Io invece ricordo Luis Enrique molto meno integralista rispetto a quello di cui parlate, ad esempio ricordo che iniziò a fare punti quando allentò leggermente il tiki taka e fece fare qualche verticalizzazione e tiro in porta in più, oltre all'inserimento dei senatori nella formazione titolare al posto di alcuni giovani deludenti. Il problema principale è che la sua squadra era scarsa, non abbiate paura di ammetterlo... prendevano goal perché Kjaer, Heinze e José Angel erano scarsi, così come sterkelemburg, pjanic e lamela non sono fenomeni, e lo stanno dimostrando anche quest'anno, come lo sta dimostrando anche Bojan al Milan. Una squadra eliminata ai play-off di Europa League dallo Slovan Bratislava, non so se vi rendete conto della gravità dell'evento... vi ricordate la disastrosa Lazio di Ballardini? Ebbene, quella Lazio passò facilmente il play-off di Europa League, e prima aveva vinto anche la Supercoppa italiana, pensate a che livelli potevano stare loro... I 6 punti in più di loro sono bugiardi a causa nostra, perché se la Lazio dell'anno scorso non fosse stata la seconda squadra italiana con più infortuni, sicuramente saremmo arrivati al 3° posto, e con un mese d'anticipo, quindi avremmo dato una pista ai cugini.
Sono contento che Luis Enrique se ne sia andato, perché lui non c'entrava niente in mezzo a quel porcile, non aveva niente a che fare con il loro mondo, sapeva benissimo come stavano le cose ma non poteva dirlo, ricordo la conferenza stampa dove si addossò tutte le colpe nonostante non fossero tutte sue: Basta con le vostre bughie, è con me che dovete prendervela, lasciate stare questi ragazzi". Che dire poi della risata in faccia al giornalista dopo la sonora sconfitta in Coppa Italia contro la Juve? Quella risata era un "meglio che non parlo, va..." avrebbe voluto dire: "siamo nella merda e voi volete spacciarla ai tifosi per cioccolata".
Tornando a Reja, ho sempre sostenuto che si è trattato di un allenatore importante per la Lazio non solo per la salvezza nel 2010 e le ultime due ottime stagioni, bensì perché parliamo dell'uomo che ha fatto cambiare mentalità a Lotito. Ve lo ricordate Lotito nell'estate 2009? "Non voglio un allenatore che venga qui e mi dica quello che devo fare, voglio un allenatore a cui dire: questa è la squadra, allenala". Vi ricordate invece Lotito a fine stagione 2009-2010? Gli facevano domande su eventuali acquisti, cessioni, organigramma societario, e la risposta era sempre: "decide Reja". Difatti Reja ottenne tutto quello che voleva nelle tre sessioni di mercato successive, alla quarta invece no, e giustamente s'incazzò (ma fu anche il suo più grosso alibi della stagione).
Se oggi Petkovic può contare su un grosso appoggio della società (anche se nel calciomercato estivo non ha fatto grosse richieste) lo deve a Reja, viene sottolineato anche in una frase della lettera aperta scritta da Lotito per salutarlo quando decise di non rinnovare: "La Lazio le è grata per quanto ha fatto e per gli insegnamenti dei quali farà tesoro". Ballardini non ebbe la stessa fortuna di Petkovic, anche se tra Ballardini e Petkovic c'è un abisso... Ballardini ha avuto comunque le sue colpe, e non parlo solo di assecondare le scelte folli di Lotito...
Il difetto più grande di Reja è stato confermato il giorno in cui ha deciso di non rinnovare: la paura del pubblico. Reja aveva paura del giudizio dei tifosi, è per questo motivo che si è dimesso, parole sue, probabilmente è anche per questo che non provava un gioco più propositivo, e non rischiava qualche giovane della primavera. Dimostrava questa paura in conferenza stampa, spesso la sua umiltà sfociava in questa paura: va bene essere realisti, ma se lui stesso sottolineava come la Lazio stesse facendo un grande campionato nonostante gli infortuni, e diceva che senza tutti quegli infortuni sarebbe stato tutto più semplice, perché diceva sempre che chi ci stava sotto era più attrezzato?
Questo atteggiamento proprio non lo sopportavo.