Claudio Lotito (Topic Ufficiale)

Aperto da Eagles77, 09 Feb 2016, 11:54

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fabichan

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Citazione di: Kredskin il 06 Mar 2016, 21:41
Ingaggio inteso come acquisto, acquisizione. Il significato è quello. Non lo stipendio.

Adesso si' che e' chiaro quali sono le "aspettative della tifoseria"  :=))

PabloHoney

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Citazione di: Kredskin il 06 Mar 2016, 21:28
Seguire?

Quando la lazio ha ufficializzato DV ero contento, perché come ho scritto era considerato (non da me, che non ce capisco un cazzo) uno dei migliori difensori del mondo tra i giovani.

DV ha 30 presenze la con la Nazionale olandese. Basta dai.

Non è che lo sapevo io... era molto probabile che si sarebbe rivelato un gran bel difensore. Come è molto probabile che Kishna si rivelerà una gran bell'ala, come SMS probabilmente diventerà un fuoriclasse.

Ripeto: basta seguire un minimo, ma proprio minimo minimo il calcio al di fuori della serie A.


Grazie.... La Lazio ha ufficializzato l'acquisto di DV dopo quel popo' di mondiale fatto.... Te credo che eri contento

Io parlavo di quando la Lazio ha individuato de vrij e non lo conosceva nessuno e anche qui dentro c'era molto scetticismo.... Poi se tu stavi già in fase arcobaleno, davvero.. Complimenti da parte mia

pantarei

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Caro amico, non comprendo appieno quanto stai dicendo.
Il curriculum di un giocatore, ancorché giovane racconta molto. Se FA ha giocato nelle giovanili della migliore nazionale del mondo probabilmente diventerà un ottimo giocatore. Non è certo, e infatti non lo paghi come un grande giocatore, fai una scommessa e quindi l'alea fa abbassare il prezzo.
Poi magari sbagli, e prendi un giocatore a zero che pare scadente e si rivela un grande affare.
Possiamo dire che un mercato di livello, per la Lazio, è quel mercato dove si fanno scommesse meno rischiose, con una percentuale di riuscita, a bocce ferme, maggiore. Nessuno domanda il campione affermato nel pieno della sua attività.

Kredskin

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Citazione di: PabloHoney il 06 Mar 2016, 21:50

Grazie.... La Lazio ha ufficializzato l'acquisto di DV dopo quel popo' di mondiale fatto.... Te credo che eri contento

Io parlavo di quando la Lazio ha individuato de vrij e non lo conosceva nessuno e anche qui dentro c'era molto scetticismo.... Poi se tu stavi già in fase arcobaleno, davvero.. Complimenti da parte mia
DV era nazionale già a 20 anni, se non prima. Io lo conoscevo già poiché seguo abbastanza la eredivisie (l'ajax è la mia seconda squadra). Personalmente il mondiale non ha cambiato molto il giudizio su DV.

Detto ciò, non è questione del mio giudizio, che vale meno di zero, ma il tipo di giocatore.

Tra un 22 enne titolare della sua Nazionale (e non parliamo di una nazionale minore senza concorrenza) ed uno sconosciuto pure ai genitori che gioca nel campionato messicano, credo non serva spiegare la differenza no?

Ecco, io di questo parlo.

La punta? Prendimi un altro Cissé. Ha fallito? si (anche se imho bisogna aspettarlo), ma non criticherò mai la società per il suo acquisto. MAI.
Il problema sono gli alfaro, i perea (che magari si farà), i djo... gente o sconosciuta o di secondo piano.

Questo intendo, non mi sembra difficile da capire. Guarda la rosa dello scorso anno, le colonne della rosa delle meraviglie:
Marchetti
Basta
DV
Biglia
FA
Candreva
Parolo

Tutta gente presa nei mercati recenti, tutta gente pagata e su cui è difficile andare oggettivamente a fare critiche, a parte Candreva che secondo me è stata una grande intuizione.

Questo serve, basta scommesse, parametri zero d'occasione, giocatori fermi da un anno e sconosciuti.

