Non temano i fratelli laziali che ancora indulgono nel (vano, a mio avviso) esercizio dialettico.
Passerà.
Ve ne accorgerete quando all'inizio di una chiacchiera su (a vostra scelta) Mauri, calcioscommesse, Lazio, rateizzazione in 23 anni, e quant'altro, invece di ribollirvi il sangue, una gran pace vi avvolgerà, le rughe del vostro viso si distenderanno, il volto si atteggerà ad un sorriso vagamente sardonico. Non avrete più alcuna pulsione a controbattere, il vostro cervello verrà unicamente occupato nella scelta delle migliori parole.
Personalmente, consiglio il vattenaffanculo, come inizio.
A scelta, si possono aggiungere avverbi, aggettivi, inviti, accurate descrizioni della sorella, moglie, madre, con accenni alle loro professioni e ai loro hobbies, senza tralasciare alcun oggetto che possa interessare le suddette, purché di forma inequivocabilmente oblunga. Non abbiate timore di essere politicamente scorretti, se il vostro eloquio possa apparire razzista o sessista. L'importante è che sia volgare. Volgare e violento, il più possibile.
Subito dopo, voltarsi e andarsene. Lo so, qualcuno preferirebbe che fossero loro ad andarsene. Questo però presupporrebbe l'instaurarsi di un minimo di confronto, dialettico o meno (tipo calci in culo). L'andarsene invece priva l'interlocutore di qualsiasi diritto di replica. Non hanno diritto di replica, non hanno alcun diritto. L'unico loro diritto è quello di prendersi questa secchiata di merda in faccia e zitti.
Più o meno come succede a noi, ogni giorno, su ogni giornale, trasmissione, blog o procura.
Provate, vi sentirete bene.