Citazione di: volerevolare il 29 Set 2016, 14:36
Caro Gesulio, è evidente che soffri pesantemente il topic altrimenti non sprizzeresti acredine e risentimento da ogn parola che scrivi.
Ad ogni buon conto, pur non condividendo praticamente nulla di quanto scrivi, trovando fuori luogo molte delle tue affermazioni e del tutto campate in aria alcune tue elucubrazioni, ti prendo comunque a spunto e come base di partenza per articolare di nuovo il mio pensiero.
Una società di calcio, come qualsiasi azienda che produce entartainment, deve prima di tutto guardare ai sentimenti ed alla pancia del proprio pubblico, sia esso fidelizzato che potenziale. Ignorare questo elementare principio porta semplicemente a produrre qualcosa che poi viene completamente ignorato. Per lavoro mi è capitato tempo fa di occuparmi del flop legato al film Dracula 3D, costato quasi 10 milioni di euro, ritirato dal circuito cinematografico dopo un solo giorno di programmazione e considerato quasi unanimemente come uno dei più grandi flop cinematografici della storia del cinema italiano e mondiale. Eppure il film aveva ricevuto consensi per le tecniche di montaggio e per essere il primo film horror in 3D: perchè nessuno lo ha visto? perchè era semplicemente brutto...
Cosa c'entra Dracula 3D con la Lazio di Lotito e Tare? che probabilmente anche loro, come Dario Argento e come i produttori di Dracula 3D, sono stati sempre e solo attenti alla parte tecnica e contabile della società e non si sono accorti che nel tempo hanno costruito una Lazio solida, forse anche ben fatta ma insipida, incolore, piatta e spesso anche noiosa, una squadra che negli ultimi anni -a parte qualche mese di Pioli- non diverte, non da emozioni.
Io continuo a sostenere che il problema dell'abbandono in massa dei tifosi laziali dall'Olimpico è soprattutto legato all'anaffettività, alla mancanza di emozioni, ed il primo tassello su cui bisognerebbe lavorare per recuperarli è proprio quello di rendere questa squadra più vicina, ripristinare quel filo invisibile che lega un tifoso alla sua squadra e che gli fa pensare che, se la sua squadra vince, è stato grazie a lui che l'ha aiutata, che l'ha sospinta oltre le difficoltà.
Quanto è bello il termine "12-esimo uomo in campo"? In questa parola c'è tutta l'essenza di quello che si è perso.. Il vero dramma è che il tifoso della Lazio oggi non pensa più di essere un valore aggiunto, un uomo in più della sua squadra; nel suo inconscio si è oramai rassegnato al fatto che la squadra e la società vanno avanti per conto loro, a prescindere dalla sua presenza o assenza.
Non credi, caro Gesulio, che sia su questo che dobbiamo discutere, che dobbiamo interrogarci? Non sull'aerofagia o sulle overdosi da successo (singolare il fatto che io parlo di "pancia" per parlare di sentimenti mentre tu, al termine pancia, ci associ altro...) , ma su cosa significa oggi essere tifosi della Lazio e su quale supporto un tifoso può dare alla sua squadra per farle vincere partite anche quando è inferiore.
Ed è su questo terreno che noi di Lazio.net dovremmo e potremmo giocare un ruolo importante: non per sederci a discutere con la società ma per essere uno spazio aperto di suggerimenti, di iniziative.
Sempreché ci sia qualcuno che abbia ancora voglia di essere il 12-esimo uomo in campo: per esempio, te Gesulio, oltre che sparare sentenze o sproloquiare su peti e movimenti intestinali, soffri come noi per il deserto che circonda la Lazio e vorresti aiutarla a ricreare attorno a lei un clima di amore oppure sei uno della corrente dei "belli larghi" e "vatuttobenemadamalamarchesa"? E, semprechè la cosa ti interessa, cosa proporresti per far ritornare attorno alla Lazio il fattivo supporto dei propri tifosi?
Scusa eh, ma tu hai chiaro da solo quello che hai scritto e che ho evidenziato?