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DajeLazioMia

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Citazione di: pantarei il 06 Mar 2016, 21:53
Caro amico, non comprendo appieno quanto stai dicendo.
Il curriculum di un giocatore, ancorché giovane racconta molto. Se FA ha giocato nelle giovanili della migliore nazionale del mondo probabilmente diventerà un ottimo giocatore. Non è certo, e infatti non lo paghi come un grande giocatore, fai una scommessa e quindi l'alea fa abbassare il prezzo.
Poi magari sbagli, e prendi un giocatore a zero che pare scadente e si rivela un grande affare.
Possiamo dire che un mercato di livello, per la Lazio, è quel mercato dove si fanno scommesse meno rischiose, con una percentuale di riuscita, a bocce ferme, maggiore. Nessuno domanda il campione affermato nel pieno della sua attività.
Condivido, ma è moooolto vaga.
Forse ci rientrano pure Hoedt Kishna e sicuramente Savic.

pantarei

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Ok ma andiamo troppo OT secondo me

ES

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Citazione di: pantarei il 06 Mar 2016, 21:20
Kredskin ha risposto per me .
Io,tra l'altro, mi permetto solo di provare a riportare il pensiero della maggior parte dei tifosi.
Non è una provocazione.
E' lo stato delle cose, Lotito può fare ciò che vuole , i tifosi hanno preso una posizione .
2500 abbonati lsc,amico mio, anche lo scorso anno, che andava bene.
Meno 15 testoni a giugno, probabilmente.
Ma ndo annamo? pe frasche?
Io lo capisco il tuo ragionamento, è onesto.

L'unica è continuare il progetto giovani, quest'anno si è fatto qualcosa, perché kishna e savic te li ritrovi, hai keita, DV se torna bene, la crescita di hoedt, cataldi chi vivrà vedrà.
Mancano quei giocatori che puoi comprare solo se vendi un paio di pezzi grossi.
Devono essere bravi nel far questo, vendere bene, comprare bene.
Se iniziavano questa estate era meglio.

Cmq aspettiamo di uscire dalla EL prima di lasciarci la testa, daje  :beer:

PARISsn

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Citazione di: gianluca72 il 06 Mar 2016, 19:28
Se la mette in vendita vediamo ! Il problema è che lui con la Lazio ci fa vivere anche le sue aziende!

beh fosse tutto qui il problema basterebbe inserire una clausola alla vendita delle azioni ( non so in che forma tecnica si potrebbe fare...oppure da un notaio boh ) in cui si fa garantire che la vigilanza, le  pulizie, e quant'altro saranno svolte da ditte di Lotito....cioe' tanto co la fila de magnati russi e arabi che stanno ad aspetta' de comprasse la Lazio ...te pare fanno questioni per una cosa  insulsa come questa?? su chi lava  i cessi a formello o su chi apre e chiude il cancello ??  :asrm

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gianluca72

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Citazione di: pantarei il 06 Mar 2016, 21:20
Kredskin ha risposto per me .
Io,tra l'altro, mi permetto solo di provare a riportare il pensiero della maggior parte dei tifosi.
Non è una provocazione.
E' lo stato delle cose, Lotito può fare ciò che vuole , i tifosi hanno preso una posizione .

come sempre applausi..:)   :asrm :asrm :asrm
..solo una precisazione..moltissimi tifosi!! :asrm :asrm :asrm

Ranxerox

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Citazione di: AquiladiMare il 06 Mar 2016, 20:10
Oddio uno può anche decidere di vendere, ovviamente guadagnandoci e passare a fare altro....

A Calleri subentrò Cragnotti, non uno sceicco..

Geronzi ha gentilmente invitato Calleri a passare la mano a Cragnotti.
Dopo, molto dopo, si è anche capito qual'era il 'n'dringhete e 'n'dranghete, passando per Tanzi, Gardini, Enimont, Parmalat, Cirio, Centrale del latte, Banca di Roma (Capitalia) e via discorrendo.
Mica pettinavano le bambole. I padri e poi, più avanti, i figli per una evidente ed incredibile combinazione eh...
Lotito, al confronto è un dilettante.

Per dire:
- I Padri...

