Il grande evento è atteso per la prossima settimana. Uno dei latitanti del celebre gruppo degli zingari arriverà in Italia per testimoniare. Con tutta probabilità non sarà Almir Gegic, bensì il numero uno dell'organizzazione, Hristiyan Ilievski. "Noi compriamo informazioni e scommettiamo. E basta. Mi chiamano i calciatori e mi dicono: '20 mila su questo o quel risultato'. E io lo faccio facilmente perchè la gente si fida", queste le spiegazioni del boss la scorsa primavera a "Repubblica". Gli inquirenti attendono il suo arrivo, per inserire un mucchio di nuovi tasselli in questo inquietante puzzle.
INTRECCI – Berna e Cremona stanno lavorando in simbiosi. Tutto è partito dalla maxi rogatoria con la quale la Procura svizzera ha richiesto una gran quantità di incartamenti, per indagare su conti cifrati sospetti nelle loro banche. I segugi elvetici hanno annusato del marcio, scommesse e riciclaggio, e il loro naso li ha condotti subito nella città lombarda, sede di un'inchiesta che sta sconvolgendo il nostro calcio.
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, il setaccio delle carte ed i controlli bancari sono finalizzati ad una maxi operazione che intreccia due vicende distinte, almeno all'apparenza. Da un lato si tenta di far luce sulla questione legata ai pagamenti degli stipendi dei calciatori e alle finte provvigioni dei procuratori, ed in questo filone si inserisce la questione legata a Luciano Zauri e ad una cifra sospetta percepita dal giocatore. Dall'altro la Procura di Berna sta indagando su un presunto giro di scommesse relativo al calcio svizzero, Gegic ha giocato diversi anni nel campionato svizzero ai massimi livelli, instaurando rapporti che gli possono essere tornati utili.
INTERROGATORI – Ieri il pm svizzero Elena Catenazzi è scesa in Italia per interrogare Gritti, Carobbio e Gervasoni, per indagare sul nuovo scenario legato al calcioscommese nel calcio elvetico. L'ex portiere del Bellinzona ha fornito indicazioni interessanti parlando di nuove combine e chiarendo il ruolo di Ilievski e Gegic, Carobbio e Gervasoni sono rimasti più "abbottonati". Nelle prossime settimane toccherà a Stefano Mauri intervenire come testimone, lui è uno dei sospettati, anche se i conti non tornano. Il famoso conto svizzero, rigorosamente non cifrato, è intestato ai genitori e l'afflusso di denaro (si parla di almeno 350mila euro) non coincide con la data degli episodi incriminati. La madre del giocatore è stata ascoltata nei giorni scorsi in una caserma segreta della Guardia di Finanza, si è avvalsa della facoltà di non rispondere lasciando la parola ai legali del figlio. Mauri doveva essere ascoltato a Cremona lo scorso giovedì, poi l'interrogatorio è slittato nelle prossime settimane: si terrà a Berna, sede più consona alla vicenda e indipendente da una situazione che ha già coinvolto Mauri. Il giocatore dovrà giustificare quella cifra depositata sul conto, una semplice testimonianza. In attesa di Ilievski.
La settimana prox ne sapremo di +