Citazione di: Zoppo il 31 Ott 2012, 09:53[...]Cercherei di capire il perchè due grandi laziali (e tanti altri fuori di qui) pensino questo di Nesta e non scrivere questa frase. [...]
Secondo me c'é un equivoco di fondo.
Probabilmente dovuto alla tendenza, naturale e abbastanza veniale, a estremizzare i concetti e i contraddittori quando si parla di Lazio.
C'é un miliardo di persone, al mondo, che sono persone eccezionali, meritevoli di rispetto e ammirazione, ma che non sono tifosi della Lazio.
Essere tifosi della Lazio non é un aggettivo, é un sostantivo.
Essere tifosi della Lazio non é essere buoni, gentili, adorabili, generosi e altre migliaia di qualità eccezionali. Non c'entra nulla.
Essere tifosi della Lazio é il sostantivo di tifare. Io tifo Lazio, quindi sono tifoso della Lazio.
E' un'equazione che ha quasi lo stesso rigore e la stessa ineccepibilità che ha un'equazione matematica.
In questo topic qualche volta, troppe forse, ho letto semplificazioni eccessive. Se si mette in dubbio la Lazialità di Nesta non vuol dire che ci si schiera con chi gli ha tirato le bottigliette oppure che lo si consideri il responsabile di ogni male, compresa la
crisi globale (cit.).
Semplicemente si mette Nesta nel novero, comunque ben nutrito, di ex giocatori della Lazio, di una Lazio da sogno, da ricordare con affetto e simpatia togliendolo dalla casella "tifoso della Lazio".
Tralaltro, molti, in questo topic, hanno portato come giustificazione il professionalismo di Nesta, come rafforzativo alle qualità morali dell'uomo Alessandro Nesta. Che nessuno ha mai messo in dubbio.
Come ho già scritto più sopra, se dico che ho dubbi sulla Lazialità di Nesta non pongo nessuna eccezione alle sue qualità morali, perché non esiste, appunto, coincidenza tra queste e l'essere Laziale (cfr. Chinaglia).
Si puo' essere della Lazio ed avere una moralità dubbia. E viceversa.
SI puo' essere un uomo di grande valore e tifare Milan al Lazio-Milan.
Non c'é nessun problema.
Ma il tifoso della Lazio a Lazio-Milan tifa Lazio.
Senno' non é tifoso della Lazio.
Tertium non datur, direbbe il presidente.