3 indici sulle labbra

Aperto da Adler Nest, 25 Gen 2016, 10:45

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fish_mark

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Concordo con l'equilibrio del ragionamento di Alcares rivendicando il diritto del tifoso di esaltare il suo beniamino come di tirargli i pomodori (virtuali eh, con quello che costa fare la spesa di questi tempi), perché fa parte delal fisiologia del rapporto tra spettatori e protagonisti, una fisiologia che risale alla notte dei tempi. Beninteso ricordando sempre che i nostri giocaotri, come qualsiasi altro giocatore, sono sempre esseri umani, con le loro debolezze e i loro limiti e la possibilità che in un momento, inaspettatamente, ti fanno la prodezza che ti fa saltare di gioia, dalla poltrona come dal seggiolino dello stadio.

Però vorrei osservare che le manie di protagonismo di alcuni giocatori risultano sempre di più poco godibili da risultare sempre di più indisponenti. Sono stati baciati dalla fortuna, se non altro dal privilegio di fare un mestiere che vorremmo fare tutti, di essere amati e osannati da folle di gente plaudente (e pagante). Eppure negli ultimi tempi sono in molti forse in troppi ad assumere posture da primedonne, anche e soprattutto quando ancora di pagnotte ne devono mangiare molte.

Alcares su questo osserva che 40 anni fa "i calciatori non erano assimilabili a star di Hollywood". Mi permetto di dissentire: i giocatori lo erano già star di Hollywood. E te lo dice uno che in mancanza di app, di smartphone e di TV a pagamento, si disegnava con i colori a spirito Re Cecconi, D'Amico e Chinaglia, stando attento ai particolari (i capelli biondi di Luciano) perché con questo riuscivo a vivere il mio sogno, in attesa della domenica che non arrivava mai o dove potevo assistere al miracolo di uno stadio colorato.

Quando si segnava non c'erano cerimoniali da osservare, coreografie da costruire, o rivendicazioni socio-politiche da mettere in campo. Si alzavano le braccia, si facevano salti, ci si abbracciava semplicemente perché la gioia era incontentibile, come un vulcano in esplosione. Erano gesti semplici, sinceri, belli, senza particolari aggiunte o retropensieri, perché il goal era vissuto come un il compimento di un miracolo a lungo atteso e finalmente compiuto. Lo stesso che non accade oggi quando oltre a coreografie sempre più costruite (trenini, macharene, balletti) si assiste addirittura a gente che quando segna sembra che ti faccia il favore o altri che ti dicono di stare zitto.
Chi io? Che sono venuto allo stadio a vederti? 



minuto 1.25 il gol di Valdano

Emfio

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Citazione di: orchetto il 28 Gen 2016, 17:08
Ripeto quello che dicevo.
Candreva indirizzava il suo gesto ai giornalisti;
Cataldi non ha fatto nulla di che, si è gasato per la rete ed è corso verso la curva sotto cui ha segnato;l'impeto dimnostrato...insomma... si capiva che se segnava sotto la Maestrelli veniva sotto il distinto o la tevere.
La cosa a mio avviso andrebbe focalizzata sul solo Keita, tenendo fuori il resto della squadra.

sono d'accordo, tutta stat storia mi sembra montata ad arte

comunque mi piacerebbe che allo stadio non si fischiassero nella formazione iniziale i nostri giocatori
(e anche gli avversari, ma in questo sono strano io)

Alcares

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Citazione di: fish_mark il 29 Gen 2016, 12:10
Alcares su questo osserva che 40 anni fa "i calciatori non erano assimilabili a star di Hollywood". Mi permetto di dissentire: i giocatori lo erano già star di Hollywood. E te lo dice uno che in mancanza di app, di smartphone e di TV a pagamento, si disegnava con i colori a spirito Re Cecconi, D'Amico e Chinaglia, stando attento ai particolari (i capelli biondi di Luciano) perché con questo riuscivo a vivere il mio sogno, in attesa della domenica che non arrivava mai o dove potevo assistere al miracolo di uno stadio colorato.
Avrei dovuto articolare meglio il mio concetto qui citato, che si integra alla perfezione col tuo discorso sugli atteggiamenti da prime donne.

40 anni fa molti giocatori erano loro malgrado assimilabili a star di Hollywood, perché ad avere atteggiamenti da prime donne erano un esiguo numero di giocatori.

Chinaglia, D'Amico e Re Cecconi erano i tuoi idoli ma loro, per esserlo, non facevano null'altro che fare quello che erano: calciatori.

Ora ad essere cambiati sono soprattutto gli atteggiamenti, che danno al calcio quella patina di falsità hollywoodiana, dove l'apparire oltre il campo di gioco conta più dell'essere sul campo.

fish_mark

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Citazione di: Alcares il 29 Gen 2016, 12:21
Avrei dovuto articolare meglio il mio concetto qui citato, che si integra alla perfezione col tuo discorso sugli atteggiamenti da prime donne.