Lazio-Parma, Cragnotti-Tanzi, Geronzi-Carraro...
di Stefano Greco

C'erano una volta Tanzi e Cragnotti. C'erano una volta il Parma e la Lazio che vincevano in Italia e in Europa. C'era una volta un filo sottile e ai più invisibile che legava Roma a Parma, passando per Firenze e Perugia, fino ad arrivare a Napoli per poi tornare a Roma, sull'altra sponda del Tevere. A tenere quel filo, erano due personaggi: uno legato al mondo sportivo in primis e finanziario dietro le quinte; l'altro, invece, era il grande capo del mondo bancario italiano. I due grandi "controllori" delle vicende sportive e finanziarie del Paese, che spesso e volentieri si intrecciavano, rispondevano al nome di Franco Carraro e Cesare Geronzi.
Per far capire di che tipo di intrecci parliamo, prima di raccontare la storia di Tanzi e Cragnotti e di quello strano gemellaggio tra Lazio e Parma, partiamo da Franco Carraro e da Cesare Geronzi, da quella ragnatela di rapporti industriali, finanziari e sportiviche ha caratterizzato l'era dell'oro del calcio italiano. Negli anni novanta fino a metà del primo decennio del nuovo millennio, banchieri e manager hanno controllato il calcio italiano: lo hanno trasformato nel più grande spettacolo del mondo, ma poi con i loro giochi di potere lo hanno portato verso il baratro, dando vita a quel ridimensionato che oggi è sotto gli occhi di tutti.

Franco Carraro, con un passato da presidente del Milan, della Lega Calcio, del Coni e del Comitato Organizzatore di Italia '90, approda al vertice della Federcalcio, mantenendo una decina di incarichi dirigenziali e manageriali. Infatti, mentre guida la FIGC è anche presidente di Mcc spa (ex Mediocredito centrale), la banca d'affari di Capitalia. Quindi è consigliere di Capitalia e presidente dei Fondi immobiliari italiani, società controllata da Mediocredito e Inpdap. Cesare Geronzi, ovvero il "capo" di Franco Carraro in banca, all'epoca è il primo azionista della Lazio, ma è anche il maggiore finanziatore di Cecchi Gori (e quindi della Fiorentina), di Luciano Gaucci (e quindi del Perugia di cui detiene addirittura il 99,5% del capitale in pegno), di Telemarket (a cui ha fatto un prestito di 23 milioni di euro) e quindi di Giorgio Corbelli che all'epoca è proprietario del 60% del Napoli. Ma finanzia anche la famiglia Sensi, concedendo un prestito di 30 milioni di euro per l'iscrizione al campionato in cambio della fine della campagna del presidente della Roma contro il "palazzo" e quindi contro Carraro. In più, la Fininvest ha una quota del 3% di Mcc, mentre Massimo Moratti e Tronchetti Provera insieme hanno il 2% di quote di Capitalia. E arriviamo all'anello di congiunzione, ovvero Tanzi. Il presidente del Parma e di Parmalat, ha convissuto con Cesare Geronzi in Banca Mediterranea, possiede l'1,5% di Mcc e Tanzi fa parte del Cda di Banca di Roma. E a completare l'intreccio, entrano in scena i figli. Benedetta Geronzi, figlia di Cesare, è assistente di Carraro in Federcalcio. Luigi, figlio di Carraro, è socio di Chiara, la figlia di Geronzi che fa la giornalista al TG5 e che a tempo perso insieme a Francesca Tanzi (figlia di Callisto), Andrea Cragnotti (figlio di Sergio), Alessandro Moggi (figlio di Luciano), Riccardo Calleri (figlio di Gian Marco) e Giuseppe De Mita (figlio di Ciriaco), fondano la GEA World, la società che nel giro di pochi mesi arriva a controllare in regime di assoluto monopolio qualcosa come 200 calciatori.
I soldi girano, in molti si arricchiscono, ma alle spalle delle società di calcio e dei loro azionisti, visto che alcune (Lazio e Roma) sono quotate in Borsa. Il risultato è che la Fiorentina riparte dalla C2, il Perugia dai Dilettanti, il Napoli grazie al lodo Petrucci scivola "solo" in C1, la Roma viene tenuta in piedi a costi altissimi (per la famiglia Sensi) fino alla vendita, mentre Lazio e Parma, dopo esser state spolpate, passano dall'esser state le regine degli anni novanta e dell'inizio del terzo millennio a comprimarie o quasi, dirottate dalla "banca" nelle mani di Claudio Lotito e di Tommaso Ghirardi.

