Il tempo del vattenaffanculo

Aperto da GuyMontag, 19 Set 2012, 18:37

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porgascogne

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maverickiv2007

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Non avrei saputo argomentare meglio.
Questo è un capolavoro!
Dovrebbe essere inviato alle varie redazioni per far capire come ci hanno ridotto!
Ma noi non molliamo mai!  :since  :asrm

Panzabianca

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Citazione di: GuyMontag il 19 Set 2012, 18:37
... E' arrivato il tempo del vattenaffanculo.
Io ero come te e me ce facevo er sangue amaro (lo facevo anche a loro perchè ci litigavo aspramente) poi ho pensato che mediamente tra noi e loro ci sono quattro spanne almeno per valori e cultura, allora ho scelto la strada del perculeggio (a sangue) e, più provano a rispondere (sentendosi alla pari), più, tra le infinità di argomenti a mia disposizione, trovo quelli giusti per il mio sommo divertimento. La difficoltà sta nel dire cose che lo possano comprendere...

GuyMontag

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Non temano i fratelli laziali che ancora indulgono nel (vano, a mio avviso) esercizio dialettico.

Passerà.

Ve ne accorgerete quando all'inizio di una chiacchiera su (a vostra scelta) Mauri, calcioscommesse, Lazio, rateizzazione in 23 anni, e quant'altro, invece di ribollirvi il sangue, una gran pace vi avvolgerà, le rughe del vostro viso si distenderanno, il volto si atteggerà ad un sorriso vagamente sardonico. Non avrete più alcuna pulsione a controbattere, il vostro cervello verrà unicamente occupato nella scelta delle migliori parole.

Personalmente, consiglio il vattenaffanculo, come inizio.

A scelta, si possono aggiungere avverbi, aggettivi, inviti, accurate descrizioni della sorella, moglie, madre, con accenni alle loro professioni e ai loro hobbies, senza tralasciare alcun oggetto che possa interessare le suddette, purché di forma inequivocabilmente oblunga. Non abbiate timore di essere politicamente scorretti, se il vostro eloquio possa apparire razzista o sessista. L'importante è che sia volgare. Volgare e violento, il più possibile.

Subito dopo, voltarsi e andarsene. Lo so, qualcuno preferirebbe che fossero loro ad andarsene. Questo però presupporrebbe l'instaurarsi di un minimo di confronto, dialettico o meno (tipo calci in culo). L'andarsene invece priva l'interlocutore di qualsiasi diritto di replica. Non hanno diritto di replica, non hanno alcun diritto. L'unico loro diritto è quello di prendersi questa secchiata di merda in faccia e zitti.

Più o meno come succede a noi, ogni giorno, su ogni giornale, trasmissione, blog o procura.

Provate, vi sentirete bene.

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GuyMontag

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Citazione di: italicbold il 20 Set 2012, 09:25
teoricamente si pronuncia "Ghi"

Questo perché sei un francioso mangiarane.
Gli anglofoni (tipo Bradbury) pronunciano Gài.
Ask Tarallo, nella sua posizione privilegiata di anglofrancofono.

BomberMax

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Guy ,  meglio di cosi'  non potevi dipingere anche il mio status 

Spongebill

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Un vattenaffanculo  nun se nega a nessuno.

Bravo!

Panzabianca

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Citazione di: GuyMontag il 20 Set 2012, 10:39
..........i fratelli laziali che ancora indulgono nel (vano, a mio avviso) esercizio dialettico.

voi avete ragione. A parlà con loro te senti Darwin ma io indulgo...è troppo bello. Dopo tutto è scienza.

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white-blu

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PabloHoney

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movi

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Personalmente non c'è cosa che mi deprime più delle parole di certi laziali.

Spero comprenderete se tra le priorità avverto quella di consigliare la ridente località a qualche laziale...
Ovviamente senza poi voltare le spalle ma, anzi, cercando di fargli capire cose che sono uscite dalla cultura dell'esser tifoso della Lazio.
Che poi, imho, sarebbe uno dei motivi per cui l'inchiostro versato da chiare e evidenti penne faziose (e chi non lo riconosce ha la coscienza sporca o troppo ingenua) per la Lazio, è da sempre sufficiente e superficiale quando si tratta di meriti sportivi, ficcante e pedante quando sono in discussione "meriti diversi".
E' più facile scrivere contro chi ha fratture interne.
La cosa veramente triste e che ci hanno separati scientemente, abbiamo bevuto anche noi al magnifico, gigantesco cavallo trovato fuori casa. Negli anni è stato artatamente costruito un prototipo di laziale da raccontare in Italia e nel mondo, e noi (noi tifosi e basta) non solo abbiamo lasciato fare ma, di più, ci siamo schierati contro qualcosa che era, da qualsiasi angolazione la si voglia vedere, sempre e comunque Lazio. Ci hanno tolto il sorriso.

