Mi spiace per chi si è risentito, mi spiace per calimero che ha letto nelle mie parole astio per chi rimane in poltrona, ma andiamo a precisare, dio mio è tanto difficile capire a chi uno si rivolge?
Ci possono essere mille ragioni per cui uno decide di rimanere a casa, tutte volendo più o meno giustificabili, però..
Un tifoso di una squadra di calcio, per me, lo sottolineo perché non è un dogma, ma il mio modo di essere tifoso, quando gioca la sua squadra deve, dovrebbe essere là, al suo posto, dentro uno stadio.
Ci sono momenti che non si ripeteranno, partite che passano una volta sola nella vita e che meritano di essere vissute dal vivo, non potrebbe essere altrimenti. Ci sono tifosi che sognano per una vita di giocarsi una finale nella loro carriera di tifoso e per la maggior parte di essi questi sogni rimarranno tali.
Io mi lamentavo, lo sapete bene, anche quando non riempivamo (parola grossa) lo stadio contro il chievo con una invidiabile posizione di classifica e mi domandavo dov'era il tifoso della Lazio.
A maggior ragione domenica, dove avevamo un appuntamento con la storia, un evento che non tornerà più.
Come giustamente detto da Nandoviola se uno voleva, come una formichina, metteva da parte qualche spesa futile per giocarsi tutta la posta domenica, c'è chi ha avuto paura lasciando che vinca il terrorismo psicologico di chi vi vuole tutti seduti davanti alla televisione e lontano dai campi di calcio, dove si gioca una partita di pallone. Io in oltre 30 anni di stadio e di trasferte non ho mai preso uno schiaffo, uno, basta essere previdenti evitare e non sfidare.
Domenica sono arrivato a Ponte Milvio alle 13.00 ho parcheggiato nella piazza, Porga ne è testimone, anche il problema dei parcheggi è un mostro creato ad arte per allontanarvi dallo stadio, secondo me. Mi sono unito al mio popolo, ai miei fratelli che già avevano invaso la piazza e cantavano e bevevano per lei. Allo stadio ci aspettavano i nemici di sempre, ma a testa alta gli abbiamo affrontati, consapevoli che non ci sarebbe stata altra via, o vita o morte alla fine dei 90 minuti. E' stata una festa indimenticabile, vissuta in maniera totale fino alla mezzanotte quando nuovamente a Ponte Milvio si è unita anche la squadra. Una giornata indimenticabile, che non tornerà mai più, ma che resterà nel cuore dei tanti che hanno messo tutto da parte e si sono stretti intorno alla Lazio.
Quei seggiolini vuoti fanno male, per assurdo a me fanno più male tutte le maledette domeniche che quella scorsa.
E vi domando, ma se questa partita la giocava una qualsiasi squadra inglese o tedesca o greca o spagnola, voi pensate che le loro tifoserie avrebbero avuto tutti questi pretesti per non stringersi intorno ai colori amati o siamo noi che abbiamo perso la passione che contraddistingue il tifoso di una squadra di calcio?
Ognuno con le sue storie, senza bisogno di giustificazioni o di patenti.