In casa Lazio, dopo l'addio forzato di Cragnotti (voluto da Geronzi), si apre una voragine che arriva a toccare i 500 milioni di euro, nonostante tre aumenti di capitale per complessivi 200 milioni di euro. Guarda caso con Mcc a fare da consorzio di garanzia e quindi ad incassare direttamente i soldi versati dagli azionisti. Soldi finiti chissà dove. Dal processo per il crack Parmalat, invece, dall'inchiesta emerge che Unicredit Banca da 171 milioni di euro prestati all'azienda di Tanzi ha ricavato 217 milioni di euro di interessi (+124%), mentre Capitalia ha incassato il 123% in più di quanto aveva prestato alla Parmalat.

E dopo aver spiegato tutti gli intrecci, torniamo all'inizio, alla storia che lega Lazio e Parma, Cragnotti e Tanzi. Il patron del Parma parte dalla Formula Uno. Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta è lo sponsor della Brabham, il team di Bernie Ecclestone che ha come pilota di punta Nelson Piquet, che vince due titoli mondiali indossando il marchio Parmalat. Piquet è brasiliano, Tanzi e Cragnotti hanno come punto di contatto proprio il Brasile. Tanzi sponsorizza e controlla il Palmeiras, Cragnotti in Brasile ha costruito le sue fortune prima come uomo di fiducia di Ferruzzi , poi acquistando i marchi Bombril e Del Monte quando decide di mettersi in proprio. Sì, perché mentre Tanzi un imprenditore vero e proprio, uno che ha costruito dal nulla un grande impero industriale, Cragnotti è sostanzialmente un finanziere con una carriera all'interno della Montedison negli anni ottanta e del gruppo Ferruzzi Enimont a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta. Nei primi anni novanta, fonda la Cragnotti&Partners, da cui inizia la sua scalata. Compra la Lazio da Calleri nel 1992 per 30 miliardi, poi con alle spalle Banca di Roma e Cesare Geronzi crea un gruppo che ha come punta di diamante la Cirio, ma anche diverse altre realtà industriali, collegate tra loro e sparse in diversi Paesi. Tra cui la Lawson Mardon Group in Canada in cui lavora un giovane manager rampante che risponde al nome di Sergio Marchionne, l'attuale numero uno della FIAT.
Detto degli intrecci tra Tanzi, Cragnotti, Carraro, la banca e i rampolli delle rispettive famiglie, i presidenti di Parma e Lazio diventano rivali nel calcio e nelle attività industriali, quando Cragnotti viene spinto ad acquistare la Centrale del latte di Roma. Pomodori e latte non hanno nulla in comune, ma Tanzi non può comprare direttamente la Centrale del latte perché il comune di Roma (il sindaco all'epoca è Francesco Rutelli, tifoso laziale) può cedere l'azienda ad un prezzo di favore solo ad un imprenditore locale. Così Cragnotti compra il 26 gennaio del 1998 la Centrale del latte per 106 miliardi di lire (circa 55 milioni di euro) con l'impegno di non cedere l'azienda prima di cinque anni. A febbraio del 1999, Cragnotti cede a Tanzi per 780 miliardi di lire (circa 403 milioni di euro) alla Parmalat di Tanzi il latte Cirio. La divisione comprende i marchi Polenghi, Ala, Stella, Torrimpietra, Torvais, Calabria Latte, Berna, Matese e chiaramente anche la Centrale del latte di Roma. Dando vita a quello che poi finirà nelle aule dei tribunali come lo scandalo Eurolat.
Anche nel calcio la rivalità è solo apparente. Lazio e Parma si scambiano giocatori sul mercato come se fossero gemellate. La Lazio, che nell'estate del 1998 ha ceduto il suo capitano Fuser a Tanzi, nel 1999 per puntare allo scudetto prende Veron (per 53 miliardi) e Sensini dal Parma. Poi l'anno successivo in cambio di Crespo, valutato la cifra record di 110 miliardi di lire, la Lazio dirotta a Parma Almeyda, Sergio Conceicao e Salas, ma il cileno si impunta e rifiuta il trasferimento. Cessioni e plus valenze, più che soldi reali girano soldi virtuali, con valutazioni gonfiate ad arte per tappare i buchi di bilancio, sempre con la compiacenza di Franco Carraro e sotto la regia occulta di Cesare Geronzi. Per Lazio e Parma, sono anni d'oro e nessuno fa caso a quegli intrecci, perché le bacheche si riempiono di trofei e le vittorie fanno passare tutto il resto in secondo piano. La Lazio vince uno scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea, tre volte la Coppa Italia e due volte la Supercoppa italiana. Il parma, squadra che ha sempre navigato tra la B e la C prima dell'avvento di Tanzi, vince tre volte la Coppa Italia, una volta la Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe, due volte la Coppa Uefa e una Supercoppa europea.