Rimettere la Lazio e i suoi colori davanti a tutto e andare allo stadio con famiglia e panini, goliardia e rispetto x l'avversario, terzi e quarti tempi con dialetti e colori diversi seduti allo stesso tavolo.

La mia depressione è scemata quando ho conosciuto questo forum. Siete un covo d'intelligenza, ironia, simpatia e Lazialità.
Sogno di leggere un comunicato, da voi redatto, per tutti i tifosi.







simcar

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Grande Guy!!!!!!!!!!!!!!!!! :ssl

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bertux

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Un "Vattenaffanculo" scritto divinamente.
Un abbraccio a GuyMontag
e
:asrm

movi

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...e comunque   :band:

...gia' che ce so' me levo st'artro peso co' te,

che fai er capoccia e stai piu' su te sei allargato troppo..

senti...'a coso... mica t'offenni se te do' der tu?

Te c'hanno mai mannato a quer paese?

Sapessi quanta gente che ce sta'

a te te danno la medaja d'oro e noi te ce mannamo tutti in coro.

E va... e va..... chi va co' la corente e' 'n'baccala'

io so' salmone e nun me mporta gnente a me me piace anna' contro corente....

Barabba Terzo

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Citazione di: GuyMontag il 19 Set 2012, 18:37
Aleggia nell'aria, dal primo momento, un presagio di vattenaffanculo.


PARISsn

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ma  po esse Guy Chiappaventi ? sapevo era della Lazio...ha scritto un bellissimo libro sulla Lazio del 74 " pistole e palloni " ....questo spiegherebbe perche scrive ed esplica cosi' bene  ;)

Adler Nest

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Citazione di: italicbold il 20 Set 2012, 09:25
teoricamente si pronuncia "Ghi"

in franzoso

in inglese si pronuncia Guy= Gay
Gay = ghei

quindi:
gayxguy=gheixgai

matador72

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Citazione di: GuyMontag il 19 Set 2012, 18:37
Sono una persona tranquilla e mite, con occasionali scatti dei quali tendo a pentirmi in modo anche esagerato. Questi scatti sono fini a se stessi, si esauriscono in una bolla d'aria, non ricordo se ho mai menato le mani. Credo addirittura che – passata la tempesta ormonale della pubertà – non sia più successo.

Anche verbalmente, sono conciliante, rifuggo dall'aspro scontro verbale, difendo le mie opinioni cercando sempre di evitare di passare alla personalizzazione dell'insulto. Mia moglie, con me, ha gioco facile. Ogni nostro litigio termina con una mia sconfitta rovinosa, per lo più accompagnata da colpevoli omaggi floreali in segno di pace.

In questi periodi, mi scopro diverso. Più suscettibile, meno disposto a passar oltre, meno ansioso di appianare contrasti. Non in tutti i campi della mia vita, ovviamente. Mia moglie continua a sconfiggermi con irrisoria facilità, e ancor oggi mendicanti e venditori di calzettoni, quando mi vedono all'orizzonte, accorrono a frotte, sicuri di rimediare un obolo, anche se tra me e me mi maledico, perché so di essere gabbato. Per non parlare dei miei figli, contro di loro è sempre uno 0-3 a tavolino. Non mi presento nemmeno.

Parliamo di calcio, però, il mio aspetto muta radicalmente. Lo sguardo si fa provocatorio, la mascella sporge, l'occhio si stringe, le labbra si serrano. La categoria delle chiacchiere da bar, da sempre mio annoiato ma dolce passatempo, le prese in giro amichevoli e bonarie sono un lontano ricordo. Aleggia nell'aria, dal primo momento, un presagio di vattenaffanculo.

A questo mi hanno portato questi mesi di repubblica, di mensurati e dimartini, di illazioni, risolini, sospetti, minacce di pioggie, di squalifiche, di penalizzazioni, un livido cappotto di piombo sulle mie spalle di laziale. Ogni voce da parte dei giornali, ogni azione delle procure, mi fa l'effetto di una riga sul cofano. Sono diventato intollerante, ringhioso, non mi interessa più il contraddittorio. Il mio interlocutore, qualora non laziale (ma anche tra quelli...) è nella migliore delle ipotesi disinformato, nella peggiore romanista.

All'inizio di questa inchiesta (!) ero combattivo. Ringraziavo i ragazzi di questo sito, trovavo conforto nella controinformazione, il topic sulle celle di Formello uno dei punti più alti della rivoluzione biancoceleste. Ad ogni crocicchio dove si bisbigliava con finto sdegno sulla Lazio intervenivo. Cercavo di convincere, informare, controbattere, discutere, argomentare.