40 anni fa molti giocatori erano loro malgrado assimilabili a star di Hollywood, perché ad avere atteggiamenti da prime donne erano un esiguo numero di giocatori.

Chinaglia, D'Amico e Re Cecconi erano i tuoi idoli ma loro, per esserlo, non facevano null'altro che fare quello che erano: calciatori.

Ora ad essere cambiati sono soprattutto gli atteggiamenti, che danno al calcio quella patina di falsità hollywoodiana, dove l'apparire oltre il campo di gioco conta più dell'essere sul campo.

possiamo dire che è un vizio sempre più diffuso trai calciatori a cui gli è stato suggerito di curare il loro personaggio, anche a discapito dello sportivo.
Per esempio Balotelli. Quando segna sembra che è una cosa talmente naturale da risultare ovvia e su questo non esprime alcuna reazione, lo stesso distacco di quando vai al bancomat a prendere i soldi.

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gesulio

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ma sì, continuiamo a decontestualizzare e a non tenere conto del clima surreale delle ultime partite in casa. continuiamo a stigmatizzare i protagonismi dei calciatori e a non tenere conto di quelli altrettanto fastidiosi dei tifosi, certo.
perché sì, è vero, prima era tutto molto più spontaneo e genuino, in campo. le esultanze erano sincere e la gioia per un gol non aveva retro pensieri. esattamente come quanto accadeva sugli spalti, dove il protagonista era un pubblico anch'esso più spontaneo e genuino, che quando si vinceva festeggiava la vittoria, accoglieva in massa la squadra come fosse composta da eroi, e che se doveva fischiare aspettava la fine della partita, o se doveva contestare utilizzava i rimanenti 6 giorni e 22 ore della settimana.
tutta quest'ultima parte del discorso, anch'essa fastidiosamente retorica, lo ammetto, è stata ovviamente ed abilmente sorvolata. ma vabbe', manco mi stupisco più..

Alcares

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Citazione di: gesulio il 29 Gen 2016, 12:33
ma sì, continuiamo a decontestualizzare e a non tenere conto del clima surreale delle ultime partite in casa. continuiamo a stigmatizzare i protagonismi dei calciatori e a non tenere conto di quelli altrettanto fastidiosi dei tifosi, certo.
perché sì, è vero, prima era tutto molto più spontaneo e genuino, in campo. le esultanze erano sincere e la gioia per un gol non aveva retro pensieri. esattamente come quanto accadeva sugli spalti, dove il protagonista era un pubblico anch'esso più spontaneo e genuino, che quando si vinceva festeggiava la vittoria, accoglieva in massa la squadra come fosse composta da eroi, e che se doveva fischiare aspettava la fine della partita, o se doveva contestare utilizzava i rimanenti 6 giorni e 22 ore della settimana.
tutta quest'ultima parte del discorso, anch'essa fastidiosamente retorica, lo ammetto, è stata ovviamente ed abilmente sorvolata. ma vabbe', manco mi stupisco più..
Mi pare di capire che il mio intervento in risposta al tuo non l'hai letto tutto.

strike.eagle

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Citazione di: Alcares il 29 Gen 2016, 12:53
Mi pare di capire che il mio intervento in risposta al tuo non l'hai letto tutto.
Tu parlavi in generale, Gesulio ti chiedeva di contestualizzare il discorso al problema Lazio.
Qui il problema è del laziale che ha smesso di fare il tifoso, contestando fin da quando la squadra scende in campo e qualcuno sperando pure nella sconfitta.

gesulio

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Citazione di: Alcares il 29 Gen 2016, 12:53
Mi pare di capire che il mio intervento in risposta al tuo non l'hai letto tutto.

no, non ce l'avevo con te, ma con chi ti ha preceduto.

il tuo post l'ho letto tutto  ;)

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fish_mark

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Citazione di: gesulio il 29 Gen 2016, 12:33
ma sì, continuiamo a decontestualizzare e a non tenere conto del clima surreale delle ultime partite in casa. continuiamo a stigmatizzare i protagonismi dei calciatori e a non tenere conto di quelli altrettanto fastidiosi dei tifosi, certo.

Ma no, nessuna decontestualizzazione che vivo qui a Roma e allo stadio ci vado e respiro il clima non particolarmente entusiasta di una stagione non particolarmente brillante.
Quindi, se la proposta di metodo è quella di evitare inutili protagonismi, sarebbe anche opportuno evitare inutili generalizzazioni sul tema "dei tifosi", perché ci sono tifosi e tifosi. Chi è impegnato in una lotta, non condivisibile o meno, e chi invece non è impegnato ad essere semplicemente presente perché vuole tifare.
E certi gesti per la loro oggettività e per il contesto in cui maturano si rivolgono inevitabilmente a tutti, compiendo – quella sì - una inutile generalizzazione sena che da questa cresca la serenità né la possibilità di riavvicinamento, che pure sarebbe necessario a questo punto della stagione.

