Citazione di: Sbracchiosauro il 06 Nov 2014, 23:38
a parte l'ipocrisia del dire di voler riportare il laziale allo stadio se poi questo è ciò che viene messo in pratica al primo big match, ma la società ha il diritto di alzare il prezzo tanto quanto io, tifoso più che fidelizzato, ho il diritto di criticare la scelta
poi se ce vado spendendo di più o se non ci vado sò cazzi miei, ma tu (generico, chiaramente) non te poi permette di dire che io devo stare zitto e accettare qualsiasi scelta della società
non era un sacrosanto diritto pure quello di scegliere di spostarsi a valmontone (o a palermo, o a bergamo, o ndo cazzo je pare?)
perchè lì se poteva criticà e qua non deve volà una mosca?
peraltro, e chiudo, mi domando certa gente dove la prenda la forza (e la faccia come il cù) per difendere un errore che persino un blocco di granito come lotito s'è reso conto d'avè fatto
e torniamo ai discorsi di schieramenti e trincee, e la voglia di parlare di Lazio si eclissa, chè tanto ognuno c'ha la sua idea da difendere che conta più di tutto
state bene così
con accenti differenti, diciamo la medesima cosa.
la Lazio deve scegliere se agire "normalmente" o se al momento la priorità è "normalizzare" i rapporti con il tifo, in particolar modo organizzato.
è una situazione anomala, perché in genere il tifo organizzato è composto da persone abbonate, ed un aumento dei prezzi lo tocca a livello di coscienza, al massimo, ma non nel portafoglio. la scelta di non abbonarsi, invece, rende più sensibili all'argomento, e l'aumento può essere visto come un attacco.
in questo caso, qualunque cosa decida la Lazio a me va bene. è una logica commerciale, ed entrambe le strade hanno diritto di cittadinanza.
quello che trovo insopportabile sono i toni apocalittici, gli strali, le lagnanze da diritti violati.
vuoi che lo scriva in maniera chiara e volgare?
se non hai i soldi puoi startene a casa, è un problema della Lazio solo e soltanto nel caso in cui la Lazio valuti che sia più proficuo incassare meno ma avere un maggior numero di sostenitori.
lo stadio non è il pane, non è il farmaco salvavita, non è il gas con il quale cucini e ti riscaldi.
ciascuno fa i conti con le proprie tasche, valuta le priorità e decide cosa fare. ma, ripeto,
andare allo stadio non è un diritto.