Citazione di: fish_mark il 27 Apr 2016, 17:46
Oggi si parla molto di Lotito perché oggi di questa lazio, oggi il 27 aprile, Lotito fa parte del problema che non lo risolviamo facendo finta che non esista. Esiste eccome e ha solo lui le chiavi per riportarci in alto, a partire dallo spirito.
Per FD: se in questi 12 anni avessi sovrapposto Lotito alla Lazio avrei dovuto disertare lo stadio e dimettermi da tifoso. Si tratta di una di quelle persone che racchiude tutti i vizi italici per eccellenza, da ogni punto di vista: professionale, politico, culturale, di stile (il comunicato sul padre di famiglia è un passo indietro per la civiltà). Invece, nonostante il personaggio accolto tra boschi di braccia tese e l'operazione dicanio pro-curva, abbiamo continuato a tifare Lazio. Come giusto che sia.
Se poi inizi a parlare di matematica, ti invito a contestualizzare i tuoi conti. Il paragone non puoi farlo solo con uno storico che inizia nel 1900, senza fare i conti con l'inizio della nuova era: 1993, diritti tv, nascita del neocalcio. Non è un caso l'arrivo di Cragnotti, non è un caso che le spericolate performance finanziarie avvengono in quel passaggio storico, sulle basi di una "nuova accumulazione originaria". Valorizzazione tutta fondata sull'estensione della figura del consumatore-tifoso-cliente, principale attore del processo di rendita.
La storia è nota: Lotito mette sul tavolo un credito di 18 milioni, spalma il debito (6 milioni per 20 anni) dopo le botte prese dai tifosi e inizia il "risanamento". Incassando ogni anno decine e decine di milioni dalle tv.
Anche con il debito la collocazione della Lazio è comunque ai vertici del calcio italiano. Non significa vincere obbligatoriamente qualcosa, ma nemmeno sentirsi "miracolati", in 12 anni, davanti alle due coppe italia e alla supercoppa. Anzi: ogni possibile passaggio di consolidamento viene puntualmente bucato, in un mix di incapacità e dolo mascherato. Cioè, sperare di investire poco e male e ottenere risultati.
Se invece parliamo di "tifo assoluto", cioé di esserci sempre "al di là del risultato" - un po' gli esempi che portava Gesulio - mi sta bene, però devo avere in cambio una epifania di sentimenti davvero straordinaria. Cioè devi costruire una società che ispira partecipazione, coinvolgimento, sintonia in maniera costante. Devi darmi uno stadio degno di questo nome, devi batterti con me contro lo schifo di normalizzazione, devi saper parlare, non mi devi prendere per il culo, non devi diventare la barzelletta dei media, non devi fare il picciotto in Lega e poi fare pippa con tutti gli arbitri di merda che arrivano, devi far diventare Formello casa di tutti. Insomma, devi curare una comunità, un popolo diceva il coraggiosissimo Pioli.
Matematica o idealità pure, qui i conti non tornano.