Tenere in carcere un calciatore perchè non collabora è anormale (R.Arduini)
Non mi sono mai nascosto (anche perchè è un orgoglio da ostentare) e ho sempre professato la mia fede biancoceleste. Ma in questo caso sto traducendo in parole un pensiero da cittadino perplesso, non da tifoso.
Perchè se verrà accertato oltre ogni ragionevole dubbio che Stefano Mauri, vicecapitano della Lazio, alterava i risultati delle partite, spero di non vederlo mai più in campo con quella maglia dai colori del cielo che rappresenta una fede e uno stile di vita per milioni di persone.
Ma ora sto vedendo un qualcosa che va oltre l'aspetto calcistico. Lo ripeto: assassini come Luigi Spaccarotella e Annamaria Franzoni sono stati condotti in carcere solo dopo il terzo grado di giudizio. Una ha ucciso il figlioletto di tre anni, l'altro un ragazzo di ventisei con un colpo di pistola sparato senza motivo dall'altra carreggiata dell'autostrada.
Stefano Mauri, invece, senza aver subito alcun processo e con la carcerazione preventiva che, ricordiamolo, può essere richiesta quando si rischia l'inquinamento delle prove, la reiterazione del reato o la fuga, è recluso da una settimana e da più parti emergono rumors secondo i quali non sarebbe stato ancora rilasciato perchè ritenuto dal gip "non collaborativo".
Che significa? Questo mi spaventa, perchè mi fa pensare che qualcuno possa usare la detenzione alla stregua di un mezzo coercitivo, per spingere, cioè, una persona a confessare o ad ammettere responsabilità che magari non ha.Attenzione ai forcaioli della prima ora. Sono da sempre molto pericolosi. Tante volte, per colpa loro, capita di cercare giustizia ma di imbattersi nella legge.
Roberto Arduini