei Folkes Brothers si misura sopratutto in termini di influenza culturale.
E come abbiamo visto la musica in Jamaica era la cultura piu' diffusa in assoluto, e lo sarebbe stata sempre piu'.

Lo Ska e' nato ufficialmente, e i sound system non ne vogliono piu'sapere dei brani americani: la gente vuole musica locale, e un piccolo esercito di cantanti ( e in seguito musicisti ) si propongono come future star.

Gli anni 60 vedranno il sorgere delle etichette discografiche locali, Incentrate spesso sul proprio studio di incisione, come nel caso della Downbeat e lomStudio One , e l'affermarsi, tra sperimentazioni e prese di coscienza, dello ska come musica popolare nazionale.
I tre dei sound system saranno molto attivi e prolifici, ma altri piu'scaltri imprenditori afferreranno il toro per le corna: il cinese Leslie Kong, stimolato dal ragazzino prodigio Jimmy Cliff, ma sopratutto il bianco senza scrupoli Chris Blackwell ( o whiteworst, come lo chiamava Peter Tosh ), ma questa e' un'altra storia...




porgascogne

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(vedo che iniziano le nottate, eh)
:=))

kelly slater

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Citazione di: porgascogne il 20 Ago 2012, 08:48
(vedo che iniziano le nottate, eh)
:=))
ina mano sulla culla, l'altra sui tasti...
l'importante e'convincersi che tutto sto pianto e'NORMALE, argh! :shout:

porgascogne

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beh, se piange in levare, perlomeno è ska
:=))

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Mentre Kelly riposa (a proposito, da quello che interpreto sono d'obbligo congratulazioni ed auguri per l'aquilotto/a  :beer:), postiamo qualcosa che (magari) possa fargli compagnia nel prossimo turno di notte..

Un'altra figura importante del panorama musicale giamaicano è Clancy Eccles

Clancy nasce in Giamaica nel 1940 e si appassiona alla musica sia grazie alla radio (che negli anni '50 è sempre accesa in ogni casa dell'isola) sia per i canti spirituali ascoltati in chiesa la domenica; a differenza di molti altri suoi colleghi, anche perché si mantiene con l'attività di sarto alla moda (confezionando abiti per vari artisti e produttori, tra cui lo stesso Coxone), Clancy non si legherà mai per lunghi periodi ad un determinato produttore, abbinandosi però ad una formazione (seppur "variabile") di musicisti che, dal 1968 in poi, sarà indicata sempre come The Dynamites.

Nell'LP "Fire Corner" del 1969 è presente questa "Eternally"




Tra il 1967 ed il 1971 Clancy dà il meglio di sé, non solo imponendosi come cantante ma anche come produttore; nel 1969, ad un decennio dal suo debutto sul palco, Clancy è tra i sostenitori di un reggae dominato dalla tastiera e, a differenza della musica prodotta fino all'anno precedente, le sue nuove produzioni hanno suoni più profondi ed ipnotici, e sono influenzate anche da una moda che si andava affermando in quel periodo, ovvero il DJ (cioè improvvisare, su vecchi ritmi rocksteady, incitazioni alla danza o addirittura, come nel caso di U Roy, interi dialoghi).

Ad esempio questa "Fight" contenuta nella raccolta Sucker Punch (Jamaican Boxing Tributes), che personalmente adoro e mi fa "ciondolare" come poche..




Dal 1971 in poi l'attività discografica di Clancy rallenta e le tematiche diventano sempre più politiche (sostiene la campagna elettorale del People's National Party, partito dichiaratamente di sinistra a filocastrista). La contrapposizione politica tra PNP e JLP (Jamaican Labour Party) è molto aspra e sfocia in veri e propri scontri fisici, con decine di morti per entrambi gli schieramenti.

Fra i tanti brani del periodo d'oro di Clancy a me piace molto questa "Stop the criticism" (che sembra scritta dal nostro netter robylele..  :) )




Ad elezioni stravinte, Clancy registra "Hallelujah Free At Last" nonchè, tra il consenso generale dei rasta, questa "Ganja Free" (1971)




Il 1972 sarà l'inizio di uno dei periodi peggiori per la Giamaica: crisi sociale; crisi petrolifera mondiale che manda in crisi la fragilissima economia dell'isola (con un'inflazione indotta al 30%); crisi con gli Stati Uniti, che vedono nel PNP un movimento troppo simpatizzante per Castro. Nonostante tutto, sempre col sostegno di Clancy, nel 1976 il PNP vince nuovamente le elezioni (per tornare definitivamente all'opposizione dopo i tragici eventi nel 1980).

Da questo momento, oltre a ristampare i suoi vecchi brani, Clancy si dedicherà prevalentemente alla produzione, come questa "The message" di Martin Neville (1976), dai tratti esplicitamente dub




spingendosi nel dub strumentale, come dimostra questo pezzo




Clancy Eccles muore nel 2005 ed è tuttora ritenuto uno degli artisti/produttori che maggiormente influenzarono la musica reggae giamaicana.

kelly slater

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Citazione di: Aquila Romana il 20 Ago 2012, 22:46
Mentre Kelly riposa (a proposito, da quello che interpreto sono d'obbligo congratulazioni ed auguri per l'aquilotto/a  :beer:), postiamo qualcosa che (magari) possa fargli compagnia nel prossimo turno di notte..

Un'altra figura importante del panorama musicale giamaicano è Clancy Eccles


Grazie caro Aquila, e' un aquilotto e si chiama Leonardo e speriamo sia forte come il conquering lion...

Nel mio post sulla nascita dello ska ho dimenticato di citare un pezzo importantissimo di quella fase, e a quanto pare lo hai dimenticato anche tu, my dear AR.

Era il 1959 quando il sound system di Coxsone Dodd lo comincio' a sparare dalle casse, e lo fece per ben due anni prima di farlo uscire su vinile.
Fu il primo pezzo giamaicano in assoluto a trattare temi politico/sociali come lo sfruttamento e il sogno del rimpatrio in Africa, e non poteva avere titolo diverso...

Sto parlando proprio di Clancy Eccles e della sua Freedom



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Citazione di: kelly slater il 21 Ago 2012, 00:25

Sto parlando proprio di Clancy Eccles e della sua Freedom


Giusto ! Un brano che qualche anno dopo ispirerà un certo Robert Nesta Marley: "All I ever had.. is songs of freedom"

questi invece sono per Leonardo..





:DD

Aquila Romana

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A proposito dei The Dynamites, lo zoccolo duro della band patrocinata da Clancy era composto da Paul Douglas alla batteria, Clifton Jackson al basso, Hux Brown alla chitarra, Winston Wright alla tastiera e Gladstone Anderson al piano


1969 - The Dynamites- Mr Midnight


1976 - The Dynamites - Play All Night

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