Ma sono successi figli di troppi intrecci e i due castelli in aria crollano miseramente uno dopo l'altro nel giro di pochi mesi. A gennaio del 2003 Cragnotti è costretto a lasciare la Lazio e subito dopo è travolto dallo scandalo-Cirio, mentre a dicembre del 2003 arriva anche il fallimento della Parmalat e l'arresto di Tanzi e di tutti i vertici del Parma. Dall'altare alla polvere, dai salotti buoni della finanza e del calcio alla prigione. Imperi andati in frantumi, come i sogni dei tifosi che rivedendo Lazio-Parma non possono non tornare con la mente ai trionfi del passato. Sono passati quasi 10 anni, ma sembra ieri. E quelle immagini e quei ricordi sono come ferite aperte su cui si cosparge il sale ogni volta che si affrontano Lazio e Parma, le ex regine di quello che una volta era il campionato più bello del Mondo.


-- I figli....

Il lato oscuro della GEA
di Marco Liguori - Salvatore Napolitano da "Il Manifesto"

E' l'accolita dei "figli di papà", controlla 150 assistiti tra giocatori e allenatori di serie A e B e può contare su un socio occulto che ha suscitato l'interesse di deputati e senatori. Un'inchiesta sull'ingarbugliato conflitto d'interessi della più nota società di procuratori del calcio italiano

C'è anche un socio occulto ad aggravare l'impenetrabile mistero della Gea World, la più nota e vorace società di procuratori del calcio italiano, comunemente definita come l'accolita dei «figli di papà». Il socio che si ammanta di mistero e che no ha alcuna intenzione di uscire allo scoperto, si protegge dietro una fiduciaria della Banca di Roma: la Romafides. E' un socio importante, che fa parte della Gea dall'origine, datata ottobre 2001. E' una circostanza ben strana per chi vive di cura dell'immagine e di consulenza nell'ipertelevisivo mondo del pallone. E quale può essere questo inconfessabile segreto da tenere celato, quando ciascuno degli altri soci della Gea si mostra senza problemi, nonostante gli intrecci evidenti con i genitori famosi e impegnati ai vertici del calcio? Si parla di Alessandro Moggi, figlio di Luciano, direttore generale della Juventus. Di Andrea Cragnotti, figlio di Sergio, ex presidente della Lazio. Di Chiara Geronzi, primogenita di Cesare, numero uno di Capitalia, il gruppo bancario che tiene forzosamente in piedi la Lazio e che ha importanti rapporti anche con Perugia, Parma e Roma. Di Francesca Tanzi, figlia di Calisto, numero uno di Parmalat e Parma, nonché membro del consiglio di amministrazione della stessa Capitalia. E di Riccardo Calleri, figlio di Gian Marco, ex presidente di Lazio e Torino. E allora perché un socio protetto? La domanda ha travalicato ormai i salotti ovattati del calcio e interessa la politica. E' dal 13 novembre 2002 che attende risposta l'interpellanza presentata dai due senatori leghisti Piergiorgio Stiffoni e Francesco Tirelli ai ministri dei Beni e attività culturali, Giuliano Urbani, e dell'Economia e finanze, Giulio Tremonti. Nell'incartamento, che giace sommerso dalla polvere negli archivi del Senato, si chiede se i ministri «non ritengano che una società come la Gea World abbia, volendo, la possibilità di interferire sulle partite del calcio professionistico». Nell'interrogazione si ricorda il lungo elenco dei figli famosi che controllano la Gea, e si aggiunge che vi lavorano anche Giuseppe De Mita, figlio dell'ex segretario Dc, Ciriaco, ed ex addetto stampa della Lazio, e Davide Lippi, figlio di Marcello, allenatore della Juventus. Ma si avanza altresì il dubbio che la Gea abbia «probabilmente avuto quale fondatore anche il figlio del presidente della Federcalcio», Franco Carraro: è proprio il mistero di Romafides. Se ci sia davvero suo figlio Luigi dietro la fiduciaria non è dato saperlo. Scorrendone la composizione, rilevabile dai documenti depositati presso la Camera di Commercio, salta evidente all'occhio il socio occulto. Gli azionisti della Gea sono tre: le due società Football Management e General Athletic, ciascuna al 45%, e Riccardo Calleri al 10%. A sua volta, la Football Management è controllata al 60% da Alessandro Moggi. Della General Athletic, Andrea Cragnotti, Francesca Tanzi e Chiara Geronzi detengono ciascuno il 20%.


