forse vado ot, ma non credo
a proposito del complottismo antilaziale, strike pone, legittimamente, la questione in questi termini: "non è affatto marginale comprendere chi e perché vorrebbe colpire la Lazio ingiustamente, anzi lo ritengo fondamentale. E' la polizia? E' Di Martino? E' Palazzi? Sono i giornali? Tutti insieme o separati?". gli interrogativi, lo ripeto, sono legittimi; ma, a mio parere, pongono la questione su un piano sbagliato, su un piano cioè che rende incomprensibili le dinamiche attraleverso le quali la Lazio, puntualmente, inchiesta dopo inchiesta, scandalo dopo scandalo, finisce sempre per trovarsi nell'occhio del ciclone
precisiamo: un "chi vorrebbe colpire" la Lazio e un "perché" si vorrebbe colpirla, non è molto difficile da individuare. nella seconda metà degli anni venti del secolo scorso ci sono state forze economiche, politiche e culturali che hanno puntato, esplicitamente, alla cancellazione della Società Sportiva Lazio. sappiamo come è andato, però 85 anni dopo non credo sia sbagliato chiedersi se, mutatis mutandis, quelle stesse forze - ribadisco: economiche, politiche e culturali - siano ancora attive e se perseguano ancora oggi il medesimo obbiettivo. a mio parere sì, quelle forze sono ancora attive e nel contesto del nuovo millennio cercano ancora di ottenere se non la cancellazione almeno il ridimensionamento, la minimizzazione, la marginalità della Lazio. vogliono, vorrebbero una Lazio in stile 1960-1985, capace magari di un exploit tipo scudetto del 1974, comunque in perenne altalena tra A e B, in costante difficoltà economica, insignificante sul piano dell'immagine, eccetera eccetera. certamente non possono tollerare la Lazio post-calleriana, o meglio ancora la Lazio post-cragnottiana, la Lazio protagonista e competitiva, pesante nella distribuzione della ricchezza, economicamente sana e propositiva. lo smembramento della Lazio di nesta, nedved e veron, il saluto di eriksson e mancini, la guerriglia fratricida che ha accompagnato la gestione lotito sembravano, non solo ai loro occhi, aver chiuso la parentesi breve e felice della Lazio vincente di fine millennio. avevano sbagliato, di nuovo non solo loro, avevano letto male la realtà, avevano capito poco di quello che stava succedendo. e benché ancora fatichino a spiegarsi i titoli, i risultati e le classifiche della Lazio lotitiana, di fatto la Lazio è lì, tra gli zibidei a e a poco sembra servire il grande dispiego di capitali per riportare scienziati dall'Inghilterra, per cooptare finanze d'oltreoceano, per ingaggiare profeti spagnoli o catoni di ritorno
dico questo non perché io pensi a un di martino o a un palazzi o a un mensurati [spero di aver soddisfatto le esigenze formali di drake...] che, al soldo di unicredit, tramano e brigano per far fuori la Lazio. lo dico chiaramente: non c'è nessuna cia, non c'è nessun kgb che trama nell'ombra per affossare la Lazio. ma a me sembra innegabile che, anche in virtù del contesto prima disegnato, c'è una realtà nella quale la Lazio, nella serie A italiana, sia la società più facimente colpibile. colpire la Lazio è possibile, è facile, lo si può fare gratis, perché il contesto nel quale la Lazio opera è un contesto a lei fondamentalmente ostile, avverso, nemico. articoli o dichiarazioni come quelli che abbiamo letto o ascoltato in questi mesi non sulla Lazio ma contro la Lazio sono assolutamente impensabili in qualsisi città italiana, ne confronti di qualsiasi squadra italiana di un certo rilievo. nessun giornalista di nessun giornale romano o nazionale potrebbe scrivere impunemente nei confronti di napoli o fiorentina, milan, juve o inter quello che è stato scritto sulla Lazio. un mensurati antiromanista finisce a vendere le fusaie nel giro di un paio di settimane. o vogliamo negarlo, questo? il nocciolo della questione - quello che a me sembra voler sfuggire alla analisi pure attenta di strike - è che senza questi articoli, senza questo clima, l'inchiesta della procura di Cremona, puff, svanisce come una bolla di sapone. senza infrastruttura mediatica di martino ritorna ad affastellare le carte in provincia. senza mauri, senza Lazio, l'inchiesta su calcioscommesse e serie A sarebbe ormai morta e sepolta da tempo
questo significa che il calcioscommesse è pura invenzione, che le indagini sono illegittime, che mauri e la Lazio non andavano indagati? ma niente affatto. il punto vero però è che in Italia in questi anni e attualmente non c'è nessuna inchiesta sul calcioscommesse in serie A. nessuna procura ha mai indagato, questo dicono gli atti, questo dice la stampa, sul milan, sull'inter, sulla roma, eccetera. perché non c'era nulla da indagare? benissimo, si dica allora, lo si ammetta, per favore, che il calcio italiano di serie A è nelle sue fondamenta un calcio lontano e ostile alla corruzione. e invece no, ecco la Lazio a salvare baracca e burattini. ecco la Lazio e mauri a soddisfare le esigenze di quelli che continuano a sognare una sola squadra a Roma e di chi non vuole rassegnarsi a veder svanire nel nulla anni del proprio lavoro