Impegnati nello scontro manicheo tra lotitiani e antilotitiani, mi sembra che in questa stagione disgraziata si sia poco considerato che i maggiori artefici dello scempio siano stati proprio i giocatori; ma non perché improvvisamente diventati pippacce, ma perché in campo è iniziato ad andare un disorganizzato, egoista, capriccioso e svogliato stuolo di pioli conficcati nel terreno che si attivava solo quando la palla gli arrivava sui piedi. Un po' come i funghetti del flipper. Non c'era corsa, non c'era chi si proponeva per un passaggio, nulla. Visto allo stadio vi assicuro che era tutto chiarissimo. La palla vagava in linea per i 4 difensori, qualche volta Baronio scendeva a prenderla e la ridava dietro. Poi partiva il lancione. Se arrivava a Zarate diventava un binario morto. È stato così dal girone di ritorno dello scorso anno quando la Lazio ha giocato solo le partite che ha voluto e ha condannato all'esonero l'ottimo Rossi. Però è arrivata la Coppa Italia, il derby e, infine la Supercoppa. Non a caso la svolta c'è stata quando il buon Reja ha rimesso un po' tutti in riga e la squadra ha ricominciato a giocare a pallone, adottando il modulo scelto addirittura dai giocatori stessi; cosa abbastanza inaudita. Ho idea che Reja abbia detto qualcosa del tipo :"giocate come vi pare, ma giocate sennò vi prendo a conghiate come meritate". In questo clima l'unico che si è comportato da professionista vero per tutta la stagione è stato Brocchi, pur con la sua età e i suoi limiti tecnici. Beh, io uno così me lo tengo volentieri. Auspicabilmente come riserva di centrocampisti migliori.
Me pare.