Tarallo

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Kred, Morrison e Novaretti sono arrivati gratis, DV e FA no. Te credo che la differenza la sapevamo già da prima.
Coi soldi so boni tutti tranne le merde, l'Inter, il Milan ecc ecc

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GazzaA

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all'orizzonte non c'è nessuna barca o petroliere o magnate per la lazio ,perchè se ci fossero la lazio avrebbe gia cambiato proprietà come successo nel nba dove un magnate vero ha pagato 2 miliardi senza battere ciglio o basta vedere le cifre che esborsano gli emiri per renderci conto delle favolette fatte circolare intorno alla lazio.Lotito ha i suoi difetti ma ad oggi è l'unica realta per questa societa o i tifosi mettono mano al portafoglio e decidano di rilevare la società ad oggi non vedo altre strade SERIE.

Babu1975

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Il fatto che non ci sia nessun riccone all orizzonte non significa che lotito non debba sbattersi al 100% per fare una Lazio competitiva...sempre in linea con le possibilità economiche,ovvio.

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Citazione di: Babu1975 il 07 Mar 2016, 09:13
Il fatto che non ci sia nessun riccone all orizzonte non significa che lotito non debba sbattersi al 100% per fare una Lazio competitiva...sempre in linea con le possibilità economiche,ovvio.

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ho gia scritto lotito è un imprenditore che fa il passo secondo la gamba non puo piacere ma è il suo modo di fare impresa ...detto questo credo che tutti gli imprenditori vogliano crescere  non ne conosco nessuno che non voglia oltrettutto piu la lazio vale e piu lui ci guadagna

Babu1975

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Citazione di: GazzaA il 07 Mar 2016, 09:49
ho gia scritto lotito è un imprenditore che fa il passo secondo la gamba non puo piacere ma è il suo modo di fare impresa ...detto questo credo che tutti gli imprenditori vogliano crescere  non ne conosco nessuno che non voglia oltrettutto piu la lazio vale e piu lui ci guadagna
Si,ma un imprenditore può imparare dai propri errori,un imprenditore può anche cercare sinergie esterne,un imprenditore non può buttare nel cesso una risorsa enorme,anche economica come il tifo.e in un modo o nell' altro è anche colpa sua della situazione attuale allo stadio...lotito deve capire che una società forte,la crei con le personali adatte e di valore,e questo non solo nel calcio...la società Lazio è lui e tare,stop.grosso errore x me.

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Citazione di: GazzaA il 07 Mar 2016, 09:49
ho gia scritto lotito è un imprenditore che fa il passo secondo la gamba non puo piacere ma è il suo modo di fare impresa ...detto questo credo che tutti gli imprenditori vogliano crescere  non ne conosco nessuno che non voglia oltrettutto piu la lazio vale e piu lui ci guadagna
Ma dobbiamo trovare una linea che ci consenta di avere continuità, alla fine Fiore e Napoli ce l'hanno mostrata e anche Tare ha ammesso che bisognava vendere. Vendere un pezzo e comprare ogni anno 3 giocatori (da 6-8 mio, prezzo Biglia Savic Anderson DV) potrebbe essere la stada. Questa estate sicurmente venderemo, vediamo chi arriva.

