Per rafforzare il concetto
Non sono tutti colpevoli allo stesso modo. Molti risultano marchiati dall'infanzia, non tutti - specie in tenera età - potevano inorridire di fronte al ciuccio giallorosso e al bavaglino col lupetto. Non tutti avevano la forza d'animo per ribellarsi, una volta giunta l'età della ragione.
D'altronde per gli ebrei noi siamo i gentili, per i musulmani siamo gli infedeli. Persone magari stimabili, ma di un'altra religione, che non potranno quindi nell'aldilà assurgere alle vette della beatitudine (niente vergini, per dire).
Anche noi non scherziamo. Per i non battezzati (o per i non cristiani, per quanto giusti, tipo Saladino, Cesare od Omero) c'è il limbo. Per Dante è il primo cerchio dell'Inferno. Nessuna possibilità di godere dell'eterna visione del Creatore.
E i romanisti? Quelli giusti, quelli che non hanno mai cantato di Paparelli, quelli che si vergognano di Nakata, dei rolex e delle fidejussioni, che non trovano etico essere di proprietà di una banca, quelli per cui baldini è un testa di minchia e il pupone ha sputato a Poulsen e scalciato Balotelli? Che fine faranno?
Immagino che il Signore, nella Sua Infinita Bontà, permetterà loro di godere della Sua presenza, e di intrecciare ghirlande di fiori e cori gaudiosi.
Tranne durante le partite.
Per quelle, tornatevene affanculo nel limbo vostro. Sarete costretti in eterno alle telecronache di guidone, e durante l'intervallo - dato che il Signore, sempre infinitamente buono, per la legge del contrappasso affiderà il palinsesto ad un'anima biancoceleste - dovrete assistere senza poter cambiare canale ad infinite repliche del gol di Klose, delle galoppate di Signori, delle punizioni di Sinisa e del gol di Guerino. E dovrete vedere le partite insieme ad infiniti cloni di gasparri, di straccio, della sanipoli e dei cesaroni. Senza poter cambiare posto né canale.
Questo, per i più buoni. Alla vostra fantasia, i marioni.