A mio modesto avviso, siamo legati ad un problema che è poi il problema principale della società di oggi. Oramai dopo anni di delusioni siamo imbalsamati, imbolsiti, fiacchi come un uomo preso a pugni che non percepisce più il dolore avendo perso i sensi. Non sopportiamo qualcosa e gridiamo il dissenso sui social, dopo qualche ora la rabbia diventa gag, poi foto umoristica, poi caciara. Noi tutti amiamo la Lazio e non l'amiamo certo da ieri l'altro..eppure permettiamo a Claudio Lotito di continuare a mettere in pratica i suoi piani da romanista sfegatato, perché solo una mer*a può regalarci 11 estati identiche e nere come la notte. Come sia possibile che ieri ed anche oggi, quella splendida marea laziale che si è opposta alla cessione di Signori, che si riunisce in massa a piazza della libertà, i cui valori si poggiano sulle gesta epiche dei padri fondatori, non si sia riversata a Villa San Sebastiano ad esprimere civilmente il proprio dissenso. Non viene Bielsa, é vabbé ma è loco, ci danno Simone Inzaghi, è vabbé almeno é laziale. Basta "e vabbé", non va bene nulla. Bisogna scendere sulla strada, stringerci, far sentire a questo signore il malcontento. Non é sufficiente scriverlo qui o altrove. Bisogna rendere difficile pure farlo andare in bagno in pace.
La Lazio nelle sue mani è destinata al collasso in maniera direttamente proporzionale a quanto diventeranno floride le sue aziende. Io spero che il tifoso laziale ritorni ad essere vivo e che le ceneri di quel che resta del tifo organizzato possano risorgere per protestare - quotidianamente e civilmente - contro una dittatura che ci ha riempito le tasche