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Citazione di: DajeLazioMia il 07 Mar 2016, 09:56
Ma dobbiamo trovare una linea che ci consenta di avere continuità, alla fine Fiore e Napoli ce l'hanno mostrata e anche Tare ha ammesso che bisognava vendere. Vendere un pezzo e comprare ogni anno 3 giocatori (da 6-8 mio, prezzo Biglia Savic Anderson DV) potrebbe essere la stada. Questa estate sicurmente venderemo, vediamo chi arriva.
la lazio quest'anno ha provato a mantenere tutti i big e inserendo giovani  una linea che si sperava portasse frutti ma sono proprio i big ad aver deluso piu di quelli che devevano essere inseriti piano piano anzi il giocatore che sta facendo meglio è proprio un giovane sms ...la lazio sta puntando sul settore giovanile lo dimostra il mercato e le iniziative non so se sia la strada giusta o quella indicata da te ..posso solo dedurre dalle parole di Tare che a giugno chi vorra andare partirà.Non mi sembra che la fior abbia questa continuità cosa che ha il Napoli .La Lazio dal punto di vista societario patrimoniale che come squadra anche se di poco in questa gestione è sempre cresciuta certo i risultati sportivi sono molte volte altalenanti ma qui i fattori in gioco sono molteplici dal mister dagli inserimenti che vai a fare dai giocatori ecc ecc.
Citazione di: Babu1975 il 07 Mar 2016, 09:53
Si,ma un imprenditore può imparare dai propri errori,un imprenditore può anche cercare sinergie esterne,un imprenditore non può buttare nel cesso una risorsa enorme,anche economica come il tifo.e in un modo o nell' altro è anche colpa sua della situazione attuale allo stadio...lotito deve capire che una società forte,la crei con le personali adatte e di valore,e questo non solo nel calcio...la società Lazio è lui e tare,stop.grosso errore x me.

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veramente anche verso il tifo la società ha fatto da olimpia alla maglia del meno nove solo che ad ogni iniziativa presa si cerca piu l'aspetto negativo che godersi quello che si è ricevuto.

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Citazione di: GazzaA il 07 Mar 2016, 10:14
la lazio quest'anno ha provato a mantenere tutti i big e inserendo giovani  una linea che si sperava portasse frutti ma sono proprio i big ad aver deluso piu di quelli che devevano essere inseriti piano piano anzi il giocatore che sta facendo meglio è proprio un giovane sms ...la lazio sta puntando sul settore giovanile lo dimostra il mercato e le iniziative non so se sia la strada giusta o quella indicata da te ..posso solo dedurre dalle parole di Tare che a giugno chi vorra andare partirà.Non mi sembra che la fior abbia questa continuità cosa che ha il Napoli .La Lazio dal punto di vista societario patrimoniale che come squadra anche se di poco in questa gestione è sempre cresciuta certo i risultati sportivi sono molte volte altalenanti ma qui i fattori in gioco sono molteplici dal mister dagli inserimenti che vai a fare dai giocatori ecc ecc. veramente anche verso il tifo la società ha fatto da olimpia alla maglia del meno nove solo che ad ogni iniziativa presa si cerca piu l'aspetto negativo che godersi quello che si è ricevuto.
Gazza,sotto l aspetto dei prezzi la Lazio non è seconda a nessuno,ma se tu mi dici che lotito è un imprenditore,come me nel mio piccolo,allora ti rispondo che x certe decisioni ha toppato alla grande perché non ha capito l enorme valore economico che può avere il tifoso Laziale,se solo sì è un minimo capaci di saperlo sfruttare...poi che ci creda o no,che ostenti Lazialita' e rida sotto i baffi a me non interessa,da imprenditore ha gestito male,molto male certi aspetti che l avrebbero addirittura rivalutato agli occhi dei tifosi e che avrebbero reso alla Lazio più soldi,o più tifo...

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La fiore ha fatto 3 quarti posti di fila.
Credo che vendere un pezzo e ricomprare ci consenta di tenere alte le motivazioni, quando abbiamo venduto Kolarov e Hernanes poi abbiamo fatto buone squadre. La Lazio IMHO se aggiungi 4 pezzi di buon livello coi soldi di Onazi e Candreva (una 30in di mio) e utilizzando qualche giocatore per scambi (Djo, Cataldi) è di nuovo competitiva per i primi 4-5 posti.

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