Cioè tu a uno che c'ha 40 anni di abbonamento ininterrotti, va spesso in trasferta, compra materiale originale della Lazio, c'ha l'abbonamento tv, è uno dei fondatori di questa splendida community, organizza e partecipa a duemila iniziative della Lazio (che siano organizzate dalla società e non), promuove attività ed iniziative per favorire e diffondere la cultura Laziale (quella sana) dove è quando può, je stai a chiede' cosa significa essere Laziali, cosa significa essere il 12 in campo, quale supporto si deve dare alla squadra per farla vincere anche quando è inferiore, come aiutarla a ricreare attorno a lei un clima d'amore e cosa propone per far tornare attorno alla Lazio il fattivo supporto dei propri tifosi?
Cioè te a lui gli chiedi soluzioni.
Cioè uno che valuta negativamente ogni cosa che succede, che preferisce il tennis alla partita della Lazio e che chiama la Lazio "Lotitese"?
Le risposte c'è le hai già tutte, sia te che tutti i disamorati, non c'è bisogno di aprire nessun confronto, se uno tifa Lazio e non Lotitese.
Accusate gli altri di essere schiavi di Lotito ma in realtà ne siete gli unici ossessionati e mischiate tutto e tutti, seguendo questa ossessione.
Per te (voi) prima viene Lotito, l'astio e l'antipatia verso di lui e poi la Lazio.
Il problema è tutto il tuo.
Cioè, te dai un calcio alle palle da solo, perché vorresti partecipare ma ti imponi di non farlo e poi chiedi agli altri una soluzione per evitare di darti un calcio alle palle.
La ricetta è semplice.
Lo stadio sta lì dove è sempre stato, il colore delle maglie più o meno è sempre quello, in undici scendono in campo contro gli avversari e giocano la partita. Te sei il destinatario dell'evento, se te va,
è la stessa squadra fondata dal 1900 da Bigiarelli, ha l'Aquila sul petto e ripete questo rito da 116 anni.
È ampiamente sufficente per presentarti come hai sempre fatto, una cosa di una semplicità inaudita.
Il resto so' tutta una marea di cazzate, di sovrastrutture e di pippe mentali che col tifare la propria squadra del cuore non c'entrano proprio una minchia a meno che non ce le fai entrare te per forza.
In quel caso però evita l'autocommiserazione o la ricerca delle cause da altre parti.
Se sei stanco della situazione, se vuoi che si modifichi e che torni ad essere come era, ricorda, prima viene la Lazio e poi le critiche, le incazzature, la presidenza, l'organizzazione societaria e tutto il circo Barnum che sta intorno a 'sta squadra.
Prima viene la Lazio, la tua Lazio, non la Lotitese.
Per completare il quadro non dimenticare mai: romammerda.
Ecco, adesso hai proprio tutti gli elementi.
Tifare Lazio prima di tutto e antiromanismo militante.
Non serve altro, devi solo ritrovarlo dentro di te nel posto dove l'hai nascosto e ricominciare.
Ma tanto qualsiasi ragionamento è perfettamente inutile, per chi cerca continuamente una scusa. Ed ogni giorno c'è n'è una nuova.
Il problema di fondo rimane sempre lo stesso.
La Lotitese.
P. S: pochi mesi fa, per curiosità e rispetto di tutti i modi di sentire diversi dai miei, ho sospeso il giudizio su una iniziativa dei disamorati, quelli che avevano deciso di cambiare le cose, di dare un segnale forte e inverso contro l'anaffettivita e la perdita di sintonia con l'amore di una vita.
Si chiamava "Emozione Lazio", un luogo dove dovevano convergere i più mejo tifosi Laziali (la consulta dei 100) per risolvere le questioni.
Ecco, forse, alla luce dei fatti e dopo sei mesi di attesa, visto il nulla prodotto, forse è il caso di farsi meno pippe mentali, pensare meno alla Lotitese e riprendere il filo di un discorso con la passione di una vita che pare interrotto. La Nord l'ha già capito.
Potrei dire anche di peggio su certe iniziative, circa chi è che veramente sta producendo nel popolo Laziale più danni degli errori di dodici anni di presidenza Lotito.
Ma mi taccio, perché sarebbe come vincere facile. Tanto i fatti, se uno sa aspettarli, parlano da soli.
Per trovare quello che cerchi, ti devi convincere da solo.
Fidati, tornare a tifare Lazio senza problemi, serenamente, è tanto liberatorio.
DeVrji è un mostro, Milinkovic-Savic un ditarculo, Keita una testina di cazzo che però brucia i difensori, Ciro, se glie la dai a mestiere imbuca che una bellezza.
Già questo basta e avanza per partecipare allo spettacolo.