C'è un crisi sportiva in atto – nono posto – e ai tempi in cui "il protagonista era un pubblico anch'esso più spontaneo e genuino, che quando si vinceva festeggiava la vittoria, accoglieva in massa la squadra come fosse composta da eroi, e che se doveva fischiare aspettava la fine della partita" accadeva pure che in caso di vittoria scaccia crisi i giocatori andavano sotto la tribuna a cercare chi c'era per condividere quel momento e dimenticare tutto, almeno per un attimo. Anche all'epoca c'erano radio, giornali e TV e veleni su veleni. Eppure finiva lì.
Oppure poteva anche accadere che un giocatore ce l'avesse con il pubblico, ma per un fatto specifico che lo riguardava personalmente, una polemica o qualcos'altro.


Citazione di: gesulio il 29 Gen 2016, 13:31
no, non ce l'avevo con te, ma con chi ti ha preceduto.

PS Mi puoi pure quotare mica m'offendo.

gesulio

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non sei stato quotato perché stavo rispondendoti a breve giro, non avevo previsto che qualcun altro scrivesse nel frattempo.

PabloHoney

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Citazione di: fish_mark il 29 Gen 2016, 13:47
Ma no, nessuna decontestualizzazione che vivo qui a Roma e allo stadio ci vado e respiro il clima non particolarmente entusiasta di una stagione non particolarmente brillante.
Quindi, se la proposta di metodo è quella di evitare inutili protagonismi, sarebbe anche opportuno evitare inutili generalizzazioni sul tema "dei tifosi", perché ci sono tifosi e tifosi. Chi è impegnato in una lotta, non condivisibile o meno, e chi invece non è impegnato ad essere semplicemente presente perché vuole tifare.


Si ma è il risultato quello che conta.... Il risultato stadio intendo, e su questo se scansano tutti, c'e' sempre un motivo buono per, la colpa più grande è sempre di qualcun altro .... Ma quando andiamo allo stadio i posti vuoti sono quelli di noi tifosi, i cori contro a prescindere sono quelli di noi tifosi.... Il cacacazzismo dilagante e quello di noi tifosi...

Per cui cominciamo da noi a fare qualcosa che vada oltre la sacrosanta critica.... Riprendiamoci il nostro
Magari ci accorgiamo che ci piace pure

orchetto

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Questo anno si sono visti, applausi ai tifosi avversari se contestano la nostra dirigenza (la mia dirigenza me la contesto io semmai...)
Fischi preventivi a iosa (già visti in passato ma in aumento)
E domenica scorsa alcuni facevano olè ai passaggi degli avversari.
Qualche domanda i tifosi se la devono porre, ma non tanto in relazione ai giocatori professionisti ma per capire, tutta questa biliosa cattiveria oscura, serve realmente a qualche cosa?

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fish_mark

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Citazione di: orchetto il 29 Gen 2016, 15:06
Questo anno si sono visti, applausi ai tifosi avversari se contestano la nostra dirigenza (la mia dirigenza me la contesto io semmai...)
Fischi preventivi a iosa (già visti in passato ma in aumento)
E domenica scorsa alcuni facevano olè ai passaggi degli avversari.
Qualche domanda i tifosi se la devono porre, ma non tanto in relazione ai giocatori professionisti ma per capire, tutta questa biliosa cattiveria oscura, serve realmente a qualche cosa?

Aggiungerei le seguenti domande.
1. Da dove parte questa "biliosa cattiveria oscura"?
2. Quanto è diffusa?
3. E' organizzata o spontanea?
4. Dove può portare?
5. Eventuali rimedi.

Ma questo è materia di altro topic o di innumerevoli altri topic.

Alcares

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Citazione di: gesulio il 29 Gen 2016, 13:31
no, non ce l'avevo con te, ma con chi ti ha preceduto.

il tuo post l'ho letto tutto  ;)
;)

Credo che Mark abbia solo preso spunto da quanto ho scritto io per discuterne una parte in linea generale, senza particolare riferimento alla situazione dei tre "indici caldi".

RubinCarter

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Citazione di: orchetto il 29 Gen 2016, 15:06
Questo anno si sono visti, applausi ai tifosi avversari se contestano la nostra dirigenza (la mia dirigenza me la contesto io semmai...)
Fischi preventivi a iosa (già visti in passato ma in aumento)
E domenica scorsa alcuni facevano olè ai passaggi degli avversari.


Uno schifo.
Assurdo.

Alla mia Lazio.
Che amarezza. 

Roberto66

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Volevo chiedere ai nostri giocatori a quando ci riazzittirete visto che sono tre partite che non vi salta in mente di farlo?

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