I motivi della disaffezione ad andare allo stadio sono noti, molteplici e di varia natura, e sicuramente, così lo premetto subito, le prime responsabilità sono della società, per motivi che qui sopra abbiamo scritto e riscritto.
Il tifoso vuole sognare, illudersi anche, competere, emozionarsi, che non vuol dire vincere, il tifoso non è stupido, sa bene che chi alla fine vince è perché di solito ha più risorse, ma allo stesso tempo vuole che il suo club, quello a cui dona tempo, soldi e pathos faccia di tutto e di più per coinvolgerlo ed emozionarlo, e la Società Lazio, pur attuando una gestione attenta, oculata, logica, ed il più delle volte redditizia strategia economico-sportiva spesso non ha seguito questo aspetto, innanzitutto non avvalendosi delle giuste professionalità che si dedichino a questo aspetto, che sapessero affiancare al meglio la proprietà nel prendere le opportune decisioni.
Allo stesso modo però non posso dimenticare i Fatti e la Storia: la contestazione, o meglio la guerra a Lotito è iniziata 11 anni fa, quando non c'era Tare, quando era noto e stranoto che la Lazio era in fase di salvataggio dopo un (quasi) fallimento, allorquando il potere comunicativo e di influenza verso la tifoseria degli Ultras non era quello di oggi, era notevolmente superiore e più virulento, radiosix ed altre erano dedicate anima e cuore nella loro crociata anti-tiranno, altri comunicatori reiteravano gli attacchi, opera di continua diffusione di pessimismo, venivano sminuite le vittorie ed amplificate le sconfitte, contemporaneamente venivano tirati in ballo nomi e presunti ricchi acquirenti, cercando di far passare il messaggio a tutta la tifoseria che l'abbandono dello stadio e della protesta era un sacrificio necessario e propedeutico alla venuta de NUOVO CRAGNOTTI, i nomi erano tanti (Bertarelli, Cordate ungheresi, Imprenditori di San Marino, Gruppi Farmaceutici)....si utilizzò Chinaglia per propagandare presunti acquirenti....si faceva montare la protesta, l'astio verso la persona Lotito, si formavano le nuove generazioni di tifosi (adolescenti) sul senso di rabbia e di contrarietà verso la società....radio, tv, radio, tv, radio, tv....un MANTRA costante e continuo...i successi erano frutti del caso e della fortuna le sconfitte facevano riemergere le solite e continue accuse....anni e anni...intanto il tifoso medio lasciava lo stadio u po' perché coinvolto in questo tam tam negativo, ed anche perché (e ne ho conosciuto molti) perché lo stadio era diventato davvero un luogo insopportabile, avvelenato, soprattutto per chi doveva portare i bambini....3 ore di insulti, continui cori di rabbia, offese....quando al tifoso togli il piacere positivo del tifo e dello stadio è l'inizi della fine....ed ecco che la Maestrelli si svuota, lo spettacolo allo stadio diventa mano a mano più desolante, ed intanto il tifoso medio scopre che vedere la partita da casa è più comodo, la mancanza del grande richiamo del campione poi aiuta, ma l'abitudine a stare sul divano invece di lottare per un parcheggio, del pranzo o cena a tavola invece del panino con la porchetta fuori lo stadio prende il sopravvento....magari si torna per qualche successo davvero eclatante....ma la costante rimane il divano...ed ecco che quando la curva abbandona lo stadio sul serio lo spettacolo allo stadio diventa desertico....eppure la Lazio nei primi anni di Lotito, considerando il punto di partenza, ottiene e raggiunge traguardi ottimi, tolto il primo anno (2004-05), la Lazio nella seconda e terza stagione di Lotito ottiene qualificazione in EL ed addirittura in Champions League, quindi nulla che possa giustificare un tale scollamento....ma l'opera di propaganda all'autodistruzione è molto forte....Bertarelli, Cordate ungheresi, Imprenditori di San Marino, Gruppi Farmaceutici....evito il resto, lo sappiamo...certo, situazioni quali quelle di Yilmaz-Perea e Bielsa-Inzaghi sono brutti colpi per le ambizioni e gli umori della tifoseria sono colpi pesanti....io stesso dopo la vicenda Bielsa, che sono cmq uno contro l'abbandono e per il Tifo Fideistico, ho avuto uno sfogo di pancia urlando all'abbandono dello stadio, ma è stato uno sfogo a caldo...ma la fede ed il tifo devono prevalere, l'amore per il simbolo deve prevalere su chi è il dirigente.
Di certo la società deve lavorare sul riavvio della passione, bisogna deporre le armi e puntare sull'unità del Popolo Laziale, siamo arrivati al punto in cui se su di un social si esulta per un goal di Immobile o per una vittoria della Lazio in campionato si viene offeso o dileggiati in quanto lotitiani....siamo alla follia totale....un'opera di autoestinzione che solo i risultati sportivi e la nostra storia stanno frenando....tutto viene mosso dalla falsa e stupida convinzione che l'abbandono della Lazio porterà alla sua "liberazione"....una boiata allucinante, che solo menti stupide o diaboliche possono partorire....quando la logica ci racconta che Lotito, come chiunque proprietario di società o bene mobile ed immobile, venderà quando innanzitutto ci sarà qualcuno che vuole comprare ed intavolerà una trattativa seria e concreta, come hanno fatto con Milan ed Inter.....mi dispiace ritornare a discorsi già fatti, ma la storia non va dimenticata.
Quando è iniziata l'opera di disfattismo totale non c'era Tare, c'erano Osti e Sabatini...ricordate i radiosix, goal di notte, plastino, greco, le vittorie sminuite dai "...sì però....", e le sconfitte amplificate....io non dimentico.
Purtroppo un certo numero di tifosi è perso, irrecuperabile, bisogna ripartire e ricostruire....dai Fedelissimi, dai Veri Irriducibili, quelli presenti quando allo stadio erano 10mila, ma ripartire Uniti, senza fare differenze, evitando scontri ed accuse.
Solo comprendendo il passato si può davvero riprendere il bandolo del discorso, ora quello che serve è unità intorno ala maglia, al nostro simbolo, ed alla nostra Storia.