Ora sono stanco, non ce la faccio più. Per ogni ulteriore distillato di fanghiglia, che percola da ogni interstizio, che dilaga nelle sedi degli organi di informazione, esonda dalle procure, per ogni fendente alla cieca con un solo – ormai evidente – bersaglio, mi rinchiudo ancor di più in me stesso. Che parlo a fare? Chi posso cercar mai di convincere? Peggio, lo voglio?

L'altro giorno mi trovavo ad un tavolo conviviale con alcuni colleghi, quando si aggrega un consulente che conoscevo di vista. Il discorso scivola sulle solite banalità, si avvicina il momento del caffé, stiamo quasi per alzarci, quando il consulente (vil razza dannata) pronuncia le fatidiche parole, senza alcuna avvisaglia: c'è qualche laziale qui? Le tempie mi pulsano, la temperatura sale, la voce si alza di un'ottava. Mi esce un: sì, io, perché? che solo per quel minimo di rispetto delle convenienze sociali e dei miei amici non diventa un: sì, io, che cazzo ci hai da dì? Tanto so dove l'essere va a parare. Eh, sì, perché di questi tempi un tifoso laziale dovrebbe solo vergognarsi, con i giocatori che si vendono (o comprano, non ricordo) le partite.

In altri tempi avrei cercato di parlare, di smontare le sue affermazioni (neanche era romanista, almeno avrei capito) da mediocre superficiale lettore di titoli di giornali, un consumatore in pectore di Chi? e di Visto con una patina appena di prosopopea, finto scandalizzato per il marcio che c'è nel calcio e di cui Stefano Mauri rappresenta l'icona. Dalla mia gola è uscito un gorgoglio impercettibile, un aggrovigliarsi di consonanti, sono diventato rosso, stavo per rispondere a tono, controbattere, argomentare.

Poi, ho capito. C'era un solo modo di rispondere. Ho poggiato il tovagliolo sul tavolo, mi sono alzato in modo lento e studiato, l'ho guardato, gli ho detto: mavattenaffanculo, và. Mi sono voltato e ho lasciato il locale (sono tornato più tardi a pagare).

D'ora in poi, per me, solo così. E' arrivato il tempo del vattenaffanculo.

Grandissimo, anche per me è così.
Proprio ieri in un forum "generalista" ho risposto piu' o meno così a due romoletti che facevano i simpatici.
Adesso mi sono rotto .

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AquilaLidense

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io adoro Guy e mi rammarico del fatto che non sia De Martino, Non ce l'ho con il "responsabile" della comunicazione della Lazio, però al suo posto vorrei tanto uno come Guy.

Si è sempre detto che a volte la penna può ferire come una spada, ed è tutto vero.
Quando leggiamo quegli articoli, nonostante noi li schifiamo, il segno ce lo lasciano ed il fastidio è evidente, un po' come una lama sulla pelle.

oggi, in macchina, ripensando ai pezzi che scrive Guy (ma stesso discorso vale per gli altri Aquilante, Cosmo, IB, Gesulio, Porga, Tarallo, ecc) penso che questa deve essere la modalità con cui debba rispondere la LAzio a questi vili attacchi, deve utilizzare la stessa arma: la penna.

Affanqulo i tribunali, le aule giudiziarie che sono strumenti lenti, in italia lenti come le ere geologiche.
ci vuole qualcosa di veloce, di rapido: un articolo o una lettera aperta da inviare ad un'altra testata oppure da pubblicare sullo stesso sito della Società.

A noi Laziali basta poco, non ci interessa che ci tutelino nelle "sedi opportune", ci piace che nel momento che subiamo un attacco ci sia una risposta immediata e rapida e sopratutto con la stessa arma utilizzata dal'aggressore.
Non è un caso che il massimo del consenso De Martino l'abbia avuto quando al riomico gli rispose: mandame 'na mail! Personalmente fu la cosa più bella che gli ho sentito dire.

infine, Se è vero che la penna è una spada (così dice pure Guccini nel Cyrano) allora dico che Mensurati, romagnoli brandiscono una lametta Gilette, mentre nelle mani e nelle penne dei Guy, degli IB, degli Aquilante, dei Cosmo, non c'è una lametta ma c'è una spada, una di quelle forgiate da Hattori Hanzo.

ps. stamattian sognavo di leggere il pezzo di Guy sul corriere o semplicemte sul sito della LAzio, conla sola variante che al posto del consulente ci fosse stato Repubblica e Gazzetta

ian

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Onore a Guy (2), ma insomma, sono rimasto solo io insistere nell'opera di redenzione, convinzione, spiegazione e proselitismo (eventualmente allegando qualche vaffanculo, of needed)? Io insisto e ribadisco: ieri sera ho vinto 4 a 0 contro un intero baretto di via Fracassini.

Forza Lazio sempre
Ian

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